Ti è andata di culo

Vittoriano. Per la prima volta entro all’interno. A un certo punto c’è un punto di controllo borse. Un militare scazzato mi fa aprire lo zaino e controlla svogliato che non ci sia qualcosa di proibito. Una perquisizione così blanda che in confronto le perquisizioni nella metropolitana di Pechino sono estremamente meticolose.

La persona che mi accompagna chiede, in inglese, se è possibile fare foto. Il militare risponde “se”. Nemmeno “sì”, dice proprio “se”. E lo dice con quell’aria che di solito ò io a colazione quando mi alzo col piede sbagliato e qualcuno mi rivolge la parola nei primi 30 minuti in cui sono sveglio.

Mica ti chiedo di saper rispondere in inglese costruendo una frase completa. Mi sarebbe bastato anche un “yes”, una piccola parola che dovresti conoscere anche se il tuo titolo di studio è la terza media presa a calci nel culo o un diploma di maturità comprato in un istituto privato di napoli al solo scopo di passare il concorso.

Io capisco che probabilmente prenderai uno stipendio non molto elevato e il lavoro è noioso, ma guardati attorno e renditi conto di quanto sei fortunato. I tuoi coetanei al paesiello o vivono di espedienti o lavorano per la camorra. Tu sei uno dei pochi che è riuscito a trovare un posto di lavoro pubblico dove non fai praticamente niente (men che meno fatica) anche se sei quasi analfabeta. Tutto sommato ti è andata pure di culo.
Se proprio non riesci a dire di sì in inglese almeno fallo con un sorriso.

5 Comments

  1. Darth Plagueis said:

    Tu hai già stabilito che quel soldato non si è già passato qualche mese o anno tra Afghanistan, Libano o qualche altro shithole?
    Come?
    Bei posti quelle nazioni dove quando vedono un soldato lo salutano con “thanks for your service”.

    21 Dicembre 2018
    • mattia said:

      Tu hai già stabilito che quel soldato non si è già passato qualche mese o anno tra Afghanistan, Libano o qualche altro shithole?
      Come?

      Perché in Afghanistan non mandano i semianalfabeti come quello. Ché se non sei capace di fare un lavoro che saprebbe fare anche una scimmia ammaestrata figurati i casini che combini in Afghanistan.
      In missione mandano quelli che almeno sanno contare fino a 10 (che da quelle parti equivale quasi a un nobel).
      Chi fa servizi dove si fa poca fatica di solito è uno arrivato lì grazie a interventi divini. Capisciammè.

      Bei posti quelle nazioni dove quando vedono un soldato lo salutano con “thanks for your service”.

      Nello specifico per cosa avrei dovuto ringraziarlo? Per aver fatto un lavoro col culo?
      Cioè, veramente avrei dovuto ringraziare un semianalfabeta che à risposto “se” a una domanda in inglese?
      Perché quando un addetto alla sicurezza qualsiasi mi fornisce un servizio del genere mi sento in diritto di criticarlo. Perché non dovrei fare lo stesso con un soldato? Perché indossa la sacra uniforme? E sticazzi.
      Fai un lavoro col culo? Ti critico, altro che “thanks for you service”.
      E in generale, stiamo parlando di una nazione dove gran parte dei soldati son entrati nell’esercito perché come alternativa professionale avevano un posto di posteggiatore abusivo. Poteva essere un posto da bidello o da passacarte in qualche ufficio pubblico. La “sorte” à fatto arrivare un posto da soldato. Tutto qui.

      21 Dicembre 2018
  2. mamoru said:

    e comunque la maleducazione della gente bisogna smetterla di giustificarla a prescindere.

    21 Dicembre 2018
  3. Nick said:

    A fare i “controlli” di sicurezza ci mettono di solito quelli che fanno il VFP1 (volontario in ferma prefissata 1 anno). Cioe’ fai un anno di ferma, e se non vinci un altro concorso poi vai a casa. E’ una specie di leva solo che funziona su base volontaria. Il concorso per diventare VFP1 non e’ molto difficile e di solito ci sono molti posti a disposizione, quindi non mi stupisco che tu ti sia trovato un personaggio del genere.
    Fatto sta che fare questo VFP1 ti apre poi le porte a molti altri concorsi pubblici (polizia, CC, finanza) in cui il VFP1 e’ di solito un requisito obbligatorio.

    21 Dicembre 2018
  4. Marco said:

    Un paio di anni fa, al Castello del Buonconsiglio di Trento, c’erano queste donne e uomini (civili, e, impiegati locali) che distribuivano le cuffiette per la visita audio al complesso. In quattro per semplicemente passare un oggetti ai turisti. Nessuno di loro parlava una mezza parola di inglese, o francese, o spagnolo, o tedesco (a Trento….). I numerosi stranieri presenti hanno dovuto sorbirsi le istruzioni su come accendere, far funzionare e dove e come restituire l’audio guida in italiano. Ma il modo sbrigativo, rozzo e maleducatissimo in cui lo dicevano, lo abbiamo capito sia noi italiofoni che gli altri.

    23 Dicembre 2018

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