Operazione “piedi per terra” #4

Uno dei concetti che davvero non entrano nella zucca alle fangirl delle auto elettriche è che i modelli devono valere anche per i grandi numeri. Una tecnologia può infatti funzionare ed essere sostenibile se gli utenti sono pochi ma essere totalmente insostenibile se gli utenti diventano tanti.

Un classico esempio è quello del vantaggio economico dell’auto elettrica. Quando si fa notare che l’auto elettrica costa decisamente più dell’auto a dinosauri morti le fangirl ti rispondono in automatico che col tempo rientri della spesa iniziale perché costa meno fare un km con un’auto elettrica rispetto a farlo con un’auto a dinosauri morti.

Ed è assolutamente vero. Prendete una berlina elettrica che consuma 200 Wh al km e un prezzo medio dell’elettricità di 0,2132 euro per kWh in italia. Significa che fare un km ti costa 4,3 centesimi di euro.
Se invece prendi una vettura che consuma 9 litri di benzina per 100 km, al costo di 1,65 euro al litro di benzina spendi  14,8 centesimi di euro al km. Poi ovviamente puoi stiracchiare il paragone dove ti conviene, prendere un macchinone elettrico da una parte e un pandino a dinosauri morti dall’altra. Oppure una carrettina elettrica da una parte e un suv a dinosauri morti dall’altra. Ma insomma, che fare un km in elettrico costi meno è assodato.

Certo, quando è inverno e fa freddo con l’auto a dinosauri morti non devi consumare mezza batteria per non arrivare a destinazione assiderato (cosa che stranamente non calcolano mai nei consumi). Ma non soffermiamoci su questi dettagli. Il punto qui non è lo stiracchiare il paragone da una parte o dall’altra. Il problema è piuttosto che questo paragone non sta in piedi.

Questo paragone infatti si basa sui prezzi dei carburanti e dell’elettricità che abbiamo oggi con pochissime auto elettriche. Quando le auto elettriche saranno un numero non trascurabile allora questi conti saltano.
Non soltanto perché la richiesta di energia elettrica sale, ma perché lo Stato vedrà scomparire i soldini delle accise.

Proprio nel link citato prima il governo ci dice che se un litro di benzina costa al pubblico 1,659 euro il prezzo industriale è solo di 0,631 euro mentre il resto sono soldi che vanno allo Stato  (0,299 euro di IVA e 0,728 di accise).
Per il gasolio l’IVA è di 0,282 euro al litro e le accise di 0,617 euro al litro. E così via per gli altri carburanti.
Quando un utente sceglie di abbandonare un’automobile a dinosauri morti per passare a un’automobile elettrica lo Stato perde questi soldini.
Se lo fanno mille persone la perdita per lo Stato è insignificante. Ma se lo fanno tutti lo Stato perde tanti, tanti soldini. Per avere un’ordine di idee di quanti soldi perderebbe lo Stato, tenete presente che solo di accise lo Stato incassa 26 miliardi di euro all’anno. Poi c’è l’IVA che sono altri 11 miliardi circa e in totale si porta a casa circa 37 miliardi, il 7,2% delle entrate dello Stato. Togli questi 37 miliardi al bilancio dello Stato e salta in aria tutto.

Ad essere precisi però non è che perdi 37 miliardi, perché è vero che da una parte perdi accise e IVA sui carburanti ma dall’altra parte incassi accise e IVA sull’energia elettrica consumata in più dalle auto elettriche.
Facciamo allora due conti della serva.
Abbiamo visto che per fare un litro con un’auto a benzina devi pagare 14,8 centesimi al km, di questi lo Stato se ne prende il 62% come IVA e accise. Quindi per un km in auto a benzina lo Stato incassa 9,2 centesimi circa.
Fare lo stesso km in auto elettrica paghi 4,3 centesimi di euro per 200 Wh. Qui le cose si fanno un po’ più complicate perché bisogna capire come classificano l’uso per auto elettrica, in quanto l’accisa è diversa a seconda che sia uso domestico o meno. Se è uso domestico ài un’accisa di 2,27 centesimi al kWh, quindi 0,454 centesimi a km e l’IVA al 10%. Quindi occhio e croce allo Stato arrivano 0,454 centesimi di accisa e 0,39 centesimi di IVA, in totale 0,844 centesimi al km. Se invece lo classifichi come uso non domestico l’accisa diventa 1,25 centesimi al kWh (0,25 centesimi al km) e l’IVA al 22%, quindi occhio e croce avresti 0,25 + 0,86 = 1,11 centesimi al km (in realtà i conti sono più complessi ma ci interessa l’ordine di grandezza). Arrotondiamo pure a 1,2 centesimi.

Ora, tu percorri sempre lo stesso km, ma se lo fai in auto a benzina lo Stato incassa 9,2 centesimi di euro, mentre se lo fai in auto elettrica incassa 1,2 centesimi.
Raffinate i decimali quanto volete, ma lo Stato perde l’87% delle sue entrate. Quindi no, non perde tutti quei 37 miliardi, perché qualcosa recupera dai maggiori consumi di elettricità che gli portano più IVA e accuse sull’elettricità, ma occhio e croce perde oltre 32 miliardi di euro.

Lo Stato banalmente non può permettersi di perder oltre trenta miliardi delle proprie entrate. Da qualche parte dovrà pure recuperarli. Qui si apre dunque un interessante dibattito: da dove li recuperiamo? Spalmarli sulla fiscalità generale aumentando ad esempio le tasse sui redditi sarebbe ingiusto: perché dovrei pagare anche io che non possiedo un automobile? Dovresti aumentare il prezzo dell’elettricità in modo che paghino gli automobilisti. Prima pagavano le accise sulla benzina e ora sull’elettricità. Ma dovremmo distinguere i consumi domestici e i consumi per auto elettrica. Quindi se tu ài una presa in garage per caricare l’auto elettrica dovrai avere un altro contatore da cui attingere energia elettrica per la tua auto pagando accise superiori a quelle che paghi sull’energia elettrica per accendere la luce o azionare un trapano. Poi vabbe’, la gente sarà sicuramente onesta e non penserà neanche minimamente di collegare l’auto elettrica alla presa che usa per alimentare il congelatore con un prezzo dell’energia minore, giusto?
Per essere sicuri di far pagare solo gli automobilisti potresti fare un superbollo sull’auto elettrica. Ma anche qui, colpiresti allo stesso modo chi fa mille km all’anno e chi ne fa 10 mila.
Se avete un metodo per gestire il problema in un modo equo fate un fischio.

Poniamo che in un modo o nell’altro, con più o meno equità però siamo riusciti a far pagare l’automobilista quei soldi che lo Stato aveva perso nel passaggio dai dinosauri morti all’elettricità.
Ecco, i conti che avevi fatto sulla convenienza dell’elettrico ora non tornano più perché il prezzo dell’elettricità è salito. I conti che fai oggi per capire quanto si risparmia in energia non valgono più se tutti passano all’auto elettrica perché le accise che lo Stato non incassa più dalla benzina deve recuperarle dall’elettricità.
Lo stesso vale per il bollo auto da cui sono esenti i veicoli elettrici in regioni come la Lombardia. L’esenzione c’è adesso perché i veicoli sono pochi, ma non sarà più sostenibile quando i veicoli saranno tutti elettrici.
Idem con patate per tutte le altre eventuali agevolazioni, ad esempio sulle assicurazioni.

Ovviamente i conti reggono adesso, quindi se me li fai dicendo che tu oggi risparmi mi sta anche bene. Sei il primo che passa all’elettrico, dopo otto anni rientri della spesa. Non ài problemi ad anticipare la spesa e rientrare dopo diversi anni. Ma fallo, sono contento per te. Non puoi però fare questi calcoli e presentarmeli come se fossero sostenibili su larga scala.

E sì, c’è gente che ti presenta questi conti e li usa per dirti che il sistema è sostenibile. Ad esempio lo fanno in questo comico articolo in cui gli illustri autori dicono che rientri dall’investimento dell’auto elettrica in 7-8 anni considerando, tra le altre cose, un costo dell’energia del 70% inferiore con l’auto elettrica (che più o meno combacia con quei 4,3 centesimi al km calcolati all’inizio per l’auto elettrica contro i 14,8 centesimi al km dell’auto a carburante).
Poi parlano di scenari in cui presentano i vantaggi ecologici in termini di emissioni di CO2 ottenuti con la migrazione in massa (persino totale) alle auto elettriche e alla fine concludono che è economicamente fattibile perché rientri in un paio di lustri dall’investimento per l’auto elettrica.
Peccato che se tutti passassero all’auto elettrica quei prezzi per l’energia non li avresti più. E questa è gente che lavora in una università, eh.

Il concetto lo ritroveremo anche in futuro: I conti che reggono in piccolo non necessariamente reggono anche quando estendi il modello ai grandi numeri.
Se il modello che proponi non regge più sui grandi numeri allora è inutile parlarne.  Non è un argomento valido. E non puoi dirmi: eh, ma per adesso che siamo pochi vale. Sì, vale, ma se non può essere esportato sulla massa rimane una soluzione di nicchia, ossia una non-soluzione. Ma se non è una soluzione allora non à nemmeno senso parlarne.

7 Comments

  1. Sciking said:

    Un sistema equo potrebbe essere il pagamento in base ai km percorsi certificati in sede di revisione, se ne parlava anche per le auto a dinosauri morti.

    4 dicembre 2018
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  2. Mauro said:

    Sono pronto a scommettere che qualcono dirà che lo Stato si può permettere rinunciare a quelle entrate perché risparmierà su tante altre cose legate a inquinamento e simili (cosa che non sta in piedi, ma qualcuno la tirerà fuori).

    4 dicembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      (cosa che non sta in piedi, ma qualcuno la tirerà fuori).

      Che più o meno è come salvini quando andava in giro a dire che la flat tax si pagava da sola perché abbassando le tasse poi la gente magicamente smetteva di evadere.
      Infatti si è visto.

      4 dicembre 2018
    • claudio said:

      banalmente, come fanno oggi con il solare, tasseranno a bomba la produzione di elettricita’.
      Dopotutto solo di tassa diretta solare siamo oltre i 7 miliardi annui che con i collaterali sono il doppio.
      Per l’auto elettrica basta che mettano 40 milardi di recupero e altri 20 o 30 per rifare la rete…
      Ovviamente poi se, come successo per il solare, la GGente perde il lavoro daremo la colpa a Trump, all’europa o alle marmotte che incartano la cioccolata.

      5 dicembre 2018
  3. ava said:

    probabilmente invece di tassare il carburante tasseranno i chilometri percorsi.

    4 dicembre 2018
    Reply
  4. claudio said:

    e’ veramente molto, molto, strano leggere le stesse cose che ripeto in solitaria da oltre 20 anni e mi sento dare del pazzo. Per non dire delle cose irripetibili e violente , anche live, dette sulla mia persona quando parlo di questi argomenti.
    i casi sono 2
    io sono pazzo come uno sciachimista e sto leggendo un blog di un pazzo sciachimista equivalente.
    io sono ragionevole e vivo in un mondo di violenti pazzi dominati dalla stupidita’.

    5 dicembre 2018
    Reply

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