La bufala del silenzio elettorale

Ieri mi sono dovuto sorbire persino la polemiche perché salvini aveva violato il silenzio elettorale invitando sul tuitter a votare il suo partito per le regionali in abruzzo.

Cito solo due messaggi a caso:

Dice zingaretti che à violato la legge. Purtroppo però si dimentica di dire quale. Allora lo aiuto io. La legge è la n. 212 del 1956 che stabilisce:

 Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda. 

 Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali.

E’ consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche previste all’art. 1 della presente legge.

Questa norma non vieta qualsiasi forma di campagna elettorale. Vieta solo alcune forme di propaganda: le riunioni, le affissioni di manifesti e la propaganda entro il raggio di 200 metri.

Ciò significa che il giorno delle elezioni tu puoi anche metterti a volantinare a 200 metri di distanza dal seggio e non violi nessuna norma. Figuratevi se uno non può fare un messaggio sul tuitter.

Il problema è che per consuetudine i partiti cessano la propaganda sempre il venerdì sera, quindi la gente è portata a pensare che sia vietato fare propaganda il sabato e durante le elezioni. Non è così. È solo una consuetudine, ma non c’è nulla che lo vieti. Sono vietate solo alcune attività di propaganda, altre no.

Il più patetico è il giornalaio che a chi gli contestava questo fatto à risposto che la legge è vecchia e quindi non poteva considerare i nuovi mezzi di propaganda. Ma per lui un tuitt rientra nella categoria del “manifesti murali”.

Tralasciamo pure un attimo la comicità di considerare come “murale” un messaggio su tuitter. L’interpretazione allegra non sta in piedi per un motivo molto semplice.

Uno potrebbe anche considerare come “implicita” questa estensione del divieto di propaganda se la legge dicesse: sabato e domenica sono vietate tutte le forme di propaganda. Non si possono affiggere nuovi manifesti, non si possono fare volantinaggi, non si possono mandare messaggi con la radio e la TV, non si possono fare comizi e ogni altra forma di invito al voto.
A quel punto tu puoi dire che non ànno citato tuitter perché all’epoca non esisteva, ma il divieto è così categorico per tutte le forme di propaganda che anche tuitter ci rientra.

Ma la legge non dice nulla di tutto questo. La legge vieta solo alcune forme di propaganda e ne consente altre. Vieta riunioni e comizi, vieta l’affissione di nuovi manifesti ma non vieta la distribuzione di volantini a più di 200 metri da seggio. Come fai a dire che il messaggio su tuitter è equiparato alla categoria delle attività di propaganda vietata e non alle attività consentite? Sulla base di cosa lo decidi?

L’unico divieto assoluto a ogni forma di propaganda sta entro il raggio di 200 metri dal seggio, fuori no.
Se ne facciano una ragione e leggano la legge prima di dire che qualcuno la sta violando.

Aggiornamento:
Noto solo ora che nella bufala è caduta anche la redazione di open, quella cosa creata da mentana per combattere le feic nius (ironia della sorte!).
La cosa bella è che linkano la legge del 1975, che aggiorna quella del 1956 con il testo che trovate sopra, e non vanno a cliccare proprio sull’art. 8 che dice proprio queste cose.
Citano una legge che consente alcune forme di propaganda e nell’articolo scrivono: secondo la legge del 24 aprile 1975, n. 130  il giorno prima e il giorno stesso del voto è vietato fare campagna elettorale.
Mettono cioè in bocca alla legge una cosa che la legge non dice.

4 Comments

  1. ava said:

    Si scrive Open ma si legge l’ Unità. Il giornale ha al massimo un anno di vita davanti.

    E poi pensavo anche questo, in teoria durante le elezioni è vietata OGNI FORMA di propaganda elettorale entro 200 metri dal seggio; ma a questo punto non dovrebbero tirare giù i manifesti vicino ai seggi il giorno prima del voto?

    11 Febbraio 2019
  2. ziopippo said:

    Sono convinto che Salvini (o il suo staff) siano perfettamente a conoscenza dei limiti della legge e di cosa possono o non possono fare, e che scientemente decidano di spingersi “più al limite possibile” perché alla fine tutta ‘sta gazzarra è solo pubblicità per lui.

    11 Febbraio 2019
  3. Peto said:

    Iniziamo a mandarli a casa

    Non sarebbe anch’essa un’indicazione di voto?

    Che bella arietta di Weimar

    COSA CAZZO C’ENTRA??

    12 Febbraio 2019
  4. ruggio81 said:

    Una precisazione che comunque non cambia il senso dell’articolo.
    L’articolo 9-bis della legge 10/1985 vieta la propaganda elettorale il giorno precedente ed il giorno stabilito per il voto tramite “emittenti radiotelevisive private”. E’ indicato nella nota 15 del pdf contenente la legge 212/1956.

    24 Febbraio 2019

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