Come rimorchiare su Tinder

Secondo me vi siete fumati il cervello. Ve lo dico con affetto, eh.
Sono otto anni che esaltate i personaggi di MasterChef manco fossero novelli Michelangelo o Raffaello, tanto che se oggi se scrivi su tinder che ti piace cucinare rimorchi di più che se scrivi di avere un cazzo di 22 cm.
Passate le giornate a esaltare la cultura culinaria italiana, a vantarvi delle nonne italiane che custodiscono i segreti dei migliori piatti della tradizione italiana.

Poi quando uno scrive in esercizio scolastico che la “mamma cucina” vi indinniatehhh!!1!

Manco avessero scritto che la mamma fa la puttana. Magari la mamma si chiama Lidia Bastianich e sì, sticazzi se cucina. Problemi?
Non capisco, perché cucinare è una figata pazzesca quando lo fa la nonna ma è una vergogna quando lo fa la mamma? Perché cucinare è il “sogno della vita” quando lo fa il concorrente di MasterChef mentre non si può dire che la mamma cucina? Perché se io cucino per mia moglie sono un figo della madonna mentre se mia moglie cucina per me è vittima del patriarcato?

I più grattaculo tra di voi diranno che c’è anche “stira”, non solo cucina. Qui in Spagna c’è un spettacolo televisivo, Maestros de la costura, che in pratica è come MasterChef (anche la scenografia coi banconi, le prove a tempo, i giudici, tutto uguale). In questo programma però i concorrenti devono fare vestiti anziché cucinare (un spettacolo orribile copiato dalla versione originale inglese). Siamo lì. Un paio di decenni di questi spettacoli e poi anche fare l’orlo ai pantaloni sarà considerata un’arte come fare il risotto. Basterà trovare nomi originali come “fantasia di orlo con tripudio di stiratura alla plangé” (per la cronaca, certi orli invisibili sono sì una roba che fai solo sei hai i controcoglioni).

Quelli ancora più grattaculo diranno che invece il problema è che mentre la mamma cucina, il papà lavora. Già, magari il papà fa il muratore e si carica sulle spalle i sacchi di cemento. Non so voi ma tra fare una vita del genere in cantiere e stare a casa a cucinare io me ne sto a casa a cucinare. Se mia moglie mi dice “caro, tu sta a casa a cucinare e stirare che io vado in cantiere a sollevare sacchi di cemento” io le rispondo “con molto piacere“. E fanculo al patriarcato!
Chissà perché quando si dice che il papà “lavora” questi capiscono che fa un lavoro gratificante e non un lavoro di merda.

La mamma cucina e il papà lavora. Le frasi, messe così, potrebbero essere interpretate in qualsiasi modo. Puoi interpretarle, come fanno i coglioni che si scandalizzano, dicendo che la madre à rinunciato alla carriera lavorativa ed è mortificata a casa facendo la servetta per il padre che invece si realizza nella vita con un lavoro gratificante. Oppure puoi dire interpretare le medesime frasi dicendo che il padre fa un lavoro di merda e la madre è una chef stellata.

Il fatto che i coglioni abbiano considerato in automatico la prima interpretazione (senza alcun elemento che lo suggerisse) fa notare come abbiano una coda di paglia lunga 10 metri.

E potremmo fermarci qui, potremmo limitarci a osservare che il patriarcato è negli occhi di chi lo vede ovunque, anche dove non c’è. Potremmo anche solo notare questa tara mentale (perché sì, vedere ovunque una cosa che non esiste è sintomo di una ossessione).

In realtà c’è un altro elemento di riflessione interessante. Poniamo pure che la madre non cucini perché è il suo sogno nel cassetto. Poniamo che non lo faccia perché si diverte in cucina ma perché deve sfamare la famiglia.
Ecco, avete mai pensato che può essere un gesto d’amore?

Perché in una famiglia si fanno tante cose che sono faticose, dal cucinare al pulire o al dover lavorare qualche ora in più per pagare la gita ai figli.
Sono tutte cose che uno magari non farebbe vivendo da solo e che fa solo per la famiglia.
Tu puoi viverle come un peso, come una oppressione e continuare a rinfacciare all’altro coniuge perché non le fa lui. Puoi passare l’intera vita con il bilancino in mano a dire: io ò sbrinato il frigorifero quindi per tre giorni i piatti li lavi tu. Puoi fare il contabile delle faccende domestiche come un dirigente aziendale che misura quanto sono produttivi i lavoratori. Poi magari finisci per fare la vertenza sindacale con tua moglie o tuo marito.
Se volete una ricetta perfetta per la famiglia infelice eccovela pronta.

Oppure potete vedere ogni attività come un gesto d’amore per la famiglia. Sì, la mamma cucina, anche se non è appassionata di MasterChef e si rompe le palle ai fornelli. Ma non lo fa perché oppressa dal patriarcato, lo fa perché ama suo marito e i suoi figli. Cosa c’è di male in una mamma che fa qualcosa per la famiglia perché vuole bene a suoi marito e ai suoi figli?

Il problema della società moderna è questo: si fa una famiglia per cercare la propria felicità, si modellano le attività in famiglia come se fosse un’azienda in cui se io faccio una cosa poi guadagno dei crediti nei tuoi confronti. Non si per amore. Così va a finire che se dici “la mamma cucina” la gente immediatamente pensa che lo faccia perché sfruttata e non perché è un gesto d’amore; perché non passa nemmeno nell’anticamera del cervello a questa gente che quella fatica che la mamma mette nel cucinare anche se è stanca sia un gesto d’amore.
Siamo arrivati a questo, ànno tolto l’amore (quello vero) dalla famiglia rendendola un contesto di dare/avere dove sembra assurdo fare qualcosa per amore del coniuge e dei figli. Poi si stupiscono perché la famiglia (e con essa la società) vada a puttane.

Piesse: ò appena scoperto che a Poděbrady, ridente cittadina nota ai più per aver dato i natali a Re Giorgio, c’è un ristorante che si chiama “La mamma cucina”. Non ditelo in giro altrimenti vanno a fare i picchetti davanti all’entrata.

16 Comments

  1. Shevathas said:

    Per certe “suffragette” il fatto che non abbiano motivi di lamentarsi dell’oppressione del patriarcato dimostra inequivocabilmente come il patriarcato le opprima levandole i motivi per lamentarsi dell’oppressione da parte del patriarcato.

    27 Febbraio 2019
    Reply
  2. fgpx78 said:

    La migliore in proposito la ho letta oggi su un gruppo FB, dove una mammina indinniata scriveva che le donne <> (semiquot, non trovo l’originale) .

    Che’, la lobby dei muratori asfaltatori non vuole tette in giro???

    27 Febbraio 2019
    Reply
    • mattia said:

      <> (semiquot, non trovo l’originale) .

      Eddai, da te non me lo aspettavo che mi sbagliavi il tag con < e >

      27 Febbraio 2019
  3. Lela said:

    Il femminismo è quella ideologia secondo la quale la donna, se serve un padrone per denaro, è libera, se serve i suoi cari per amore, è schiava. (Semicit.)

    27 Febbraio 2019
    Reply
  4. Enrico said:

    C’è da dire che due verbi su due sono attinenti ai lavori domestici (sarò un grattaculo della prima categoria?) mentre si poteva fare certamente scelte più neutre o, meglio, che rispecchiano la reale ambizione delle donne moderne. La tara mentale sta nei redattori di questi testi scolastici! Quanti altri esempi ci saranno su quel libro che richiamano i lavori casalinghi piuttosto che lavori “da papà”?

    Capisco e condivido il tuo discorso che non c’è nulla di strano nel fare lavori casalinghi (chiedere a mia moglie quante volte le ho detto che passerei volentieri a un part-time per dedicarmi alla casa ed ai figli) ma non è neanche corretto associare ad una madre solo quel tipo di lavori quando 3/4 delle donne che conoscono lavorano in ufficio con mansioni di responsabilità.

    Ho due figlie gemelle, una si vede che è portata per cose tecniche (costruzioni, cubo di Rubik, disegni pseudo-geometrici sono tra i suoi passatempi preferiti) mentre l’altra è persa dietro trucchi e principesse che, di per sé, non è per me un problema ma con lei mi impegno di più a stimolarla verso cose un po’ più concrete. Questo per dire che se anche a scuola trova continui riferimenti a trucchi e principesse il mio impegno si deve raddoppiare.

    27 Febbraio 2019
    Reply
    • mattia said:

      mentre l’altra è persa dietro trucchi e principesse che, di per sé, non è per me un problema ma con lei mi impegno di più a stimolarla verso cose un po’ più concrete.

      Cioè, tu stai dicendo che non rispetti la sua naturale inclinazione all’autoidentificazione edonistica in una principessa di tua figlia?
      E se tua figlia avesse come sogno nel cassetto diventare una meic ap artis o la nuova ferragni?
      Con che diritto ti permetti di forzarla ad attività tecniche come l’altra sorella? Solo perché sei un uomo pretendi di traviare le tue figli e imporre loro attività da maschi? Eh? Se vuoi un figlio maschio fa’ un maschio. Non traviare le figlie femmine, vergognati!

      No, ovviamente non penso nulla di tutto ciò. Puoi fare quello che vuoi.
      Era solo per dimostrarti come è facile fare polemica su qualsiasi cosa, anche dalle tue parole. Volendo puoi leggerci quello che vuoi e montare un caso sul nulla. Proprio come ànno fatto in questo caso.

      27 Febbraio 2019
    • mattia said:

      C’è da dire che due verbi su due sono attinenti ai lavori domestici

      Cucinare e stirare sono due verbi che non necessariamente sono attinenti ai lavori domestici.
      Puoi cucinare per lavoro e puoi stirare per lavoro.
      Sulla base di cosa ài limitato queste due attività ai lavori domestici? Per te chi cucina in un ristorante non lavora? Chi stira in una stireria non lavora?

      meglio, che rispecchiano la reale ambizione delle donne moderne.

      E chi sei tu per dire qual è l’ambizione delle donne moderne?

      Quanti altri esempi ci saranno su quel libro che richiamano i lavori casalinghi piuttosto che lavori “da papà”?

      Non so, dimmelo tu. Compra il libro, sfoglialo e fammi una relazione.
      Per adesso siamo a zero, visto ciò che ò scritto qui sopra.

      27 Febbraio 2019
  5. Enrico said:

    Cucinare e stirare sono due verbi che non necessariamente sono attinenti ai lavori domestici.
    Puoi cucinare per lavoro e puoi stirare per lavoro. Sulla base di cosa ài limitato queste due attività ai lavori domestici? Per te chi cucina in un ristorante non lavora? Chi stira in una stireria non lavora?

    1) Se mi trovi uno (onesto) che come primo pensiero a “la mamma cucina” pensa ad una cuoca allora sono disposto a fare ammenda.
    2) lo stesso esercizio parla di papà che “lavora” o “legge”, non noti una certa differenza di pensiero?

    E chi sei tu per dire qual è l’ambizione delle donne moderne?

    Io non sono nessuno, sono le stesse donne che preferiscono lavorare piuttosto che stare a casa.

    Non so, dimmelo tu. Compra il libro, sfoglialo e fammi una relazione.
    Per adesso siamo a zero, visto ciò che ò scritto qui sopra.

    A chi spetta l’onere della prova?

    27 Febbraio 2019
    Reply
    • mattia said:

      1) Se mi trovi uno (onesto) che come primo pensiero a “la mamma cucina” pensa ad una cuoca allora sono disposto a fare ammenda.

      Eccomi.
      Oppure chiedi al figlio di una cuoca.

      2) lo stesso esercizio parla di papà che “lavora” o “legge”, non noti una certa differenza di pensiero?

      No. In un caso è specifico nel lavoro che fa, nel secondo è generico. Come dire “La mamma fa sport”, “Il papà gioca nuota”. Mica implica che il nuoto non sia uno sport.

      Io non sono nessuno, sono le stesse donne che preferiscono lavorare piuttosto che stare a casa.

      Questo lo dici tu.

      A chi spetta l’onere della prova?

      A te ovviamente.
      Sei tu che ài scritto “Quanti altri esempi ci saranno su quel libro che richiamano i lavori casalinghi piuttosto che lavori “da papà”?”

      27 Febbraio 2019
    • Davide said:

      Mi fa veramente tristezza vedere un uomo che si indigna per questo innocentissimo esercizio scolastico, anche se forse sono più gli uomini a indignarsi per queste cose che le donne. Se facciamo un sondaggio tra le donne, troviamo che non più del 10% di loro si indigna per cose del genere: quelle che si indignano, e che gridano sempre contro un inesistente patriarcato, sono una schiacciante minoranza, ma una minoranza particolarmente chiassosa e rompiballe; dietro di loro c’è un gruppo di uomini, probabilmente più numeroso, che le aizza continuamente: i motivi per cui questi uomini fanno i femministi indignati possono essere vari: odio verso gli altri uomini, effeminatezza, semplice leccaculaggine nella speranza di rimediare qualche donna, e sicuramente altri motivi che adesso mi sfuggono.

      28 Febbraio 2019
  6. ava said:

    Che poi tutta ‘sta cazzo di pornografia del cibo ha rotto i coglioni, diciamolo.
    Io quest’anno mi sono messo seriamente in dieta per tornare a fare agonismo, ho perso 4 chili in due mesi.

    oltre ai normali allenamenti faccio 40 km/settimana di corsa, generalmente nella pasua pranzo, visto che praticamente salto un pasto ( mangio verdure in velocità)
    Niente tragedie greche per carità , ma evito il cibo non strettamente necessario.
    Ciao pane ciao pasta ciao dolci ciao alcol, da lunedì al venerdì. Sabato e domenica mangio normale, anche pizza e tiramisù, e me li godo.
    E sto meglio. Ho raggiunto oggi gli 81 kg , che era il mio obiettivo , vediamo se riesco a perderne un altro ( dubito ma vediamo) per avere un minimo di margine in gara.
    Sogno un mondo dove i dolci sono equiparati alle sigarette e i superalcolici alla marijuana , altro che masterchef di sto cazzo. Abbiamo problemi enormi, e non solo con il cibo; i modelli che scegliamo sono un fortissimo simbolo della società che li esprime.
    Nel nostro caso i modelli sono cuochi scassacazzi che preparano cibi malsani per l’ organismo.

    27 Febbraio 2019
    Reply
    • Alessandro said:

      Credo però che prima che per la pornografia culinaria le persone guardino questi show per vedere i concorrenti umiliati.

      27 Febbraio 2019
  7. Darth Stefano said:

    È che la mamma non solo cucina e stira. La mia esperienza personale dice che la mia sposa si è anche occupata della crescita fisica, morale e culturale dei nostri figli. Il tutto con un marito impegnato a lavorare col sudore della fronte.
    E sono soddisfatto dei risultati.
    E come dice il titolare del blog, per amore.
    Forse chi si inalbera è deficitario in questo.

    28 Febbraio 2019
    Reply
  8. Astaroth said:

    Almeno nessuno ha fatto polemica sul fatto che ci sia scritto “mamma e papà” e non robe più inclusive, gender fluid o boiate limitrofe. È già qualcosa.

    28 Febbraio 2019
    Reply
  9. ava said:

    Giusto ieri leggendo il libro di testo di mio figlio ho notato che speso e volentieri fanno cominciare un periodo con ” ma” .
    Questo ragazzi è un errore ed è un buon motivo per cui scandalizzarmi , perchè i nostri figli vanno a scuola per imparare l ‘italiano e non per essere politicamente indottrinati, ed un libro che scrive in un italiano scorretto non è adatto allo scopo.

    1 Marzo 2019
    Reply

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