La #bernardatax

Così per fare due conti, una donna à circa 500 cicli mestruali in una vita.
Se l’IVA sugli assorbenti venisse abbassata dal 22% al 4% ci sarebbe un risparmio di 0,60 euro a ciclo, ossia 300 euro in una vita.
Una tassa che pagano solo le donne!!11!!” urlano le cretine isteriche.

Signorine, avete presente quanto paghiamo noi solo per il fatto di essere uomini?
Cari lettori maschi, provate a fare il conto di quanto avete pagato per cene al ristorante, cinema, aperitivi a donne che poi alla fine della serata non ve l’ànno manco data. Fate il conto nell’arco di tempo della vostra vita finché non vi siete accasati. Trecento euro? Risate a crepapelle.

Se porti fuori una donna a cena al giorno d’oggi non vai sotto i 60-70 euro, ché altrimenti non è una cena, è uno spuntino. Poi ci sono città più care e città meno care, sta bene, ma meno di 50 euro manco a Praga le paghi per una cena per due persone.
La #tampontax di cui tanto si lamentano equivale a meno di sei cene offerte da un uomo a una donna. Senza contare tutto il resto, ché magari non vai a cena ma fai un aperitivo poi vai al cinema e alla fine della serata le 35-40 euro sono comunque uscite. O la benzina se abiti distante. O i taxi offerti per portarla a casa.

Se nella tua vita ài più di 35 anni e non ài mai offerto sei serate a delle donne o sei un monaco di clausura oppure sei un figo della madonna a cui le donne la danno senza nemmeno che tu gliela chieda.
Per un uomo normale 300 euro investite, in tutta la sua vita, alla ricerca della bernarda sono una cifra bassissima. Ma la cosa assurda è che il più delle volte poi manco te le danno.
Alcune sfiorano proprio il ridicolo, tipo quelle che quando le approcci in un locale si fanno offrire da bere e poi quando ànno la bevanda in mano ti girano le spalle, se ne vanno e manco ti salutano. Alzi la mano a chi non è successo. Roba che gli scammer nigeriani in confronto sono delle verginelle della divina misericordia.

Anche se sei un figo della madonna nella tua vita avrai sempre e comunque speso multipli di 300 euro per donne che poi non te l’ànno data.
Non credo ci sia nessun uomo sopra i 35 anni, tra chi legge queste righe, che à buttato via meno di 300 euro in totale nella sua vita in uscite che poi non ànno portato a niente. Anche quelli che ànno avuto grande successo con le donne sicuramente ànno fatto almeno sei uscite nella propria vita senza concludere. Non negatelo ché altrimenti vi cresce il naso.

Poi sì, nella vita capita anche di trovare quella che guadagna più di te e paga spesso e volentieri al posto tuo, che ti fa regali costosi… Ma prima di arrivarci passi lustri e lustri a spendere soldi spesso senza ricevere niente in cambio mentre una donna può facilmente uscire e fare serata senza portafogli.

Nella nostra società, dal punto di vista economico, essere una donna è un vantaggio enorme. Quello che paga una tassa occulta solo per il fatto di essere un uomo, la #bernardatax, è l’uomo.
E non mi metto nemmeno a parlare di tutto il resto, come i locali dove paghi il biglietto se sei uomo mentre entri gratis se sei donna.

A questo punto arrivano le cretine a dirti che quella è una tua scelta, che decidi tu di pagare la #bernardatax, mentre élleno non decidono di avere il ciclo.
Una puttanata.

Un uomo non è che decide di pagare la cena a una donna. Perché un uomo non decide di voler scopare o meno: il desiderio di scopare è dettato da un bisogno insopprimibile dell’uomo, come respirare o mangiare. La deriva verso la bernarda è un comportamento innato dell’uomo, siamo obbligati dalla biologia a spendere quei soldi per poter scopare.

È la natura umana, gli ormoni che ci portano a dover pagare la #bernardatax. Una tassa occulta che non può nemmeno essere abbassata per decreto visto che è imposta collettivamente dalle donne.
Domani il governo può decidere di abbassare l’IVA sugli assorbenti dal 22% al 4% ma non può ordinare alle donne di smetterla di farsi pagare cene, aperitivi, ristoranti e così via. Per cancellare la #bernardatax devi cambiare la testa delle donne: auguri.
Inoltre, la #tampontax va allo Stato, mentre la #bernardatax va alle donne che così compensano. In totale se uno calcola #bernardatax-#tampontax il saldo è nettamente positivo.

Il vantaggio economico dell’essere donna, se ci pensate, è enorme, ma per qualche motivo passa inosservato poiché dato per scontato. Vi faccio un esempio: ditemi quale donna accetterebbe una proposta di matrimonio senza un anello di fidanzamento. No, dico, tu le proponi di sposarla e non le compri l’anello? Al 99,9999% ti sputa in faccia. È dato per scontato che l’uomo compri un anello di fidanzamento alla sua futura moglie. Se proprio vuoi andare schiscio sono 4 #tampontax solo di quello.
Però non senti nessuno lamentarsene, è considerato normale che un uomo spenda 4 #tampontax per un anello di fidanzamento e la donna no.

Mesi fa su di un gruppo di feisbuc si discuteva del pagare al ristorante ed era pieno di donne che dicevano “io sono emancipata, ò il mio lavoro, non ò alcun problema a pagare la cena al ristorante, ma se un uomo la prima sera non mi offre la cena non mi vede più“.
Quando chiedevi un motivo per cui dovrebbe essere l’uomo a pagare se la donna à una pari capacità economica ti rispondevano “è una questione di galanteria“. E quando insistevi per avere una ragione logica che giustificasse la galanteria queste scappavano dalla discussione perché si accorgevano che l’unica risposta era: perché l’uomo vuole la bernarda, è disposto a pagare anche solo per usmarla e noi donne siamo brave a sfruttare questa rendita di posizione.
Poi però la chiamano galanteria e te lo appioppano come dovere sociale. Così viene dato per scontato e nessuno lo contesta, altrimenti sei un buzzurro e non un uomo galante.

C’è solo una categoria di donne che può legittimamente lamentarsi dicendo che il suo essere donna le impone uno svantaggio economico: le stronze brutte. Perché l’uomo per avere la bernarda farebbe qualsiasi cosa con tutte. Un uomo in astinenza si scopa anche le stronze o le brutte, se sono di buon carattere. Se una invece è simultaneamente brutta e stronza c’è la possibilità che non trovi nessuno disposto a pagarle una cena o un cinema.

Se siete donne normali prendete coscienza del fatto che avete un vantaggio enorme ad avere la bernarda perché potete, con essa, far pagare la #bernardatax… senza nemmeno darla via ma solo facendola usmare!
Trovatemi un altro ruolo nella società in cui incassi senza dare il prodotto ma solo facendolo usmare.

Se invece nella vita non avete mai incassato la #bernardatax è perché siete stronze brutte. Sul brutte non potete farci molto, ma almeno lavorate sull’essere meno stronze.

In ogni caso non avete motivo di lamentarvi della #tampontax fin quando noi dovremo pagare a voi la #bernardatax.

E ora un po’ di piesse preventivi per le cretine che assalteranno questo post:

Piesse: no, la differenza salariale tra uomini e donni non esiste, è una bufala. Uomini e donne guadagnano diversamente non perché c’è discriminazione ma per mille motivi (diversi studi che portano a lavori diversi pagati diversamente, diversi stili di vita, diverse scelte, diversi comportamenti…) che non ànno niente a che vedere con la discriminazione.

PiPiesse: no, i trucchi non sono una tassa che dovete pagare per piacerci. Perché se siete brutte rimanete brutte anche da truccate. Le donne belle sono belle anche quando te le trovi nel letto senza trucco la mattina.
Oltre a questo, la forza di deriva verso la bernarda ci porta a scoparvi anche se siete struccate. Giuro, se ce la date non ce ne frega niente se siete truccate o meno, se avete passato il pomeriggio dal parrucchiere o meno: se ce la date la prendiamo comunque. Garantito al limone. I trucchi sono una vostra vanità.

PiPiPiesse: no, la pillola non è un costo che tocca a voi. E non solo perché viene compensata dal fatto che il più delle volte non la volete prendere per paura di ingrassare e quindi si deve comprare noi i preservativi. Il motivo principale è che la pillola anticoncezionale è qualcosa che pagate per avere un vantaggio pure voi. Da una parte parte pagate, dall’altra ricevete il coito. La #bernardatax invece noi la paghiamo anche quando non ce la date.

19 Comments

  1. Giampaolo said:

    Non fiori ma opere di bene? 🙂

    26 Marzo 2019
    Reply
  2. puru said:

    Non credo ci sia nessun uomo sopra i 35 anni, tra chi legge queste righe, che à buttato via meno di 300 euro in totale

    Professor Butta, ma queste sono proprio le basi:

    https://youtu.be/HUJbTsvV06E

    26 Marzo 2019
    Reply
    • mattia said:

      Professor Butta, ma queste sono proprio le basi:

      Infatti avevo specificato “tra chi legge queste righe”.
      Che ci siano personaggi del genere in giro non mi stupisce, ma sono casi sparuti. Gente che tipicamente non sta qui.

      26 Marzo 2019
  3. Davide said:

    Post geniale! 😄
    Mi chiedo però se non si possa lavorare per cambiare la mentalità maschile. Quella femminile è inutile, perché è chiaro che, se hai un vantaggio economico, difficilmente ci rinunci. E’ vero che c’è un motivo biologico per cui gli uomini pagano la #bernardatax, e infatti, in un certo senso, la pagano tutti i mammiferi (con le lotte terribili e rischiose che fanno per aggiudicarsi la bernarda di qualche femmina), però magari si può lavorare per creare una consapevolezza maggiore negli uomini. Ho sentito che, nei paesi del nord Europa, tipo Svezia, gli uomini non offrono automaticamente alle donne e c’è una maggiore reciprocità: qualcuno può confermare questa cosa?

    26 Marzo 2019
    Reply
    • mattia said:

      Mi chiedo però se non si possa lavorare per cambiare la mentalità maschile.

      No.
      Devi solo avere il culo di incontrare quella che non ti fa pagare la #bernardatax.
      Sono poche ma esistono. Buona fortuna.

      26 Marzo 2019
  4. Lela said:

    Sul Piesse (applausi) aggiungo che il gap di guadagno non esiste proprio, nel periodo della vita in cui una donna, in genere, riscuote la bernardatax.

    26 Marzo 2019
    Reply
  5. Ma i maschi so' strani o sono troppo semplici? said:

    Essendo femmina, non ho mai compreso appieno la forza incontenibile che porta gli uomini verso la figa.
    Quando andate con una donna che non vi piace, ma lo fate per via della Bernarda, non provate un lieve senso di disagio e rifiuto, dopo che avete concluso? E la sensazione di disagio, non vi dissuade dal perseverare? Insomma, non sarebbe meglio il fai da te?
    Perché per le donne il piacere non è meccanico, non è detto che il coito sia chissà quanto vantaggioso per noi, come ha scritto lei nel post. Anzi, spesso è più appagante il fai da te. Da qui nasce mia la domanda

    Angy

    26 Marzo 2019
    Reply
    • mattia said:

      Perché per le donne il piacere non è meccanico, non è detto che il coito sia chissà quanto vantaggioso per noi, come ha scritto lei nel post. Anzi, spesso è più appagante il fai da te. Da qui nasce mia la domanda

      Gli ormoni che provocano il desiderio di bernarda sono dovuti a un vantaggio evolutivo di chi sparge il proprio seme ovunque senza fare il sommelier della figa.
      In altre parole: l’uomo che sta lì a sottilizzare difficilmente si riprodurrà, mentre l’allupato è più facile che avrà una discendenza visto che scoperà qualsiasi cosa gli passerà davanti.
      Per la donna c’è sicuramente questo aspetto, ma c’è anche un altro aspetto ben più importante. Per un uomo una volta sparso il seme poi la gravidanza, biologicamente parlando, non è più un suo problema. Per una donna invece sì, quindi è portata a selezionare il maschio in modo che possa essere un sostegno per lei e la prole una volta nata. Per questo la donna tende a selezionare il maschio alfa e a scartare il maschio beta, perché se fa come il maschio che prende qualsiasi cosa poi magari sì, si riproduce, ma poi rimane lì senza aiuto e protezione e il figlio non sopravvive.
      Il maschio se frega di questi problemi perché finita la ciulata può scomparire, la femmina no. Il vantaggio qui sta nel selezionare un maschio forte.

      Insomma, non sarebbe meglio il fai da te?

      Tieni presente che nella donna invece il piacere non à (quasi) scopo riproduttivo. Nel maschio la ricerca del piacere è necessaria per poter spargere il seme e quindi riprodursi. Nella donna no, una donna può diventare gravida anche se non gode. Nell’uomo il fai da te non à lo stesso valore della ciulata perché è sì un piacere ma non riproduttivo. Perciò l’istinto è sempre quello di cercare la bernarda per riprodursi.
      Nella donna invece essendo il piacere e la riproduzione indipendenti il fai da te acquisisce un altro ruolo.
      (poi sì, ci sono studi che dimostrano che l’orgasmo femminile favorisce la fecondazione ma sono briciole di percentuali).

      E la sensazione di disagio, non vi dissuade dal perseverare?

      Per alcuni sì, per altri no. Ad ogni modo, tu ài mai preso una sbronza? 
Intendo una sbronza di quelle che vomiti l’universo e ti rimane il mal di testa per tre giorni. Puntualmente dici: non tocco più una goccia di alcool nella mia vita.
E poi ovviamente bevi ancora (tranne casi eccezionali: io ad esempio non posso più bere limoncello dal 2007 dopo una sbronza colossale).
      Magari lo sai che quello che stai per fare provoca una reazione che non ti piace, ma non puoi resistere e lo fai ugualmente perché sul momento valuti di più il piacere immediato che la reazione negativa successiva. Vale per alcool, droga e chissà per quante altre cose.

      27 Marzo 2019
    • Angy said:

      Ok, penso di aver capito la differenza. Non ho mai riflettuto sul fatto che il piacere femminile potesse essere scisso dallo scopo riproduttivo. Di solito le donne sono più vogliose in quei 4-5 giorni mensili corrispondenti all’ovulazione, in cui il corpo dice “Riproduciti. Riproduciti, ho detto!”.
      E per il resto del mese il sesso ha più che altro una funzione ludica o di collante emotivo per la coppia. [Questo ovviamente è un punto di vista femminile]

      Dev’essere terribile avere un pene. Ma ancor più terribili, a questo punto, sono i giudizi ipocriti e bigotti verso chi va a prostitute (e verso chi si prostituisce). Avendo rapporti regolari, tutti sarebbero felici e produttivi.
      (So che quest’ultima frase è la scoperta dell’acqua calda) 😂

      27 Marzo 2019
  6. Filippo said:

    Si chiama “selezione sessuale” ed in molte specie animali è spesso deleteria per il maschio in genere , per esempio la #bernardatax che paga il maschio delle mantide religiosa è una delle più care in assoluto, per lui la gravidanza di certo non sarà più un suo problema!!

    27 Marzo 2019
    Reply
  7. stephen said:

    Le analisi logiche sono sicuramente un piacere da leggere, ma credo che tutti sappiano che sia solo una battaglia di nome, come il reato di tortura.
    Vogliono che un bene che loro vedono come necessario ed inevitabile abbia “il nome giusto” ergo di prima necessità.

    Ma in questo paese fa quasi vergogna dire la verità come i sindacati che periodicamente si inventano delle robe ASSURDE e non riescono a fare uno sciopero chiaro e tondo allo slogan di “vogliamo piú soldi”.

    Paradossalmente credo che se alzassero l’IVA della prima necessità ma gli concedessero il nome sarebbero quasi contente.

    27 Marzo 2019
    Reply
  8. Fabrizio C. said:

    Sei andato in bianco pure ieri, ve’?

    27 Marzo 2019
    Reply
    • mattia said:

      Sei andato in bianco pure ieri, ve’?

      Considerando che sono fedele e la persona con cui scambio fluidi corporei sta a undici mila km di distanza, decisamente sì.

      27 Marzo 2019
  9. Susy said:

    Se il piacere maschile è riproduttivo , il sesso omosessuale come si configura?

    31 Marzo 2019
    Reply
    • mattia said:

      Se il piacere maschile è riproduttivo , il sesso omosessuale come si configura?

      Come attività ludica che non à niente a che vedere con la tendenza alla riproduzione che porta gli uomini a fare sesso.
      La domanda è talmente scema che è come dire “se il piacere maschile è spinto dal vantaggio evolutivo che porta alla riproduzione di chi fa sesso, allora come si configura il piacere che prova Adalberto quando ascolta in Green Days? Oppure, come si configura il piacere di Genoveffa quando si abbuffa di dolci

      31 Marzo 2019
  10. Mauro said:

    Commento un post a caso, ma può valere anche per gli altri.
    Mi è capitato di leggere alcuni articoli di questo blog e mi hanno incuriosito i toni delle risposte verso i commentatori.
    Alcuni scrivono i commenti in tono educato o neutro e l’autore risponde con tono sarcastico, quando non volutamente offensivo.
    Questo mette in circolo sensazioni negative che non portano niente di buono e che vanificano l’obiettivo del blog (ammesso che l’obiettivo del blog sia quello di indurre a riflettere e interpretare la realtà lucidamente)
    Con toni così aggressivi, il lettore non penserà mai “caspita, ho imparato qualcosa di nuovo”.
    Al massimo dirà “ammazza che stronzo, non torno più su questo sito”. In quest’ottica sembra che l’autore del blog sia più in cerca di fama, come tanti blastatori che fanno crescere la loro notorietà, insultando “gli ignoranti” su internet.

    12 Aprile 2019
    Reply
    • mattia said:

      Alcuni scrivono i commenti in tono educato o neutro e l’autore risponde con tono sarcastico, quando non volutamente offensivo.

      Vedi, il tuo errore parte da qui.
      Il tono “educato o neutro” non significa niente. Quando dico a un commentatore che à detto una cazzata non me ne frega niente se l’à detta in modo educato. Se dice una cazzata rimane una cazzata.
      E qui non si tollerano cazzate.
      Se uno viene qui a commentare deve essere consapevole che deve scrivere cose sensate. Se scrive cazzate o lo cestino oppure, se mi va, lo pubblico e gli dico che à scritto una cazzata.

      Se poi questo dice “ammazza che stronzo, non torno più su questo sito” a me non me ne potrebbe fregare di meno.
      Di fare grandi visualizzazioni con le visite dei cretini non me ne frega niente. Non ò nemmeno la pubblicità su questo sito, quindi le visualizzazioni non mi cambiano la vita.
      Se vuoi scrivere idiozie e ricevere applausi vai sul blog della lucarelli o delle mamme pancine.
      Io faccio volentieri a meno di questa gente.

      E no, il mio scopo non è educare la gente. Non sono la mamma della gente scema che ci tiene a far rinsavire il figlio cretino.
      Non faccio il missionario, non ò la missione di cambiare la gente.
      Se uno vuole imparare qualcosa legge e ascolta.
      Se uno non è sufficientemente sveglio e scrive coglionate è un caso perso: non sarò io a rincorrerlo per salvarlo.

      12 Aprile 2019
  11. Mauro said:

    _il mio scopo non è educare la gente_
    Suona strano detto da un insegnante. Va beh, si vede che il suo lavoro è una cosa e questo blog è un’altra. A lavoro la pagano per avere a che fare con ragazzi ignoranti, questo blog ha altro scopo. Ok 👍

    12 Aprile 2019
    Reply
    • mattia said:

      Va beh, si vede che il suo lavoro è una cosa e questo blog è un’altra.

      Ti sei detto tutto da solo.
      Aggiungo due cose. La prima: al lavoro c’è un minimo (proprio minimo, eh) di selezione all’ingresso, qui no.
      La seconda: al lavoro insegno a persone che magari sono ignoranti ma sono lì per imparare. Qui arrivano capre certificate che non vogliono nemmeno imparare.

      14 Aprile 2019

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