La castelli ve la meritate

Voi vi lamentate tanto della castelli e del fatto che una persona così imbarazzante sia viceministro dell’economia. Poi io ascolto i discorsi degli italiani e mi rendo conto del perché lo è.

Prendete la tredicesima. In Rep. Ceca non esiste. Se vuole il datore di lavoro vi dà una gratifica ma non è obbligatoria. La cosa manda ai matti gli italiani che vengono qua a lavorare. Ommioddio, non c’è la tredicesima! Vergoniaaa!!!111!! Diritti dei lavoratorihhh!!!11!

Innanzitutto, non esiste l’obbligo di dare la tredicesima, ma il datore di lavoro può ovviamente dare una gratifica. Nel mio caso io ricevo gratifiche di solito a novembre, dicembre e poi spesso in primavera.
Ecco, io non dico che il mio stipendio è quello che prendo normalmente negli altri mesi. Io sommo tutto quello che guadagno in un anno e lo divido per 12. Quella è la mia paga media (che, per la cronaca, è il 26% in più di quello che prendo nei mesi senza gratifica). Dire che prendo X e poi ò quelle tre gratifiche oppure che prendo X*1,26 ogni mese è la stessa cosa. Forse è più confusionario il primo metodo ma matematicamente è la stessa cosa.
Quello che conta è quanto prendi in un anno. Che poi sia spalmato in 12, 13 o 14 mensilità non cambia niente: in capo a un anno ricevi gli stessi soldi, sono solo distribuiti in modo diverso.

Eppure niente, l’italiano tipico non la capisce. Vede la tredicesima come se fosse un regalo che appare dal nulla. Non capisce che l’azienda mette a bilancio il suo stipendio annuale, poi per pagargli la tredicesima gli tiene lo stipendio più basso negli altri 11 mesi dell’anno. L’italiano tipo vede la tredicesima a dicembre e pensa che siano soldi in più, non soldi suoi che non à ricevuto tutto l’anno e che gli vengono dati tutti insieme a dicembre.

Se tu in un anno gli dài gli stessi soldi, gli stessi identici soldi, ma li dividi in 12 mensilità senza dargli la tredicesima questo andrà a lamentarsi su internet dicendo che vive in un paese incivile perché non c’è la tredicesima.
Gli dici che quello che conta è la quantità di soldi che prende in un anno e non lo capisce. Se non vede la tredicesima pensa di ricevere di meno anche se riceve gli stessi soldi.

Dopo dieci minuti a parlare con questa gente non solo capisci perché la castelli è viceministro dell’economia ma ti convinci pure del fatto che gli italiani se la meritano.

17 Comments

  1. DG said:

    è un po’ come il TFR: la gente è così manifestamente irresponsabile che l’azienda gli deve nascondere un pezzettino dello stipendio, e restituirglielo alla fine, in modo che, quando vengono licenziati non si trovino con il culo per terra perché si sono sempre spesi il 100%.

    3 Gennaio 2019
    • mattia said:

      è un po’ come il TFR: la gente è così manifestamente irresponsabile che l’azienda gli deve nascondere un pezzettino dello stipendio, e restituirglielo alla fine, in modo che, quando vengono licenziati non si trovino con il culo per terra perché si sono sempre spesi il 100%.

      Esatto.
      Infatti il tfr in Rep. Ceca non esiste e anche in questo caso gli italiani si scandalizzano.
      Non capiscono il concetto che avere il TFR significa solo che l’azienda si tiene per tutto il tempo che lavori da lei la liquidità dell’otto per cento del tuo stipendio. Sei obbligato a lasciare all’azienda i tuoi soldi anziché poterli investire come vuoi tu.

      3 Gennaio 2019
  2. Lela said:

    Lo stesso principio della tredicesima è ripugnante. Cioè, io, datore di lavoro, sono obbligato a dare dei soldi in più, in regalo, al dipendente. Io il dipendente già lo pago!!! Come se i dipendenti fossero obbligati a lavorare gratis per me a Natale, per regalo. Assurdo.

    3 Gennaio 2019
    • mattia said:

      Lo stesso principio della tredicesima è ripugnante. Cioè, io, datore di lavoro, sono obbligato a dare dei soldi in più, in regalo, al dipendente.

      No.
      Quando tu fai un contratto di lavoro scrivi qual è il reddito annuo lordo.
      Prova a prendere in mano un contratto di lavoro e lo verificherai facilmente.
      Dopodiché lo Stato ti obbliga a spalmare il RAL su 13 mensilità anziché 12. Non regali soldi a nessuno, paghi sempre lo stesso RAL che ài scritto nel contratto.

      3 Gennaio 2019
    • Lela said:

      Lo so benissimo, nessuno regala niente, ovvio! È il concetto delle tredici mensilità che mi infastidisce. I mesi lavorativi sono dodici, e altrettante dovrebbero essere le buste paga. Boh.

      3 Gennaio 2019
    • mattia said:

      È il concetto delle tredici mensilità che mi infastidisce.

      Cioè, se gli stessi soldi li dividi per tredici anziché per dodici a te cosa cambia?

      4 Gennaio 2019
  3. fgpx78 said:

    Vabbe’ quel tizio ha toccato livelli si assurdita’ raramente raggiunti. Mai visto uno cosi’ gnucco

    3 Gennaio 2019
  4. Diego said:

    Sì, ok. Se la meritano quelli che fanno questi ragionamenti (forse).
    Ma io che cosa c’entro? E’ tanto assurdo pretendere che i posti decisionali siano occupati da persone un po’ più intelligenti degli idioti che non sanno fare una somma con di 14 importi e una divisione per 12?

    3 Gennaio 2019
  5. Fabius said:

    la tredicesima e quattordicesima sono utili ai sindacati perchè fanno credere ai lavoratori che guadagnano pochi soldi al mese e così quando c’è da rinnovare il contratto possono piangere dicendo: “…..uuuuuh gli stipendi sono bassi! Sciopero!”.

    3 Gennaio 2019
  6. mc said:

    vabbè se è per questo meritiamo anche dimaio e salivini .. mala tempora currunt, sigh.

    4 Gennaio 2019
  7. Sciking said:

    E se pensi che in Italia filofascisti e filosocialisti si contendono la paternità della tredicesima come se fosse un vanto e un regalo…

    4 Gennaio 2019
  8. mamoru said:

    stessa cosa in giappone.
    – niente tredicesima
    – TFR raro dipende dal contratto
    – erogato due volte l’anno in funzione della situazione economica aziendale (col rischio di non prenderlo)
    – lo stipendio ai contratta al LORDO
    – la mensa pagata o scontata dipende dal contratto individuale
    – i trasporti casa lavoro son pagati dall’azienda nella maggior parte dei casi ma fanno CUMULO coi redditi e impongono al dipendente di non usare altri mezzi (auto, moto etc) : conoscevo uno che si intascava l’abbonamento semestrale del treno e poi si faceva 1 ora e mezza a piedi per venire in azienda. ovviamente non controllava nulla nessuno.

    5 Gennaio 2019
    • Massimo Garavaglia said:

      anche in Italia, dal 2018, le spese sostenute dal lavoratore dipendente per raggiungere il posto di lavoro e dai suoi figli a carico per raggiungere la scuola, sono esentasse. È stata una novità importante cui non è stato dato adeguato risalto.
      Parimenti sono esentasse, ma lo erano da anni, i redditi percepiti sotto forma di buoni pasto o il contributo alla mensa aziendale se presente.

      6 Gennaio 2019
    • mamoru said:

      non mi sono spiegato bene. non sono esentasse anzi ci paghi sopra le tasse perche’ i soldi dell’abbonamento semestrale me li bonifica l’azienda con lo stipendio. la mensa no e’ tutta di tasca mia (dipende dall’azienda)

      7 Gennaio 2019
  9. Massimo Garavaglia said:

    beh, io percepisco lo stipendio in 14 mensilità. Ovviamente il mio lordo annuo, che ho contrattato con l’azienda, è pari alla somma delle 14 erogazioni. Ho poi anche una gratifica variabile, ma a parte quella devo dire che è carino ricevere due volte l’anno uno stipendio doppio. ok, sono soldi miei e mi spettano. Non è una gratifica, però se li ricevessi spalmati su 12 mensilità psicologicamente non sarebbe lo stesso. Un po’ infantile forse, ma è così.
    Se domani mi dicessero che tredicesima e quattordicesima vengono abolite per questioni di semplificazione amministrativa comunque sarei favorevole.
    Sul TFR, già da qualche anno è stato trasformato in secondo pilastro della pensione, come in altri paesi. Non ci vedo nulla di strano. Se il lavoratore ne vuole approfittare, gode di una tassazione agevolata, cosa che non avverrebbe se percepisse il reddito equivalente in busta ogni mese.

    6 Gennaio 2019
    • mattia said:

      Non è una gratifica, però se li ricevessi spalmati su 12 mensilità psicologicamente non sarebbe lo stesso. Un po’ infantile forse, ma è così.

      Appunto, è solo un meccanismo psicologico. E va benissimo, siamo tutti vittime di meccanismi psicologici.
      Per esempio, io provo piacere a vedere il massimo del conto corrente salire. Per cui delle volte posticipo delle spese non urgenti a due o tre giorni dopo, se sono a ridosso del giorno in cui ricevo lo stipendio, solo per vedere il massimo del conto corrente raggiungere un altro obiettivo. Poi non cambia niente perché dopo due giorni il saldo scende ancora, quindi tolti i due giorni di liquidità in più (che ànno ormai valore pressoché nullo), non mi è cambiato nulla. Però mi piace vedere il grafico sfondare un’altra linea orizzontale della griglia.
      Ma è una perversione mia. So benissimo che non cambia niente.

      7 Gennaio 2019
  10. ava said:

    Fosse per me tutti a partita IVA. Non vedo perchè io per farmi pagare lavori fatti e firmati devo correre come un deficiente, spesso con ritardi anche di 8 mesi , mentre c’è gente che prende lo stipendio in automatico e ha pure il coraggio di lamentarsi.
    Se io sbaglio una virgola mi vengono subito a chiedere sconti o fanno storie per pagare, se un dipendente sbaglia qualcosa devi stare attento a non sgridarlo troppo altrimenti ti becchi sindacati e denuncia.
    Se ti vuoi liberare del professionista basta dare i lavori successivi agli altri, se ti vuoi liberare di un dipendente… beh fai prima a divorziare.
    Ovvio che la scelta della partita IVA l’ ho fatta coscientemente ed infatti non mi lamento del lordo, mi fa piacere anche la libertà di poter mandare a cagare i clienti che non mi piacciono,. soltanto troverei sensato che le leggi dello Stato tutelassero più di quanto non fanno gli elementi più produttivi che sono sicuramente i mercenari della partita IVA, visto che spesso costoro hanno pure dipendenti a loro carico.

    Purtroppo con l’ abolizione dei minimi tariffari ( normativa che , per carità, non sarà stata il massimo ma per lo meno era qualcosa) è diventato tutto più difficile, una volta era più semplice tirare la parcella se finivi per avvocati, adesso invece siamo per aria.
    Adesso ti trovi preventivi da fame di colleghi disonesti che hanno la brutta abitudine o di ” grattare ” sulle forniture o di consegnare progetti fatti dimmerda per farsi pagare salatissime le integrazioni a parte. IL cliente s’incazza , la volta successiva viene da te ma intanto hai perso un lavoro.
    A chi mi ripete senza sapere un caxxo che i minimi tariffari erano sistemi protezionistici da medio evo, vorrei rispondere che probabilmente non hanno capito la dinamica del lavoro di un ingegnere partita IVA.
    infatti mentre una ditta lavora dietro preventivo timbrato e firmato, con noi progettisti questo spesso non può avvenire perchè quando fai un’ ordine da una ditta, difficilmente ci saranno grosse varianti rispetto al preventivo.
    Viceversa quando commissioni un progetto o un lavoro di concetto finiscono per esserci molto spesso parecchie varianti o rogne in corso d’opera , proprio perchè il lavoro è di progettazione e quindi sviscerare le rogne è parte della mansione, pertanto accade di frequente che le ore ipotizzate nel primo preventivo salgano perchè la committenza cambia idea ( ad esempio perchè si trova una soluzione più economica).
    L’ alternativa è lavorare dimmerda consegnando il minimo indispensabile e rientrando nel preventivo ma il risultato del lavoro , quando questo è possibile, è spesso scadente.
    Chiaro che si può mandare un rapportino continuo delle ore o comunicare un aumento rispetto i preventivi , ma in genere per il mio campo ( l’ edilizia) non c’è il tempo di attendere che la ditta risponda con documenti firmati , ma viene inviata mail volante in quanto serve una risposta immediata.
    Con i lavori ” grossi ” questo capita meno di frequente, ma il grosso del fatturato ( per me ma vedo anche per gli studi più grossi) viene da lavori semplici e standard, che hanno però il brutto vizio di incasinarsi.
    Insomma secondo me non ha senso che ci si lamenti dei ” diritti dei lavoratori” o dei ” contentini psicologici” con il contratto a tempo indeterminato o determinato quando una bella fetta di popolazione vive con molti meno diritti , e si aspetterebbe per lo meno di essere pagata in tempi certi per i lavori svolti, il che mi sembra decisamente ragionevole.

    9 Gennaio 2019

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