Forse l’ànno capita

Chi fa il mio mestiere sa benissimo che ci sono molti modi per truccare il proprio curriculum. Ovviamente a un occhio esperto i magheggi saltano subito all’occhio: mi è capitato di vedere una persona che è diventata professore associato con un h-index (un indice di quanto le tue pubblicazioni sono citate) abbastanza alto per il settore, poi sono andato a vedere la lista degli articoli e solo in uno era primo autore. In tutti gli altri era secondo, terzo autore e molto spesso anche più in basso nella lista. Il tutto in lavori che spesso non avevano niente a che fare l’uno con l’altro.
Traduzione: questa persona aveva un santo in paradiso, è stata messa come co-autore del lavoro fatto da altri e magicamente si è trovata con un alto numero di citazioni per un lavoro che non è suo.

Un altro parametro che viene spesso valutato è il numero di quelli che vengono definiti “invited talk” a conferenze internazionali, ossia presentazioni in cui è il comitato organizzatore a invitarti. Di solito lo fanno con persone importanti, particolarmente esperte e con grossa esperienza. Il tempo a disposizione è di solito più lungo di una normale presentazione e sono percepite come prestigiose.
Motivo per cui uno le mette in evidenza nel proprio curriculum e in alcuni sistemi di valutazione attribuiscono dei punti per salire di grado o avere una promozione.

Così è nato un mercato di “invited talk” a conferenze farlocche. Ora, il mercato delle conferenze farlocche è fiorente da anni. Non so quante email ricevo di fantomatiche conferenze, specialmente in cina, in cui accettano qualsiasi cosa basta che vai e paghi la quota di iscrizione alla conferenza. Non c’è alcun controllo sui contributi e sono usate solo da personaggi di terz’ordine che ànno bisogno di presentare da qualche parte i loro lavori che tipicamente vengono respinti altrove.
Ora però sta nascendo il mercato di “invited talk“… che in realtà non sono per niente “invited“. Queste persone mandano email di spam a chiunque facendo finta di invitarli a dare un “invited talk” che è l’equivalente per il ricercatore della caramella usata per attirare il bambino. Oppure dell’immagine con la tettona di turno per attirare l’allupato.
Tu ci caschi, ti iscrivi alla conferenza, paghi, e questi nel programma scrivono che ài dato un “invited talk”.

Ovviamente non à nessun valore questo “invited talk“. Non ti chiamano perché riconoscono la tua grossa esperienza, ti chiamano perché inviano messaggi di spam a chiunque e ti fanno fare un “invited talk” solo perché paghi.
Alla fine è un mercato: tu compri un “invited talk” per pompare il curriculum e loro coprono le spese della conferenza facendo un margine con il quale vivono.

Di solito ricevo valanghe di email come queste e banalmente le elimino in automatico. L’altro giorno però ò risposto facendo il finto tonto e chiedendo se, essendo stato invitato, mi avrebbero rimborsato le spese di trasporto e di soggiorno per la conferenza. Questi, ovviamente, mi rispondono di no, che altrimenti avrebbero dovuto aumentare il prezzo agli altri partecipanti (ehm… sì, è così che si fa quando organizzi una conferenza).
E io pensavo che la storia sarebbe finita lì, con questa email da finto tonto.

Invece no, il giorno dopo mi ànno mandato un’altra email invitandomi di nuovo. Giusto per farvi capire come l’invito era mandato in automatico da un sistema di spam e non da persone che invitavano davvero della gente.

A questo punto ò deciso di fare il finto tonto al cubo: ò risposto che il mio prezzo per un “invited talk” era di 15 mila euro più iva e rimborso spese; ò poi aggiunto che considerando il mio profilo era un prezzo più che onesto (trattenendo a stento le risate).

Ebbene, questa volta non mi ànno risposto, probabilmente sono riuscito a far loro capire diplomaticamente che non mi dovevano prendere per il culo. E forse, spero, mi ànno pure tolto dal loro archivio di spam.

3 Comments

  1. robinet said:

    mi fai tornare in mente luigi di bella che sbandierava la partecipazione a uno di questi convegni cinesi come cosa di gran prestigio.

    11 Febbraio 2019
    • mattia said:

      Suggerisco a questo proposito il gustoso post di Medbunker, alias Salvo Di Grazia:

      Peccato che poi non sia andato alla conferenza: avrebbe potuto creare finalmente il suo primo contributo scientifico.

      11 Febbraio 2019

Comments are closed.