Facile e liberatorio

Io ormai ò inventato una tecnica collaudata che funziona sempre. Quando qualcuno posta sulle reti sociali un messaggio scandalizzato contro trump e le sue scelte contro tendenza sul riscaldamento globale io faccio sempre la stessa domanda: ma tu, in prima persona, cosa fai contro il riscaldamento globale?

Il più delle volte non sanno rispondere. Quando provano ad abbozzare qualcosa ti dicono che mettono in pratica comportamenti che c’entrano poco o nulla con il riscaldamento globale. Tipo quello che ti dice che usa la borsa di tela per andare a fare la spesa evitando di usare una borsa di plastica che poi finisce nel mare. E quando gli chiedi come questo influirebbe sul riscaldamento globale questi iniziano con gli “ehm… mmmm”.

Altri magari azzeccano il tema ma sbagliano clamorosamente sui numeri. Tipo quelli che ti dicono che risparmiano sull’energia elettrica perché spengono la lucina rossa del televisore senza capire che l’energia sprecata in stand-by dal televisore è trascurabile. 

Altri ancora invece ti rispondono con l’ipocrisia. Parlo di gente che magari ti risponde “ah, ma io quando vado a fare la spesa faccio 500 metri a piedi, non sono come quelle mamme che prendono il SUV per fare due isolati“. Poi però girano in mondo in aereo perché viaggiano da una parte all’altra del mondo in continuazione. Ma evidentemente l’aereo che prendono per farsi il finesettimana fico emette solo profumo di violette.

Nel peggiore dei casi basta chiedere di quantificare l’impatto delle loro scelte sull’ambiente. Ti dicono “io faccio questo per l’ambiente” e tu gli chiedi di darti i numeri: di quanto diminuisci il tuo consumo energetico totale? Di quanto diminuisci le tue emissioni di anidride carbonica?

Alla fine scopri che questi personaggi sputano improperi su trump dalla mattina alla sera per il suo atteggiamento sul cambiamento climatico ma a loro volta non fanno nulla di concreto per ridurre il loro impatto sull’ambiente. 

Forse sono convinti che per prevenire i cambiamenti climatici conseguenza del riscaldamento globale basti volerlo. Credono che basti trovarsi a una conferenza gridare “abbassiamo le emissioni di CO2!!! Evviva!!11!!” e le emissioni diminuiscono per magia. Pensano che sia tutto a costo zero, che i politici debbano prendere le decisioni ma che queste non abbiano alcuna influenza sui loro stili di vita.

Perché insultare trump è facile, liberatorio e si passa anche per gente in gamba. Ma modificare i propri stili di vita per fare qualcosa di concreto contro i cambiamenti climatici è dura. Cazzo se è dura.

22 Comments

  1. Nick said:

    io credo che ognuno di noi dovrebbe cercare sempre di comportarsi nel modo migliore possibile, ma senza fare terrorismo. Va di moda criticare Trump su tutto, ma sono davvero gli USA quelli che possono cambiare il destino del mondo? C’e’ ormai mezzo mondo che si sposta in aereo, e chi non lo fa (una buona fetta di gente che vive in paesi in via di sviluppo) si sposta con veicoli che non rispettano nessuna norma anti inquinamento. Le merci viaggiano su navi cargo che notoriamente bruciano le qualita’ piu’ infime di gasolio, anche la Cina poi sta costruendo nuove centrali a carbone oltre che sbattersene le palle di tutto il resto.
    Penso che il problema sia da ricercare altrove, non negli USA.

    18 Dicembre 2018
    • kheimon said:

      Penso che il problema sia da ricercare altrove, non negli USA.

      Penso che queste considerazioni qualitative (“anche la Cina poi sta costruendo nuove centrali a carbone […] sbattersene le palle” / “ricercare altrove”), pur giuste, vadano integrate con considerazioni quantitative sulle emissioni PRO CAPITE: https://data.worldbank.org/indicator/EN.ATM.CO2E.PC?view=map&year_high_desc=true
      In qusta tendenza serpeggiante a puntare il dito contro i Paesi emergenti per il cambiamento climatico forse c’è semplicemente la presunzione occidentale secondo cui uno di noi dovrebbe essere in qualche modo qualitativamente diverso rispetto a uno di loro.

      19 Dicembre 2018
    • Mauro said:

      La frase finale giusta sarebbe stata: “Penso che il problem sia da ricercare anche altrove, non solo negli USA.”

      19 Dicembre 2018
  2. Mauro said:

    Dimentichi una “piccola” cosa: Trump non è che solo non fa nulla contro il riscaldamento globale (come, purtroppo la maggioranza sia dei cittadini che dei governi), ma ne nega proprio l’esistenza (cosa che invece pochissimi fanno).

    18 Dicembre 2018
    • mattia said:

      ma intato lui, nella sua idiozia, è coerente.
      Cioè, non fa un cazzo contro il riscaldamento globale ma almeno lo fa perché non crede che esista.
      A me fanno incazzare di più quelli che fanno le vergini dell’apocalisse che vogliono salvare il mondo dalla catastrofe ma poi non fanno nulla di concreto.

      18 Dicembre 2018
  3. mamoru said:

    a chi commenta vorrei chiedere invece QUALI politiche dell’amministrazione Trump hanno causato un aumento di QUALE tipo di emissioni, a QUANTO ammontano tali emissioni e QUANTO impattano globalmente in termini assoluti e relativi rispetto ad altri paesi.
    no perche’ altrimenti son discorsi da bar.
    al pari di quelli convinti che bannare le cannucce o i sacchetti di plastica salvera’ il mondo…
    e grazie a dio il delirio dei sacchetti di plastica c.d. biodegradabili non ci ha ancora contagiati qua.

    18 Dicembre 2018
  4. Cris said:

    Il tuo ragionamento può essere corretto ma generalizza. Poi, è un fatto che il comportamento del singolo incide poco, ci sarà anche quello che non usa l’aereo, che si muove solo in bici e si lava poco e con l’acqua fredda mangiando solo carote del proprio orticello. Lui comunque non salverà il mondo, sarà solo coerente. Però se si vuole ridurre l’impatto umano sul clima occorre proprio che prendano decisioni i politici. Che tutti o la maggior parte delle persone creda che questo non abbia influenza sui propri stili di vita tutto sommato è una assunzione che fai tu ma non è detto sia vera.

    19 Dicembre 2018
    • mattia said:

      Poi, è un fatto che il comportamento del singolo incide poco,

      Dal punto di vista tecnico la risposta è: col cazzo.

      Un politico deve far scelte che SEGUONO la decisione della popolaziona.
      Se 500 milioni di europei vivessero come viveva mio nonno il fabbisogno energetico europeo crollerebbe.
      Se il politico deve fare i piani energetici è perché sono i comportamenti dei cittadini a richiedere risposte.
      Se ci sono 38 milioni di automobili in italia è perché ci sono 38 milioni di persone che acquistano un’automobile. Poi il politico dovrà fare un piano per decidere come alimentarle, ma se il problema c’è è perché la gente prende la decisione di usare l’automobile. Se la gente non usasse l’automobile il politico non dovrebbe nemmeno trovare una soluzione.
      Se la gente dormisse senza riscaldamento come si faceva una volta il politico non dovrebbe nemmeno risolvere il problema dell’approvvigionamento energetico per il riscaldamento senza inquinare perché i cittadini non avrebbero nemmeno creato il problema.
      Il problema lo crea la gente, eh.

      19 Dicembre 2018
    • Mauro said:

      Se la gente dormisse senza riscaldamento come si faceva una volta

      Questa è una frase interessante.
      Io ora vivo in una zona della Baviera che non è precisamente calda d’inverno… eppure la notte chiudo il riscaldmento, le coperte mi bastano.
      Il riscaldamento lo accendo solo tre-quattro ore la sera quando sono in casa ma non ancora a letto e due ore la mattina mentre mi faccio (e logicamente anche un po’ prima) la doccia prima di andare al lavoro.

      20 Dicembre 2018
    • mattia said:

      Questa è una frase interessante.
      Io ora vivo in una zona della Baviera che non è precisamente calda d’inverno… eppure la notte chiudo il riscaldmento, le coperte mi bastano.
      Il riscaldamento lo accendo solo tre-quattro ore la sera quando sono in casa ma non ancora a letto e due ore la mattina mentre mi faccio (e logicamente anche un po’ prima) la doccia prima di andare al lavoro.

      Forse non è chiaro, io parlo di periodi in cui nelle case italiane il riscaldamento proprio non c’era.
      C’era un camino e una stufa nella camera principale ma non c’era riscaldamento nelle camere da letto.

      20 Dicembre 2018
    • Zhelgadis said:

      Io sono ancora tra quei pochi romantici rimasti a pensare che i politici – essendo una classe DIRIGENTE – dovrebbero, appunto … dirigere.
      Ovvero, prendere decisioni.
      Ovvero, dettare una linea, che poi il paese seguirà.
      Non parliamo di una “possibilità”, di un “nice to have” visto che qui l’inglese va di moda (:P). E’ proprio un DOVERE.
      La classe dirigente dirige, il paese segue. Non il contrario.

      Invece sembra che siamo tutti rassegnati all’idea che il politico debba semplicemente fare quello che laGGente vuole nell’immediato, come da ultimo sondaggio.
      E’ una possibilità, ma la democrazia non è necessariamente (soltanto) questo.
      Un caso piccolo, stupido, recente è quello di Pizzarotti a Parma: si è candidato con un partito che ha le idee che sappiamo, una volta sindaco ha realizzato che determinate cose andavano semplicemente fatte e ne ha tratto le conseguenze.
      Alle elezioni successive si è candidato contro il partito di cui sopra, i suoi cittadini alla fine gli hanno dato ragione. Anche se non aveva fatto quello che laGGente voleva, vedi un po’.

      Quindi, alla domanda “cosa fai tu per l’ambiente”? La mia risposta, da cittadino, è “faccio tutto quello che lo Stato mi chiede, senza barare”. Perché, cosa rara di questi tempi, ammetto la mia completa ignoranza in materia. Perché iniziative personali anche prese in buona fede possono fare più danno che altro (vedi quelli che pensano che con l’auto elettrica magicamente i problemi si risolvano). Se pensassi di avere risposte a temi del genere, probabilmente mi metterei in politica anche io. Non ne ho, per cui delego ad altri (con il mio voto) la responsabilità di prendere DECISIONI in materia.

      Trovare poi un negazionista in posizioni di potere … beh, vanno di moda ultimamente. Qui abbiamo i negazionisti sui vaccini, per dire, quindi non è che abbiamo molte ragioni per perculare quelli dall’altra parte dell’oceano.

      20 Dicembre 2018
    • mattia said:

      Non ne ho, per cui delego ad altri (con il mio voto) la responsabilità di prendere DECISIONI in materia.

      Il problema è che in questo campo fare qualcosa di concreto equivale a fare scelte che costano tanto. O in termini economici o in termini di drastica riduzione degli stili di vita. Da qui non si scappa.
      Al politico posso delegare la decisione di come mettere in pratica la decisione, ma la scelta devo farla io.
      Ad esempio, io decido di usare un tipo di riscaldamento in determinate quantità in modo da ridurre le emissioni inquinanti. Poi il politico dovrà creare le infrastrutture per rendere ciò possibile, ma la scelta di base è mia.
      Oppure, io decido di non usare l’auto e spostarmi coi mezzi pubblici. Il politico dovrà fornirmi una buona rete di mezzi pubblici, il suo lavoro da dirigente è quello. Ma la scelta di usare mezzi pubblici anziché l’auto deve essere mia.

      20 Dicembre 2018
    • Ottavio said:

      “Un politico deve far scelte che SEGUONO la decisione della popolaziona.”
      “Oppure, io decido di non usare l’auto e spostarmi coi mezzi pubblici. Il politico dovrà fornirmi una buona rete di mezzi pubblici, il suo lavoro da dirigente è quello. Ma la scelta di usare mezzi pubblici anziché l’auto deve essere mia.”

      Il compito di un politico NON è quello di seguire la gente, ma di realizzare un progetto di vita comune. Sintetizzando: il popolo vuole andare a lavoro la mattina in tempi brevi e la macchina è un mezzo per ottenere questo risultato. Ma il buon politico sa anche che la gente non vuole morire di cancro per l’inquinamento, in un pianeta distrutto.
      Se il politico conosce questi bisogni deve guidare la comunità in modo da realizzarli. Sai che la gente ha deciso di andare a lavoro in auto ma realizzi che 38 milioni di macchine sono troppe perché inquinano e consumano? Se ti limiti a cercare di dare energia a queste auto perché segui la gggente, sei semplicemente un politico mediocre. Un buon politico (ed è un esempio, una semplificazione, ma serve per capirsi, facciamo uno sforzo) reagisce creando un sistema di metro e mezzi pubblici efficace, così la gente va a lavoro in tempi contenuti, consuma poco e inquina meno. Questo può significare un cambio di abitudini, proteste, l’assunzione dei rischi politici ed economici di un grosso investimento, ma così ottieni il risultato di aver realizzato il progetto politico per cui hai lottato e ti sei fatto eleggere.
      Insomma: è vero che è comodo attaccare Trump per poi non fare niente nella propria vita per contribuire alla causa, ma protestare perché un politico di prim’ordine nega il riscaldamento globale e non fa quindi nulla per rimediare è un diritto sacrosanto.

      20 Dicembre 2018
    • mattia said:

      ma protestare perché un politico di prim’ordine nega il riscaldamento globale e non fa quindi nulla per rimediare è un diritto sacrosanto.

      Certo, contestare un politico è un diritto sacrosanto. Ma se critichi trump perché non fa nulla per rimediare al riscaldamento globale e tu nella tua vita quotidiana non fai, parimenti, nulla contro il riscaldamento globale sei un coglione.
      Un coglione che fa il figo sulle reti sociali, ma pur sempre un coglione.

      Più nel dettaglio: il politico può anche farti una rete di trasporti pubblici efficiente e tracciare la via, creare il progetto…
      Se però la gente se ne fotte e continua ad usare l’auto tutto è inutile.
      E fidati, quando la gente è pigra trova sempre il modo per giustificare la propria pigrizia. Puoi fornire il servizio migliore del mondo ma arriveranno sempre a dire che c’è qualcosa che non va, che quindi devono usare l’automobile e se usano l’automobile per colpa del politico che non crea buoni trasporti pubblici.
      Se non si parte dalla volontà della gente non si fa nulla.

      21 Dicembre 2018
  5. claudio said:

    in genere dicono che non e’ colpa loro e che rispetto ad ALTRI loro non inquinano.
    Gli “altri”, se fai un’analisi dei deliri, fanno parte di una serie di:
    Americani
    Ricchi
    il vicino con l’auto piu’ grossa (incidentalmente, spesse volte, inquina la meta’ del minisuv gasolone in possesso dell’eroe)
    Il capo che e’ appena tornato dal WE
    il tutto in un escalation di invidia.

    Altri fessi, che sono sicuramente “altri”, ti dicono che loro sono disposti DOMANI a smettere di fumare, ops, di inquinare.
    Questa sicumera li porta a pensare che loro si che sono ECO.
    Anche questa tipologia va verso follie elevate

    In genere quando cerco di far ragionare le belve mi bannano.

    Non parliamo della TAP, “a me il gas non serve” mentre il forno elettrico pompa come un maledetto contemporaneamente al condizionatore (oltretutto perche il mio contatore salterebbe e quelli pugliesi, no? (so perché tecnicamente, mi manca perché non e’ uguale per tutti))…

    Insomma le tragedie sono colpa degli ALTRI, mai di chi si vede allo specchio.

    19 Dicembre 2018
  6. kheimon said:

    Non sono del tutto d’accordo.

    La pianificazione dall’alto è fondamentale per affrontare problemi di questa scala, e non sono sicuro che il cittadino sia tenuto a o capace di trovare il modo più efficiente, efficace e meno punitivo per ridurre le proprie emissioni. Temo il fai-da-te persino più dell’autorità. Del resto non abbiamo tutti studiato termodinamica o ingegneria energetica, e io in primis non so se cambiare la mia auto (che purtroppo mi serve, in quanto vivo in un piccolo centro mal collegato) comporti nel complesso più o meno emissioni che non prolungarne la vita utile.
    Ci serve una regia diversa da quella di un egomaniaco con le facoltà mentali di un bambino di 12 anni e di questo posso lamentarmi, tout court, al netto delle mie abitudini — a patto che nel momento in cui mi arrivano delle prescrizioni coerenti, cogenti e ragionevoli (i.e. mi dai un trasporto pubblico funzionale se devo rinunciare alla macchina) su come ridurre le mie emissioni, io le segua senza rompere i coglioni.

    19 Dicembre 2018
  7. Danilo said:

    Francamente… ragionamenti del genere mi lasciano davvero basito.
    Qual e’ il senso di fare un paragone tra un Tizio qualunque e un Presidente americano?

    Se Tizio vola 1 volta nella vita o 1 volta al mese per 100 anni, per il riscaldamento globale cambia 0,00000eccetera. Cioe’ non cambia nulla.

    Invece se un Presidente americano (o cinese, o giapponese, e via dicendo) prende una decisione invece che un’altra, l’impatto puo’ essere decisamente maggiore.

    Ecco perche’ chiedere a Tizio “ma tu, in prima persona, cosa fai contro il riscaldamento globale?” e’ una domanda del tutto sballata. Tizio puo’ fare pochissimo, praticamente nulla.

    19 Dicembre 2018
    • mattia said:

      Se Tizio vola 1 volta nella vita o 1 volta al mese per 100 anni, per il riscaldamento globale cambia 0,00000eccetera. Cioe’ non cambia nulla.

      ò approvato il commento solo perché avevo voglia di farti sbertucciare da un po’ di gente.

      19 Dicembre 2018
    • Mauro said:

      Se Tizio vola 1 volta nella vita o 1 volta al mese per 100 anni, per il riscaldamento globale cambia 0,00000eccetera. Cioe’ non cambia nulla.

      Ne sei veramente sicuro?
      Se intendi solo dire che il volare non è il problema maggiore posso senza problemi darti ragione… ma se intendi dire quello che veramente hai scritto… mi fai cascare le balle e anche tutto il resto.

      20 Dicembre 2018
    • claudio said:

      se un presidente giapponese fa partire a razzo il carbone (in realta’ e’ stato obbligato dalla situazione) la varianza e’ importante. E’ stato un aumento di inquinamento brutale.

      Ma se milioni di scimmie italiche votano contro il nucleare perche’ “e’ brutto e cattivo” il risultato e’ il medesimo.
      Se poi gli amministratori decidono di sostituire il maledetto carbone con tutte le sue scorie nucleari con il costoso gas che e’ decisamente migliore come sottoprodotti, bastano poche centinaia di locali scimmie violente per bloccare per un decennio la trasformazione. Evidentemente il cancro piace.
      Le piu’ inquinante centrale europea, in quel di Bari, 40TWh, continua a sparare medda, pare stando a studi, per 6 stati e la leggiamo anche in lombardia.
      E se pochi milioni di scimmiette decidono di fare i giro mensile in aereo, quando prima stava a casa a pranzare con gli amici, visto che un aereo consuma 10000l in un ora e porta 300 persone capiamo che basta poco per far impennare i consumi. Anche se forse e’ peggio un’auto irrispettosa come un diselone di forme per stolti come un SUV e un guidatore che esce spesso a “fa un gi co a maccna”.
      Eggia’ si esce solo per portare a spasso l’auto, oppure si va in palestra in auto (hargh!).
      Perche milioni di piccole cose sono milioni.
      Se piscio su casa tua non capita nulla.
      Se tutti i milanesi pisciano oggi sulla tua casa anneghi, se lo fanno tutti gli italiani non trovano piu’ neppure i mattoni.

      Ma come ho detto sopra, la colpa e’ SEMPRE degli “ALTRI”

      20 Dicembre 2018
    • Mauro said:

      La frase che hai citato non merita neanche di essere sbertucciata. Solo ignorata.

      20 Dicembre 2018
  8. ava said:

    Studiando la storia appare evidente che i cambiamenti di comportamento nel popolo avvengono per le seguenti ragioni, che spesso si intrecciano:
    1) perchè gli viene imposto di cambiare dall’ alto. Ad esempio : la modernizzazione russa sotto Pietro il grande ( che influenzò poco i contadini ma molto cittadini e nobili)
    2) pechè gli conviene ( esempio. rivoluzione industriale, rivoluzione agricola del 1600-1700)
    3) perchè circolano idee che ” pigliano” anche se non hanno molto senso ( ad esempio, la rivoluzioen dei costumi del ‘ 68)

    e quindi ? Se vogliamo che la gente smetta di inquinare dovremmo utilizzare tutti e tre questi sistemi:
    1) aumento del prezzo dei carburanti per il riscaldamento di casa, detrazioni fiscali per l’ aumento di isolamento termico delle abitazioni. Inserimento di dazi per l’aqcuisto di generi alimentari di importazione che possono essere prodotti a km zero. Tanto per fare qualche esempio. Questo dipende dai vertici e da chi li sceglie ( ovvero l’ elettore).
    2) Poco applicabile ora come ora. Ma se un domani la tecnologia non inquinante fosse conveniente, automaticamente si passerebbe a questa senza troppe difficoltà se non quelle tecniche ; in altri termini ci sarebbe la volontà , anche se poi si si dovrebbe scontrare con i limiti della tecnologia.
    3) sul 3 ci siamo visto che le tematiche ambientali sono considerate sacre, forse anche troppo, nel senso che ci sono spesso vincoli anche assurdi e senza senso. Un esempio è tutta la burocrazia dietro la rete “natura 2000 ” in Europa, montagne di carte inutili nella stragrande maggioranza dei casi, e poi ti trovi la Miteni.

    21 Dicembre 2018

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