Anche basta con la storia del romin, eh.

Se oggi potete telefonare senza il roaming da un paese all’altro dell’Europa, è grazie all’Unione Europea. Se potete andare a Barcellona con 19 euro, mentre io ai miei tempi al massimo potevo fare la tratta Bra-Torino, è sempre grazie all’Unione Europea.

emma bonino via lastampa

Qualche giorno fa emma bonino è andata a fare propaganda politica in un istituto tecnico di Roma (perché ella può, evidentemente).
Almeno non à mascherato il fallimento: dopo il suo comizio gli studenti dalla parte dell’Europa sono persino calati. Potrebbe farsi due domande.

Io nel frattempo favorisco un consiglio: smettetela con questa cosa del romin e dei voli a basso costo. Sul serio, se per voi l’Europa è questa cosa non solo siete disperati, siete proprio disinformati.

Innanzitutto, i voli a basso costo non c’entrano nulla con l’Unione Europea. I prezzi dei voli sono crollati per via della liberalizzazione del mercato aereo che prima di avvenire in Europa era partito in America. Senza che ci fosse l’U.E. a dire loro di farlo. Anche se non fosse esistita l’U.E. il mercato aereo prima o poi sarebbe stato liberalizzato, come è avvenuto nel resto del mondo. Poni di avere investitori che sono pronti ad aprire rotte a basso costo e tu, governo, tieni il mercato bloccato per tutelare la compagnia di bandiera che fa prezzi esorbitanti. Puoi resistere qualche anno, ma poi soccombi. Ci sono cambiamenti contro i quali puoi provare ad opporti per un po’ ma poi li devi accettare perché non puoi spiegare troppo a lungo ai cittadini che per il bene della nazione devono pagare 500 euro di biglietto quando per la stessa tratta potrebbero pagarne 50.

Tralasciamo anche il discorso del romin. Certo, fa comodo, grazie mille. Dopodiché è una cosa davvero piccolina. Quando vado all’estero per più di due settimane spesso mi compro una sim locale. Una volta a Londra l’ò fatto anche per pochi giorni. Non ò bisogno di creare una struttura burocratica mastodontica come l’UE per risparmiarmi l’acquisto di una sim locale.

No, l’Europa non è mica questa cosa qui. L’Europa à portato vantaggi che gente come la bonino non conosce perché in Europa non à mai vissuto (no, fare il commissario europeo non è vivere in Europa).
Vi faccio un esempio: fino all’ingresso nell’U.E. in Rep. Ceca uno straniero non poteva comprare una casa. Può sembrarvi bizzarro ma era così. Se tu volevi comprare un appartamento dovevi creare una società a responsabilità limitata, con un capitale sociale di un quarto di milione di corone, e poi comprare l’appartamento a nome della società. Una complicazione burocratica incredibile che non aveva ragione di esistere. Entrati in U.E. l’Europa à detto: sapete che cosa c’è? Dovete cambiare la legge, un cittadino straniero deve poter comprare una casa come cittadino senza inventarsi una società fittizia.
Per le terre agricole il divieto di acquisto da parte di stranieri è durato qualche anno in più ma alla fine è caduto pure quello.

Essere in U.E. significa che non ài bisogno di un visto lavorativo. Poi in paesi dalla burocrazia ridicola come il regno di spagna devi fare questa buffonata del NIE, mentre in Rep. Ceca puoi firmare un contratto di lavoro senza complicazioni burocratiche (il datore di lavoro deve solo comunicare a un ufficio che impiega un lavoratore di cittadinanza U.E.) ma insomma, niente a che vedere con il dover fare un visto di lavoro.

Unione Europea significa anche fondi a progetti precisi. L’isolamento termico alla scuola di tuo figlio, la ristrutturazione di una stazione o di una ferrovia. Poi sì, in italia non siete capaci di sfruttare questi finanziamenti e i soldi tornano indietro, ma per fortuna! Finalmente c’è qualcuno che i soldi te li dà solo se li usi per lo scopo a cui sono destinati. Abituati da decenni in cui metà italia prendeva soldi a palate e poi se li sputtanava senza dover rendere conto a nessuno è sicuramente un miglioramento che qualcuno ti dia dei soldi solo se li usi bene.

Potrei continuare con tanti altri ambiti, ma capitemi queste sono cose importanti, cose che impattano sulla vita delle persone in modo concreto, non la cazzatina del roamin.

Proprio per questo chi sostiene l’Europa non dovrebbe citare questa cagatine, dovrebbe invece dirmi cosa intende fare per la facilitare la vera mobilità dei lavoratori. Perché è vero che come cittadino UE posso lavorare in tutti i paesi europei senza visto di lavoro. Grazie mille. Però ancora adesso non esiste una previdenza unificata. Se lavori 10 anni in Lombardia, 5 anni in Veneto, 13 anni in Emilia e 10 anni in Piemonte alla fine ricevi una pensione italiana secondo regole italiane. Se lavori 10 anni in Belgio, 5 in Germania, 13 in Polonia e 10 in Spagna puoi solo metterti le mani nei capelli e cercare di mettere insieme i contributi per capire quanto portare a casa, tutto con regole diverse di Stati diversi.
Io conosco gente in queste condizioni: sono ancora (relativamente) giovani e non ci pensano ma fra qualche lustro saranno cazzi amari. Mobilità dei lavoratori non significa solo dare il permesso di lavorare senza visto, significa anche consentire a un lavoratore di lavorare in diversi Stati senza perderci dal punto di vista della pensione perché ài uno spezzatino di contributi.
Lo preciso, a me va ancora di culo perché alla peggio perdo 10 mesi di contributi italiani (anche ora in Spagna sono impiegato della mia Università ceca con contributi pagati a Praga), quindi il problema mi tocca molto marginalmente ma conosco gente che avrà problemi seri.

Io da uno che mi propone più Europa voglio sentimi dire cosa propone per questo problema, voglio che parli di questi argomenti, non di ‘sto cazzo di romin.
Se uno non capisce che sono questi i temi importanti significa che non à la più pallida idea di cosa sia l’Europa.

8 Comments

  1. Sciking said:

    “non puoi spiegare troppo a lungo ai cittadini che per il bene della nazione devono pagare 500 euro di biglietto”
    In Italia si potrebbe, basta dire “per il bene dei lavoratori italiani”. In fin dei conti, con tutti i miliardi che stiamo buttando in Alitalia…

    ” previdenza unificata”
    In Cile hanno risolto col metodo Pinyera (pardon per la ny), dove l’intervento pubblico è limitato e la pensione è essenzialmente un fondo: Se sei straniero puoi tranquillamente ritirarlo e impiegarlo in altro modo, l’UE potrebbe spingere anche per il sistema a capitalizzazione, così anche da non sentir più i vari “i migranti ci pagano la pensione” 😀

    2 Marzo 2019
  2. Beppe Grullo said:

    Il tanto bistrattato Juncker si sta occupando proprio di quel problema da anni

    https://citywire.it/news/pepp-la-commissione-ue-propone-un-regolamento-per-le-pensioni-europee/a1029869
    https://kmetro0.it/2019/02/14/pensioni-arriva-lok-degli-ambasciatori-degli-stati-europei-al-progetto-pensionistico-individuale-pepp/

    Ma in Italia non gliene frega niente a nessuno. La cosa importante è che Junker alzi il gomito.
    Mi raccomando votateli i sovranisti alle europee, che vi aspettano tante belle randellate sui denti

    3 Marzo 2019
    • mattia said:

      La cosa importante è che Junker alzi il gomito.

      Sì, che quel pagliaccio alzi il gomito è un problema.
      Un pupazzo che si presenta ubriaco non è credibile. Qualsiasi sua proposta verrà considerata come l’uscita di un ubriaco.
      Meglio che si faccia da parte e vada in una clinica a curare la propria dipendenza.

      3 Marzo 2019
  3. fgpx78 said:

    Alzo la mano io che avrò problemi, con 10+ anni di contributi in Italia suall gestione separata ;(

    Un sistema previdenziale accentrato sarebbe perfetto…

    4 Marzo 2019
  4. Emanuele said:

    Forse la Bonino ha insistito su quei due punti perché fanno presa su un pubblico di studenti superiori. A quell’età non pensi alla pensione ma a viaggiare e telefonare si.
    Un po’ come le pubblicità dei servizi che ti portano da mangiare a casa: essendo rivolti ai giovani mostrano pizze, hamburger e sushi.

    4 Marzo 2019
  5. Andrea Occhi said:

    Se lavori 10 anni in Belgio, 5 in Germania, 13 in Polonia e 10 in Spagna puoi solo metterti le mani nei capelli e cercare di mettere insieme i contributi per capire quanto portare a casa, tutto con regole diverse di Stati diversi.
    Ma te sei stato pagato sempre dall’università di Praga oppure ti pagava l’università giapponese e adesso ti paga quella spagnola?

    4 Marzo 2019
    • mattia said:

      Ma te sei stato pagato sempre dall’università di Praga oppure ti pagava l’università giapponese e adesso ti paga quella spagnola?

      In Spagna sono pagato dalla mia università ceca (di fatto sono un “visiting professor” qui, non ò un contratto con l’istituto spagnolo, loro mi ospitano ma sono dipendente della mia università ceca). I due anni giapponesi invece sono andati persi. Però vedi, il giappone non è nell’U.E., nessuno mi à mai detto che c’era la libera circolazione dei lavoratori con il giappone quindi ci sono andato consapevole di ciò che perdevo.
      Nell’U.E. invece questa favoletta della libera circolazione dei lavori te la dicono.

      4 Marzo 2019
  6. Peto said:

    Penso da anni che se mi chiedessero “Dicci cosa vorresti dall’Europa” risponderei senza dubbio “Contributi previdenziali facilmente trasferibili”. Mi fa piacere vedere che effettivamente diverse persone ci pensano. È nel programma di W La Fisica? 🙂 (scherzi a parte, non ho ancora sentito un Calenda o una Bonino parlarne)
    Chissà come reagirebbero gli amici della Bonino se dicessero loro che i voli a basso costo sono un successo del libero merkato, di quel neoliberismo tanto odiato dalla sinistra (tant’è che gli interventi pubblici per far abbassare i prezzi non piacciono alla Commissione). Alla Bonino che è una radicale magari farebbe anche piacere, ai suoi alleati non so. Intendiamoci, sono per il liberismo economico pure loro, ma non possono permettersi di dirlo a voce troppo alta.
    Volendo “filosofeggiare” un po’ poi, ci sarebbe da dire che non è l’Èuropa ad aver fatto i voli a basso costo, ma son stati i voli a basso costo ad aver fatto l’Europa. Ma non filosofeggiamo.

    30 Marzo 2019

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