La parola che è vietato dire

Qualche giorno fa calenda pubblica un tuitt in cui racconta di essere stato a cena con 22 donne tra cui c’erano manager, insegnanti e funzionari internazionali che gli ànno smontato e rimontato la comunicazione. I risultati si vedono, ma parleremo del nuovo stile di calenda un’altra volta.

Oggi invece parliamo della reazione di calenda a questa risposta in cui un utente fa notare che tra i ruoli delle donne citati non ci sia quello della mamma.

Calenda risponde scandalizzato:

Ora, calenda non è una persona scema. Sa benissimo che la sua risposta non à senso. Perché il tizio non à risposto che le donne devono stare a casa. Non gli à detto che una donna non deve fare la dirigente e deve rinunciare al lavoro per fare la mamma. Gli à detto che esiste anche il ruolo di mamma e serve sostenere chi vuole crearsi una famiglia; perché sì, una donna può fare la dirigente, l’insegnante o la funzionaria, ma ci sono anche donne che vogliono farsi una famiglia e scelgono di dedicarsi ai figli anziché scalare i gradini della carriera.

A quel tavolo ci sarebbe stata bene anche una donna che gli raccontava tutte le difficoltà di chi, oggi, vuole fare una famiglia e dedicarsi alla cura dei figli senza mandarli al nido che ancora non sanno parlare.
Non in sostituzione di coloro che erano già lì a quell’incontro, ma in aggiunta, perché esistono anche queste donne. Alcune donne vogliono fare le funzionarie internazionali? Bene, ma ci sono anche donne che vogliono fare le mamme. Possiamo dare loro un aiuto?

Non gli à detto che la donna deve stare zitta, non gli à detto che deve “giacere” né che deve dedicarsi ai lavori domestici.
Eppure lo accusa di avere detto tutto questo. Rileggete i tuitt: calenda accusa il lettore di aver detto “taci, cuci e taci” mentre il lettore chiede un sostegno a chi vuole fare dedicarsi ai figli. Lo accusa di aver detto una cosa che non à detto.

Calenda è un tipo intelligente, sa che la sua risposta non sta in piedi dal punto di vista della logica e dell’analisi del testo; à scritto quel tuitt come precisa strategia (quella di cui parleremo un’altra volta).
Se però calenda si scandalizza come strategia, altri si scandalizzano onestamente.

Ormai è vietato dire la parola “mamma”.

Provateci, in un qualsiasi contesto pubblico: appena direte che una donna può essere “mamma” vi accuseranno di vivere nel medioevo.
È capitato anche a me, paradossalmente sostenendo una tesi diversa. Mi è capitato di dire che lo Stato dovrebbe sostenere le donne che vogliono fare le mamme e lavorare creando asili economici e per i quali uno non debba pagare mezzo stipendio, per esempio.
Che poi mi sembra una posizione legittima: vuoi fare la mamma a tempo pieno? Lo Stato ti aiuta. Vuoi fare la mamma e lavorare? Lo Stato ti aiuta. Poi ognuno libero di fare le proprie scelte.
Ecco, in quell’occasione mi sono saltati addosso dicendo che “tu vedi noi donne solo come mamme“.

Se tu dici che lo Stato deve aiutare una donna che rinuncia al lavoro e vuole dedicarsi ai figli ti attaccano dicendo che vivi nel medioevo.
Se dici che lo Stato deve fare gli asili per consentire alla donna di lavorare ti dicono che sei un retrogrado perché vedi le donne solo come mamme.
Qualsiasi cosa tu dica ti attaccheranno sempre. Non se ne esce.

L’unico modo per non essere attaccato è non menzionare nemmeno di striscio che una donna può essere mamma. In nessun modo.

Puoi solo dire che una donna deve essere messa in condizioni di diventare dirigente, che deve fare carriera… ma non puoi mai dire la parola “mamma”.
Nemmeno per dire che una donna deve avere l’opportunità di diventare mamma, altrimenti questi capiscono che tu vuoi la donna a casa a figliare e ti dànno del medioevo.

Oggi è vietato parlare della “mamma”. Non puoi associare la parola “mamma” alla parola “donna”, altrimenti ti daranno del misogino. Che se ci pensate è curioso visto che la maternità è una delle condizioni in cui la donna manifesta in modo prorompente tutta la sua femminilità. Amare il concetto di maternità significa amare la donna e tutta la sua potenza generatrice, altro che misoginia.

E invece no, il rincoglionimento dovuto al femminismo à portato ad esigere un livello di uguaglianza tale da negare le differenze – scientifiche – tra uomo e donna. Una donna è vista come un uomo, senza alcuna differenza. Se accenni al fatto che la donna può essere mamma affermi che il re è nudo, che c’è una differenza biologica tra uomo e donna, e questo in una società dove si dice che un uomo può partorire è inaccettabile. Non puoi dire nulla che evidenzi differenze tra uomo e donna. Quindi non puoi dire che la donna può essere madre.

Di episodi simili ne trovate quanti volete. Di qualche giorno fa questo tuitt di antonella rampino:

Commenta questo articolo del corriere in cui si racconta della mamma che à 11 figli. La rampino lo definisce “penoso” perché “celebra un modello femminile stira-lava-cucina e sforna figli per la Patria“.

L’intervista, basta leggerla, non celebra niente. Le domande sono neutre, anzi diciamo pure che cercano di evidenziare come sia quasi una follia fare 11 figli per tutti i problemi pratici che comporta. Di suo il giornalista non dà nessun giudizio, non dice che bisogna fare come questa famiglia.

Nelle risposte poi non c’è quasi niente di ideologico, tranne due righe in cui la mamma di fronte alla domanda sul costo di questa scelta dice “Io non lavoro perché credo che fare la mamma dei miei figli valga più che portare a casa uno stipendio e vederli crescere da qualcun altro“.

Per il resto la signora spiega anche che in famiglia tutti devono contribuire ai lavori domestici, non è che fa la schiava per tutti. Non c’è nessuna celebrazione di nessun modello. C’è il racconto di un fatto, che magari non è propriamente una notizia, forse lo potete classificare come curiosità, ma è un fatto.

Nei messaggi seguenti la rampino scrive che il problema non è la scelta della signora. Ella può fare quello che vuole! Il problema è che il corriere ne parla.

Insomma, se tu vuoi fare la mamma e dedicarti ai tuoi numerosi figli puoi farlo però non devono scriverlo sul giornale. Puoi farlo ma in silenzio, stando chiuso in casa tua. Non se ne deve parlare in pubblico!
Chissà poi perché. Avranno paura del rischio emulazione?
Oh, ragazzi, non dite in giro che una donna à deciso di fare la mamma altrimenti poi c’è il rischio che altre delle ragazze la copino.

Il modello di donna che devi raccontare in pubblico è solo quello della rampino. Chi non è allineato è libero di fare quello che vuole ma deve avere il pudore di fare la mamma tra le mura di casa senza dirlo in giro.

Perché il problema è, come dicevo sopra, che non potete dire più in pubblico la parola “mamma”. È diventato un tabù.

12 Comments

  1. Zeno said:

    The M-word.

    10 Marzo 2019
  2. Lela said:

    “Oh, ragazzi, non dite in giro che una donna à deciso di fare la mamma altrimenti poi c’è il rischio che altre delle ragazze la copino.”

    Esatto, vuol dire che ho meno persone disponibili a essere schiavizzate in cambio di due lire, per portarmi profitto. Quindi meglio che si taccia o si denigri la scelta.

    11 Marzo 2019
  3. fgpx78 said:

    Sinceramente vedo una mancanza di logica anche nel tweet di Valeri. Sono a una cena per parlare della comunicazione… ovvio che Calenda parli dei loro ruoli professionali.
    La mamma NON è un ruolo professionale, e sicuramente fra quelle 22 c’erano anche mamme.

    Ora, avrebbe potuto dire “di lesbiche ne abbiamo”?, “di persone coi piedi piatti ne abbiamo”? “di grassi ne abbiamo?”e avrebbe avuto lo stesso senso per me… non si meritava nemmeno una risposta.

    11 Marzo 2019
    • mattia said:

      Sinceramente vedo una mancanza di logica anche nel tweet di Valeri. Sono a una cena per parlare della comunicazione… ovvio che Calenda parli dei loro ruoli professionali.

      Perché, un insegnante, un manager o un funzionario internazionale che competenze ànno nel campo della comunicazione?
      Se vuoi parlare di comunicazione convochi esperti di comunicazione.
      Queste tre figure professionali non sono esperti di comunicazione. Magari usano la comunicazione nel loro lavoro: un insegnante comunica agli studenti, un manager comunica coi sottoposti e con la proprietà, un funzionario internazionale comunica con agenzie governative. Ma la comunicazione non è il loro lavoro.
      Un insegnante che comunica con gli studenti non à maggiori competenze in campo comunicativo rispetto a una mamma che comunica con i figli.

      11 Marzo 2019
  4. ava said:

    Calenda è un tipo intelligente? diciamo che gli piace atteggiarsi a tale e circondandosi di idioti gli viene facile. Ma fine della storia, molte sue uscite veramente mi lasciano di sasso, come ad esempio questa.
    Al di là della mancata figura della madre; ma vuoi far sapere che hai consultato ad una cena una serie di esponenti di professioni per acchiappare voti?
    Benissimo e chi hai consultato?
    le insegnanti ( feudo PD) e … figure radical chic al di fuori del mondo comune come manager e funzionari internazionali.
    Alla signora Pina che sgorga il cesso della stazione sai quanto gliene fotte, anzi sapendo che se Calenda la fa e se la gode con la crema della società lo sfancula ancor più volentieri. E il suo voto vale come quello della Cristoforetti. Mentre Salvini si fa i selfi ( scusate il neologismo) con gli operai che danno il catrame sulle strade indossando la maglia lurida della Eurospurgo.

    Purtroppo questi ” intelligentoni ” non capiscono una ceppa, vivono in un mondo loro. Sto leggendo ora un interessante testo sulle rivoluzioni del 1848. Nei primi mesi, i realisti avevano perso praticamente ovunque, erano stati travolti. E alla fine sapete come si sono impossessati di nuovo del potere? Appoggiandosi ai ceti contadini.
    Ovvero gli ARISTOCRATICI erano visti più vicini al popolo dei DEMOCRATICI perchè ne portarono avanti istanze di base ( es. abolizione del servaggio) che i progressisti avevano deciso di ignorare per non toccare diritti acquisiti, elargendo a piene mani diritti di cui non fotteva niente a nessuno!
    E poi ci si stupisce che costoro abbiano la puzza sotto il naso , stiano sul culo a tutti ed alle elezioni , se c’è un minimo d’affluenza, vadano dimmerda.
    Come ripeto spesso ormai, nella storia le persone intelligenti cambiano volta per volta, ma gli idioti restano sempre gli stessi. Ora vedete voi se Calenda con queste uscite è un furbo o un albero di cachi.

    11 Marzo 2019
  5. kheimon said:

    Non lo so, mi pare che il ruolo di madre o padre sia oramai su un altro asse rispetto a quello dei ruoli di manager, insegnanti, funzionari, ecc. A tal senso l’osservazione di Scalabrelli risulta non già offensiva verso alcuno, quanto piuttosto balzana e datata.
    Poi, sono comunque d’accordo su alcuni elementi della tua riflessione, come proprio il fatto che “mamma” sia diventata quasi una parolaccia. C’è in generale una crescente avversione dei progressisti (sedicenti) verso tutto ciò che è naturale. In particolar modo, il fatto che le donne possano concepire, partorire e accudire dei figli è qualcosa che suscita il loro odio sperticato proprio perché è un processo naturalissimo. Il progressista odierno detesta tutto ciò che è semplice e naturale, e deve correggerlo introducendo artificio, complessità, conflitto. Perché è in quel dominio che eccelle.

    11 Marzo 2019
    • mattia said:

      Non lo so, mi pare che il ruolo di madre o padre sia oramai su un altro asse rispetto a quello dei ruoli di manager, insegnanti, funzionari, ecc.

      E perché mai? Ci sono donne che decidono di fare le dirigenti, le insegnanti o le funzionarie e ci sono donne che decidono di fare le mamme.
      Qual è la differenza? Sono tutti dei lavori. Se una decide di fare la maestra d’asilo fa fondamentalmente un lavoro simile a quello della mamma, solo in un contesto diverso. Allora qual è la differenza: che una fa la mamma per suo figlio e un’altra fa la mamma per i figli degli altri?
      Oppure no, il problema è che la maestra d’asilo è un lavoro di basso livello rispetto al lavoro del funzionario internazionale?
      O forse non vedi quello della mamma come un lavoro perché… boh, perché?

      12 Marzo 2019
    • kheimon said:

      Non credo che “mamma” sia un… lavoro. È un ruolo, ben importante, che può interferire con altri ruoli tra cui notoriamente quello che la donna riveste nell’ambito del proprio lavoro, e di qui la confusione…
      C’è chi decide di smettere di lavorare per concentrarsi sui figli, ma anche una donna che fa il direttore (direttrice, direttora, …meh) in banca e per gli ultimi tre anni si è occupata quasi esclusivamente di Luigino dovrebbe comunque sedere al tavolo di Calenda non già in quanto “madre”, ma in quanto direttore di banca.
      “Madre” non è una qualifica professionale.

      12 Marzo 2019
    • mattia said:

      “Madre” non è una qualifica professionale.

      E perché invece maestra d’asilo sì?

      12 Marzo 2019
    • ava said:

      Calenda è poco furbo . Bastava che avesse detto ” alcune delle professioniste da me incontrate erano ANCHE madri, i due ruoli non sono incompatibili” e fine del mercato.
      Quel che gli rinfacciano è , probabilmente , la mancanza di una CASALINGA invece di una madre. Perchè a mio avviso il termine ” madre” non è una occupazione ( puoi essere madre senza occuparti dei figli, ad esempio perchè hai la baby sitter h24) , casalinga si , anche se è un termine ormai da medio evo. Chiaro che poi al 99% dei casi sarà casalinga colei che si occupa attivamente della casa E della prole , perchè con gli elettrodomestici a casa c’è poco da fare.
      Infine vorrei far presente che se si hanno due bambini piccoli e la donna ha un lavoro poco retribuito, tra le spese di asili , rosticcerie e balle varie, economicamente tra stare a casa e lavorare cambia poco, specie se il coniuge ha un reddito per cui ottieni pochi aiuti statali e nessun aiuto dai parenti ( nonni eccetera) . Con tre figli o più conviene direttamente fare la ” casalinga”.
      Chiaro anche che per una donna rimanere a casa e basta non è il massimo della vita, per lo meno a lungo termine, ma se lo stato non aiuta chi fa il terzo figlio è proprio ciò che inevitabilmente accade a tutte le coppie che conosco che abbiano tre o più figli, e se anche la mansione è secondo alcuni umiliante , in realtà e l’ unica scelta sensata in certe condizioni, che a Calenda piaccia o meno.

      12 Marzo 2019
    • mattia said:

      Chiaro anche che per una donna rimanere a casa e basta non è il massimo della vita,

      Stai comunque parlando di donne che fanno lavori poco retribuiti (per cui, come noti, non conviene lavorare).
      Tra fare un lavoro di merda pagato poco e stare a casa è sicuramente meglio stare a casa.

      12 Marzo 2019
    • ava said:

      “Tra fare un lavoro di merda pagato poco e stare a casa è sicuramente meglio stare a casa”
      è meglio in due sensi: conviene economicamente ed è più appagante a livello personale.
      Mia moglie ha sempre lavorato part time da quando abbiamo i bambini . Alla fine a livello economico non ci abbiamo guadagnato granchè , ma almeno lei era soddisfatta, e sia lei che i bambini avevano anche un secondo ambito in cui ” staccare ” ( asilo loro, lavoro mia moglie) e sono convinto che questo abbia migliorato la situazione . Ma a mia moglie lavorare piace, anche se non ha svolto mansioni eclatanti in questi anni si è fatta comunque un’ esperienza che adesso che ha ricominciato con la professione abbiamo visto sono stati ben investiti ,
      ma capisco anche chi fa scelte diverse perchè andare a pulire i pavimenti della stazione invece che stare con tuo figlio se non ci guadagni nulla non ha senso.
      Oltretutto gli anni in cui la maternità ti fa mettere il lavoro in secondo piano in genere sono pochi, 7-10anni, se a qualcuno piace lavorare potrà farlo fino a 75 anni se questo gli preme, quindi in pratica non ti perdi granchè ma si tratta di vedere le cose in prospettiva.
      Purtroppo abbiamo questo mito del cazzo della gioventù per cui a 40 anni sei finito ed ingessato: cari miei non è così.

      Insomma nella vita non è che essere madre ti impedisce di lavorare, semplicemente avrai degli anni nei quali forse ridimensionare il lavoro è la scelta migliore , ma poi ci sarà tutto il tempo di recuperare se c’è la volontà.
      IL discorso chiaramente vale in prospettiva anche per gli uomini.,anche io ho cercato di essere a casa più possibile, magari recuperando ore lavorative in notturna ( i vantaggi delle partite IVA) o rinunciando a trasferte cui potevo fare a meno.

      12 Marzo 2019

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