Nascondete le bilance

Da persona che fa fatica a controllare il proprio peso posso dirvi quanto è problematico, per gente come me, il rapporto con la bilancia. Quando ci sali sopra e questa ti dice un numero più alto di quello che “ti senti” pensi immediatamente che sia guasta, che non sia tarata, che sia solo colpa del fatto che hai bevuto troppa acqua gli ultimi tre giorni e che quindi è un problema passeggero.
La realtà è che le bilance, anche quelle che compri a 20 euro, sono normalmente abbastanza precise. Sei proprio tu che sei grasso. Però non lo accetti, quindi accusi la bilancia di misurare male, tanto che poi eviti proprio di pesarti perché non accetti il responso, amaro, della bilancia. In alcuni casi sviluppi proprio un odio per la bilancia, non la vuoi nemmeno vedere.
Il primo passo per dimagrire è dunque fare pace con se stessi, salire sulla bilancia ogni giorno e annotare la misura accettando la realtà. Che può essere dura, ma non scompare se nascondi la bilancia nell’armadio. Puoi anche far finta che la bilancia non esista, ma rimani sempre grasso.

I feti di plastica distribuiti a Verona fanno lo stesso effetto a coloro che negano la realtà dell’aborto. Da quanto ò visto nelle foto che sono circolate quella piccola riproduzione di un feto di undici settimane corrisponde effettivamente allo stato di un feto a quello stato della gravidanza, basta controllare la letteratura medica.
Quando fai un aborto all’undicesima settimana butti via quella cosa lì. Tu non lo sai perché non te la fanno vedere prima di buttarla via, pensi sia un informe grumo di cellule, e invece no, stai ammazzando quella cosa lì.

Il che è un fatto scientifico. Però non puoi dirlo in giro, perché altrimenti le isteriche urlano “skantalo!!1!!!

Siamo arrivati a questo punto: raccontare dei fatti è uno scandalo.

In realtà quel feto di plastica è per gli abortisti l’equivalente della bilancia per i grassi: li porta alla realtà sbattendogliela in faccia.
Tu puoi mentire a te stesso e pensare di essere non troppo grasso, poi però sali sulla bilancia e questa ti dice che sei obeso.
Tu puoi mentire a te stesso (e al mondo intero) dicendo che quando abortisci quello non è un bambino ma solo un grumo di cellule, poi te lo fanno vedere e non puoi più negare la realtà. Per questo le cretine ieri urlavano impazzite. Gli ànno messo davanti agli occhi la realtà di quello che vanno ad abortire ed élleno non la accettano.
Non possono accettare che si mostri la verità al mondo, altrimenti poi c’è il rischio che qualcuno ne prenda atto. Per questo quando qualcuno mostra la realtà di cosa viene abortito élleno partono in tromba e cercano di far nascondere tutto (come il famoso manifesto di Roma).

Curiosamente mi fu raccontato come negli anni settanta, quando si arrivò alla 194 e il dibattito ribolliva, le immagini dei feti abortiti circolavano tantissimo. Era talmente normale associare a quell’immagine un feto abortito che una ingenua ragazza del mio paese un giorno si spaventò vedendo un topolino morto (di quelli senza pelo) poiché pensava fosse un feto abortito.
Se invece mostri a una ragazza di oggi un feto abortito all’undicesima settimana questa non à la più pallida idea del fatto che quando un bambino viene abortito è già a quello stato.
Provateci: mostrate in giro la foto di un feto all’undicesima settimana (senza dire che è dell’unidicesima settimana) e chiedete se legalmente quel feto si può abortire. Mi gioco i peli pubici che la gran parte della gente vi risponderà che è troppo grande per essere abortito. Perché non sa cosa viene abortito. Perché se provi a dirlo ti saltano in testa.

A questo siamo arrivati, alla negazione della realtà.
Nascondete tutte le “bilance”.

21 Comments

  1. ava said:

    Allora, vediamo di capire la logica.
    Feti di plastica fuori scala no, ma cazzi di plastica colorati fuori scala si.
    Vedere un feto di plastica fuori scala è ” osceno ” ( e già questa è un’ affermazione di una gravità epocale) , ammazzarne uno vivo è sacrosanto.
    La manifestazione per introdurre misure che aiutino a far nascere figli invece che buttarli sul cesso è illegittima in quanto manifestazione ” contro”, mentre la contromanifestazione organizzata per impedire la prima manifestazione è ” a favore”.
    Vergognosi i giornalisti Merdana in testa.
    Chiudo con una nota allegra, , in 2 mesi ho perso 5 kg.
    Ciao pane, ciao pasta, ciao dolci, per lo meno da lunedì a venerdì.
    Ogni pausa pranzo 8 km di corsa e un piatto di verdure al volo.
    Speriamo di perdere ancora 1 kg e riuscire a fare le gare che mi piacerebbero , a giugno o settembre.
    E comunque sto molto, molto meglio.

    1 Aprile 2019
  2. Lela said:

    Perché la donna che si informa per un’interruzione di gravidanza è libera solo se poi abortisce. Se riceve un’informazione che può farle cambiare idea, e poi cambia idea, a quanto pare non è più libera e viene costretta da chissà chi a commettere un errore imperdonabile. Ergo bisogna nascondere alle donne tutte le informazioni che potrebbero potenzialmente far cambiare idea in merito. In barba alla legge 194 che dice che bisognerebbe tentarle tutte per non ricorrere all’aborto.

    1 Aprile 2019
    • ava said:

      verissimo , basta leggere la 194
      art. 1 ( estratto)
      Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
      Articolo 2
      I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n. 405, fermo restando quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza:
      a) informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio;
      b) informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro a tutela della gestante;
      c) attuando direttamente o proponendo allo ente locale competente o alle strutture sociali operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a);
      d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza. I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita. La somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile è consentita anche ai minori.

      1 Aprile 2019
  3. Astaroth said:

    Quando ho visto le immagini di quel feto di gomma ho pensato subito ai pacchetti di sigarette: lì ci mettono in grande le foto delle conseguenze del fumo, qui le conseguenze di un’aborto. Nessuno si strappa i capelli se mettono i polmoni catramati ma guai a far vedere un feto abortito.

    1 Aprile 2019
    • ava said:

      è uno scandalo signori, i polmoni sono fuori scala !

      1 Aprile 2019
  4. Raoul Codazzi said:

    La legge sull’aborto, nella mia sconfinata ingenuità, ho sempre pensato fosse in un certo senso il male minore, ovvero un tentativo di regolamentazione normativa che – nel lungo periodo – avrebbe portato alla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza, favorendo la vita (parola brutta, eh?).
    In effetti le cose sono andate proprio così. Oggi la cosidetta Italia ha uno dei tassi di abortività più bassi del mondo.
    Ora, mi domando io, non dovrebbe ciò essere motivo di grande orgoglio?
    Pare proprio di no. Le donne di sinistra (certe donne di sinistra ovviamente, qualcuna normale [r]esiste ancora) non sono affatto contente; e così hanno tirato fuori la storia della correlazione tra tasso di abortività e tasso di natalità.
    Ci dicono che in Svezia (toh, un Paese a caso, come tutti sanno con un sistema sociale sputato sputato a quello che c’è qui, vero?) si abortisce di più e si fanno più figli.
    Bene, ammettiamo che sia così. Ciò è sufficiente per dire che (1) questa correlazione si può estendere a ogni Paese (in Germania, per fare un esempio, c’è un tasso di abortività inferiore a quello italiano e un tasso di natalità superiore)? (2) siamo legittimati a passare dalla correlazione alla causalità?
    Perché il messaggio che stanno facendo passare è proprio questo: se si abortisse di più nascerebbero più figli.
    Tra una pausa di lavoro e l’altra nei giorni scorsi ho fatto qualche ricerca in internet sull’argomento e non ho trovato nessuno studio scientifico che sostenga una cosa del genere.
    Se cominciate a digitare in Google “correlation between abortion rate and…” il sistema vi proporrà “crime rate”, non “birthrate” (cosa che mi ha incuriosito e che approfondirò a breve).
    Semplicemente le donne di sinistra vogliono avere la libertà di abortire e basta (o “autodeterminarsi”, come va di moda dire adesso), perché per loro il solo fatto di dover ospitare una vita dentro il loro utero è di per sé un elemento di discrimine verso noi maschi. Uno scollegamento totale dalla biologia e dalla semplice e banale osservazione della natura.
    Gente che ha bisogno di cure, massicce.

    Però, sappiamo già che, prima o poi (più prima che poi), la scienza permetterà di disaccoppiare la gravidanza dal suo ambiente attuale, l’utero materno. Avremo delle macchine biologiche che fungeranno da incubatori. Una coppia porterà seme e ovulo e da quegli “ingredienti” verranno creati embrioni che saranno impiantati in uteri artificiali, immagazzinati in quale apposito centro, e che dopo nove mesi daranno alla luce un figlio. Fine del problema: a quel punto una donna non dovrà nemmeno più sobbarcarsi il “peso” (guai a parlare di gioia!) della gravidanza. A un certo punto arriverà una telefonata o un alert sullo smartphone con scritto qualcosa del tipo: suo figlio è pronto, può passare a ritirarlo dalle alle.
    Il problema dell’aborto non si porrà nemmeno più. Il giochino, a quel punto, sarà stato smontato.
    Scommettiamo quello che volete che non saranno contente nemmeno allora?

    1 Aprile 2019
    • mattia said:

      avrebbe portato alla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza, favorendo la vita (parola brutta, eh?).
      In effetti le cose sono andate proprio così. Oggi la cosidetta Italia ha uno dei tassi di abortività più bassi del mondo.

      Attenzione: il fatto che X succeda dopo Y non significa che Y sia la causa di X.
      Concretamente, perché legalizzare l’aborto dovrebbe portare alla diminuzione degli aborti?
      Può capitare se legalizzi alcune sostanze stupefacenti perché togli quel “gusto del proibito” che attrae.
      Poi magari non capita o viene sovrastato da altri effetti opposti. Ma quello è un meccanismo possibile.

      Nel caso dell’aborto invece, quale sarebbe il meccanismo?
      Gli aborti diminuiscono solo in due casi: meno gravidanze indesiderate e meno decisioni di abortire.
      Perché se ài le stesse gravidanze indesiderate e le stesse decisioni di abortite avrai lo stesso numero di aborti, matematicamente.

      Sicché, perché mai legalizzare l’aborto dovrebbe portare a meno gravidanze indesiderate?
      Al massimo è l’opposto, poiché una donna sa che “tanto può abortire” quindi non usa contraccettivi e rischia una gravidanza indesiderata.
      Non vedo alcun motivo logico per cui il fatto di avere un aborto legale dovrebbe diminuire le gravidanze indesiderate.

      Parimenti: perché l’aborto legale dovrebbe diminuire la scelta di abortire?
      Cos’è togli il gusto del proibito? “Ora che l’aborto è legale non mi piace più”?
      Suvvia…

      Cioè, seriamente, datemi un motivo per cui legalizzare gli aborti dovrebbe portare a un calo degli aborti.

      2 Aprile 2019
    • brain_use said:

      “suo figlio è pronto, può passare a ritirarlo dalle alle”
      Che tristezza.
      Temo sarà così.
      Spero tanto non faranno così i miei figli.

      2 Aprile 2019
    • Lela said:

      C’è chi sostiene che il calo della criminalità in America alla fine degli anni novanta sia dovuto al picco degli aborti dopo la legalizzazione nel 73. Per questo trovi subito “crime rate”. Trovo che sia una delle idee più atroci e disumane in circolazione. Bambino nato in condizioni di disagio socio-economico = futuro criminale, quindi viva l’aborto, che ripulisce la società del futuro.

      2 Aprile 2019
    • Raoul Codazzi said:

      Esatto Mattia, le due determinanti del calo del tasso di aborto sono quelle che dici tu. La diminuzione del numero (relativo, cioè ad esempio ogni 1.000 donne) di gravidanze indesiderate e il numero (relativo) di decisioni di abortire.

      La diminuzione delle gravidanze indesiderate credo dipenda in massima parte, se non in toto, dalla contraccezione, che a usa volta è legata a diversi fattori, tra cui il livello medio di istruzione, le politiche e le campagne sanitarie di prevenzione e informazione, ma anche la disponibilità di nuovi prodotti di emergenza come la pillola del giorno dopo e quella dei cinque giorni dopo (non invece la pillola abortiva, ovviamente).

      La seconda determinante – il numero relativo di decisioni di abortire – invece, è quella dove ho sempre pensato che una legge per la regolamentazione dell’aborto possa fare la differenza. Ovviamente non è affatto detto che la mia supposizione sia quella giusta e – se è giusta – non sono certo in grado di quantificarne l’impatto. Però, ripeto, nella mia ingenuità, l’ho sempre pensata come segue. Supponiamo che ci sia un tasso di decisioni di abortire pari a x. Immaginiamo che l’aborto sia illegale. Una frazione di queste donne (x – a) si rivolgerà alle cliniche illegali e la frazione complementare (a) desisterà dall’abortire portando a termine la gravidanza. Immaginiamo, nelle stesse condizioni, che l’aborto sia invece regolamentato (tipo legge 194). Poniamo che tutte le donne che hanno in mente di abortire si rivolgano a una clinica specializzata (ovviamente legale). Qui, il personale medico, in via preliminare, spiegherà loro che esistono alternative all’aborto, ad esempio che si può portare a termine la gravidanza e non riconoscere il figlio. A seguito di ciò una frazione di queste donne (b) rinuncerà all’aborto, mentre la parte restante (x – b) deciderà comunque di farselo praticare. Mi è capitato di leggere di molte donne che hanno fatto proprio così, così come, agli inizi degli anni ’90, ho conosciuto una ragazza che di aborti ne aveva subiti due (e non sembrava particolarmente turbata).
      Ovviamente alternative all’aborto come quella citata sopra (non riconoscimento del figlio) sono disponibili anche per le donne che si rivolgono alle cliniche illegali, ma queste ultime (che gli aborti se li fanno pagare) non hanno alcun interesse a supportare le loro pazienti con strumenti psicologici e formativi affinché rinuncino all’aborto: hanno invece interesse (di lucro) affinché abortiscano.

      Personalmente ho sempre pensato che fosse b > a. Ma non ho mai avuto né elementi scientifici per supportare questa idea né per confutarla, semplicemente non ho mai approfondito la cosa. Né sono interessato a posizioni ideologiche o religiose, infatti non tifo né per gli abortisti né per gli antiabortisti: mi interessa che il tasso di aborto sia il più basso possibile, e il più vicino possibile a quello determinato dagli aborti dovuti a ragioni mediche . Se si può dimostrare che rendere illegale l’aborto può davvero abbassare il tasso di aborto si vada in quella direzione, se si può dimostrare il contrario si vada verso la regolamentazione.

      A questo punto la domanda è proprio il tuo punto di partenza: dato per assodato che, in moltissimi Paesi, esiste una correlazione inversa tra stato di legalità delle pratiche abortive e tasso di aborto ci sono elementi scientifici per passare dalla correlazione dalla causalità?

      3 Aprile 2019
    • mattia said:

      Qui, il personale medico, in via preliminare, spiegherà loro che esistono alternative all’aborto, ad esempio che si può portare a termine la gravidanza e non riconoscere il figlio. A seguito di ciò una frazione di queste donne (b) rinuncerà all’aborto

      Vedi la risposta sopra al commento di Epsilon.
      Alla quale aggiungo solo una cosa.

      Questo lavoro di informazione non si può banalmente fare senza legalizzare l’aborto?

      Facciamo educazione sessuale a scuola? Benissimo. Spieghiamo come si usa il preservativo, spieghiamo come si trasmettono le malattie sessualmente trasmissibili, e poi informiamo anche che se una ragazza à una gravidanza indesiderata à tutto il diritto di partorire il figlio e di non riconoscerlo.
      Spieghiamo che in italia le richieste di bambini da adottare sono largamente maggiori dei bambini adottabili, quindi non finisce in un orfanotrofio con una suora cattiva che lo picchia ma finisce in una casa che gli vuole bene.
      Una volta che tutte queste informazioni le dai a scuola e informi tutte le ragazze per tempo, perché ti serve legalizzare l’aborto per fargliele sapere?

      3 Aprile 2019
    • Raoul Codazzi said:

      “Questo lavoro di informazione non si può banalmente fare senza legalizzare l’aborto?”

      Se lo chiedi a me ti dico che questo lavoro di informazione e di educazione va fatto a prescindere da tutto. E vorrei vedere se salta su uno a sostenere il contrario.
      Per chi legge, la mia idea secondo cui meno feti vengono abortiti meglio è non è legata a convinzioni religiose: io sono ateo. Si può partire da posizioni diverse e arrivare alle medesime conclusioni.

      Proviamo però a legare questa cosa al discorso della legalizzazione o regolamentazione che dir si voglia. Oggi c’è questa idea che la legalizzazione dell’aborto abbia avuto o abbia un impatto sulla riduzione del tasso di aborti. L’ho espressa anche io nel mio primo commento e ho spiegato su cosa si basa. Tuttavia, più approfondisco l’argomento (leggendo anche i vari report e studi come quello del Guttmacher Institute) più mi rendo conto che non si va mai oltre il livello di correlazione e che, di fatto, non ci sono prove a favore della causalità. Più ci penso, più guardo le serie storiche, più mi sembra di poter dire che è sopratutto l’aumentato livello di ricorso alla contraccezione che ha fatto calare, nel tempo e un po’ ovunque, gli aborti. E ciò, come abbiamo detto, è figlio di istruzione, prevenzione, politiche sanitarie e anche nuovi prodotti messi a disposizione dalla medicina. La contraccezione mi sembra la vera determinante fondamentale. Se ciò è vero, rimangono da spiegare le cause dietro la componente determinante residua.

      Ora, ipotizziamo che nuovi studi dimostrino che la legalizzazione dell’aborto è priva di impatti sulla riduzione del tasso di aborto oppure che l’impatto è minimo. Possiamo anche spingerci a ipotizzare che rendere l’aborto non legale ha un leggero beneficio sul calo degli aborti. Che si fa? Se lo chiedi a me basta la spiegazione scientifica (ovviamente legata a più studi indipendenti ripetuti nel tempo). Ma come la mettiamo con la situazione attuale della popolazione e con gente che sta conducendo battaglie – spesso idiote – sui cosidetti diritti? Su questo e altri blog se ne parla tutti i giorni. Qui abbiamo un problema reale mostruosamente grande.
      Viene fuori uno studio scientifico secondo cui un determinato composto impiegato in molte preparazioni alimentari è dannoso per la salute. Si crea un’onda di pressione pubblica che induce le aziende a eliminarlo dai loro prodotti prima ancora che ciò sia stabilito dalle raccomandazioni ufficiali di legge.
      Ma se viene fuori uno studio scientifico secondo cui rendere molto più restrittivo (nemmeno illegale) il ricorso all’aborto contribuisce a ridurre il tasso di aborto, la sola idea che qualcuno (un parlamentare) possa legiferare in tal senso creerebbe una rivolta delle femministe e dei femministi di proporzioni enormi.
      Se tu, o chiunque altro, sostieni che si possono ottenere gli stessi risultati in termini di riduzione del tasso di aborto agendo semplicemente su istruzione ed educazione, e quindi avere l’aborto legalizzato è pressoché inutile, rischi il linciaggio. E questo è un problema serio. Che qui vale per l’aborto, ma che possiamo estendere a tutto.
      Perché avere la scienza dalla propria parte oggi va bene solo se la stessa scienza è in linea con i convincimenti (che sono quindi a priori) di certi gruppi sociali, ridotti quanto si vuole, rumorosi, ma innegabilmente in espansione.
      Il caso Stamina ha già dimostrato che i politici, sotto la spinta della pressione del “popolo”, possono persino legiferare in senso antiscientifico.

      Quindi, per chiudere, io ti dico che possiamo agire su informazione ed educazione e rendere l’aborto accessibile solo in caso di reale necessità medica, ma poi – concretamente – come si fa a farlo? Attenzione, il senso della mia domanda non è affatto un remissivo “lasciamo stare”, ma piuttosto “spero che tu, o chiunque altro voglia intervenire nella discussione, salterete fuori con qualche idea che purtroppo io non riesco a vedere”.

      3 Aprile 2019
    • mattia said:

      Ma se viene fuori uno studio scientifico secondo cui rendere molto più restrittivo (nemmeno illegale) il ricorso all’aborto contribuisce a ridurre il tasso di aborto, la sola idea che qualcuno (un parlamentare) possa legiferare in tal senso creerebbe una rivolta delle femministe e dei femministi di proporzioni enormi.

      Infatti questo è il problema dei problemi.
      Sta nascendo ora ed esploderà nei prossimi decenni.
      Già ora stanno iniziando a censurare la scienza quando dice qualcosa che non è politicamente corretto, e nessuno si ribella.
      Non so, recentemente sono usciti con questa storia che non esistono differenze tra il cervello maschile e il cervello femminile, quando invece ci sono tonnellate di studi che dicono l’opposto. Siccome però l’idea stessa di differenza tra cervello maschile e femminile manda ai matti i femministi ànno iniziato a imporre un nuovo dogma scientista: non ci sono differenze tra il cervello maschile e quello femminile.
      D’ora in poi chiunque dovrà scontrarsi contro questo dogma.
      Se provi a pubblicare qualcosa che dimostra l’opposto ti mangeranno vivo.

      Arriveremo a un punto in cui la scienza sarà censurata dall’ideologia. Faremo passi indietro di secoli.
      Fino a quando il rincoglionimento sarà così palese che capiremo di aver sbagliato.

      S’inizia la traversata nel deserto. Solo i coraggiosi resteranno in piedi.

      4 Aprile 2019
  5. Alessandro said:

    La correlazione tra diritto di aborto e minore volontà di abortire sta qui:
    Nel caso in cui vi sia il divieto di abortire, chi lo vorrà fare – come avveniva poco più di una 50ina di anni fa – o lo va a fare dove può, o lo va a fare illegalmente.
    Se non tanti possono scegliere di fare un viaggio in Germania o in Svizzera per abortire, rimane l’aborto illegale. Con una maggiore incidenza di aborti illegali, con tanto di infezioni, morti, e altre cose bruttine, aumenterà anche la probabilità che tu donna conosca – o sia personalmente – una delle persone che subiscono le conseguenze del “fai da te”.
    Di conseguenza, il desiderio di aborto legale sorge non in quanto “proibito”, ma in quanto “basta non voglio più vedere questi orrori”.
    Purtroppo, alcune persone non possono prendere la pillola, ed alcune volte il preservativo si rompe. A volte si è semplicemente ignoranti.
    A differenza della prostituzione (maschile e femminile) – che si potrebbe debellare o quasi, semplicemente educando i giovani alla repulsione verso essa (utopico, ma non troppo) – restare incinte a volte è una conseguenza inevitabile, e senza una regolamentazione i fatti brutti sarebbero comuni, e la gente orripilata. Per questo si desidera proteggere la vita delle proprie figlie, vedendo la vicina morire perché non ha avuto la possibilità di essere curata da un medico capace, in una stanza sterile (per questo mia nonna è stata pro 194). L’illegalità abortiva frutta solo a disgraziati che non dovrebbero toccare nemmeno il gioco “piccolo chirurgo”.

    3 Aprile 2019
    • mattia said:

      Nel caso in cui vi sia il divieto di abortire, chi lo vorrà fare – come avveniva poco più di una 50ina di anni fa – o lo va a fare dove può, o lo va a fare illegalmente.
      Se non tanti possono scegliere di fare un viaggio in Germania o in Svizzera per abortire, rimane l’aborto illegale. Con una maggiore incidenza di aborti illegali, con tanto di infezioni, morti, e altre cose bruttine, aumenterà anche la probabilità che tu donna conosca – o sia personalmente – una delle persone che subiscono le conseguenze del “fai da te”.

      Ok, quindi ci dici che se l’aborto è clandestino la gente è abituata ad associare l’aborto a cose bruttine.
      Se invece l’aborto è legale la gente lo associa a sicurezza e garanzia di qualità.

      Sta bene. Facciamo pure che con l’aborto legale non crepi nemmeno una donna. Perfetto, aborto sicuro e tranquillo.

      Ecco, adesso spiegami perché questo dovrebbe indurre le donne ad abortire DI MENO.
      Perché mi sa che stai facendo un po’ di confusione con la LOGICA.
      Se una donna è abituata ad associare l’aborto al pericolo di morte ne è spaventata quindi tende ad abortire DI MENO.
      Se invece l’aborto è sicuro la donna non è spaventata quindi è portata ad abortire di più.

      Per quale motivo logico, infatti, se tu rendi l’aborto sicuro e senza i rischi della clandestinità la gente dovrebbe farvi ricorso di MENO?
      Perché se invece l’aborto è clandestino e rischioso le donne dovrebbero ricorrervi più spesso?

      La tesi non sta in piedi logicamente.

      Infatti l’inghippo sta qui:

      Di conseguenza, il desiderio di aborto legale sorge non in quanto “proibito”, ma in quanto “basta non voglio più vedere questi orrori”.

      Che non è assolutamente quello che dovevi dimostrare.

      Tu dovevi dimostrare che “X porta a Y”

      dove:
      X = rendere l’aborto legale
      Y = diminuzione dell’aborto

      Mentre tu hai detto che “W porta a Z”

      W = tenere l’aborto illegale
      Z = desiderio di renderlo legale

      Ora, è abbastanza semplice capire che Y e Z sono cose completamente diverse e non relazionate.

      Y, cioè la diminuzione degli aborti, è un fatto, un fatto numerico. Il numero di aborti cala. Punto.
      Z, il desiderio di renderlo legale, invece è una posizione della gente, una volontà.

      Quindi, io ti chiedo di dimostrare X porta a Y e tu mi dimostri una cosa che non c’entra niente.

      Riprova.
      Questa volta con più impegno.

      3 Aprile 2019
  6. Epsilon said:

    Mattia dixit:
    “Cioè, seriamente, datemi un motivo per cui legalizzare gli aborti dovrebbe portare a un calo degli aborti.”

    Premettendo che non sono assolutamente pro-aborto*, penso che il nesso tra legalizzazione degli aborti ed uno sperato calo dei medesimi consti nel fatto che la legge, correggetemi se sbaglio perché vado a memoria, prevede per chi vuole abortire tutta una serie di azioni e supporti da parte della struttura sanitaria che dovrebbero portare una parte (piccola? Grande?) dei soggetti a cambiare idea in merito. Se poi la cosa funzioni o meno, francamente non lo so.

    * la mia posizione in merito è che un aborto dovrebbe essere una tragedia fatta vivere il più serenamente possibile e non un sostituto di metodo contraccettivo od una facile scappatoia (a mio parere) immorale. Ovvero, per me l’aborto dovrebbe essere illegale ma applicato silenziosamente dai medici in quei pochi, malaugurati, maledetti casi in cui la “pietas” superi le barriere morali dell’omicidio.

    3 Aprile 2019
    • mattia said:

      penso che il nesso tra legalizzazione degli aborti ed uno sperato calo dei medesimi consti nel fatto che la legge, correggetemi se sbaglio perché vado a memoria, prevede per chi vuole abortire tutta una serie di azioni e supporti da parte della struttura sanitaria che dovrebbero portare una parte (piccola? Grande?) dei soggetti a cambiare idea in merito

      Ecco, questa è una spiegazione logica.
      Infatti la 194 dice che un ospedale quando à di fronte una donna che vuole abortire à il compito “di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto

      Ossia, con l’aborto legale la donna dovrebbe incontrare qualcuno che può convincerla a non abortire.
      (che spesso, per quanto riguarda le donne straniere che non conoscono la legge italiana, e spesso nemmeno la lingua, significa anche solo far sapere loro quali sono i diritti sul lavoro).

      Mentre quando tu andavi ad abortire clandestinamente nessuno di dissuadeva dall’abortire dicendoti che puoi far valere i tuoi diritti di madre in azienda.

      Peccato però che ciò non avvenga (da parte dello Stato, è tutto sulle spalle dei volontari) e che anzi, viene avversata proprio da coloro che sostengono l’aborto.
      Perché quando provi a dire che l’ospedale à questo compito *stabilito dalla legge* ti saltano in testa. Ti dicono che è uno scandalo che una donna che vuole provare ad abortire si trovi davanti qualcuno che prova a dissuaderla poiché viene visto come attacco alla sua libertà, mentre è un obbligo di legge.

      Quindi abbiamo due problemi:
      – gli aborti sono calati negli anni anche senza che lo Stato faccia questa opera di dissuasione (quindi ciccia, la motivazione deve essere altrove)
      – chi sostiene che l’aborto legale fa calare gli aborti nello stesso momento vuole vietare che in ospedale si faccia opera di dissuasione

      3 Aprile 2019
    • Alessandro said:

      Scusami se dico ciò lasciando trasparire la mia fermissima convinzione che l’aborto, se non libero, dovrebbe quanto meno esistere per le cose essenziali (gravidanze extra uterine, stupri, incesti…).
      Direi che qui ti manca proprio la base su come comprendere le reazioni umane.
      Se non le comprendi, bisogna che fai un po’ di addestramento all`empatia – perché spesso e volentieri pare che vuoi avere ragione a prescindere, anche solo per difendere una personale bigotteria o maleducazione…un ragionamento poco razionale, di pancia oserei dire. Perché certe spiegazioni sono indubbiamente logiche, ma gli esseri umani non sono pura logica. Ma facciamo un ragionamento logico comunque, fingendo che sia tutto così semplice.
      Prendiamo ciò che hai detto prima, e che ho detto anch’io: terrore aborto illegale = desiderio di vederlo legale. Vero, è scollegato al calo degli aborti…ma non così tanto.
      Vedi, l’aborto non è vissuto con piacere da nessuno, men che meno le femministe – neanche le più sfegatate. Vi è in loro la consapevolezza di cosa si sta andando a fare, semplicemente in certi casi estremi lo si accetta come fardello. Ma questo non rende l’aborto una cosa piacevole o desiderabile.
      L’aborto non viene visto come meno repulsivo socialmente rispetto a quando era illegale, solo che prima era ABORTO (X) uguale MORTE (Y) uguale ORRORE (O) uguale tristezza/tragedia/senso di colpa (T).
      Oggi X non è più uguale Y, ma resta uguale a T.
      Le donne non difendono il diritto di abortire perché è bello, ma perché si è tolto un fattore che spaventa l’essere umano dall`alba dei tempi. Y. È più giustificabile, in termini di logica, salvare la vita ad una persona adulta che in potenziale potrà fare tanti altri figli, o che in futuro potrà crescerli meglio – rispetto che rovinarsi e rovinargli la vita accettando l’errore di tempistiche, o lasciandolo in un orfanotrofio – che lasciare che la gente vada in giro a uccidersi sotto i ferri. Se vogliamo essere logici, e non umanisti. Tuttavia, questo non rende la cosa piacevole comunque, e se si ha la possibilità, oggi, si evita. Ci sono molti più strumenti che in passato per evitare gravidanze indesiderate, ergo gli aborti sono diminuiti. È un dato confortante vedere che la legalità non non rende l’aborto una cosa comunemente ben vista. Ma si difenderà sempre – e a mio parere a ragione – il diritto di non morire dell’adulto cosciente e maturo se servisse. Il dato sta e starà sempre in Y. E fidati che il ragionamento “beh, se hanno tanta paura converrebbe non abortire proprio” non è assolutamente realistico. È come credere che il mondo siano prati verdi e coniglietti. Certe persone si sopravvalutano, sono cieche di speranza, si dicono “ma si, se mi curo la malaria con l`omeopatia e non vaccino mio figlio andrà tutto benone!”. Credere di risolvere tutto con un ragionamento così è come credere di eliminare fattori quali: pressione in caso di gravidanza indesiderata, disperazione, stupidità. Sarebbe più facile eliminare il problema del riscaldamento globale. Consolati piuttosto col fatto che non è bello neanche per chi difende il diritto di non morire così.

      3 Aprile 2019
    • mattia said:

      Scusami se dico ciò lasciando trasparire la mia fermissima convinzione che l’aborto, se non libero, dovrebbe quanto meno esistere per le cose essenziali (gravidanze extra uterine, stupri, incesti…).

      Irrilevante ai fini del discorso.
      Andiamo avanti.

      Direi che qui ti manca proprio la base su come comprendere le reazioni umane.
      Se non le comprendi, bisogna che fai un po’ di addestramento all`empatia – perché spesso e volentieri pare che vuoi avere ragione a prescindere, anche solo per difendere una personale bigotteria o maleducazione…un ragionamento poco razionale, di pancia oserei dire.

      Anche qui, totalmente irrilevante.
      Faccio solo notare che nel mio discorso non ò fatto alcun accenno a qualcosa che potrebbe ricondurre a bigotteria.
      Quello che ò scritto io l’avrebbe potuto scrivere anche un ateo, parola per parola.
      Quindi tirare in ballo è un argomento fallace.
      Non sei in grado di formulare un discorso logico coerente, ricorrere a fallacie come questa non stupisce.

      Ma andiamo avanti.

      Perché certe spiegazioni sono indubbiamente logiche, ma gli esseri umani non sono pura logica

      E qui inizi a scavarti la fossa da solo.
      Dimostri infatti di non sapere cos’è la logica, tanto che la confondi con la razionalità.
      Sono due cose diverse.

      Potrei già mandarti a quel paese a questo punto.
      Ma siccome sono generoso ti spiego anche perché il resto della spiegazione non sta in piedi.

      Vuoi fare una figura di merda? Eccoti accontentato.

      Prendiamo ciò che hai detto prima, e che ho detto anch’io: terrore aborto illegale = desiderio di vederlo legale. Vero, è scollegato al calo degli aborti…ma non così tanto.
      Vedi, l’aborto non è vissuto con piacere da nessuno, men che meno le femministe – neanche le più sfegatate. Vi è in loro la consapevolezza di cosa si sta andando a fare, semplicemente in certi casi estremi lo si accetta come fardello. Ma questo non rende l’aborto una cosa piacevole o desiderabile.
      L’aborto non viene visto come meno repulsivo socialmente rispetto a quando era illegale, solo che prima era ABORTO (X) uguale MORTE (Y) uguale ORRORE (O) uguale tristezza/tragedia/senso di colpa (T).
      Oggi X non è più uguale Y, ma resta uguale a T.

      Quindi adesso cambi totalmente la motivazione.
      Io avevo chiesto una motivazione per cui legalizzare l’aborto l’avrebbe fatto diminuire.
      E tu avevi detto che era a cause delle “cose bruttine”.
      Dopo averti spiegato che l’assenza delle cose bruttine al massimo avrebbe avuto l’effetto opposto cambi discorso e dici che comunque l’aborto è visto male per il senso di colpa.
      Quindi, prima l’argomento è che l’aborto legalizzato diventa bello perché scompaiono le cosine. Ora invece l’argomento diventa che seppur legalizzato l’aborto rimane brutto.
      Oh, cerca di mettere a posto i pezzetti di cervello che ti sono andati in corto circuito.

      In tutto questo non mi hai ancora dimostrato che cosa, nel cambiamento da aborto illegale a legale dovrebbe portare ad abortire meno.

      Infatti continui:

      Le donne non difendono il diritto di abortire perché è bello, ma perché si è tolto un fattore che spaventa l’essere umano dall`alba dei tempi.

      … inizia a parlare d’altro.

      Io non ti ho chiesto perché le donne “difendono il diritto di abortire”.
      NON ME NE FREGA NIENTE

      Io ti ho chiesto *perché legalizzare l’aborto dovrebbe far calare il numero di aborti*
      Continui a non rispondere a questa domanda.

      Ci sono molti più strumenti che in passato per evitare gravidanze indesiderate, ergo gli aborti sono diminuiti.

      Ma questo non è effetto della legalizzazione dell’aborto.
      Anzi, questo è l’unico caso in cui hai spiegato con un argomento logico perché l’aborto è calato.
      Ma la causa non è la legalizzazione dell’aborto.

      Quindi siamo ancora al punto di partenza: ài scritto una supercazzola ma non ài spiegato perché la legalizzazione dell’aborto dovrebbe far diminuire l’aborto.

      3 Aprile 2019
  7. Lela said:

    Scusate un attimo, ma asserire, come vedo scritto più in alto, che la legalizzazione dell’aborto abbia fatto diminuire il numero degli aborti nel tempo implica avere dei dati che mostrino almeno una correlazione.
    Questi dati non esistono, come diavolo si fa a sostenere questa tesi, da un punto di vista puramente statistico?
    Abbiamo dati che mostrano come, a partire dal ’78, quindi a legalizzazione avvenuta, il tasso sia diminuito, è incontrovertibile. Ma dati ufficiali e affidabili dei vent’anni precedenti ne abbiamo? No, perchè era illegale.
    E, per le ragioni che Mattia ha elencato in risposta, ovvero la semplice esistenza di gravi deterrenti, è estremamente probabile che le procedure fossero molte meno di quelle attuali.

    3 Aprile 2019
    • Giampaolo said:

      Concordo.
      Riprendo un mio vecchio commento.


      Questo assunto (legalizzazione => diminuzione degli aborti) è indimostrato.
      Nei primi anni della legge, gli aborti erano circa 220mila l’anno (ora sono circa 100mila, ma non certo grazie alla legge) (cfr https://www.internazionale.it/bloc-notes/2018/03/08/aborto-legge-194-ivg).

      Davvero gli aborti clandestini erano ALMENO 250mila l’anno?
      E non c’era un’ecatombe di donne?

      I radicali parlavano di 20k donne morte ogni anno di aborto clandestino, negli anni in cui il TOTALE (quindi incidenti, infarti, ictus, tumori, ecc.) delle donne morte in età fertile – 15-54 anni – era circa 5-6k. (cfr http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTALITA1#)

      Disclaimer: per l’osservazione che segue, le cifre sono “a campione” (ho scelto per l’estrazione dei dati 2 anni “casuali” prima e dopo la legge, 1975 vs 1980).

      Le donne morte in età fertile nel 1975 sono state 5419 mentre nel 1980 sono state 4884; supponendo che anche TUTTE questa differenza sia dovuta agli aborti clandestini, devo davvero credere che il tasso di morte per un’operazione clandestina coi ferri da calza e la pompa da bicicletta sia lo 0.25%?

      Io inferisco che la legalizzazione abbia AUMENTATO il numero degli aborti, almeno lì per lì; numero che poi ovviamente è calato, grazie agli anticoncezionali.

      4 Aprile 2019

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