Iutiub won’t kill the University stars

Ogni tanto sento questi sedicenti “guru” della tecnologia dire che molto presto le università spariranno, che le lezioni saranno fatte su iutiub e che il modo di fare didattica sarà completamente rivoluzionato. Ci saranno solo pochi professori di successo, bravissimi, che faranno video-lezioni e milioni di studenti che le guarderanno in ogni parte del mondo.
Di solito sono persone che ànno visto tre video di lezioni su internet fatte da qualche professore universitario in gamba e pensano che quello sia il futuro.

Spoiler: non sarà così. I video su iutiub, o qualsiasi cosa verrà dopo di esso, non spazzeranno via le università.

Basterebbe anche solo l’evidenza empirica per capirlo. Iutiub infatti è solo l’ultimo dei mezzi coi quali ànno provato a usare il metodo delle video-lezioni. L’idea è già stata sperimentata da decenni.
Chi à già qualche capello bianco in testa si ricorda del Consorzio Nettuno: per anni la RAI trasmise di notte lezioni universitarie che gli studenti avrebbero dovuto registrare e poi guardarsi con calma da casa.
Così avrebbero potuto “frequentare” anche se non potevano andare a lezione fisicamente. Se non ricordo male era anche possibile ordinare le videocassette facendosele spedire a casa.

Erano gli anni novanta dello scorso secolo e mentre su Oden Umberto Smaila conduceva Colpo grosso su altri canali ti trovavi le lezioni di Analisi I o macchine elettriche.
Sono passati più di vent’anni e guardatevi attorno: sono forse scomparse le università? Avete forse visto le università morire e gli studenti abbandonare le aule universitarie per studiare con le videocassette del Consorzio Nettuno?
No, ovviamente.

Alcuni – quelli che le lezioni del Consorzio Nettuno le ànno viste e se le ricordano – probabilmente mi diranno che l’esempio non è significativo perché quelle lezioni erano soporifere. Sul serio, io ogni tanto quando non riesco a dormire cerco una vecchia lezione del consorzio nettuno su iutiub e mi addormeto subito. Forse ànno fallito per questo motivo?

In realtà avresti potuto usare ottimi insegnanti, ma il risultato sarebbe stato lo stesso. Guardate cosa è successo negli ultimi anni. La video-lezione è passata dai canali televisivi notturni a iutiub e il risultato è lo stesso. Oggi chiunque à a disposizione mesi e mesi di lezioni gratuite su iutiub eppure le università non scompaiono.

Qualcuno potrà dire che uno studente vuole un titolo di studio, un pezzo di carta, e questo iutiub non glielo dà. Il valore del “pezzo di carta” conta più in alcuni paesi che in altri, ma la realtà è che anche in questo caso uno potrebbe pensare a università che si trasformano in centri che verificano le conoscenze. Tu studi su iutiub e poi vai a fare l’esame in università.
Se davvero le video-lezioni funzionassero dovremmo vedere le aule universitarie vuote, gli studenti che imparano tutto a casa su iutiub e poi vanno all’università solo per fare l’esame.
E invece non è così.

Non è così perché le video-lezioni non sostituiscono la lezione vera e propria.
Fa fighissimo pensare alle video-lezioni, puoi parlare di “nuove tecnologie” (!), puoi dire che “ora potrai studiare comodamente da casa!” Puoi parlare di “meravigliose opportunità, di distanze che si accorciano…
Puoi fare convegni e scrivere libri pieni di parolone come queste, ma rimane un fatto: le video-lezioni non equivalgono a una lezione.

Chi sta fuori dalle aule si fa prendere spesso la mano dalla tecnologia ed è portato a pensare che tutto ciò che è tecnologico fa bene alla didattica. Non è così. Una lezione dal vivo è meglio di una video-lezione, per molteplici motivi.

Il primo motivo è banalmente di motivazione psicologica. In questo caso non parliamo di qualità della lezione, ma del fatto che avere delle videocassette (o dei video su iutiub) da seguire quando vuoi non ti dà la motivazione per seguire con costanza un corso.

Se la lezione la fai quando vuoi tu, finisci per seguire una lezione, due… tre… e poi ritardi sempre di più fino a perderti per strada. Serve una motivazione grande come una casa per decidersi di mettersi lì a studiare ogni mercoledì una lezione del corso, per 15-20 lezioni di fila. C’è chi lo sa fare, e tanto di cappello, ma molti non sono così determinati.
Se non c’è qualcosa che ti obbliga a iniziare la lezione finirai per procrastinare.

La lezione dal vivo funziona come obbligo. Ti obbliga ad alzarti dal letto, vestirti e andare in università a seguire la lezione. Perché sai che o la segui in quel momento o è persa. Ma anche solo perché ti senti in colpa se salti la lezione, mentre ciò non accade col video. Non accade perché non ài la percezione di perderlo, lo fai quando vuoi! Solo che poi finisci per non farlo mai.

Questo è anche il motivo per cui chi non segue le lezioni e studia da solo sui libri à meno successo, anche se studia sul libro del professore che insegna il corso quindi impara le stesse cose che dice a lezione.
Sì, conosco anche io qualcuno che si è laureato studiando per i cazzi suoi senza andare a lezione, non sto mica dicendo che è impossibile (chiaro? quindi non venite a dirmi “ma io mi sono laureato senza andare a lezione“); qualcuno ci riesce ma per gran parte degli studenti studiare da solo senza frequentare è più difficile perché non à qualcosa che lo obbliga a studiare.

Questo poi vale ancora di più oggi che siamo circondati da distrazioni. Ai miei tempi non c’erano telefoni intelligenti, fesibuc, iutiub… Finito il programma che ti interessava in TV non avevi molto altro con cui distrarti (forse i videogiochi per alcuni, a me non sono mai piaciuti). Oggi sei circondato di distrazioni, i messaggi sui uotsapp a cui devi rispondere subito altrimenti poi l’altra persona si offende.
Avere un momento in cui devi mettere via il telefono intelligente perché altrimenti il professore ti fulmina è utile. Difficilmente uno lo fa di sua spontanea volontà.

Siamo umani, abbiamo bisogno di stimoli che di motivano: non c’è niente di male, è la natura umana. Non ci vergogniamo se usiamo stimoli per motivarci nel restare a dieta o ad allenarci, non c’è niente di male a usare stimoli per rimanere motivati a studiare.

Ovviamente l’utilità della lezione universitaria non è solo nell’obbligare gli studenti ad alzarsi la mattina e andare in facoltà a studiare. Altrimenti uno potrebbe ideare meccanismi simili con le video-lezioni messe a disposizione solo in una fascia oraria della settimana e che poi scompaiono. Anche il meccanismo non è lo stesso: se c’è una persona fisica che ti guarda mentre entri in classe senti di più il dovere di andare in classe, lo schermo di un calcolatore non à lo stesso effetto… Questo perché siamo umani e tra umani le relazioni personali contano.

E qui veniamo agli altri motivi per cui una video-lezione non è la stessa cosa di una lezione dal vivo: non siamo abituati a interagire tramite schermi. Per millenni e millenni noi umani abbiamo sempre interagito di persona, l’interazione tra schermi non è una cosa a cui siamo abituati. Probabilmente tra qualche millennio ci evolveremo in modo che lo considereremo normale, ora non è così.

Provate a pensare a una videotelefonata con Skype con i vostri genitori oppure una chiacchierata nel soggiorno di vostra mamma. Potete avere le migliori telecamere, i migliori schermi, i migliori microfoni, ma non è la stessa cosa, l’esperienza è diversa.
Perché uscite a bere una birra con un amico? Potreste stare ognuno a casa propria a bere una una birra in soggiorno mentre parlate degli stessi argomenti su Skype.
Non lo fate perché siete umani e le interazioni di persona sono meglio che le relazioni tramite schermo.

Quando insegni le interazioni personali contano. Come insegnante devi cercare di acquisire autorevolezza, i tuoi studenti arrivano a stimarti e puoi costruire questa relazione molto più facilmente con qualcuno che incontro di persona.

Io ò una lunga lista di studenti che sono venuti a chiedermi consigli su fatti personali che non c’entravano niente con gli studi (sì, c’è stato qualcuno che mi chiedeva consigli su cosa fare nella vita, manco fossi uno psicologo o un prete). Difficilmente l’avrebbero fatto con una persona che avevano visto in una lezione su iutiub.

Puoi stimare un insegnante se è bravo a fare una lezione su iutiub ma senza assistere dal vivo alla lezione non ài la sensazione di conoscerlo e non sviluppi questo tipo di relazione.

Vi assicuro che quando insegnate costruire questo tipo di relazione aiuta tantissimo. Perché lo studente si fida di te e ti segue anche quando altrimenti dubiterebbe di te. L’autorevolezza è uno strumento utilissimo, si devono fidare di te e si fidano molto di più di qualcuno che conoscono perché lo incontrano di persona ogni settimana.

Ci sono poi motivi molto più tecnici per cui una video-lezione funziona peggio di una lezione dal vivo. Specialmente se la lezione dal vivo non è fatta a 200 studenti contemporaneamente e se chi insegna sa fare il suo lavoro.
Tutte questioni che partono da un concetto fondamentale: una lezione non è una comunicazione a senso unico ma in due direzioni. Se in una lezione la comunicazione va solo dall’insegnante agli studenti allora è lezione di bassa qualità.

Questo vale per molti aspetti. Il più ovvio sono le domande, che non puoi fare se la lezione è registrata, ma che sono fortemente limitate anche se la lezione è in diretta. Potete fare tutti gli accrocchi tecnologici per consentire agli studenti in remoto di fare domande: non funzionano.

Guardate una qualsiasi diretta su iutiub di una persona con un discreto seguito. Chi fa la diretta è nella posizione più comoda possibile per leggere le domande (non sta alla lavagna, à gli occhi sullo schermo) eppure è sempre un bordello. Non è possibile interagire: se chiedi “non ò capito, cosa intendi con questa domanda” quello non può risponderti perché nel frattempo chissà dove è finito e altre domande sono arrivate. Puoi anche pensare a un sistema più efficiente, ma non riuscirai mai a gestire classi virtuali di 10 mila studenti in remoto perché sarebbe solo un caos di domande.

Quello delle domande però è forse un aspetto secondario. La vera comunicazione che avviene tra studenti e insegnante è non verbale. Quando insegni guardi in faccia gli studenti e dalle loro espressioni capisci se capiscono o se sono confusi, se sono stanchi, se il discorso che ài fatto era confuso e devi ripeterlo.
Ovviamente molti cercano di dissimulare il fatto che non capiscono, spesso perché si vergognano, e qualcuno riesce anche ad ingannarti. Altri sono espressivi come Natolia dei bulgari e fai fatica a leggere sulla loro faccia cosa pensano, ma in generale tolti pochi casi un ragazzo non riesce e rimanere inespressivo per due ore. Prima o poi gli leggi in faccia che non à capito un cazzo o anche solo che è stanco. Allora adatti la lezione, ti fermi e cerchi di capire cosa non va. Di solito si vergognano, allora devi cercare di sdrammatizzare in modo che non abbia paura di dire di fronte alla classe che non à capito un cazzo. Devi cercare di creare un’atmosfera “casalinga” in cui lo studente non à paura di te, in cui ogni tanto si fa una risata, così che non à paura a tirare fuori i suoi dubbi.
Delle volte non funziona, lo spieghi di nuovo e quello non capisce. Allora devi intuire quand’è il momento di smettere, perché insistere davanti a tutti se quello non capisce causa l’effetto opposto (gli fai fare la figura di quello che è proprio duro di comprendonio).

Non è sempre così facile: una volta dovevo far assolutamente passare uno studente che aveva già fallito il mio esame. Una nuova bocciatura avrebbe comportato l’espulsione dalla facoltà. Quindi lo chiamavo spesso alla lavagna per verificare se davvero apprendeva. Alla macchinetta del caffè glielo dissi: guarda che non ti chiamo alla lavagna per esporti a una difficoltà davanti a tutti ma perché ci tengo che tu passi l’esame, non possiamo fallire questa volta.
Lo so, mi disse. Però quando veniva alla lavagna balbettava. Mi disse poi che gli ricordavo suo padre che da piccolo lo picchiava con una bacchetta quando faceva qualcosa di sbagliato, motivo che lo portava a balbettare.

Probabilmente in quel caso non ò gestito bene la situazione, capita. C’è chi sbaglia nel 5% dei casi e chi nel 95%. Così come c’è il professore che fa una lezione intera di due ore con le spalle rivolte alla classe o che si guarda le scarpe mentre spiega. Quelli di sicuro non ànno nessuna comunicazione con gli studenti e andare a lezione è come guardarsi una lezione registrata su iutiub.
Ecco, una lezione su iutiub è efficace come un professore che rivolge la schiena agli studenti per due ore o che non li guarda mai in faccia. Manca quella comunicazione, anche non verbale, tra alunni e professore che produce una retroazione negativa utilissima per migliorare la lezione.

Potrai anche prendere il miglior professore al mondo e guardare su internet la sua migliore lezione, ma la mancanza di interazione umana alla lunga si fa sentire. Specialmente quando devi imparare argomenti complessi e non cagatine.

L’esempio non è perfettamente calzante, ma guardare una lezione su iutiub è come segarsi davanti a un porno con l’attrice più bella che avete mai visto. Avrà un corpo perfetto, tette meravigliose e una fica che slapperesti tutta la notte. Ma non è mai la stessa cosa di una donna imperfetta con la quale però interagisci di persona, con cui scopi davvero, in cui c’è comunicazione bidirezionale (pure in questo caso non verbale).
Le lezioni su iutiub non faranno fuori le università allo stesso modo in cui i porno non faranno mai fuori la figa vera.

6 Comments

  1. Mauro said:

    L’ultima frase è da standing ovation 😉

    14 Marzo 2019
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  2. ava said:

    io mi sono laureato senza mai frequentare perchè non tolleravo la lentezza delle lezioni. Ho sempre preferito arrangiarmi e studiare sul libro , e se devo dirla tutta questa attitudine mi è tornata molto comoda nel lavoro dove l’ importante è sapersi arrangiare.Ma ammetto di essere un pò una mosca bianca.
    Detto questo, anni fa andai ad un corso a Lucca e il docente spiegava con fogli lucidi, carta e penna, niente slides . Mi rimase tutto impresso in modo sorprendente e alla fine gli feci i complimenti , mi disse che il merito era del fatto che scriveva a mano e ti consigliava di copiare.
    Ovvero: non è detto che la docenza telematica sia fruttifera come quella dal vivo perchè la soglia d’attenzione cala quando sei davanti uno schermo.
    Allo stesso modo quando seguo i seminari online adesso, in pratica ,dormo. Se seguo dal vivo , invece, dormicchio ma almeno ogni tanto seguo.
    Insommma, riprendendo la tua metafora/ parabola , a volte è meglio una tizia carina dal vivo che un figone su un video.

    14 Marzo 2019
    Reply
  3. PIF said:

    sono uno di quelli che da piccolo sgattaiolava in sala per guardare Colpo Grosso… ma venivo sempre immediatamente rapito dalle lezioni di macchine elettriche. Preludio di un triste destino?! 🙂

    14 Marzo 2019
    Reply
  4. Davide said:

    Tutto giusto quello che dici, però vale per classi non troppo grandi e per professori che si impegnano a creare almeno un minimo di interazione con la classe. Ad esempio, nell’università che ho frequentato io, alla facoltà di giurisprudenza (io non ho fatto giurisprudenza, ma avevo amici in quella facoltà), c’erano certe lezioni in aule immense, con varie centinaia di studenti, con un tizio che parlava a un microfono (forse leggendo lui stesso un testo scritto, ma di questo non sono sicuro) e con tutti che scrivevano convulsamente appunti che poi avrebbero studiato a casa: beh, in quel caso, tanto sarebbe valso studiare a casa su un libro, risparmiando un sacco di tempo ed evitando di perdere pezzi di discorso. Sì, c’è l’aspetto della motivazione ad alzarsi dal letto e ad andare all’università, ma, se durante le lezioni scrivi come sotto dettatura senza capire niente, poi il problema della motivazione si ripropone pari pari a casa quando si tratterà di studiare gli appunti.

    Se invece le classi sono piccole, il professore si impegna a creare un’interazione e lo studente va a lezione non per scrivere sotto dettatura ma per capire direttamente a lezione, allora sì, l’esperienza è completamente diversa dallo studiare a casa e certamente migliore.

    Tornando all’esempio della strafica, farci sesso è immensamente meglio che guardarla su uno schermo e masturbarcisi sopra, su questo non ci piove; ma se uno deve guardarla dalla platea, magari da lontano, senza poterla toccare, senza poterci parlare e senza che lei veda le tue reazioni, beh, allora forse è meglio guardarsela su uno schermo, potendola magari anche bloccare, rivedere a piacimento ecc.

    14 Marzo 2019
    Reply
    • mattia said:

      però vale per classi non troppo grandi e per professori che si impegnano a creare almeno un minimo di interazione con la classe.

      Ovvio. È per questo che ò specificato:

      Specialmente se la lezione dal vivo non è fatta a 200 studenti contemporaneamente e se chi insegna sa fare il suo lavoro.

      15 Marzo 2019
  5. Sciking said:

    Verissimo! Personalmente non frequento spesso l’università fisicamente e uso videolezioni e appunti, ma avere il piano di studi già fatto m’aiuta moltissimo a restare concentrato su obiettivi che, probabilmente, perderei se non avessi tale programma. E poi posso sempre frequentare i laboratori e le lezioni più ardue per chiedere chiarimenti o avere più concentrazione.

    14 Marzo 2019
    Reply

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