Sasso su sasso

Quanto i turisti arrivano davanti alla cattedrale di Praga di sbracciano per fotografarne la facciata. Lo ammetto, anche io l’ò fatto. Non so quanti di essi però sanno che la facciata gotica è falsa. No, ok, forse falsa non è la parola giusta, ma insomma se qualcuno gli dicesse che è stata ultimata giusto un secolo fa, suppergiù, probabilmente ci rimarrebbero male. Perché in effetti ànno fatto un buon lavoro, sembra antica, ma basta fare una ricerchina su internet per trovare le foto in bianco e nero di quanto la cattedrale di S. Vito era a metà perché dovevano ancora costruirne un pezzo. Uno pensa di trovarsi di fronte a chissà quale gioiello antico e invece è qualcosa di fatto l’altro ieri.
Molti dei monumenti che ammiriamo sono, da questo punto di vista, dei falsi: il campanile di San Marco a Venezia è crollato nel 1902 e ricostruito nei dieci anni successivi. Una bella porzione del ponte Carlo a Praga è ricostruita perché è venuta giù con l’alluvione del 1890. La facciata del duomo di Milano è stata finita nell’ottocento, la torre del Filarete del Castello Sforzesco è stata ricostruita agli inizi del novecento.

A Notre Dame ci entrai diversi anni fa, forse era il 2012, e di quella visita ricordo nitidamente una litigata fatta con una guida che spiegava a due turisti cazzi e mazzi della cattedrale gridando sguaiata. Le feci notare che era in una chiesa e che per rispetto doveva parlare sottovoce ma quella infastidita mi mostrò il tesserino di guida turistica dicendo che ella poteva fare quel cazzo che voleva. Persino le mie rimostranze con gli addetti della cattedrale servirono a nulla.
L’interno di Notre Dame era fondamentalmente un mercato delle vacche dove nessuno entrava per pregare, dove la gente entrava per fare foto fighe per il feisbuc (all’epoca non tirava ancora instagram) fregandosene della spiritualità del luogo. Quella chiesa era già morta. Perché una chiesa che diventa un Luna Park per turisti, una chiesa in cui chi deve pregare deve stare attento a non disturbare chi fa l’autoscatto (e non l’opposto) non è più una chiesa. È un mucchio di sassi.

Dispiace vedere Notre Dame bruciare, come dispiace l’incendio di un teatro o di un monumento di pregio architettonico qualsiasi. Ma rimane una pila di sassi. Che crolla e che si ricostruisce. Forse pensate che abbia più valore un edificio vecchio di sette secoli di uno costruito l’altro ieri? No, infatti quando arrivate davanti a un monumento che sembra antico anche se ultimato l’altro ieri rimanete stupefatti ugualmente (se non lo sapete). Perché ne ammirate la bellezza, che non dipende dall’età.

Notre Dame verrà ricostruita e fra un paio di secoli nessuno si ricorderà più che oggi andò a fuoco così come raramente la gente che visita Venezia oggi sa che il campanile di San Marco è in realtà una ricostruzione. Così come fra qualche secolo la gente non si ricorderà che la Frauenkirche di Dresda è stata ricostruita negli anni novanta e la considererà di nuovo antica.
Come ò detto, dispiace che l’edificio vada a fuoco, ma è un edificio e gli edifici si ricostruiscono in fretta. Si tratta solo di rimettere i sassi uno sull’altro.

La vera Chiesa che crolla è quella delle persone. Quei cristiani che vengono attaccati violentemente nelle chiese anonime vandalizzate che non fanno notizia ma che fanno ormai statistica, quelle chiese dono si va a pregare e non a farsi l’autoscatto.
È servito l’incendio di Notre Dame per farvi scoprire lo stillicidio di chiese vandalizzate e date alle fiamme in Francia negli ultimi tempi.
Una dopo l’altra, nel silenzio generale (compreso quello del necrofilo per cui ciò non era evidentemente un’emergenza), affinché si abbia paura ad andare in chiesa.

La vera Chiesa che crolla è quella delle persone ridicolizzate perché credenti, o meglio, perché cristiane. Perché credenti di qualsiasi altra cosa fa figo, ma prova a indossare un crocifisso al collo quando vai a scuola o al lavoro e vediamo quante prese in giro ricevi. Ecco, magari puoi sposarti in chiesa perché le foto vengono meglio che in una sala del municipio, ma guai a mostrare la vera fede, passi per bigotto, fuori dal mondo. Non puoi dire che credi, altrimenti inizia la presa in giro. Che è una cosa del tutto legittima, il problema sta in quei cristiani che invece di manifestare la propria fede se ne vergognano.

La vera Chiesa che crolla è quella dei preti e dei vescovi che si vergognano di dire che il peccato è peccato quando dirlo è politicamente scorretto e attira le ire di gente potentissima. Sono quei preti e vescovi che annacquano la fede dimenticandosi di pezzi che se professati ti scatenano contro uno tsunami di merda. Sono quei preti e vescovi che ànno gambe graciline che fanno Giacomo-Giacomo e per paura di questo tsunami rinunciano a professare la propria fede.
Perché è molto più comodo fare quello che propone la via facile anziché quello che mostra il sentiero difficile.

La vera Chiesa che crolla è quella che si affida la cattedra di Roma a un bonaccione per risollevare “l’immagine” della Chiesa in una operazione di PR che ormai possiamo già definire miseramente fallita. Perché è questo che succede quando fai le operazioni di PR anziché puntare alla fede.

La vera Chiesa che crolla è quella dei vescovi che ànno il terrore di scomunicare quei personaggi pubblici cattolici che appoggiano platealmente l’aborto per paura di ritorsioni.
La vera Chiesa che crolla è quella dei pastori stolti che non ànno capito il piano per eradicare il cristianesimo dall’Europa e aprono le braccia a demonio che vuole portare a compimento questo piano.

Ricostruire questo Chiesa che crolla sarà mostruosamente più difficile. Non basterà mettere sasso su sasso come per ricostruire un edificio.

25 Comments

  1. ava said:

    Due parole, la prima da storico dilettante, la seconda da ingegnere anti incendio professionista. La terza da .. boh matricola del catechismo ? visto che mi obbligano ad andare ma mi sono appassionato.

    Da un lato è vero che la chiesa è stata rimaneggiata pesantemente nell’ 800, d’altro canto tanta parte di ciò che è bruciato risale al periodo medievale.
    Ed anche i danni alla struttura portante non saranno sicuramente cosa da poco.
    La chiesa di Notre Dame è stata luogo di eventi storici importantissimi nella storia europea e vederla bruciare vuol dire che si perde un luogo della memoria. Per il turista medio ignorante non significa un cazzo , tanto a lui basta fare le foto, a me che quando sono passato sotto la porta dei leoni a Micene mi sono quasi messo a piangere invece ha colpito duro. Entrare in un monumento ricostruito non mi dice niente.

    Da ingegnere , cosa posso dire? Che i francesi sono dei coglioni, come al solito , posso dire.
    Perchè l’ incendio delle 18:45 è il tipico incendio da cantiere gestito dimmerda.
    In genere nei cantieri dei deficienti si fanno lavorazioni con fiamme libere ( guaine , ma anche potenzialmente motoseghe che sprizzano scintille) fino alla fine , si lascia il cantiere non presidiato e un ora dopo parte l’ incendio , perchè le faville ci mettono un’ ora a sviluppare l’ incendio. Pertanto l’ incendio delle 19:00 è detto anche dai VVFF ” incendio delle guaine”. La mancanza di vigilanza per questo tipo di rischio è indice di una cultura a zero della sicurezza.
    Noto con somma incazzatura la mancanza di rilevatori di fumo, assolutamente inaccettabile.
    Dall’ improvvisazione e dalla lentezza dei soccorsi si capisce anche che non c’era un piano di emergenza. I primi pompieri sono arrivati dopo mezz’ora ( ridicolo!) e avevano mezzi assolutamente inadeguati : un cannone ad acqua, tra l’ altro di prevalenza insufficiente a raggiungere la copertura.
    Insomma io oggi su fb ho postato l’ immagine dei caccia che fanno la bandiera sbagliata col fumo : stessa cosa.
    La chiesa era proprietà statale, lo Stato non ha speso un euro di sicurezza ( l’ impresa avrà lavorato anche a costi ridicoli) , lo stato di degrado dovuto al risparmio per la linea dell’ austerità era un fatto noto.
    in Italia , che ha il primato di paese con meno morti d’incendio al mondo per 1000 abitanti, un casino del genere sarebbe impensabile oggi.
    Certo un principio d’incendio è sempre possibile, ma solo un sistema deficiente permette che da esso parta un incendio catastrofico che tira giù mezza cattedrale.
    Infine i danni alle strutture: sveglia ragazzi, se è rimasto in piedi non vuol dire che non sia da demolire. Spesso l’ incendio fa danni apparentemente lievi ma in realtà gravissimi riducendo la sicurezza di una struttura a livelli inaccettabili, e tocca demolire tutto. Anche qui vi possono essere danni del genere.

    Infine da ultimo dei cattolici, poco praticante ( un pò si , dai) , posso dire tranquillamente che quella non era una Chiesa come hai giustamente sottolineato. Era però un luogo di memoria, e le due cose dovrebbero andare assieme per una religione plurimillenaria. Perchè se si dimentica la propria storia, nel bene e nel male, si perdono le radici, ci si ritrova con un papa minchione che bacia i piedi dei signori della guerra con le mani lorde di sangue, e la chiesa vera ovvero i fedeli ti mandano giustamente affanculo.

    16 Aprile 2019
    • Shevathas said:

      @ava
      Quoto tutto alla grande

      16 Aprile 2019
    • mattia said:

      La chiesa di Notre Dame è stata luogo di eventi storici importantissimi nella storia europea e vederla bruciare vuol dire che si perde un luogo della memoria. Per il turista medio ignorante non significa un cazzo , tanto a lui basta fare le foto, a me che quando sono passato sotto la porta dei leoni a Micene mi sono quasi messo a piangere invece ha colpito duro.

      Io sono salito sullo scalone dell’arcivescovado a Milano che à percorso mussolini incrociando lo sguardo di pertini. Probabilmente ò messo i piedi sulla stessa pietra toccata da quei due in quell’evento che à determinato la successiva storia d’italia.
      E, francamente parlando, sticazzi.
      Nessuna emozione, eh.
      A Monza ò visto la corona ferrea con cui fu incoronato Carlo IV (quel Carlo) e anche lì, nessun tremolio dell’anima.
      Non è che perdo la memoria di questa storia perché scompaiono gli artefatti che ne fanno testimonianza.

      16 Aprile 2019
    • ava said:

      “E, francamente parlando, sticazzi.
      Nessuna emozione, eh.”

      Appunto. A te niente .Niente di male, ma io invece quando sono stato negli stessi luoghi ho avuto un brivido.
      probabilmente tu ti esalti per .. boh un traliccio della corrente? Io per una soletta di cemento. Mi sembra lecito.
      D’altro canto a mia moglie architetto gli edifici degli architetti contemporanei fanno emozionare, a me per lo più fanno cagare. Mi emozionano di più le strutture ben realizzate anche se esteticamente banali .
      è un discorso soggettivo , l’ ho sottolineato, ma per me è così.

      16 Aprile 2019
    • mattia said:

      Appunto. A te niente .Niente di male, ma io invece quando sono stato negli stessi luoghi ho avuto un brivido.
      probabilmente tu ti esalti per .. boh un traliccio della corrente? Io per una soletta di cemento. Mi sembra lecito.

      Ma no, io non mi sono emozionato nemmeno al tempio voltiano, per dire.
      Non è una questione di preferenze, è che proprio guardo alla sostanza delle cose, non al simbolismo.

      Ah, comunque anche tutti gli strumenti di Volta al tempio voltiano sono ricostruiti visto che bruciò tutto anche lì.

      16 Aprile 2019
    • ava said:

      Ma guarda che comunque c’è anche sostanza nelle opere originali , oltre alla forma, perchè i manufatti architettonici costituiscono testimonianze storiche dirette delle tecniche costruttive e non solo.
      Non credere che sappiamo tutto dei monumenti con cui abbiamo a che fare.
      Alle volte , le analisi sono superficiali o insufficienti, e solo il progresso tecnologico o una maggior conoscenza storica ci portano un passo più avanti. Perchè è impossibile ricostruire tutte le informazioni.
      Ad esempio spesso nelle pietre delle cattedrali viene riportato il nome di chi quella pietra l’ ha fornita al cantiere, o l’ ha portata sul posto. Tutti piccoli dettagli , ma magari un domani potrebbero tornare utili per un saggio di storia, o per le conoscenze strutturali e costruittive su edifici del genere.
      un esempio che capitò a me personalmente, sostituendo il tavolato di un palazzo storico veneziano , fu di trovare tra i materiali di riempimento spezzoni di giornale dei tempi della Serenissima o giù di li. Ovvio che questi erano di irrilevante valore storico, ma chissà quali informazioni sono andate a fuoco e neanche lo sappiamo.
      Altri aspetti interessanti sono tutti i ” reperti” che neppure sanno di esserlo: chiodi, cavicchi, connessioni varie, le travi con i loro intagli.
      Un edificio del genere è una miniera di informazioni sul passato, o per lo meno sicuramente valeva di più di quattro rilevatori di fumo che andavano installati.
      Ma ormai ce ne faremo una ragione.
      Comunque mi sta sul culo che si definiscano ” eroi ” indiscriminatamente pompieri. Certo ci sono stati degli eroi, ma ci saranno stati anche dei pirla che non hanno fatto installare i rilevatori, non hanno predisposto un piano di sicurezza o fatto le verifiche del caso. Ad ognuno il suo. io sogno un mondo in cui non servono gli eroi perchè le procedure sono programmate in anticipo ed ognuno fa semplicemente il proprio dovere in sicurezza.

      16 Aprile 2019
    • mattia said:

      Non credere che sappiamo tutto dei monumenti con cui abbiamo a che fare.
      Alle volte , le analisi sono superficiali o insufficienti, e solo il progresso tecnologico o una maggior conoscenza storica ci portano un passo più avanti. Perchè è impossibile ricostruire tutte le informazioni.
      Ad esempio spesso nelle pietre delle cattedrali viene riportato il nome di chi quella pietra l’ ha fornita al cantiere, o l’ ha portata sul posto. Tutti piccoli dettagli , ma magari un domani potrebbero tornare utili per un saggio di storia, o per le conoscenze strutturali e costruittive su edifici del genere.

      Boh, mi sa che non mi faccio capire.
      Faccio questo esempio: prendi la pietà di Michelangelo, ok? Fanne una scansione 3D precisissima.
      Poi ricostruiscila col CNC. Per me non c’è nessuna differenza con quella originale. Non mi emoziona di più se è fatta a mano o se è una replica identica alla prima.

      16 Aprile 2019
    • mamoru said:

      @ava sui morti per incendio hai qualche fonte?
      da quello che ho trovato io l’italia ha un numero abnorme di incendi, magari poco letali, ma comunque troppi. e mipare che i tassi di decesso siano piu o meno quelli dei paesi europei considerati piu avanzati…

      17 Aprile 2019
    • brain_use said:

      Concordo in toto con ava.

      17 Aprile 2019
    • ava said:

      @mattia. ovvio che se riuscissimo a riprodurre alla perfezione chimico- fisica un quadro, l’ originale non avrebbe più alcun valore da un punto di vista storico e scientifico, ma soltanto soggettivo e sentimentale .
      il punto è che per la cattedrale, a quanto pare: 1) non siamo tecnologicamente in grado di ricostruirei tutto fin nei minimi dettagli ; basti pensare al legno che non sarà stagionato come quello andato in fumo ma si utilizzerà un legno diverso e più recente 2) se anche possedessimo tecniche di rilievo perfette ed i materiali, per ricostruire tutto nei dettagli ci si dovrebbe spendere sopra una cifra che dubito qualcuno vorrebbe spendere ; 3) ed in ogni caso noi questi dati della cattedrale non li abbiamo;oggi si discuteva se utilizzare i rendering di Assassin’s creed per ricostruire la cattedrale , indice di come siamo messi. Renzo Piano per non farci mancare la sua troiata quotidiana ha detto che ricostruirebbe il coperto preferibilmente in legno , ma più leggero ( scaricando un sistema di archi: fenomenale). Fuksas ha detto che secondo lui l’ opera va ammodernata.
      @ mamoru: ecco alcuni dati https://www.ecologia-sicurezza.com/protezione-dellambiente/le-statistiche-aggiornate-sugli-incendi-europa/ . è vero che qui ci sono molto incendi , ma tieni conto che gli edifici in Italia sono generalmente vecchi .

      17 Aprile 2019
    • Emanuele said:

      “ovvio che se riuscissimo a riprodurre alla perfezione chimico- fisica un quadro, l’ originale non avrebbe più alcun valore da un punto di vista storico e scientifico, ma soltanto soggettivo e sentimentale”.

      Non sono per niente d’accordo. Il valore storico e scientifico rimane eccome. Riproduci perfettamente la Gioconda poi vieni a dirmi che l’originale non conta più niente e ne riparliamo 😉

      18 Aprile 2019
    • mattia said:

      Riproduci perfettamente la Gioconda poi vieni a dirmi che l’originale non conta più niente e ne riparliamo

      Per il mercato, intendi?
      Per il mercato è ovvio che l’originale continuerà a contare, ma perché appunto c’è questo feticismo dell’originalità del tutto insensato.
      Infatti, se la copia fosse identica e nessuno fosse in grado di identificare il falso non avresti modo per stabilire qual è l’originale e tutto il castello di carte cadrebbe.
      Non a caso i famosi falsi che ànno preso in giro l’umanità dimostrano che fintanto che non sai che è un falso per te il valore è quello dell’originale.

      18 Aprile 2019
    • Davide said:

      Credo che Ava volesse dire che, nelle opere originali, ci sono anche delle informazioni che non possediamo più nel momento in cui vanno distrutte. I manufatti sono fonti storiche, ossia oggetti che ci danno delle informazioni su certi periodi: se riusciamo a prelevare tutta l’informazione da questi oggetti, ovviamente possono anche andare distrutti; però, nella gran parte dei casi, non siamo veramente riusciti a prelevare tutta l’informazione. Che ne so, magari nei muri di un monumento medievale andati distrutti poteva esserci, ben celato all’interno, un materiale che non sapevamo che all’epoca già conoscevano (dico la prima cretinata che mi viene in mente). Oppure nella struttura lignea di Notre Dame potevano esserci degli alberi che non sapevamo che crescevano in Francia. Certo, se di un certo edificio antico abbiamo già analizzato tutto, dalle fondamenta al tetto, dall’esterno all’interno, centimetro cubo per centimetro cubo, possiamo anche concludere che ormai quell’edificio non ha più nulla di nuovo da dirci e quindi possiamo abbatterlo e conservare in un archivio tutti i dati, ma all’atto pratico accade ben di rado che di un grosso edificio veramente abbiamo già analizzato tutto.

      Totalmente diverso è il fatto del gradimento estetico che si trae nel guardarlo: lì è sufficiente ricreare tutti gli aspetti che possono essere captati dall’occhio umano, e, a patto che l’osservatore non sappia che quello che si trova davanti non è ciò che lui pensa che sia ( perché il godimento che si trae nel guardare un qualcosa non dipende univocamente dall’immagine che si forma sulla retina, ma anche dal restante contenuto mentale che uno ci mette), l’effetto è veramente identico.

      18 Aprile 2019
    • Emanuele said:

      “Per il mercato, intendi?
      Per il mercato è ovvio che l’originale continuerà a contare, ma perché appunto c’è questo feticismo dell’originalità del tutto insensato.”

      L’arte è emozione non razionalità. Un dipinto, una scultura, una canzone ecc. sollecitano le emozioni. Poi c’è anche chi si emoziona facendo un sacco di soldi, non lo metto in dubbio.
      Ma quando ti trovi di fronte un’opera originale ti emozioni anche perché pensi a chi l’ha creata e come.
      La copia perfetta che trae in inganno emozionerà ugualmente perché si crede che sia l’originale e quindi si torna a pensare all’autore originale, non certo perché è stata fatta da macchine comandate da un computer o da un falsario, anche se in questo caso perfetta non potrà mai essere per ovvi motivi.
      Così i falsi che non sono copie emozionano perché si torna a pensare all’autore originale, non certo al falsario. In ogni caso ci sono falsari che sono artisti anche loro e finiscono per diventare di culto per le emozioni che a loro volta sollecitano.

      10 Maggio 2019
  2. Giampaolo said:

    Sarai ignorato.

    Purtroppo!

    16 Aprile 2019
  3. fgpx78 said:

    Non so se e’ il post(o) giusto, ma magari una riflessione sul “perche'” appartenere alla Chiesa sia diventato negli ultimi 10 anni motivo di vergogna potrebbe essere utile.

    16 Aprile 2019
    • mattia said:

      Non so se e’ il post(o) giusto, ma magari una riflessione sul “perche’” appartenere alla Chiesa sia diventato negli ultimi 10 anni motivo di vergogna potrebbe essere utile.

      Mi sembra che sia il posto più che giusto invece.
      Ma mi permetto di invertire la domanda: non è l’appartenere alla Chiesa che è diventato motivo di vergogna ma la fede.

      Perché nella storia della Chiesa di preti e vescovi che ànno fatto o detto cazzate ce ne sono stati tanti, ma la cosa non à messo in dubbio la fede.
      Una persona à veramente fede non la perde perché legge sul giornale che un prete è pedofilo né se il prete che lo prepara al corso prematrimoniale gli dice che se dici le parolacce ti nasce il figlio Down (o cosa cavolo era).
      C’era la mela bacata tra i dodici (che è ben l’8,3%) figurati se non dobbiamo aspettarci percentuali ben minori ora.

      La domanda quindi deve essere perché c’è vergogna nel manifestare la fede.
      E qui è un discorso lunghissimo.
      Che parte dal fatto che spesso la fede è solo conformismo: quella che una volta sembrava fede era solo comportarsi come tutti gli altri per paura del giudizio della società.
      Ma ci sono tanti altri elementi da considerare: il fatto che l’uomo oggi si senta onnipotente e senza bisogno di un Dio perché con due click sul telefono intelligente gli arriva tutto a casa. C’è l’idea dell’autosufficienza che poi si scontra con una società terribilmente infelice perché ti manca il senso delle cose.
      C’è l’attacco alla fede fatto da lobby di potere: perché se tu oggi leggi san Paolo in pubblico perdi posizioni in istituzioni, commissioni, squadre sportive…
      E, dal mio punto di vista, ci sono vere e proprie bufale diffuse ad arte, nel migliore dei casi dettate da pura ignoranza. Parliamo del mondo scientifico: quanto è difficile dichiararsi credenti nel mondo scientifico? Quanta vergogna c’è della fede?
      Potrei farti l’elenco di “colleghi” secondo cui io non potrei lavorare nella scienza ed essere credente, zucche vuote che non ànno capito nulla della scienza (si riveda il mio saggio in proposito). Uno studente un giorno scoprendo che andavo a messa si stupì: ah, sei credente? Ma allora non credi al Big Bang.
      Gli sarebbe bastato studiare un pochino per scoprire che invece la Chiesa feceva proprio il tifo per il Big Bang contro la teoria dello stato stazionario. Dire che il Big Bang è in contrasto con la religione è semplicemente comico, eppure se chiedi alla gente che ti circonda sono convinti che sia così. O come quelli convinti che la Chiesa condannò Galilei perché sosteneva che la Terra fosse piatta quando invece era sempre stata convinta che fosse un globo. Ci sono un sacco di bufale che poi portano la gente ad avere una vergogna che non à ragione di esistere.

      Potremmo continuare il discorso per anni, penso.

      16 Aprile 2019
    • ava said:

      il motivo è ovvio, in Italia e non solo la sinistra liberale progressista atea autolesionista e sfasciacoglioni ha avuto il monopolio/predominio del mondo intellettuale / televisivo/ mediatico per anni , e questa ponendosi contro i partiti tradizionali cattolici o conservatori ha pensato bene di demolire la tradizione cristiana. a cui quelli fanno ideologicamente riferimento con tutte le conseguenze del caso . Specialmente negli ultimi 10 anni, in cui la cultura viene diffusa dai media stupidi ( canzonette, filmetti ecc e non dai libri ) , è stato facile per costoro monopolizzare e traviare il pensiero dell’ uomo comune . Un papa rincoglionoide come la fetecchia attuale, capace di un pensiero profondo quanto un foglio di carta da forno, non può che avvallare tale pensiero fetido perculando i propri stessi fedeli nel nome, più di tutto, dell’ ignoranza nera . ( o meglio rossa).Aggiungiamo l’ innamoramento culturale nei confronti di tutto ciò che non è americano , o che meglio si pone come alternativo al nostro modo di vivere , conseguenza della mancanza di un vero riferimento dal crollo dell’ URSS. Ovvero questi fenomeni, dopo aver creduto per anni al Babbo Natale dei paesi comunisti, si trovano adesso a difendere stati canaglia e le loro relative ideologie anticristiane, gli ultimi scampoli di anti- occidente della guerra fredda che sono rimasti.

      16 Aprile 2019
  4. Sciking said:

    Era proprio il pensiero che stavo facendo ieri pensando al trattamento francese nei confronti dell’occitano: Un patrimonio fisico si può ricostruire per quanto dispiaccia, con uno immateriale (come può essere una lingua, una religione o simili) è molto più difficile.
    Sempre sperando che non ricostruiscano Notre Dame come il Castello Sforzesco dato che hanno inserito un paio di “falsi storici”…

    16 Aprile 2019
  5. Beppe Grullo said:

    Ma non stai un po’ drammatizzando? A me sembra del tutto naturale e lecito che una persona porti il crocefisso al collo. Mi paiono ragionevoli e condivisibili molte delle cose che dicono i preti, che spesso sono anche persone di esempio per tutta la comunità; per altre cose, anche se non sono d’accordo, comunque rispetto l’opinione di quelli che sono contrari all’aborto, quelli che sono contrari al divorzio eccetera. Certo, se poi il credente si mette a parlare di peccato originale, di immacolata concezione, di belzebù, di complotto gender e via dicendo, beh onestamente una risatina mi scappa; se poi l’interlocutore prova vergogna dopo questa reazione, magari quache domanda sul perché la provi dovrebbe farsela.

    16 Aprile 2019
    • mattia said:

      Ma non stai un po’ drammatizzando? A me sembra

      Forse non è ben chiaro un concetto: non stavo parlando di te.
      Sul serio, il fatto che tu rispetti delle opinioni non è rappresentativo di nulla.
      Se avessi tempo da sbattere via ti porterei qui tonnellate di registrazioni di programmi televisivi/radiofonici in cui si salta addosso a un ospite solo perché dice che è contrario all’aborto.
      Roba che ti dicono “pensate, è contrario all’aborto!”, manco avesse detto che la Terra è piatta.
      – Sì, sono contrario all’aborto, quindi?
      – ma non si vergognaaah!!11!
      Non c’è nemmeno l’argomento di cui discutere, danno come predefinito che non si possa essere contro l’aborto, che non sia una posizione legittima.
      A Roma il Comune à censurato un manifesto che citava fatti scientifici palesi su di un feto. Una roba da regime. C’è un mondo intero che non rispetta questa posizione, il fatto che tu la rispetti è irrilevante. Sul serio

      di immacolata concezione

      Perdonami, ma cosa ti fa ridere dell’imacolata concezione?

      16 Aprile 2019
    • Andrea Occhi said:

      Ma non stai un po’ drammatizzando?
      Guardati cosa succede durante una manifestazione delle Sentinelle in Piedi. Che manifestano in maniera pacifica, autorizzata, senza rompere i coglioni. Se va bene c’è un camion dei centri sociali pieno di gente mezza ignuda che urla, insulta e disturba.
      Quando va bene. Perché quando va male succede che volano sputi, sberle, pestaggi e caccia all’uomo.

      [parte censurata, poi ti spiego perché :)]

      19 Aprile 2019
  6. Epsilon said:

    Sciking dixit:
    “Era proprio il pensiero che stavo facendo ieri pensando al trattamento francese nei confronti dell’occitano”

    Tu parli occitano? Ho bisogno di qualcuno che lo capisca e che ne conosca la pronuncia corretta per togliermi un paio di dubbi.

    16 Aprile 2019
  7. kheimon said:

    Ho letto questa riflessione con piacere. Mi ha stupito la quantità di retorica (qui intesa non in senso negativo, ma neutro) decisamente sopra la media dei tuoi precedenti interventi.

    Quanto alla religione, personalmente la tratto come tu tratti praticamente tutto e tutti tranne la fisica e la (tua) religione. Non riesco più a vederla come qualcosa di diverso da ogni altra superstizione.

    Tuttavia mi associo al tuo discorso quando di fatto, anche se non con queste parole esatte, individui nella crisi della Chiesa quella che è a tutti gli effetti una crisi dell’Occidente. È un concetto trito e ritrito, è vero, ma non per questo meno vero. Quando un vescovo si trova nella situazione di non poter affermare un principio morale senza ricevere vagonate di merda addosso da ogni direzione, e doversi poi scusare con ciascuna lobby del ciufolo per l’inaccettabile offesa recata… in quel momento abbiamo perso tutti, credenti e non credenti.

    Una struttura morale ci serve, e anche se non credi in Dio la morale cristiana (e cattolica in particolare) offre fondamenta solide su cui costruire questa struttura. Più che la Chiesa, è questa la cattedrale che non vorrei andasse a fuoco, personalmente.

    17 Aprile 2019
  8. Raoul Codazzi said:

    Nel leggere i vari interventi che si sono innescati dopo il “la” lanciato da fgpx78 mi sono trovato in buona parte d’accordo con ava, kheimon e Beppe Grullo.

    In particolare Beppe Grullo ridimensiona l’apparente ruolo di bersaglio privilegiato che il mondo progressista vedrebbe nella fede. La fede è stata senza dubbio tra i primi e più importanti oggetti dell’odio e dell’acrimonia di quel mondo progressista, ma direi che oggi non è che uno dei tanti.
    Per loro l’importante è distruggere tutto ciò che è tradizione e buon senso; è una specie di rivincita nei confronti di un mondo da cui si sono sempre sentiti esclusi (e molto più spesso autoisolati). Ma, anche volendo, la tradizione non è che la demolisci in un paio di lustri. Per fare un esempio noto a tutti, ancora oggi, a oltre duemila anni di distanza, il cristianesimo porta con sé alcuni elementi mutuati dal precedente paganesimo. E, come ho già detto altre volte, è proprio da qui che nasce la loro rabbia: dall’impossibilità di distruggere e ribaltare tutto e sùbito. Complessati come sono, in buona parte non se ne rendono nemmeno conto.

    Come kheimon penso che la religione sia (anche) una forma di superstizione. Chi ha un briciolo di sale in zucca non si mette certo a fare una battaglia campale contro una superstizione, tanto meno nutre speranze di una vittoria facile e veloce. Questi processi sono regolati dal tempo e in questo caso parliamo di tempi lunghissimi, certamente ben al di là della durata media di una vita umana.

    Da ateo “normale” convivo con i credenti intorno a me e i credenti intorno a me fanno altrettanto (che poi su questo blog succede la stessa cosa). Ma davvero senza alcun problema (il segreto è semplicissimo: non cercare mai di “convertire” forzatamente qualcuno alle proprie idee). La religione, infatti, se escludiamo quella islamica, oggi non interferisce praticamente mai con le scelte vere di vita ordinaria.
    Io sono cresciuto in una famiglia cattolica e sono diventato ateo; il tizio che ha fatto la tesi con me è cresciuto in una famiglia atea ed è diventato cattolico (e anche molto praticante).
    Non è che io abbia problemi a parlare con mia madre o che li abbia mai avuti quando c’era mio padre. Non è che ho problemi con i miei parenti.
    Tanto che mia figlia fino allo scorso anno ha frequentato una scuola materna privata cattolica; la stessa che ho frequentato io, solo che ai miei tempi c’erano le suore, oggi non più. E lo scorso Settembre ho iscritto mia figlia a una scuola primaria privata cattolica dove le suore ci sono ancora (e sono anche simpatiche). OK, mia figlia si fa un’ora di religione alla settimana e ogni tanto i bambini vanno a messa (c’è una cappelletta dentro al scuola). Problemi? Zero. Quando sono andato al colloquio preliminare non è che la direttrice (una suora, giovane, carina, moderna, sveglia) mi ha fatto il terzo grado chiedendomi se fossi religioso o no; non mi ha chiesto nulla di tutto ciò, come è giusto che sia. Quello che a me interessa è che mia figlia abbia una buona istruzione e venga cresciuta con i valori della disciplina. In prima elementare ha un’insegnate di Inglese per conversazione e una di Inglese per la parte di grammatica (entrambe madrelingua) e sopratutto fa matematica tutti i giorni. Studia in un ambiente sano, è in una classe multietnica, le viene insegnata la tolleranza (ma non a tutti i costi o come valore ideologico). Cosa voglio di più?

    Sì, ogni tanto qualcuno ha provato a tirar fuori il discorso dell’incompatibilità tra ateismo e una figlia iscritta in una scuola di suore, ma francamente me ne sono sempre fregato.
    Quindi Mattia, tu hai le spalle sufficientemente larghe per fottertene di chi pensa che il tuo essere uomo di scienza sia incompatibile con il tuo essere credente.

    Il tuo essere credente mi ha però sempre incuriosito. Mi sono chiesto più volte che cosa significa per te la fede. Mi spiego meglio. Studiando la storia dell’umanità si nota come il credere in qualche cosa che è al di sopra degli uomini e magari li ha creati è un tratto comune, e sopratutto indipendente, di tutti i popoli. Dal mio punto di vista questo non è altro che un bisogno antropologico che scaturisce nel momento in cui l’uomo riflette sulla propria finitezza e mortalità. Il finito genera l’idea di infinito, il mortale quella di immortalità, la fragilità e la caducità quella di onnipotenza, ecc.
    In altre parole, nella mia visione, è l’uomo che ha creato Dio. Dio spiega, Dio mette ordine, Dio dà un senso alle cose e alla vita stessa.
    Le diverse religioni, in fondo, fanno tutte la stessa cosa, e – avendola definita io un bisogno antropologico – sto dicendo che è una cosa utilissima. Ma a ben guardare potremmo dire che – per quanto potente, complessa, suggestiva e affascinante – si tratta “solo” di una sovrastruttura che genera regole e convenzioni (senza le quali è impossibile o, almeno, poco sensato vivere).
    Comunque, al di là di come la penso io (e non è nemmeno facile dirlo in parole semplici) mi piacerebbe capire come la pensi tu.

    18 Aprile 2019

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