La vera domanda

Tutti a chiedersi come mai non ci fosse nemmeno un membro del governo ad accogliere la salma di Antonio Megalizzi quando invece la vera domanda era un’altra: cosa ci faceva lì mattarella?

Megalizzi di mestiere assemblava servizi per delle emittenti radiofoniche, non era un “servitore dello Stato” morto in servizio. Perché mai dovrebbe essere ricevuto dalle alte cariche dello Stato?*

Megalizzi non è un eroe. Non è un giornalista che fa il corrispondente da una zona di guerra e che muore perché a sprezzo del pericolo si prende una pallottola in testa. Un giornalista del genere non è un “servitore dello Stato”, certo, ma almeno dài valore al fatto che rischia consapevolmente la vita andando in fronte a un grosso pericolo per fornirci un bene importante come l’informazione.
In questo caso invece non ci vuole nessun coraggio a fare il corrispondente da Strasburgo. Andare a lavorare a Strasburgo non è un atto eroico. Megalizzi non è morto perché si è esposto volontariamente a un rischio. Megalizzi è morto per sfiga. La sfiga di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Quella di Megalizzi è una morte “sul lavoro” come ne avvengono a centinaia all’anno. Anzi, l’operaio che ci lascia le penne in fonderia perché l’azienda non rispetta le norme di sicurezza è, a suo modo, un eroe, perché sa che va incontro a un pericolo per la sua vita ma lo fa ugualmente perché non à alternative e deve mantenere la sua famiglia. Le alte cariche dello avrebbero il dovere di andare ai funerali di questi veri eroi molto più che al funerale di uno morto perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ché altrimenti dovrebbero andare ai funerali di ogni persona che viene stirata sulle strisce pedonali da un ubriaco al volante. Se ci pensate razionalmente una morte del genere non à niente di diverso da quella di Megalizzi. Sono entrambe persone morte solo perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non ànno alcun merito particolare.

Perché allora della gente pretende che le alte cariche dello Stato rendano omaggio alla salma di Megalizzi?
Perché c’è di mezzo il terrorismo, dicono. Perché non è vittima di un pazzo qualsiasi che guida ubriaco ma di qualcuno che uccide per odio. E lo Stato deve mandare un messaggio contro il terrorismo.

Ottimo. C’è solo un problema. Dandomi questa motivazione mi stai implicitamente dicendo che il tizio che à sparato a Strasburgo non è un pazzo isolato, ma è una persona che segue una ideologia organizzata (alla quale dare un messaggio). E tu devi porti contro questa ideologia.
Quindi non puoi più dirmi che è un caso isolato, devi avere il coraggio di chiamarlo con il suo nome: terrorismo islamico.

Ma questo, temo, non avrai mai il coraggio di farlo.

*Piesse: In questo caso lo Stato non c’entra manco in modo indiretto. Ad esempio, in un caso come quello di Genova lo Stato può andare al funerale per chiedere scusa alle vittime in quanto il ponte è crollato forse anche perché lo Stato non à fatto il suo dovere con le ispezioni di sicurezza. Ma qui lo Stato non c’entra proprio nulla.

PiPiesse: qualcuno potrebbe dirmi che lo si fa per empatia. Ok, bene. Ma allora perché l’empatia c’è solo nei confronti Megalizzi e non dei tanti morti sul lavoro o in incidenti stradali?

4 Comments

  1. fgpx78 said:

    Lo si fa per pubblicità, tutto qui. Mi ha stupito non ci sia andato salvini a dire il vero, magari con una maglietta “bevi responsabilmente” o giù di lì.

    2 Gennaio 2019
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  2. kheimon said:

    Specie per una figura come il Presidente della Repubblica, la forma prevale sulla sostanza e le cose non vanno mai chiamate col proprio nome.

    La stragrande maggioranza della gente in Occidente non è affatto salita a bordo del piano che la elite (globalista, multiculturalista e pro immigrazione incontrollata come dettaglio implementativo) ha confezionato per noi. La prossima recessione ne offrirà una dimostrazione brutale. Altro che l’ “odio” di cui si lagnano questi sepolcri imbiancati.

    2 Gennaio 2019
    Reply
  3. Zhelgadis said:

    Esiste un protocollo che prevede i funerali di Stato per tutti gli italiani vittime di attentati (non conosco i dettagli, ma so che c’è). È probabile che lo stesso protocollo regoli il rientro e l’accoglienza della salma

    3 Gennaio 2019
    Reply
    • mattia said:

      Esiste un protocollo che prevede i funerali di Stato per tutti gli italiani vittime di attentati (non conosco i dettagli, ma so che c’è)

      I funerali di Stato per le vittime di attentati terroristici *possono* essere deliberati dal consiglio dei ministri.
      Possono, non devono.
      Quindi se il governo dice “suca”, non se ne fa niente.
      Ecco, il governo à, per legge, il diritto di dire “suca”, figurati se à il dovere di andare a ricevere la bara all’aeroporto.

      4 Gennaio 2019

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