E si lamentano…

Come volevasi dimostrare.

Qualche settimana fa ò raccontato di come la legge sulla cittadinanza è stata cambiata tramite il “decreto sicurezza”: ora per diventare cittadini italiani bisogna passare un test B1 di lingua italiana. Prima non era necessario, potevi naturalizzarti senza parlare italiano. E sì, è capitato che arrivasse gente a prestare giuramento senza saper pronunciare la formula perché non parlava italiano.

Ora invece almeno un italiano B1 dovranno essere in grado di parlarlo. Ottimo.

Subito però sono partite le polemiche. La più assurda che ò sentito è quella di chi si lamenta perché vivendo all’estero gli enti certificatori sono pochi, quindi per fare il test alla svelta uno deve andare in italia.
E voi mi direte: aspetta, perché uno dall’estero dovrebbe fare domanda di naturalizzazione in italia?

Perché, come vi avevo raccontato, la legge italiana regala la cittadinanza ai coniugi dei cittadini italiani anche se vivono all’estero. Con tempi di attesa ridicoli (tre anni se la coppia non à figli o 18 mesi se à figli).
E badate bene, non è che lo stato può rifiutare di dare al coniuge questa cittadinanza, se ci sono i requisiti la deve dare in quanto è una cittadinanza di diritto.

Quindi se tu ti sposi con un italiano che vive all’estero non fai in tempo a fare la luna di miele, fare un figlio e finire l’allattamento che puoi già ricevere la cittadinanza italiana. Fino ad ora senza sapere una parola di italiano, senza essere mai stato in italia e senza essere cresciuto in una famiglia italiana.
Da oggi devi solo essere in grado di parlare italiano, ma tutto il resto continua ad essere valido, la cittadinanza continuano a regalartela.

Voi direte: poco male, fai un esamino e amen. No, perché ora si stanno lamentando pure di questo. C’è chi si lamenta perché i centri certificatori all’estero sono pochi (ma dai? vuoi farti certificare l’italiano a Londra e pensi di trovare un ente ad ogni angolo di via? e perché non farti certificare il ceco in Norvegia? o il cinese in Messico?)
L’idea di dover prendere un Ryanair per fare una due giorni in italia a farsi certificare… l’italiano viene presa come discriminazione inaccettabile.

Ti fanno un regalo enorme, ti dànno la cittadinanza con tempi di attesa ridicoli anche se non vivi in italia e ti lamenti perché devi farti uno Stansted-Orio al Serio per fare un esamino?

Che voglio dire, io per accelerare i tempi sono andato a Brno a fare l’esame di ceco per la cittadinanza, e il treno Praga-Brno ci mette un’ora in più dell’aereo Stansted-Orio al Serio. Per non parlare delle spese che ò dovuto affrontare: solo per gli esami ò dovuto sborsare l’equivalente di quasi 200 euro, ò dovuto alloggiare in una pensioncina la notte prima dell’esame…
Poi ci sono altri 200 euro per la domanda di cittadinanza (in italia sono 250). Più il costo del passaporto se la domanda viene approvata: in Rep. Ceca sono 600 corone (23 euro) mentre in italia un passaporto costa 116 euro. E ti fai problemi a spendere 40 euro di biglietto Ryanair?

Se tu vuoi davvero una cittadinanza tutte queste spese le affronti. Togliamo pure dal tavolo le persone in particolare stato di povertà (la legge ceca in questi casi consente di chiedere al Ministero un’esenzione dai pagamenti). Per tutti gli altri, per tutti coloro che ogni tanto prendono un volo a basso costo e vanno a farsi un fine settimana in una capitale europea, per la generazione Ryanair andare un paio di giorni in italia a fare un esamino è una cosa normale.
Prendono voli di continuo, però quando si tratta di spendere 40 euro per uno Stansted-Orio al Serio e fare il test per la cittadinanza urlano che è una discriminazione.
E ci credono seriamente.

Parliamoci chiaramente, al di là di tutte le questioni identitarie se tu ài un coniuge extracomunitario, tanto più se viene da un paese povero ai cittadini del quale i visti sono concessi con rigore, ottenere una cittadinanza italiana per il coniuge è una grande, grande comodità.
Il coniuge diventa cittadino italiano e se vivi in UE magicamente non deve più fare file alle questure e rinnovare permessi di soggiorno. Se devi andare negli U.S. of A. può fare l’ESTA come te e non deve fare il visto.
Tutte comodità per la quale prendere un volo e passare due giorni in italia è un fastidio più che tollerabile.

Invece no, si lamentano sguaiati. Gli regalano la cittadinanza con requisiti ridicoli da tanto sono semplici e si lamentano perché per accelerare il processo devono andare in italia a fare l’esame di lingua.

Questi sono i risultati quando concedi, anzi regali, qualcosa a certa gente. Invece di dirti grazie si lamentano e parlano di discriminazione.
Calci nel culo a ripetizione, altro che discriminazione.

4 Comments

  1. Zeno said:

    Ho seguito la polemica su twitter e a un certo punto hanno tirato in ballo l’esempio dell’italiano in Cile costretto a un lungo e costoso volo intercontinentale fino in Italia. Altro che generazione ryanair!
    Una semplice ricerca su google e… il test lo fanno anche li: 2 centri in Cile e almeno venti in Argentina. A Santiago hanno avuto una sessione in dicembre. Insomma nessuno viene obbligato a volare in Italia.

    8 Febbraio 2019
    Reply
    • mattia said:

      Ho seguito la polemica su twitter e a un certo punto hanno tirato in ballo l’esempio dell’italiano in Cile costretto a un lungo e costoso volo intercontinentale fino in Italia.

      Ma anche in quel caso, un volo tra Cile e italia viene via a 800 euro in classe economica. Nono sono i 40 euro di un volo Londra-Milano ma rimane comunque una cifra normale per questo tipo di cose. Io di mio ò speso più di 400 euro solo di esami e domanda, senza nemmeno considerare tutto il resto.
      Siamo nello stesso ordine di grandezza. Non è che devi pagare 10 mila euro, parliamo sempre di qualche centinania di euro.
      Davvero non c’è percezione della misura di cosa è normale spendere per una cittadinanza.

      8 Febbraio 2019
  2. Stefano said:

    La percezione c’è benissimo.. Il problema è che questi non vogliono l’esame….

    8 Febbraio 2019
    Reply
    • Peto said:

      O con la scusa dell’esame vogliono farsi rimborsare il viaggetto in Italia a trovare i parenti.
      O semplicemente, tipicamente, rompere il cazzo

      9 Febbraio 2019

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