Sarà stato un fan di Mino Reitano

Però questa cosa la devo raccontare perché è troppo grossa. Apro il conto corrente con enormi difficoltà (che racconterò in un altro post) il mese scorso. Aspetto la carta via posta. Aspetto e aspetto e non arriva.

Ogni volta che apro il contro corrente al calcolatore mi dice che mi ànno inviato la carta a domicilio e devo attivarla. Ma io continuo a non ricevere nulla. Nel frattempo continuo a usare la carta ceca, con il rischio che se succede qualcosa e me la clonano (come mi successe in Brasile) poi mi trovo all’estero senza una carta di pagamento.

Oggi mi sono rotto il cazzo e ò chiamato il numero dell’assistenza clienti della banca. Dopo mille traversie trovo un impiegato gentile che indagando scopre l’arcano. Quando mi ànno aperto il conto corrente mi ànno registrato con questo indirizzo:

Badate bene, non un fantomatico indirizzo italiano dove vivevo lustri fa prima di espatriare, anche perché sulla carta d’identità ò l’indirizzo di Praga. Su nessun documento c’è il mio ex indirizzo italiano.
La mia banca à davvero inviato una carta di pagamento all’indirizzo:
MATTIA BUTTA
ITALIA, ITALIA (ITALIA)

Grazie al cazzo che non mi arrivava niente.

E badate bene, per fare il conto corrente ò pure dovuto presentare il mio contratto di affitto, che ànno fotocopiato e messo in archivio. Lo sapevano dunque dove abitavo a Madrid.

Ma anche ammettendo la confusione, possibile che nessuno si sia reso conto che mandare delle carte a un indirizzo “ITALIA”, così, generico… era una idiozia?

Il tizio dell’assistenza clienti mi à molto diplomaticamente detto che chi mi à aperto il conto corrente non mi à voluto fare un grande piacere. Traduzione: non gliene fotteva il cazzo di me, del servizio che stava facendo e probabilmente del suo lavoro.

La prossima settimana dovrei ricevere la carta al mio indirizzo di Lavapies, si spera. Nel frattempo non avete idea dei vaffanculo che farei volare se solo potessi.

5 Comments

  1. I vaffanculo li farai volare con ALITALIA, immagino? 🙂

    6 Febbraio 2019
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  2. Paolo (東京) said:

    Non ce la fai a fare avere un cazziatone a chi ti ha aperto il conto? E` davvero fatto apposta, non puo` essere un errore involontario

    8 Febbraio 2019
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    • mattia said:

      Non ce la fai a fare avere un cazziatone a chi ti ha aperto il conto?

      Sono troppo, troppo impegnato in questo momento.
      E per quel poco che ò visto fino ad ora non servirebbe a niente. Se ne fottono e basta.

      8 Febbraio 2019
  3. Zeno K. said:

    Niente dispetti o fatto apposta. In istituzioni e imprese, c’è chi ragiona come se non esistessero un resto del mondo ed emigranti, da quello che scrive il software, all’impiegato che deve inventarsi un modo per inserire un CAP o il nome di una località che il computer si ostina a rifiutare. Quando si scontrano con questa realtà non tutti sono abbastanza svegli da gestirla. E mica solo imprese locali o enti pubblici, tocca persino le multinazionali. Io lo chiamo il zip-bug, altro che il millenium-bug.
    Avrei episodi da scrivere un post, ma per restare in tema di banche e lettere: quando m’ero trasferito in Germania, la mia banca Indirizzava a “Zeno Kugy, Tal-dei-Tali-Strasse 1, 00000”. Senza città (tanto quella il software la ricava dal CAP, no?), senza nazione (esiste solo l’italia).
    La lettera era finita, non si sa perché, a Vienna. dove un impiegato postale aveva cercato il mio nome in un database delle poste tedesche e l’aveva inoltrata, come spiegato in una comunicazione che allegava.
    Ma era il secolo scorso. Temo che a te non arriverà.

    8 Febbraio 2019
    Reply
  4. mamoru said:

    col primo conto in banca che aprii in giappone non riuscironl a mettere l’indirizzo (giapponese) nel campo apposito a terminale… perche’ troppo lungo.
    tralascio le bollette e c. che mi arrivano col nome troncato.

    8 Febbraio 2019
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