Uguali a loro

Due giorni fa dei terroristi musulmani ànno fatto un attentato in una cattadrale cattolica a Jolo, nelle Filippine. Venti morti più diversi altri feriti.

Ad oggi il sito del Quirinale non mostra alcun comunicato di cordoglio con il popolo filippino per questa strage. Nemmeno uno di quei comunicati fotocopia che i cortigiani del presidente della repubblica scrivono in ogni occasione simile. Manco un tuitt per sbaglio.
Si vede proprio che a mattarella non gliene frega niente se crepano 20 cristiani in un attentato terroristico. Forse perché in questo caso “cristiani” non è inteso come “essere umano” ma proprio come cristiani.
Forse le vittime sono troppo cattoliche in un paese troppo cattolico e gli assassini sono troppo musulmani. Sarebbe politicamente scorretto esprimere cordoglio in questo caso.

Nessun tuitt da parte di matteo renzi, roberto saviano o rossella muroni (che in questo caso non cito per il suo analfabetismo energetico, ma perché è andata qualche giorno fa a fare la ragazza Tienanmen a Castelnuovo di Porto).

Nessuno sdegnoso tuitt per la morte di questi filippini da parte di fabio fazio o heather parisi. Nessun messaggio da parte di gente come myrta merlino che si straccia le vesti sul tuitter per ogni clandestino a cui si rompe un’unghia.

La lista potrebbe continuare a lungo, potete trovarne quanti volete di politici e giornalisti a cui non è fregato nulla della mattanza dei filippini di due giorni fa. Da civati a boldrini, da grasso a emma bonino passando per enrico letta.

Tutta gente che invece si indigna se muoiono due bambini in Libia. Non solo, obbligano te a indignarti per quei morti, ché se non ti indigni per i morti in Libia sei una bruttissima persona.
Poi essi stessi se ne strasbattono i cosiddetti se i morti sono nelle Filippine.
Che tra l’altro, nel caso dei morti in Libia parliamo di persone che volontariamente sono andate in Libia espondendosi volontariamente al pericolo. Nel caso delle Filippine parliamo di persone morte in chiesa, che non si erano esposte al pericolo andando in un luogo o in un paese rischioso, persone che erano rimaste a casa loro. E non potete nemmeno dirmi che erano rimaste a casa loro perché sono ricche, ché le Filippine ànno un PIL pro capite di 3 mila dollari annui. Sono al posto 126 degli stati del mondo, superati da paesi come Marocco, Iran, Iraq, Algeria, Angola e Lybia.

Eppure niente, crepano dei poverissimi in un attentato terroristico nelle Filippine e non frega niente a nessuno.
Sapete cosa? Sta bene, non siete obbligati a piangere per ogni persona che muore nel mondo. Non ve ne frega niente dei bambini saltati in aria in una chiesa filippina? È un vostro diritto. Non ve lo contesto.

Però rendetevi conto che siete esattamente uguali a chi se ne frega di chi muore in Libia. A loro non frega niente di chi muore in Libia a voi non frega niente di chi muore nelle Filippine. Che differenza c’è?
Perché mai dovrebbe essere obbligatorio scandalizzarsi per i morti in Libia mentre dovrebbe essere normale fregarsene dei morti nelle Filippine? Avete una distanza massima oltre la quale siete autorizzati a fottervene? Ditemi a quanti km corrisponde così so come regolarvi con voi.

Nel frattempo smettetela di scandalizzarsi se qualcuno se ne fotte dei morti in Libia. Perché io sarò sempre lì a ricordarvi di quanto voi ve ne siete fottuti dei morti nelle Filippine. Sarò sempre lì a dirvi che siete uguali a loro.

4 Comments

  1. ava said:

    Il problema è che 1) delle Filippine e del sud est asiatico non sembra fottere a nessuno, basti pensare ai disastri dello tsunami prontamente dimenticati dopo qualche servizio televisivo strappalacrime
    2) l’ informazione italiana è figlia di 50 anni di PCI e quindi vede come soggetti preferenziali tutti coloro che sono i tradizionali nemici degli USA, aggiungiamoci il pietismo filoafricano dei cattolici ed ecco il risultato

    dicono di essere globalisti, ma il loro conctto di ” globo ” si limita a coloro che fanno i loro comodi politici

    30 Gennaio 2019
  2. Raoul Codazzi said:

    Copione che ormai conosciamo perfettamente.
    Una persona normale di volta in volta ragiona sulle singole situazioni, senza preconcetti, con spirito critico e atteggiamento razionale. Questi signori, invece, che di fatto si collocano in prevalenza nell’area culturale della sinistra e dell’estrema sinistra, ragionano per categorie.
    Fateci caso ma c’è sempre una polarizzazione tra due elementi opposti e costoro si schierano in blocco, tra le due, con la parte quasi sempre contraria al buon senso o alla normalità o alla logica. Ripeto: in blocco, senza valutare il caso singolo, ma per atto di fede, o meglio, di ideologia.
    E così, tra uomini e donne si schierano con le donne, tra eterosessuali e omosessuali si schierano con gli omosessuali, tra Brizzi e le sue accusatrici con queste ultime, tra settentrionali e meridionali con i meridionali, tra Italiani e Francesi con i Francesi, tra bianchi e neri con i neri, tra indigenti di qui e migranti con i migranti, tra cristiani e non cristiani con i non cristiani, tra il gioielliere che spara per difendersi e il rapinatore che ci lascia le penne con il rapinatore, tra la colpa dell’individuo e la colpa della società con la seconda, ecc. ecc.
    E nel fare ciò, ovviamente, sono convinti di essere dalla parte del giusto, di essere i paladini dei diritti dei più deboli, di costruire un mondo migliore, di tracciare il vero progresso.
    Mai che li colga un minimo dubbio.
    Mi fanno paura? Sì, perché un giorno potrebbero essere maggioranza. Bisogna resistere. Parlarne è già un modo di farlo.

    31 Gennaio 2019
    • Davide said:

      Hai perfettamente ragione! Però mi chiedo: questo atteggiamento culturale della cosiddetta sinistra attuale è lo stesso dei comunisti degli anni ’50? Non so, perché a me a volte pare l’esatto contrario, e cioè che quella che oggi definiamo sinistra rappresenti un atteggiamento culturale e delle classi sociali esattamente opposti a quelli rappresentati dal vecchio comunismo…

      1 Febbraio 2019
  3. Aq said:

    Sr uno va in Libia ormai sa bene cosa lo puo’ aspettare sotto i piissiimi seguaci del profeta che lavorano nella milizia libica. Tutto questo per l ‘allucinaziine di diventare ricco in Europa. Ma di che parliamo. Uno va in montagna in ciabatte su una ferrata, lo sorprende una bufera, viene si’ soccorso ma poi gli arriva il conto dell’elicottero.

    1 Febbraio 2019

Comments are closed.