I veri motivi della battaglia sulla #tampontax

La battaglia sulla tampon tax è una delle cose che da una parte mi fa riderissimo, dall’altra è una cosa che mi fa riflettere su quanto certe persone (quelle per cui è una cosa seria) siano sconnesse dalla realtà.
Ma ad analizzarla bene escono cose interessanti da questa faccenda.

Per chi non fosse ancora stato toccato da questo isterismo: c’è della gente che protesta perché l’IVA sugli assorbenti femminili è del 22% e la vorrebbe ridurre. Non al 10% del cibo, ma addirittura al 4%. Ché per una donna evidentemente mangiare è meno importante dell’igiene intima.

Ora, facciamo pure due conti. Mi sono fatto un giro su una quantità di siti impressionante per avere un’idea della spesa mensile in assorbenti della donna media e più o meno tutti concordano sui 4 euro al mese. Su questi 4 euro l’IVA è di 0,72 euro. Se fosse abbassata al 10% una donna risparmierebbe risparmierebbe 0,40 euro al mese, se invece fosse abbassata a 4% risparmierebbe 0,59 euro al mese.

Ecco, la battaglia per la tampon tax si traduce in questo: 0,59 euro al mese di risparmio.
Ora capite perché si sta parlando di un problema inesistente.

Nel disperato tentativo di uscire dal ridicolo alcuni parlando di donne che sono costrette a comprare assorbenti meno costosi e poi ridursi ad una pessima igiene intima. Perché invece se abbassi il costo di 60 centesimi si risolve qualcosa?
Trovatemi una donna per cui quei 60 centesimi al mese fanno la differenza.

Dovrebbe essere una donna che non prende un caffè al bar in un mese (o due alla macchinetta). Una donna che non si permette una maglia da H&M (ma anche solo dai cinesi) all’anno, ché solo con quella superi i 60 centesimi al mese. Una donna che non si compra nemmeno un trucco o una crema per le rughe (spoiler: non funzionano).
Esistono donne così, per carità, ma sono forse 35 in tutta italia. Per il resto delle donne il problema semplicemente non esiste. Non esiste una donna che a causa di quei 60 centesimi al mese in più rinuncia ad assorbenti di qualità e compra assorbenti scadenti. Se lo fa non è per quei 60 centesimi ma perché spende male i suoi soldi e sbaglia priorità.

È del tutto lecito dunque perculare i paladini di questa battaglia, esattamente come si perculerebbero i promotori di una battaglia contro un problema inesistente. Tanto che arrivati a questo punto ti dicono che è un problema di principio, perché davanti ai numeri si arrendono all’evidenza che il problema non esiste.

La cosa però si fa più interessante quando scavi e cerchi di capire le motivazioni che spingono queste persone a protestare affinché venga abbassata l’IVA sugli assorbenti. Perché fanno una battaglia per un problema che non esiste?
Perché non ànno la percezione dei numeri in ballo? Forse, ma secondo me ci sono tre motivi più profondi.

Il primo è che molte persone cercano intenzionalmente battaglie per sembrare quella che la sanno lunga, per dimostrare che ci arrivano prima degli altri. Qualche lustro fa potevi andare in giro a generare consapevolezza su problemi quali il riscaldamento globale, per esempio. E in un mondo che non aveva ancora percepito la portata di questo problema tu facevi il profeta, quello che educava, quello che faceva il visionario saggio che metteva in guardia gli altri. Attività che di solito ti rende mediamente figo, almeno ai tuoi occhi.
Ora se cerchi di sollevare consapevolezza sul riscaldamento globale la gente ti risponde “eh, lo so”; soffri la concorrenza di tanti altri che fanno lo stesso. Per distinguerti devi trovare un argomento nuovo per fare l’attivista. Così t’inventi una nuova tematica su cui fare il profeta che genera consapevolezza.

Il secondo motivo è che ormai sono a corto di battaglie femministe. Basta guardare con occhio obiettivo la società odierna per renderci conto che le donne ora vivono nel periodo storico e nella parte di mondo in cui non ànno quasi nulla di cui lamentarsi. Non c’è alcuna differenza di diritti tra uomini e donne: possono studiare, laurearsi e accedere a qualsiasi lavoro. Possono fare le scelte che preferiscono, dedicarsi di più alla famiglia o di più al lavoro, e se si buttano a capofitto sul secondo, dedicandosi anima e corpo al proprio impiego dimenticando di farsi una famiglia, vengono considerate donne in carriera, non zitelle. Se guardiamo ai rapporti di forza nella società le donne ànno un potere sociale enorme: quando una coppia divorzia – senza essere ricca – quello che finisce a dormire in automobile e a mangiare alla caritas è l’ex-marito, non la moglie la quale à tutta la tutela di questo mondo da tutti i tribunali in automatico.
Una donna che vuole fare la guerra all’ex-marito può denunciarlo di molestie sessuali (a se stessa o, peggio ancora, ai figli) inventandosi tutto e viene creduta senza alcuno straccio di prova. Perché un magistrato deve comunque credere sempre a una donna che denuncia una violenza sessuale, anche senza prove, altrimenti viene travolto dalla società. Questo meccanismo attribuisce un potere enorme alle donne.
Ora, ditemi voi di cosa si dovrebbe lamentare una donna nella società odierna.

Ecco allora che in un periodo storico e in una parte del mondo in cui una donna non à di che lamentarsi si devono inventare battaglie su problemi inesistenti per avere un motivo di fare battaglia. Si devono inventare problemi che non ci sono per poter esistere come femministi. Altrimenti il femminismo chiuderebbe bottega, e poi certa gente non sa più cosa fare nel tempo libero.
La lotta contro l’IVA sugli assorbenti rientra in questo schema: abbiamo raggiunto qualsiasi obiettivo, non c’è più discriminazione, siamo in posizione dominante nella società ma dobbiamo inventarci qualcosa per cui protestare. Che si fa allora? Ma sì, protestiamo contro l’IVA sugli assorbenti. Così abbiamo altri dieci anni di proteste assicurate e non dovremo trovarci un hobby.

Il terzo motivo è forse quello peggiore però. Perché si lamentano proprio dell’IVA sugli assorbenti? Di beni di prima necessità tassati al 22% ce ne sono tanti, a partire dai prodotti per l’igiene che sono primari tanto quanto gli assorbenti per le mestruazioni.
Perché ànno scelto di fare battaglia proprio partendo dagli assorbenti e non, che ne so, dalla carta igienica?
La risposta, temo, sia nel simbolo che gli assorbenti igienici portano con sé. Le mestruazioni sono un richiamo mensile che ricorda alla donna che è donna e potenziale mamma. Questo molte donne non lo accettano.

Passano la vita a far finta di essere uguali agli uomini quando non lo sono. Per conformazione fisica e per comportamenti legati alla sfera delle emozioni (ehy, ragazzi belli, gli ormoni esistono e sono un fatto scientifico, non è che venite qui a raccontarmi favolette sulla società che influenza i comportamenti, almeno fin quando non mi dimostrerete che l’effetto degli ormoni sui comportamenti non siano il risultato di un complotto della società patriarcale).
Donne e uomini sono diversi, è un fatto scientifico. Molte donne non lo accettano e cercano in tutti i modi di comportarsi come uomini. Le mestruazioni arrivano invece ogni mese a sbattere loro in faccia la realtà biologica: sei una donna.
Sei una donna e sei una potenziale madre. Il tuo corpo è progettato per far crescere dentro di sé un bambino, quello dell’uomo no.

Molte donne non accettano questa differenza tra uomini e donne, tentano di negare questo ruolo che la natura à assegnato alle donne. Le mestruazioni ogni mese ricordano loro che l’ideologia non può modificare la natura. Sei sempre una donna potenziale mamma anche se lo neghi.

Una donna spende un sacco di soldi per la sua femminilità, per il suo essere donna. Prendete la spesa per farsi bella, dal trucco ai vestiti passando per gli accessori e il parrucchiere. Non protestano contro queste spese, che pure sono legate alla loro femminilità, perché sono legate al potere d’essere donna. L’essere attraente ti consente di avere un potere enorme su noi maschietti bavosi, quindi i soldi per la bellezza vengono spesi senza fiatare.
I soldi per le mestruazioni no invece, perché riguardano un aspetto della femminilità che molte donne non accettano: la potenziale maternità.
Una donna può decidere che non vuole figli, ma il suo corpo continua a ricordarle che è una potenziale mamma, ché à la capacità di generare la vita dentro di sé, una capacità che l’uomo non à.

Quando una donna non accetta il suo essere donna e potenziale mamma poi odia questo pro memoria che arriva ogni mese a ricordaglielo, a dirle che è diversa da un uomo, per quanto si ostini a negarlo.
Questo odio per le mestruazioni porta a odiare la spesa che deve fare per prendersi cura della propria igiene a causa di esse. Queste donne non protestano per spese ben maggiori e sicuramente di prima necessità ma protestano per la spesa per gli assorbenti perché ànno un conflitto irrisolto con questo lato del loro essere donna.

Facciano pace con la realtà invece di imporre al resto del mondo battaglie su problemi inesistenti. Ché si potrebbe anche ridurre l’IVA sugli assorbenti, ma quel pro memoria mensile a dirti che sei una donna potenziale mamma, che sei diversa da un uomo arriva comunque.

22 Comments

  1. Giampaolo said:

    Sei sempre una donna potenziale mamma anche se non lo neghi.

    C’è un NON di troppo 🙂

    24 Gennaio 2019
    Reply
    • mattia said:

      corretto, grazie.

      24 Gennaio 2019
  2. Beppe Grullo said:

    L’argomento si può ribaltare, però. Fa riderissimo che il Governo trovi il tempo di abbassare l’IVA sui tartufi ma non quella sugli assorbenti, dato che anche lì si tratta di rinunciare a poche decine di milioni di euro. Capisco che sulla carta igienica e sui pannolini lo Stato guadagni cifre importanti, ma sugli assorbenti?

    24 Gennaio 2019
    Reply
    • mattia said:

      Fa riderissimo che il Governo trovi il tempo di abbassare l’IVA sui tartufi

      sì, fa riderissimo che il governo abbassi l’IVA sui tartufi.
      Quindi?
      Cambia una virgola di quello che ò scritto qui?

      24 Gennaio 2019
  3. brain_use said:

    Chapeau.

    24 Gennaio 2019
    Reply
  4. ava said:

    parlando in termini generali , secondo me tenere l’ IVA alta è una misura ingiusta ed autolesionista.
    Ingiusta perchè è una tassa sui consumi, quindi colpisce di più chi investe la maggioranza del proprio denaro nei beni di consumo ovvero le classi più deboli.
    Secondo perchè a me pare che la maggioranza dei paesi ad IVA alta non è che brilli per competitività economica.
    Chiaro che i soldi li devi tirar fuori da qualche parte, ma secondo me fare cassa sull’ IVA non è che abbia molto senso.
    Detto questo, la battaglia sull’ IVA degli assorbenti è una evidente btttaglia insulsa delle femministe in mancanza di casus belli più seri. Ora inizierò a battermi per la riduzione IVA della schiuma da barba.

    25 Gennaio 2019
    Reply
  5. Sarah said:

    Distribuirei assorbenti gratis solo a chi versa in condizioni di indigenza.
    C’è un film di Ken Loach, “Io, Daniel Blake”, dove una madre, alla banca del cibo, chiede sottovoce, vergognandosi, se oltre alle lattine di legumi passino anche gli assorbenti. E la volontaria risponde: “no cara, non sono beni che trattiamo”. Allora lei è costretta a rubarli al supermercato (non aveva neanche neanche il soldi per comprare la colla per sistemare le scarpe scollate dei figli). La beccano, chiamano la polizia, la umiliano, etc…
    Consiglio a tutti di vederlo!

    25 Gennaio 2019
    Reply
  6. Asus said:

    “Quando una donna non accetta il suo essere donna e potenziale mamma poi odia questo pro memoria che arriva ogni mese a ricordaglielo, a dirle che è diversa da un uomo, per quanto si ostini a negarlo. Questo odio per le mestruazioni porta a odiare la spesa che deve fare per prendersi cura della propria igiene a causa di esse.”
    No. Assolutamente no. Ma proprio per niente. Post pessimo, non so nemmeno da dove iniziare… Perché non ammettere che gli assorbenti igienici sono un bene di prima necessità? Non sono paragonabili a beni per l’igiene. Puoi lavarti con acqua senza sapone, ma non puoi dire” Questo mese non compro gli assorbenti e vado a sgocciolare in giro, a lasciare la scia, a macchiare i sedili delle auto. “. Quella per il ciclo è una spesa fissa che una donna affronta per circa 40 anni della sua vita. Quindi sì, IVA al 4% fa una bella differenza. Fosse per me li darei gratis a certe categorie (sai che nei centri raccolta per poveri gli assorbenti sono richiesti più di un pacco di pasta?). Tra l’altro, altro che 4 euro al mese…Fatti un giro negli scaffali dei supermercati. Guarda i prezzi. Considera che per un mese, con un ciclo di 5 giorni, ti servono 3 confezioni. A questo, se sei una persona pulita, aggiungi 2 pacchetti di salviette detergenti. Perché se stai fuori tutto il giorno non è che puoi farti il bidè a ogni cambio. Ma tralasciamo pure le spese di contorno al ciclo (detergenti, pomate per irritazioni, eventuali medicinali ecc. ). Gli assorbenti del discount? Li hai mai provati? O non hanno la colla, e quindi ti si spostano continuamente per cui macchierai indumenti o tappezzeria, oppure ne hanno talmente tanta che non li stacchi più dalle mutande. Per non parlare di come si rompono facilmente lasciandoti piena di cotone ovunque mentre cammini. O irritazioni continue a seconda del materiale di cui son fatti. Quindi non è che ci sia tanta possibilità di risparmiare, devi comprare assorbenti di qualità, adatti al tuo corpo e al tuo ciclo. Personalmente non spendo meno di 8 euro al mese in soli assorbenti. Considera che a casa mia siamo 3 donne, sono 24 euro al mese, 288 all’anno in assorbenti per un nucleo familiare. Sì, l’Iva al 4% farebbe una bella differenza. Sinceramente affronti la questione da una prospettiva completamente sbagliata con conclusioni da “sociologia”spiccia tipo Novella 2000.

    25 Gennaio 2019
    Reply
    • mattia said:

      No. Assolutamente no. Ma proprio per niente. Post pessimo, non so nemmeno da dove iniziare…

      Dalla matematica, ad esempio.
      Dove ài provato a buttarti senza sapere far di conto.

      Ora, vuoi contestare i miei numeri (che, per inciso, non riguardano il mio ciclo mestruale ma sono dati rispetto a una donna media che ò trovato in pagine di femministe)?
      Benissimo.
      Prendiamo i tuoi numeri, così partiamo da una base che non mi puoi contestare.

      Sicché dici che per 3 donne spendere 24 euro al mese, ossia 8 euro a donna.
      Moltiplichi per un anno, per far gonfiare le cifre. Che se vuoi puoi pure moltiplicare per 35-38 anni vita fertile e ti esce un capitale.
      Ad aumentare il tempo le cifre sembrano sempre grosse.

      Per avere un termine di paragone coerente con le tue spese abituali consideriamo la spesa per un mese (altrimenti dovrei chiederti quanto spendi per un anno anche per tutto il resto, eh… e ti assicuro che ti spaventi).

      Sì, l’Iva al 4% farebbe una bella differenza.

      Prendiamo anche questo dato per buono. Il 4% e non il 10% del cibo. Che, voglio dire, più “prima necessità” del cibo cosa c’è? Se non mangi muori…
      Ma sta bene. Prendiamo i tuoi dati.
      8 euro al mese e riduzione al 4% dell’iva.

      Fa una bella diffenza!
      Ecco, te la dico io quant’è questa differenza: 1,18 euro al mese (che poi non è difficile, era il doppio di quello che avevo calcolato io con 4 euro).

      È possibile che tu sia povera e per te 1,18 euro al mese siano una bella differenza. Una cosa da mandarti in bancarotta, eh.
      Che guarda, con 1,18 euro in più la tua vita cambia da così a così.
      Non conosco il tuo conto economico quindi non posso dirlo.

      Allora per capire se fai parte della categoria che à diritto a rivendicare 1,18 euro di IVA in meno al mese sugli assorbenti ti faccio una richiesta.
      Ora tu qui mi scrivi quanto spendi in un mese

      1. per creme di bellezza
      2. per profumi
      [attenzione, non deodorante di cui non puoi fare a meno senza puzzare, parlo del vezzo del profumo]
      3. Trucchi
      4. Caffè al bar o altre consumazioni al bar
      [che puoi evitare bevendo le stesse bevande a casa per un prezzo mostruosamente inferiore]
      5. Vestiti*
      6. Scarpe*
      7. Borse*
      8. Accessori (gioielli, bigiotteria…)*

      *Presumibilmente non compri questi articoli tutti i mesi, quindi prendi pure la spesa annuale e dividi per 12.

      Sono tutte spese che puoi evitare senza inficiare la tua qualità di vita.
      Voglio dire, noi uomini abbiamo bisogno di vestirci quanto voi donne però quando vado in un qualsiasi negozio di vestiti il reparto donne è molto più grande di quello uomini. Idem con patate per le scarpe. Abbiamo due piedi pure noi ma chissà perché il numero di scarpe di una donna è un ordine di grandezza in più rispetto a quello di un uomo.
      Puoi benissimo vestirti come faccio io per essere decente e non patire il freddo. Tutto il resto è un di più.
      Ti serve una borsa che a noi uomini non serve? Bene, te ne serve una, non sette.
      Il trucco? Puoi fare a meno. Ci sono donne che non si truccano e sono belle ugualmente.
      Le creme? Puoi farne a meno, che poi non servono a nulla.
      I gioielli, gli accessori? Non servono a nulla.

      Ora, tu adesso mi scrivi quanto spendi mensilmente per queste voci e poi mi dici perché

      non ti dà fastidio spendere X per creme di bellezza ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per profumi ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per trucchi ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per caffè al bar o altre consumazioni al bar ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per vestiti evitabili ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per scarpe evitabili ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per borse evitabili ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.
      non ti dà fastidio spendere X per accessori (gioielli, bigiotteria…) evitabili ma ti dà fastidio la spesa per gli assorbenti.

      Prego.

      Ah, affinché la discussione sia ordinata faccio notare le due richieste.
      Prima mi scrivi quanto spendi al mese per queste categorie e poi mi rispondi alla domande sotto.
      Non cercare di cambiare argomento.

      25 Gennaio 2019
    • Giampaolo said:

      Prova quelli del Lidl.

      I pannolini per bambini sono perfino migliori di quelli di marca (eh ma, signora mia, hanno i disegnini meno belli e non hanno il profumatore, e l’aloe vera, e il timer incorporato per andar di corpo, ecc.).

      Non sono sicuro delle conclusioni di Mattia (secondo me le femministe third wave sono semplicemente dementi, senza implicazioni particolari), ma le obiezioni sono inconsistenti, finora.

      25 Gennaio 2019
    • claudio said:

      ti lamenti dei 2 euro al mese e poi…
      magia
      “a macchiare i sedili delle auto. “
      perche’ l’auto (migliaia di euri) e’ ok.
      Ci sono molte spese in una casa che si possono piallare.
      Faccio un esempio: scaldare l’acqua della pasta. Se lo fai senza il coperchio come fanno il 90% delle donne italiche non sei molto lontana come perdita di valore…
      Non parliamo poi della bizzarra idea del “cambiare aria” d’inverno con i termosifoni accesi. Grande mania assurda delle donne.
      L’uso del frigo con porta aperta per un paio di secoli, e’ un altro simpatico evento che, pur costando meno dei precedenti, fa capire che nel mondo odierno gli sprechi sono dati dal singolo e costano molto piu’ dell’iva su un singolo oggetto d’uso tutt’altro che continuativo.
      e via cosi’.

      26 Gennaio 2019
    • Peto said:

      Puoi lavarti con acqua senza sapone, ma non puoi dire” Questo mese non compro gli assorbenti e vado a sgocciolare in giro, a lasciare la scia, a macchiare i sedili delle auto. “

      Bellissima. Sia la prima parte, che la seconda. Il grasso infatti si lega all’acqua che è una bellezza… Le nostre nonne in effetti lasciavano la scia…

      Quella per il ciclo è una spesa fissa che una donna affronta per circa 40 anni della sua vita.

      E quindi, riguardo al tema dell’IVA…?

      Fosse per me li darei gratis a certe categorie

      E quindi, riguardo al tema dell’IVA…?

      Personalmente non spendo meno di 8 euro al mese in soli assorbenti.

      E quindi, riguardo al tema dell’IVA…?

      27 Gennaio 2019
  7. Raoul Codazzi said:

    Penso che ci sia tutto il diritto di protestare e di fare pressioni affinché chi di competenza provveda a ricalibrare l’applicazione delle diverse aliquote IVA ai vari prodotti e sevizi. Probabilmente è necessario correggere qualcosa, d’altra parte il già citato caso del tartufo (ma ce ne sono altri, a partire dal diverso trattamento tra birra e vino) è una spia del fatto che di certo si può fare meglio.
    Tuttavia l’idea per cui alla base di certe attuali distorsioni IVA ci sia una discriminazione verso il genere femminile mi pare una boiata colossale (e già sono eufemico).

    Di solito uso questo esempio (non mio): chi si addormenta vestito si sveglia con il mal di testa, ergo addormentarsi vestiti provoca il mal di testa. Ovviamente la cosa non sta né in cielo né in terra. Non è che A (addormentarsi vestiti) implica B (svegliarsi con il mal di testa): è che C (ubriacarsi) implica sia A sia B.
    Esempio classico per spiegare a tante zucche vuote che la correlazione non implica causalità, mentre il viceversa sì.
    Ora, con le femministe è di fatto la stessa cosa, solo sul piano discriminazione/differenza. Queste pensano che ogni differenza implichi una discriminazione, ma non è affatto vero (è vero invece il contrario, cioè che ogni discriminazione implica una differenza).
    Zucche vuote che non hanno capito questo semplicissimo nesso tra discriminazione e differenza e, non contente, fanno anche tam tam mediatico per dirlo a tutti.

    Ma visto che qui non siamo in ambito statistico possiamo fare un passo in più. Anche laddove persistono delle discriminazioni non è che queste siano necessariamente intenzionali. Molte sono ancora in vigore per ragioni storiche e sociali, e lentamente scompariranno.
    Non è che ci sono necessariamente dei cattivoni che mettono l’IVA al 22% sugli assorbenti perché ritengono le donne inferiori. Vedere le cose in questo modo ha un nome tecnico: pa-ra-no-ia. Che è meglio curare. Ah, a proposito, la paranoia è più diffusa tra le donne.

    Di ‘sta storia sulla tampon tax o tampax tax non sapevo nulla fino alla lettura di questo post. Mi sono documentato un minimo e ho visto che è da almeno un paio d’anni che se ne parla. Prima all’estero e poi, nel solito stile pecorone, anche da noi. Come sempre ancora una volta, sbagliando, mi sono ritrovato a stupirmi di quanto sono idioti certi umani.

    25 Gennaio 2019
    Reply
    • Davide said:

      Ottimo intervento, Raoul Codazzi. Effettivamente è proprio così: le femministe confondono, o fingono di confondere, la correlazione con la causalità. In particolare, per loro ogni differenza è causata dagli uomini “cattivi”. Ad esempio, se in una certa azienda di software della Silicon Valley le donne sono meno numerose e guadagnano meno degli uomini, la colpa è degli uomini cattivi: nelle loro zucche vuote non passa nemmeno per un istante l’idea che le donne possano essere, “mediamente”, meno portate degli uomini per certe cose; mediamente, per carità, ché sappiamo benissimo che una descrizione statistica non dice nulla sul singolo individuo.

      31 Gennaio 2019
  8. Ory said:

    Salve, condivido che la battaglia per l’IVA sugli assorbenti sia insensata.
    Di solito questo blog mi trova d’accordo e apprezzo l’applicazione del metodo scientifico.
    Perciò il terzo motivo mi lascia perplessa; ho avuto la sensazione che si partisse da una convinzione e si cercasse di provarla, invece di smontarla.
    Premessa:
    Non mi sono mai sentita discriminata, né in famiglia, né al lavoro e non sono femminista. Mi piace essere donna, so benissimo che sono diversa dagli uomini, che fa parte della percezione che ognuno è diverso dall’altro.

    Butto lì qualche risposta alternativa alla domanda “perchè proprio gli assorbenti?”:
    – le mestruazioni sono la prima cosa che mi viene in mente comune a tutte le donne (in età fertile), ovvero massima platea di potenziali sostenitrici della battaglia; questioni sulla maternità, i contraccettivi orali, la menopausa, i saldi al reparto calzature, l’album di Benji e Fede ecc. ecc. non “raggiungono” altrettante donne (tra le adulte/elettrici);
    – non mi risultano casi di donne che abbiano bloccato il ciclo con la sola forza di volontà, quindi se qualcuna si lamenta perchè deve spendere soldi per gli assorbenti, nessuno può zittirla con un “potresti fare a meno di avere il ciclo”;
    – se qualcuno ci fornisce un motivo in + per lamentarci di una cosa che ci infastidisce, gli prestiamo attenzione, poco importa se è reale o meno; tantissime donne si lamentano delle mestruazioni e, no, anche gli assorbenti + costosi non traspirano né spariscono né ti fanno sentire a tuo agio in ogni situazione come dicono in TV (almeno, con me non funzionano), hai mal di pancia (a me viene un’emicrania tremenda), tengono sveglia, ti sconquassano giorni prima coll’ormone, sei gonfia, limitano l’attività sessuale ecc. ecc. poi arriva la femminista: ” e di quanto ci costano gli assorbenti, vogliamo parlarne?” “hai ragione, dovrebbero essere gratis!” “gratis non li avremo mai, finché vivremo in questo mondo patriarcale e maschilista , ma io, paladina della vagina sgocciolante, mi batterò per ridurre almeno l’IVA!” “GRANDE, SEI TUTTE NOI!”

    Passiamo ora all’ipotesi che la femministavstampontax odi le mestruazione e correlata spesa perché “non accetta il suo essere donna e potenziale mamma”.
    Trattasi di opinione personale (che ci sta, è il tuo blog) o conclusione basata su dati oggettivi? Può essere che il tasso di maternità tra le femministe che si battono x gli assorbenti sia molto inferiore a quello delle altre donne o delle femministe che si battono per altro?
    Sopra ti ho fornito altri motivi perché (quasi tutte) le donne , non solo le femministe, detestano sgocciolare ogni mese.
    Mio marito ed io non vogliamo figli perché ci piace la nostra attuale situazione ( è una scelta di egoismo), eppure quando ho il mestruo non sento il corpo dirmi “sei donna! perchè non sei madre?” Penso in ordine sparso: lo sapevo, una settimana fa avevo la lacrima facile – anche questo mese il profilattico ha funzionato! – uffà, in palestra dovrò mettere i pantaloni larghi…a cosa serve andare se non posso mettere in mostra il sedere sodo? – che rottura il pannolino!
    A dirmi che dovrei essere madre (o, meglio, che lei dovrebbe essere nonna) è mia suocera, non il ciclo.
    Come me è possibile ci siano altre donne anche femministe che non pensano al mestruo come sinonimo di mancata maternità.
    Il corpo femminile dà una chance al mese per diventare madre, ma lo stesso corpo non è fatto x non sprecare alcuna chance, ovvero per essere sempre gravido.
    Anche se procrei non ricevi il bonus no mestruo; diciamo che faccio 4 figli e il ciclo mi torna tardi (max 8 mesi dopo il parto, da ricerca sbrigativa), eviterei il ciclo (9+8) x 4 = 68 mesi, su un totale arrotondato di 460 cicli mestruali (365 gg/anno x 35 anni di vita fertile / 28 gg di un ciclo).
    Non tutte le donne col ciclo sono fertili o nella condizione di procreare (non intendo fisica, penso a ragazze col menarca a 11-12 anni, chi rimane vergine fino al matrimonio/ fa voto di castità, altro).
    Grazie per l’attenzione

    25 Gennaio 2019
    Reply
    • mattia said:

      Perciò il terzo motivo mi lascia perplessa; ho avuto la sensazione che si partisse da una convinzione e si cercasse di provarla, invece di smontarla.

      Pensa che invece è l’esatto opposto. Per capire da dove venisse la motivazione di questa battaglia idiota ò dovuto scavare a lungo.

      – le mestruazioni sono la prima cosa che mi viene in mente comune a tutte le donne (in età fertile), ovvero massima platea di potenziali sostenitrici della battaglia; questioni sulla maternità, i contraccettivi orali, la menopausa, i saldi al reparto calzature, l’album di Benji e Fede ecc. ecc. non “raggiungono” altrettante donne (tra le adulte/elettrici);

      Sul fatto che sia utile in termini elettorali dissento.
      A meglio: è utile per persone per la lotta tra poveri (di voti) che fanno i 5 mila partiti della sinistra estrema. Devono trovare un modo per identificarsi, per distinguersi, per creare mobilitazione attorno a sé. Per fare questo ti serve una battaglia, anche idiota come questa.
      Per fare vedere che “si lotta” e quindi crescere nei consenti in quell’area una battaglia come questa serve.
      Sui grandi numeri invece non porta a niente. Sui grandi numeri vinci se prometti di andare in pensione prima o se prometti 780 euro al mese per non fare un cazzo. 60 centesimi di euro al mese portano meno voti, anche se la platea è maggiore. Perché è una promessa così piccina che anche se la prometti a tanti non fa né caldo ne freddo.

      – non mi risultano casi di donne che abbiano bloccato il ciclo con la sola forza di volontà, quindi se qualcuna si lamenta perchè deve spendere soldi per gli assorbenti, nessuno può zittirla con un “potresti fare a meno di avere il ciclo”;

      Se è per quello non mi risultano nemmeno persone che siano state capaci di bloccare le feci con la sola forza di volontà. Anche per la carta igienica non puoi dire “potresti fare a meno di defecare”.
      Però non è che odi la spesa per la carta igienica. Né fai una battaglia per abbassare l’iva sulla carta igienica.

      – se qualcuno ci fornisce un motivo in + per lamentarci di una cosa che ci infastidisce, gli prestiamo attenzione, poco importa se è reale o meno;

      Esattamente. Qualcuno sta sfruttando l’odio insito nella donna per costruire una battaglia idiota.
      La sta prendendo per il naso sfruttando le sue emozioni.

      Passiamo ora all’ipotesi che la femministavstampontax odi le mestruazione e correlata spesa perché “non accetta il suo essere donna e potenziale mamma”.
      Trattasi di opinione personale (che ci sta, è il tuo blog) o conclusione basata su dati oggettivi?

      Si chiama biologia. La propensione ad avere figli è insita nella natura della donna per un banale principio di conservazione della specie.
      Poi c’è il livello culturale che ti porta a negare questo tuo istinto.
      Una donna può negare il suo istinto materno per mille motivi: perché il fine settimana vuole andare a Parigi e non portare il pargolo alla festa di compleanno del suo amichetto, perché pensa di non avere risorse economiche per crescere un figlio, perché pensa di divertirsi di più scopando una persona diversa ogni settimana, perché magari à avuto pessimi genitori e non vuole ripetere l’esperienza…
      Così si convince che non vuole figli nella sua mente. Ma quello rimane il lato mentale, influenzato dalla società, dalla cultura, dalle proprie volontà.
      Poi però c’è il lato biologico del corpo umano che invece non puoi comandare. Puoi reprimere questo istinto ma rimane lì.

      Può essere che il tasso di maternità tra le femministe che si battono x gli assorbenti sia molto inferiore a quello delle altre donne o delle femministe che si battono per altro?

      Il tasso di maternità non necessariamente c’entra qualcosa. Ci sono tantissime mamme che fanno figli (perché “vengono” o per pressione sociale) ma continuano a non accettare la propria maternità.
      È pieno il mondo di madri che anche avendo affrontato la maternità si ribellano a questo ruolo che la natura à loro affidato.

      Mio marito ed io non vogliamo figli perché ci piace la nostra attuale situazione ( è una scelta di egoismo), eppure quando ho il mestruo non sento il corpo dirmi “sei donna! perchè non sei madre?” Penso in ordine sparso: lo sapevo, una settimana fa avevo la lacrima facile – anche questo mese il profilattico ha funzionato! – uffà, in palestra dovrò mettere i pantaloni larghi…a cosa serve andare se non posso mettere in mostra il sedere sodo? – che rottura il pannolino!
      A dirmi che dovrei essere madre (o, meglio, che lei dovrebbe essere nonna) è mia suocera, non il ciclo.

      Qui fai due errori fondamentali.

      Il primo è pensare che io stia necessariamente parlando ti te. Io ò fatto un discorso generale, e basta sapere quelle basi di statistica uno per capire che la descrizione di una popolazione non dice nulla sul singolo campione della popolazione. Quindi la tua esperienza, con tutto il rispetto, è irrilevante.

      L’altro errore, e forse è quello più importante, è credere che ciò che tu pensi sia necessariamente il motivo che genera le sensazioni che provi.
      Se fosse così gli strizzacervelli potrebbero chiudere baracca e burattini.
      Magari andando in analisi scopriresti che i motivi sono altri e quello che ài scritto qui è una cosa di cui ti autoconvinci.
      Ti assicuro che molta gente che è andata in analisi à scoperto cose interessantissime su di sé.

      Ad esempio…

      A dirmi che dovrei essere madre (o, meglio, che lei dovrebbe essere nonna) è mia suocera, non il ciclo.

      prendi questa frase. La suocera puoi prenderla e metterla alla porta di casa.
      Più o meno elegantemente, a seconda di quanto ti consente tuo marito.
      Le mestruazioni no.
      Non puoi invitare le mestruazioni a cena meno spesso.
      Non puoi nemmeno servire loro a tavola due sofficini come cena per farle capire (se non è demente) che non ti garbano le sue visite.
      Le mestruazioni potrebbero essere, banalmente, una suocera petulante che non puoi mandare via…

      26 Gennaio 2019
  9. Ory said:

    P.S. rileggendo il mio precedente commento… se quando ho il mestruo penso che il profilattico ha funzionato, in fondo anche a me il ciclo fa venire in mente la maternità.
    Al contempo non ha un peso maggiore degli altri pensieri che faccio e, a livello emotivo, ha effetto trascurabile.
    Il pensiero dominante e che perdura durante tutti e 5 i gg è che sgocciolare comporta disagio fisico ed è questo pensiero che mi fa odiare il ciclo.

    26 Gennaio 2019
    Reply
  10. Ory said:

    Risalve
    cerco di chiarire alcuni punti.
    Non ho pensato che il post si riferisse a me, in quanto il passaggio qui sotto ha per soggetto chi porta avanti la battaglia concentrandosi sugli assorbenti, che come ho scritto trovo insensata.
    “Perché ànno scelto di fare battaglia proprio partendo dagli assorbenti e non, che ne so, dalla carta igienica?
    La risposta, temo, sia nel simbolo che gli assorbenti igienici portano con sé. Le mestruazioni sono un richiamo mensile che ricorda alla donna che è donna e potenziale mamma. Questo molte donne non lo accettano.”

    Ho descritto la mia percezione del ciclo e ho concluso con “Come me è possibile ci siano altre donne anche femministe che non pensano al mestruo come sinonimo di mancata maternità”
    So che il valore statistico di un singolo è pari a 0 (ne hai parlato almeno in un altro post). Anche se non mi pareva, se mi sono data valenza statistica fai bene a correggermi.

    Nel paragrafo “Butto lì qualche risposta alternativa alla domanda “perchè proprio gli assorbenti?….” tentavo di mettersi nella testa di qualcuno (chi sostiene la battaglia sugli assorbenti) che personalmente ritengo privo di ragioni sensate e, pertanto, non ho fornito motivi che IO ritengo frutto di pensiero razionale o di correttezza (verso le donne cui si rivolgono). Se hai pensato il contrario, ti sbagli.

    A proposito della carta igienica: la cacca la fanno tutti! non vale come battaglia femminista!

    “è credere che ciò che tu pensi sia necessariamente il motivo che genera le sensazioni che provi….Magari andando in analisi scopriresti che i motivi sono altri e quello che ài scritto qui è una cosa di cui ti autoconvinci.”
    è possibile, provo molte sensazioni che non riesco a spiegare solo in base al pensiero cosciente o al ciclo ormonale.

    Ti ringrazio ancora una volta dell’attenzione. Buona notte

    26 Gennaio 2019
    Reply
  11. Federico V. said:

    Invece di diminuire l’iva perché non usare alternative che nel breve termine fan risparmiare.
    http://tinyurl.com/y9m6h3qe
    Non è una mia opinione.
    Fate una ricerca su aliexpress e ordinatela per “ordini”.
    Fate una ricerca su noto portale di filmati.

    27 Gennaio 2019
    Reply
  12. Davide said:

    Grande Mattia Butta! Per fortuna le femministe sono una netta minoranza delle donne, ma per somma disgrazia sono una minoranza particolarmente chiassosa e ostinata. Ancora più sfortunatamente, sono spalleggiate da gruppuscoli di uomini, uomini che, per quello che mi è parso di notare, in genere appartengono a due categorie: o semplici opportunisti, che le sfruttano per raggiungere i propri scopi, o uomini effeminati, che odiano gli altri uomini e si identificano con le femministe. Questi uomini sono ancora meno numerosi delle femministe, ma forse sono più pericolosi..

    31 Gennaio 2019
    Reply
  13. Asus said:

    Appartengo alla categoria spartana e compro 2 mascara waterproof e due correttori occhiaie l’anno.Sì. Hai letto bene, anno, non mese. Quindi la mia spesa per trucchi è davvero irrisoria. Questo mese appena passato 0 in trucchi. Si tratta in ogni caso di spese accessorie, di vezzi, per cui L’IVA non deve essere di sicuro al 4%. E no, non mi dà fastidio la spesa per gli assorbenti. Non ho mai scritto una cosa simile. Ho scritto che sono beni di prima necessità, cercando di spiegare con qualche esempio, anche iperbolico,che non si può fare a meno di comprarli ogni mese. Ma noto che purtroppo qualcuno non capisce le iperboli. Quindi, in quanto beni di prima necessità, andrebbe applicata L’IVA al 4%. Che, continuo a ribadire, alla lunga costituisce pure risparmio. Sì, i conti io li faccio a fine anno e nel mio calcolo della massaia il 4% di 288 é 11.5 mentre il 22% è 63.3. Quindi, lasciando da parte elucubrazioni di presunti estremismi femministi e non accettazione di potenzialità procreative alla base di una richiesta di IVA al 4%, mi potresti dire se per te gli assorbenti sono un bene di prima necessità oppure no? Se ne può fare a meno?

    P.s. Fuori tema ma, usando un sistema Android mi capita ancora, anche se random, messaggio di sito non sicuro

    4 Febbraio 2019
    Reply
    • mattia said:

      Sì, i conti io li faccio a fine anno e nel mio calcolo della massaia il 4% di 288 é 11.5 mentre il 22% è 63.3.

      E li fai molto male i conti.
      Riparti da qui, dalla matematica.
      Come avevo detto all’inizio.

      5 Febbraio 2019

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