Il fallometro ceco

Probabilmente avete letto un paio di giorni fa la notizia della cassazione per cui l’italia non può respindere immigrati clandestini che fanno richiesta di protezione umanitaria se questi si dichiarano ghei.
E questo non solo se nel loro paese ci sono leggi discriminatorie. Nel caso specifico il tizio della Costa d’Avorio era stato oggetto di disprezzo da parte dei parenti per una relazione ghei. Quindi à diritto a stare in italia.

Il livello di idiozia di questa decisione è impressionante. A questo punto mi aspetto che sanciscano il diritto alla protezione umanitaria se uno à la suocera troppo rompicoglioni.
Signor giudice! Si renda conto, me la trovavo sempre tra le palle in casa mia, criticava come stendevo la biancheria, diceva che non era l’uomo adatto per sua figlia! Come facevo a vivere con una suocera così! Dovevo scappare!

No, perché ormai il livello è questo. Non è che dài protezione umanitaria a chi scappa da un paese in cui verrebbe impiccato in piazza, ma a uno snoufleic che non è capace di sopportare le critiche.

Il risultato è che ora chiunque giocherà questa carta, se si vince così facilmente. Vedremo percentuali bulgare di immigrati che si dichiarano ghei anche se vengono da paesi in cui non c’è nessuna discriminazione. Un po’ come quando c’era il servizio militare di leva obbligatorio e in Sud Tirolo c’erano percentuali di ghei del 30% perché non si sentivano italiani e non volevano fare il militare. Arrestarono pure uno psicologo che faceva certificati falsi di omosessualità per far saltare il servizio militare.
Ora prepariamoci alle stesse sceneggiate da parte degli immigrati clandestini.

I tribunali dovrebbero verificare la veridicità di queste affermazioni. Già, ma come? Be’, potrà sorprendervi ma in Rep. Ceca si usa quella che viene definita falometrie. La versione italiana di uichipedia è molto scarna, dice solo che è stata inventata negli anni 60 da uno psicologo ceco. La versione ceca è molto più dettagliata: in pratica le persone vengono messe di fronte a stimoli visivi e uno strumento misura l’aumento di volume del pene come risposta a quegli stimoli visivi.
Il sistema può essere basato su diversi principi fisici, ad esempio si mettono delle fasce elastiche con estensimetri (curioso, non sapevo la traduzione in italiano di strain gauge, ammetto con vergogna che ò dovuto cercarla per scoprire che è estensimetro).

Nell’allora Cecoslovacchia quando uno provava a saltare il servizio militare dichiarandosi ghei gli facevano questo testo e verificavano se lo era veramente. Più recentemente sono passati a usarlo per verificare – appunto – le dichiarazioni degli immigrati che cercano protezione umanitaria dicendo che sono ghei.
Poi ovviamente arrivano i rompicazzo dell’UE a dire che non è legale

“The practice of phallometric tests constitutes a strong interference with the person’s private life and human dignity. This kind of degrading treatment should not be accepted in the European Union, nor elsewhere,” Malmstrom said Tuesday (17 May

La cosa assurda è che ti dicono cose del tipo:

It said the practice could violate the European Convention on Human Rights “since this procedure touches upon a most intimate part of an individual’s private life”.

E tu dici: aspetta un attimo. È stato il richiedente protezione umanitaria che à tirato fuori questo argomento, non è che lo Stato entra nella sua vita privata così per gli girano le palle di farlo. Egli à deciso di giocare questa carta, lo Stato si limita a verificare che le affermazioni siano veritiere.

Tra l’altro, il vantaggio dello strumento è che misura in termini oggettivi la risposta a stimoli visivi, senza che il medico stia lì a guardare il pene del richiedente protezione umanitaria. Una volta installato lo strumento (come questo fallometro commerciale) poi il medico seleziona le immagini dal programma e visualizza sul grafico l’aumento di volume. Si fa la calibrazione con immagini neutre e così via, tutto molto scientifico e professionale. Non è che c’è lì la commissione esaminatrice che ti guarda tra le gambe.

Poi non so se la Rep. Ceca à ascoltato i rompiballe UE e à smesso di usare questo metodo, ma il metodo c’è.
Lo si usi. Le commissioni territoriali comprino una serie di questi fallometri e li usino per verificare se le affermazioni dei clandestini sono vere o no.
E per quelli delle commissioni dei diritti umani che ne contestano l’uso la domanda è semplice: se uno scappa veramente da una persecuzione secondo voi si fa problemi a farsi misurare l’aumento di volume del pene per dimostrare di essere veramente ghei?
Cioè, se l’alternativa è tornare al proprio paese perseguitato, cosa volete che gliene freghi di un test medico come questo?

No, perché l’alternativa è dare protezione umanitaria gratis a tutti, basta la parola.

18 Comments

  1. Lela said:

    È gente che sostiene che un uomo debba essere considerato una donna perché si sente tale e basta, con tanto di diritto di cambiarsi il sesso sui documenti di identità.
    Coerenza vuole che si oppongano a un test che provi oggettivamente l’orientamento sessuale di un uomo.

    26 Aprile 2019
  2. Alessandro Sabatini said:

    La domanda giusta da farsi è se questo coso funzioni.
    Perché un gay potrebbe avere una disfunzione erettile oppure essere nervoso/imbarazzato dalla situazione e non provare eccitamento.
    O un etero potrebbe riuscire ad estraniarsi da quello che sta guardando e immaginarsi una scena erotica che gli aggrada…

    26 Aprile 2019
  3. Nick said:

    Non capisco il ceco. Scusa, ma che affidabilità può avere un metodo del genere? Cioè, se sono in un ambulatorio davanti a un medico (e c’è lo stress emotivo di un evento come la chiamata alle armi o la richiesta di asilo) dubito fortemente che mi venga il durello se mi mostrano una foto. O misura a livelli magari impercettibili di flusso sanguigno e aumenti di volume che neanche noi ce ne accorgiamo?

    26 Aprile 2019
    • mattia said:

      Cioè, se sono in un ambulatorio davanti a un medico (e c’è lo stress emotivo di un evento come la chiamata alle armi o la richiesta di asilo) dubito fortemente che mi venga il durello se mi mostrano una foto. O misura a livelli magari impercettibili di flusso sanguigno e aumenti di volume che neanche noi ce ne accorgiamo?

      Be’, se usano estensimetri probabilmente misurano l’impossibile. Dopodiché, tutti i sistemi di misura ànno un’incertezza.
      Pretendere un sistema di misura senza incertezza è ingenuo.
      Puoi prendere tutti gli accorgimenti per ridurla, creare un ambiente rilassante, preparare lo staff, ripetere la prova più volte…
      E poi, sinceramente, prova a stare 5 giorni senza avere alcun rapporto sessuale e senza masturbarti.
      Provaci, davvero.
      Poi vedi come ti diventa duro all’istante per *qualsiasi* stimolo visivo.
      Falla questa prova: dopo 5 giorni ti assicuro che gli ormoni ti sbattono in testa e metteresti a π/2 anche la prima cozza che passa.
      Aggiungi altri 5 giorni e arriva 10 per star sicuro e sei a posto.

      29 Aprile 2019
  4. Sciking said:

    Chiedo asilo in Svizzera in quanto proveniente da uno Stato barzelletta, vale?

    26 Aprile 2019
  5. kheimon said:

    D’accordo sulla questione delle richieste di asilo ma non riesco a pensare a una pratica più umiliante e grottesca della “fallometria” così descritta: sono convinto che non mi si sposterebbe di un centimetro di fronte a nessuna immagine per via della tensione e del disagio che la cosa comporterebbe e inoltre solo una persona vissuta negli anni Sessanta poteva concepire un’idea tanto binaria delle preferenze sessuali: c’è a chi piacciono uomini e donne. Ci sono gay che si eccitano guardando il porno non gay perché si mettono a guardare il maschio nella coppia e la presenza della donna ha valore ornamentale.
    Questa cosa mostra il marchio della pseudoscienza da un kilometro.

    26 Aprile 2019
    • mattia said:

      a una pratica più umiliante e grottesca

      Non capisco dove stia l’umiliazione.
      Misuri una reazione del corpo umano a uno stimolo, niente di più.
      Il fatto che coinvolga parti intime del corpo non significa che non si possa fare un esame medico. Altrimenti non andare mai da un urologo perché se ti deve controllare la prostata ti fa un esame che, da questo punto di vista, potresti descrivere molto, ma molto umiliante.
      No, quando un urologo ti ficca un dito nel culo non è una pratica umiliante, si chiama esame medico.

      solo una persona vissuta negli anni Sessanta poteva concepire un’idea tanto binaria delle preferenze sessuali: c’è a chi piacciono uomini e donne.

      E chi ti à detto che il sistema dà interpretazioni binarie? Tu mostri immagini di diversi tipi, poi metti in una matrice (anche solo bidimensionale) e misuri lo stimolo come una “bolla” su due assi.

      29 Aprile 2019
  6. Shevathas said:

    Da notare poi una colossale contraddizione; da una parte si equipara, dal punto di vista della gestione degli omosessuali, l’italia alla germania nazista, dall’altra basta una “autocertificazione” inverificabile per essere protetto in quanto omosessuale…

    27 Aprile 2019
  7. Carlo1991 said:

    Vedo che molti sollevano perplessità sul fallometro ceco. Ho qualche dubbio anch’io in effetti.

    Non si potrebbe sostituire con qualcos’altro? anni fa lessi di una tecnologia che permetteva di capire quali punti di una foto una persona guardasse, e per quanto tempo: metti la foto di un uomo e di una donna nuda e si valuta quale dei due il soggetto guarda di più.

    Forse sarebbe meglio usare questa, sarebbe meno invasiva

    29 Aprile 2019
    • mattia said:

      Forse sarebbe meglio usare questa, sarebbe meno invasiva

      Più che altro a me interessa l’efficacia: una persona è più capace di controllare i propri istinti (e quindi ingannare il test) quando si tratta di controllare l’erezione o oppure il punto della foto che guarda?
      Sull’invasività davvero non me ne frega niente. È un test medico, non c’è niente di più invasivo di un dito nel culo che ti mette l’urologo.

      29 Aprile 2019
  8. ava said:

    Ma se è un ghei platonico?
    Oppure se lui dentro di sè si sente di essere una donna lesbica?
    Una cosa ho imparato sul lavoro, per ogni certezza della scienza ci sono 1000 stronzate degli avvocati.

    29 Aprile 2019
    • kheimon said:

      “Certezze” della “scienza” sulla sfera sessuale degli esseri umani?

      Tipo?

      29 Aprile 2019
    • ava said:

      la ” certezza ” che considero è quella “oggettiva” del pisellometro ceco.
      D’atro canto senza strumenti di misura la scienza non può esistere.

      29 Aprile 2019
    • kheimon said:

      La certezza è il dato, ma non come interpretarlo. Quello richiede una comprensione profonda e completa della sessualità umana. Richiede d’altronde accettare l’assunto che il pisello da solo è un proxy adeguato per qualcosa di tanto complesso. Del resto il frenologo può dirti che le sue misure sul cranio sono oggettive e devi fare pippa? No, non è così semplice.

      Quando uno psicologo di terza fascia incontra un gruppo di positivisti praticoni solo il cielo sa cosa accade… 😀

      29 Aprile 2019
  9. mamoru said:

    scusate. mettiamo da parte il discorso omosessualita’.
    ma TUTTI gli altri poveri cristi che si trovano a scappare dalle persecuzioni politiche o religiose quando fanno domanda di asilo mica gliela danno in automatico.
    perche’ invece i gusti sessuali dovrebbero avere una qualche sorta di priorita’?
    spiegatemi questo per cortesia.

    29 Aprile 2019
    • ava said:

      si discute di quest aspetto perchè per rifiutarti l’ asilo dovrebbero dimostrare che sei etero, mentre al richiedente basta dichiarare di essere omossessuale. Quindi è praticamente impossibile smontare tale ricostruzione visto che, non basandosi su nulla, non è soggetta a controprove.

      29 Aprile 2019
    • mamoru said:

      ava scusa ma la richiesta di asilo dovrebbe avere dati a favore del richiedente per poter essere accolta. messa cosi’ pare che sia lo stato accogliente a dover dimostrare il contrario??
      mica e’ un diritto. diventa tale se ci sonoi requisiti e questi vanno provati a carico… del richiedente.

      persone a mi vicine conoscono una coppia nippo italiana in cui lui ghei si e’ prestato ad un finto matrimonio per dare a lei il permesso di soggiorno. di fatto condividono lo stesso appartamento ma fan due vite distinte a quanto mi dicono…
      ecco siamo a quel livello li con le autocertificazioni. e coi gusti sessuali puoi sempre dire di aver cambiato orientamento.

      30 Aprile 2019
    • ava said:

      mamoru hai perfettamente ragione , dovrebbe essere il richiedente asilo a dover dimostrare di averne diritto, ma se nella realtà italiana vediamo i migranti buttare a mare i documenti questo significa che il processo va al contrario, ovvero accade che l’onere della prova ricade su chi vuole negare l’ asilo per quanto questo sia assurdo

      30 Aprile 2019

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