Avete voluto la bicicletta?

Poi vi dicono: ma tutto sommato questi gretini che male fanno? Saranno un po’ ingenui, ok, ma almeno sollevano consapevolezza su di un tema importante come il cambiamento climatico.

Che male fa l’ingenuità?

Vi faccio questo esempio. Quando la gretina è arrivata a Roma à fatto il suo comizio in piazza e gli impianti del palco erano alimentati da biciclette come racconta repubblica.

Non è la prima volta, ormai è un classico di queste manifestazioni. Il problema è che usare la forza umana come sorgente di energia è una puttanata galattica. Una cosa che al massimo può trasmettere il seguente messaggio: guardate quanta fatica e quanto sudore costa produrre una cagatina di energia elettrica con le proprie gambe. Ecco, questo è il modo in cui non farlo.

Già, perché questa pedalata per alimentare il palco può servire solo a dimostrare come non fare.
Basta ascoltare i numeri che vengono presentati nel video: “ogni 30 biciclette producono 1 kW di corrente” dice il tizio. Sorvoliamo sull’oscenità del “kW di corrente” e concentriamoci sui numeri. Se 30 persone producono 1 kW abbiamo 33 W a persona che è una potenza abbastanza bassa. Come scrivevo qui io posso senza problemi durare tre quarti d’ora producendo 70 W, ma probabilmente in questo caso considerano anche bambini e persone poco allenate. Il numero quindi ci sta.
Dicono che ànno 90 biciclette che producono 3 kW.

Ora, immaginatevi 90 persone che pedalano tutte assieme, 90 biciclette, 90 sostegni per tenerle rialzate e collegate ai generatori…
Una massa enorme di persone che faticano per 3 kW, una marea di dispositivi per convertire la potenza muscolare in potenza elettrica.

Ecco, il tutto è sostituibile da un banalissimo generatore da 3 kW da 272 euro. Ok, questo è un po’ un generatore della mutua, prendetene pure uno un po’ più bellino, ma siamo lì.

Parliamo di un generatore che à una massa di meno di 50 kg, che possono sembrare tanti ma che sicuramente non sono più della massa di 90 biciclette e 90 sostegni per esse (sarebbe come avere una bicicletta e un sostegno a mezzo kg, che secondo me a occhio manco il sostegno sta dentro il mezzo kg).

E il carburante? Un generatore del genere à un consumo di 1,5 litri all’ora. Facciamo un po’ di conti: 1,5 litri di benzina equivalgono a 1,08 kg (la densità della benzina è di 0,72 kg al litro). Se lo facciamo funzionare un’ora immettiamo un’energia pari a 1,08 kg di benzina per 46 MJ/kg = 49,7 MJ.
In uscita avremo 2,8 kW per un’ora, ossia 2,8 kWh che sono 10 MJ.
Immetto circa 50 MJ di benzina per tirare fuori 10 MJ elettrici, un rendimento del 20%, più o meno quello che puoi aspettarti da questi dispositivi.

Quindi con circa 1 kg di benzina sostituisci 90 persone che pedalano per un’ora intera. Con un misero chilogrammo di benzina. Che costa quanto? Due euro. Ecco, il lavoro di 90 persone per un’ora vale un paio di euro.

La scelta delle biciclette perde su tutti i fronti. Perde sul fronte economico, quindi non può essere un’alternativa valida perché se tu mi proponi un modo di produrre la stessa quantità di energia di un chilogrammo di benzina impiegando 90 umani che pedalano è chiaro che il sistema non sta in piedi. Non puoi remunerare 2 centesimi di euro all’ora queste persone. Quindi questo sistema non è alternativo.

È un sistema che perde anche dal punto di vista dell’infrastruttura: da una parte devi portare sul luogo 50 kg di macchina e 1 kg di carburante dall’altra 90 biciclette, 90 sostegni per rialzarle coi relativi generatori (e volendo anche 90 persone che pedalano). È una massa k volte maggiore.

Non c’è alcun vantaggio, è una scelta assurda da tutti i punti di vista.

Però è ecologica! Non si inquina!
Non proprio. L’uomo infatti emette CO2, ricordate? Non è che caghiamo fuori l’energia dal nulla. Fondamentalmente siamo macchine che in entrata ànno zuccheri e ossigeno e in uscita produciamo acqua, anidride carbonica ed energia. Se tu ti metti a pedalare produci sì energia ma produci anche anidride carbonica, non fiorellini e profumo di violetta.

Di solito a questo punto ti dicono che in realtà quell’anidride carbonica è compensata dal fatto che noi prendiamo l’energia dal cibo di cui ci nutriamo, cibo che al principio della catena alimentare è sempre di origine vegetale. Le piante di cui ci nutriamo (direttamente o indirettamente) ànno quindi assorbito la CO2 che poi noi emettiamo quando usiamo quel cibo.

Questo è vero, però qui viene il bello, perché purtroppo noi non siamo raccoglitori. Il cibo con cui ci nutriamo non lo troviamo per strada. Viene coltivato e trasportato alle nostre bocche in modo più o meno complesso. E questo richiede energia per la quale viene emessa CO2.

La produzione di CO2 può variare sensibilmente a seconda di come ti nutri. Se ti nutri solo della verdura che coltivi nell’orto sotto casa usando strumenti manuali (una cosa che non fa nemmeno la gretina) allora l’energia che devi aggiungere per la produzione di quel cibo è pochissima. Non ci sono macchine agricole a cui fare il pieno, non ci sono aziende chimiche che producono i prodotti per i trattamenti, non ci sono i mezzi di trasporto per portare il cibo a casa tua….
Se invece ti mangi il prosciutto cotto prodotto in val Padana, devi considerare l’energia usata per coltivare la soia in Canada, l’energia necessaria a portarla in Europa, l’energia necessaria a lavorarla per farne farina da dare in pasto al maiale, il fatto che il maiale in sé à un suo rendimento, l’energia per macellare il maiale, l’energia per cuocere il prosciutto, l’energia per portarlo al negozio e l’energia per portarlo dal negozio a casa tua. Che non sembra, ma se fai una decina di km per andare a fare la spesa al supermercato in automobile, di fatto sposti una tonnellata di ferraglia per trasportare venti kg di spesa.

Tra questi due estremi, tra quello (inesistente) che mangia solo verdurine del suo orto a centimetro zero, e quello che si nutre di frutti tropicali a dicembre trasportati smerdardo il mondo di CO2 c’è tutto un mondo che si nutre producendo più o meno CO2.

La CO2 prodotta da quelle 90 persone che pedalavano è “neutra” perché assorbita dalle piante che ànno prodotto il cibo di cui si sono nutriti, ok. Ma tutta la produzione e il trasporto di quel cibo à richiesto energia, quindi produzione di CO2. Quanta? È difficilissimo stimarla perché non sai le abitudini alimentari di chi pedalava.

Il problema di questi calcoli è che sono molto complicati. Anche la benzina non viene fuori dal rubinetto in piazza del popolo a Roma. Devi estrarre il petrolio, trasportarlo, lavorarlo e infine trasportare la benzina.
Per vedere cosa emette meno CO2 dovresti considerare che il potere calorifico della benzina è di 46 MJ/kg mentre quello dei cibi normalmente molto inferiore. Si avvicina a quei valori il burro con una trentina di MJ/kg o lo zucchero con 17 MJ/kg. Altri cibi ànno un contenuto energetico molto più basso: le carote 1,4 MJ/kg, i pomodori 0,7 MJ/kg, i peperoni 1,3 MJ/kg.
Che poi è anche il motivo per cui mangiare tanta verdura fa dimagrire: riempi la pancia con roba che à un basso contenuto di energia.

Per avere lo stesso quantitativo di energia i pomodori richiedono una massa di 65 volte maggiore. Una massa che deve essere trasportata.
Quando io a Praga compro un kg di pomodori spagnoli so che quel kg di pomodori à fatto 2200 km. Fatte le proporzioni con la benzina potrei trasportarla a 2200*65 = 143 mila km, tre volte e mezza la circonferenza della Terra.

E poi non è nemmeno così semplice, perché il kg di pomodori che compro a Praga di solito si è fatto quei 2200 km nel cassone di un camion che à smerdato mezza Europa, mentre il petrolio con cui viene fatta la benzina à viaggiato in una petroliera via acqua, modo di trasporto che richiede meno energia. Anche durante la distribuzione, la benzina arriva ai distributori in grosse cisterne mentre il pomodoro arriva in camion che sono di fatto semi vuoti.

L’unica cosa facile da considerare è che il rendimento del corpo umano è simile a quello di un motore a combustione interna. Per il resto capire quanta CO2 viene emessa è estremamente difficile. Puoi avere cibi semplici che non ti chiedono alcuna lavorazione come i pomodori che però richiedono molta energia per essere trasportati considerando il loro basso contenuto energetico, puoi avere cibi complessi come il prosciutto che richiede numerosi passaggi per ognuno dei quali ài un rendimento oltre a tutta l’energia per la coltivazione dei mangimi e il trasporto. Delle volte ài cibi “locali” come il latte che però richiede energia per la logistica: se invece di avere una stalla enorme dove faccio il carico di ettolitri ed ettolitri di latte ogni giorno devo andare stalla per stalla a tirare su due gocce di latte ogni giorno è evidente che dovrò buttar via un’enorme quantità di energia per andare con piccoli mezzi a raccattare quel poco latte in ogni stalla. Poi, essendo un prodotto fresco non posso portare ai negozi le forniture per un mese di vendite di latte, devo portarlo ogni giorno come latte fresco. Quindi ogni giorno trasporto pochi litri. Modo inefficiente di fare la distribuzione: altra energia buttata via.

Vedete, fare i conti veri di quanta energia viene usata e quanta CO2 viene prodotta è estremamente complesso. Quello che è certo è che quelle 90 persone che pedalano non producono una quantità di CO2 a somma zero. C’è tutta una quantità di CO2 emessa per la coltivazione, il trasporto e la lavorazione di quel cibo che devi considerare e che può variare tantissimo a seconda del cibo che mangi.
Ricapitolando: da una parte devi considerare la CO2 emessa per coltivare, processare e trasportare il cibo che poi gli uomini ànno trasformato in energia meccanica. In più devi considerare la CO2 emessa per trasportare tutto il sistema meccanico per consentire a 90 persone di pedalare.
Dall’altra devi considerare la CO2 per estrarre, lavorare e trasportare (in modo molto più efficiente) 1 kg di benzina, più l’energia per trasportare 50 kg di generatore. E ovviamente anche la CO2 emessa dalla combustione di quel kg di benzina.
Fate i conti: sono così complicati (non per la matematica, ma perché le variabili in gioco che devi pesare possono variare tantissimo) che chi ci prova di solito trova valori attendibili come le previsioni meteo a 10 giorni.
Non mi stupirei se saltasse fuori che bruciare un kg di benzina emette meno CO2 rispetto a bruciare cibo da motori umani.

Purtroppo questo è un problema complesso e queste iniziative rischiano solo di banalizzarlo. Montano sulla bicicletta e pensano che sia energia pulita. Fine della storia. Come se l’energia dei muscoli comparisse dal nulla.

Volete fare qualcosa di provocatorio? Prima di saltare sulla bici fate compilare un questionario: signora, cosa mangia? Si nutre solo delle verdurine del suo orto coltivato sotto casa sua a centimetro zero e con mezzi di lavoro manuali? Bene, può salire sulla bici e pedalare. Ella invece? Mangia i pomodori spagnoli? Mi spiace ma à emesso troppa CO2. Giù il culone dalla bici.

Probabilmente le biciclette rimarrebbero vuote e la gente capirebbe che il problema è un filino più complesso, e non si ferma dove arriva il proprio occhio.

Per quelli che non la capiscono ancora basta chiedere loro di pedalare e produrre tutta l’energia di cui ànno bisogno (elettricità, trasporti, riscaldamento, energia per i prodotti e i servizi che comprano) con le proprie gambe.
Avete voluto la bicicletta… ecco.

2 Comments

  1. Shevathas said:

    Quello che mi ha divertito delle “interviste in ginocchio” ai membri del greta fans club è che parlavano dei “kilowatt” di energia che potevano ricavare dalle biciclette.
    Il confondere la potenza con l’energia era uno di quegli errori, come il confondere il peso con la massa, da immediato cartellino rosso all’esame di fisica.
    Sconfortante che tale svarione sia stato riportato senza che nessuno se ne accorgesse.

    4 Maggio 2019
    Reply

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