Tutte le bufale della petizione sull’aborto

Da qualche giorno gira questa petizione promossa da quattro signore che chiedono al ministro della salute di garantire l’applicazione della legge 194 sull’aborto.

La petizione è la solita accozzaglia di dati presentati faziosamente per dipingere un’italia in cui a causa degli obiettori di coscienza è impossibile abortire. Non è così e basta guardare i numeri del ministero (numeri che le quattro signore evidentemente non ànno letto o non vogliono leggere).

Nel 2016 ogni medico non obiettore à dovuto fare in media 1,6 aborti a settimana: non c’è alcun sovraccarico di lavoro per i medici che praticano aborti.
A questo punto arrivano a dirti che quella è la media del pollo, che in alcune zone mancano medici abortisti…

Sì, in alcune zone ci sono più obiettori, quindi invece di 1,6 aborti a settimana ogni medico rimasto a fare l’aborto ne deve fare 2,6 come nel Lazio o 3 come in Puglia.
Rimangono così pochi che nemmeno in quel caso è un sovraccarico di lavoro.

Sempre più disperato il militante abortista ti dice che quella è la media, vero… ma com’è la distribuzione statistica?

La relazione è talmente dettagliata che ti porta anche la distribuzione statistica regione per regione del carico di lavoro del singolo abortista

Nemmeno nelle regioni meridionali ài problemi. Nemmeno andando a prendere gli outlier scopri situazioni anomale in cui un singolo metodo deve fare così tanti aborti che non riesce nemmeno a respirare perché non à tempo. Il peggio del peggio è solo un ospedale siciliano (uno solo eh) in cui ogni obiettore fa 18 aborti a settimana. Che uno dice “urca che carico di lavoro“, ma se ci pensate sono meno di 4 aborti al giorno. Più che fattibile.

La petione dice che “il diritto di abortire diviene una ricerca affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione“. Ebbene, questa è una balla.

Sempre la relazione del ministero dice che il 91.4% delle IVG viene effettuata nella regione di residenza, di cui l’86.5% nella provincia di residenza. Lo stesso ministero definisce questa mobilità bassa e “in linea con i flussi migratori anche relativi ad altri interventi del SSN“.

Lo spiego per gli abortisti non particolarmente brillanti: se tu sei di Cesana Brianza e vai a farti un aborto all’ospedale di Erba per le statistiche fai parti di quel 13,5% che va ad abortire fuori provincia. Perché Cesana Brianza sta in provincia di Lecco ed Erba in provincia di Como. Ma nella realtà ài fatto 6 km e probabilmente sei andato pure nell’ospedale più vicino a casa tua (visto che l’ospedale di Lecco sta a 12 km da casa).
Se tu abiti a Ronco Briantino e vai ad abortire a Merate cambi provincia perché dalla provincia di Monza e Brianza vai ad abortire nella provincia di Lecco, ma fai meno di 5 km di strada.
Prendete una mappa delle provincie italiane e colorate un bordo +- 8 km da ogni confine: sono tutte aree dove sì, cambi provincia ma in realtà fai pochissima strada.

Ci sono poi persone che abortiscono in luoghi diversi da quello di residenza perché si trovano altrove per motivi di studio e lavoro, come tutte le studentesse fuori sede.
Il ministero ammette candidamente che l’aborto si fa fuori dalla provincia o dalla regione di residenza con la stessa percentuale con cui si ricorre ad altri trattamenti.
Quindi, a meno che non ci sia una segreta lobby di medici che si rifiutano di operare di appendicite obbligando i pazienti ad una “affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione” non c’è alcun effetto dell’obiezione di coscienza sulla mobilità dei pazienti.

In altre parole: l’affannosa ricerca da provincia a provincia che denunciano è una colossale BALLA.
Non esiste.

La petizione è quasi commovente per quante bufale racconta. Bufale confezionate bene, ma pur sempre bufale.
Racconta che solo in metà degli ospedali si pratica l’aborto:

Nel 2015 su un totale di 614 ospedali solo 385 effettuavano l’aborto (ovvero solo il 59,4%).
Nel 2016, da 385 si è passati a 371 e da allora continuano a diminuire.

Sarebbe bastato alle quattro signore leggere la relazione del ministero un paragrafo più sotto per scoprire che se si considerano solo le strutture con un punto nascita la percentuale del 2015 sale all’82%. Non solo, ma è una percentuale in crescita visto che nel 2014 era il 74%. Basta andare in uno degli ospedali dove i bambini vengono fatti nascere nell’82% trovi pure il personale che il tuo lo fa morire.

Ma la balla maggiore è questa. Le quattro signore denunciano che

  • quando vuoi interrompere la gravidanza, non trovi negli ospedali medici che ti sostengano e diano seguito alla tua scelta;
  • se vuoi abortire, vieni giudicata e pressata da chi dovrebbe rispettare la tua decisione e permetterti di viverla in tranquillità e sicurezza;

Per questo chiedono l’applicazione della legge 194.
E se non ci fossero vite umane buttate nel cesso ci sarebbe da ridere. Perché la legge 194 dice, esattamente l’opposto. Basta leggere l’art. 5 (evidenziazioni mie):

Il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici, hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto.

Traduzione: quando una donna si presenta e dice che vuole abortire, l’ospedale PER LEGGE (sturare bene le orecchie) DEVE parlare con la donna ed esaminare la situazione in modo da aiutarla a trovare soluzioni alternative all’aborto.
Lo deve fare nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna, ci mancherebbe altro, ma l’ospedale DEVE proporre tutte le alternative all’aborto.
No, non deve sostenere la donna nella scelta di abortire, la legge dice che deve provare a farle cambiare idea. Con il massimo rispetto, ma deve cercare di dissuaderla dall’abortire proponendo possibili soluzioni ai problemi che l’ànno portata a questa decisione.

Quello di cui si lamentano le quattro signore promotrici della petizione dovrebbe essere invece la VERA APPLICAZIONE della legge 194.
La legge 194 si applica cercando di convincere le donne a non abortire.

La cosa paradossale è che chiedono l’applicazione della legge 194 ma in realtà chiedono il CONTRARIO di quello che prescrive la legge 194.
A questo punto posso pensare che la legge 194 non l’abbiano mai letta. Oppure l’ànno letta saltando le parole dispari.

Infine, mi ero quasi dimenticato di smontare l’ultima bufala. La petizione parla del caso di Valentina Milluzzo:

Come inaccettabile è stata la tragedia di Valentina Milluzzo, morta a 32 anni in un ospedale a Catania, dove pare che di 12 medici obiettori nessuno sia voluto intervenire per praticare un aborto d’urgenza.

Notate il pare che.
Pare che… un par di balle.
Basta documentarsi per scoprire (sul sito di gente non tipicamente contro l’aborto come la redazione de il post) che:

Queste omissioni non hanno nulla a che vedere con la questione dell’obiezione di coscienza di cui si era parlato nei giorni successivi alla morte di Milluzzo. Anche gli ispettori del ministero della Salute che avevano indagato sul caso avevano detto che l’obiezione di coscienza (tutti i medici del reparto del Canizzaro erano obiettori) non c’entrava con la morte di Milluzzo: «Dalla documentazione esaminata e dalle numerose testimonianze raccolte dal personale non si evidenziano elementi correlabili all’argomento obiezione di coscienza».

Era una bufala. Lo si sapeva da tempo, e queste quattro signore ci sono cadute in piedi.
Che schifo.

11 Comments

  1. Shevathas said:

    La figlia, sedicenne, di una mia amica voleva abortire. E’ andata al consultorio, città metropolitana di Cagliari, non in finlandia, e hanno predisposto subito tutto prendendole l’appuntamento per l’IVG. il giudice, visto che lei era minorenne occorreva anche l’autorizzazione di quest’ultimo, ha autorizzato senza colpo ferire. Nessuno ha provato a convincerla a non abortire, alla fine è stata lei a contattare, perché non voleva abortire, i movimenti pro vita. Se avesse voluto abortire, di lì a tre giorni l’avrebbe fatto. Vero che un caso non fa statistica ma da come lo raccontano sembra che ci siano orde di suore centaure rinnegate pronte davanti ai consultori ed agli ospedali per impedire, armi in pugno, l’aborto.

    23 novembre 2018
    Reply
    • Claiudio said:

      L’inizio del post contraddice il resto: voleva abortire o no?

      24 novembre 2018
    • Shevathas said:

      inizialmente voleva farlo e aveva iniziato tutta la trafila; poi ha cambiato idea e ha cercato alternative per le ragazze madri.

      27 novembre 2018
  2. DG said:

    il problema è che con la scusa della “obiezione di coscienza” c’è gente che pretende di imporre le proprie idee a discapito della legge. non importa se sono due o due milioni.

    23 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      con la scusa della “obiezione di coscienza” c’è gente che pretende di imporre le proprie idee a discapito della legge

      A discapito della legge un par di balle.

      L’obiezione di coscienza FA PARTE DELLA LEGGE. Come fai a dire che chi rivendica il diritto all’obiezione di coscienza lo fa a discapito della legge?
      Lo fa mettendo in pratica la legge che garantisce il diritto all’obiezione di coscienza.
      Applicare la legge 194 significa anche applicare il DIRITTO all’obiezione di coscienza.

      La legge 194 è composta da due diritti: il diritto di una madre ad ammazzare il proprio figlio e il diritto di un medico di fare il medico, cioè salvare vite e non ammazzarle.
      Non è che la legge 194 è solo la parte che piace a te, c’è anche l’altra. Non puoi dire “è la legge!” solo per gli articoli che ti garbano e poi dimenticarti che “è la legge” anche per gli altri articoli.
      Se il tuo criterio è “la legge” la rispetti tutta, anche quando parla di obiezione di coscienza.

      23 novembre 2018
    • mattia said:

      Tra l’altro

      gente che pretende di imporre le proprie idee

      Questo puoi dire anche – o meglio, soprattutto – per chi decide di abortire e vuole imporre le sue idee al medico. Se ci pensi è probabilmente l’unico caso in cui è il paziente a dire il al medico cosa deve fare e non l’opposto. Prova a dire al dentista di prescriverti un banale antibiotico: se non te lo vuole dare perché fa parte di quella schiera di medici che dànno gli antibiotici solo in casi estremi perché poi si sviluppa la resistenza agli antibiotici non te lo dà. E tu ti attacchi serenamente al cazzo.
      Le sue idee si impongono e tu non puoi farci niente. Quando si parla di aborto invece è il paziente che obbliga il medico dicendogli cosa deve fare.
      Il mondo che va alla rovescia ma la gente lo considera normale.

      23 novembre 2018
    • DG said:

      l’obiezione di coscienza, in italia, è considerata diritto costituzionale nei casi in cui ci si trova di fronte ad un dovere giuridico, ossia quando il cittadino non è di fronte alla libera scelta. infatti intorno alla obiezione di coscienza, nel codice deontologico dei medici sono stati fatti lunghi e complessi balletti. vedere http://amci.org/attachments/article/314/L'OBIEZIONE%20DI%20COSCIENZA%20E%20%20IL%20NUOVO%20CODICE%20DEONTOLOGICO%20DEI%20MEDICI.pdf, per esempio.

      26 novembre 2018
    • mattia said:

      Non spostare i paletti.
      La legge 194 è stata dichiarata incostituzionale nella parte in cui garantisce il diritto all’obiezione di coscienza da parte dei medici che non vogliono ammazzare un bambino?
      Sì o no? È legge dello Stato? Sì o no?
      Applicare la legge 194 significa applicare anche la parte che non piace, sì o no?

      26 novembre 2018
    • Davide said:

      Mattia, io ho notato che gli abortisti sono in genere, nelle loro argomentazioni, un concentrato di assurdità logiche e di contraddizioni. Già è folle difendere il diritto a uccidere un feto come se fosse una cosa “ovvia”, specie in un Paese in cui è proibito uccidere un gatto. Poi sostengono che è illegale lottare contro la legge dato che la legge c’è, e ad esempio fanno prontamente rimuovere i manifesti che informano la donna sull’alternativa all’aborto, ma dimenticano che i cittadini hanno il diritto di criticare QUALUNQUE legge dello Stato, tanto che infatti il parlamento ha il potere di modificare qualsiasi legge: a parte la Costituzione, che comunque è modificabile, tutte le altre leggi possono essere modificate in Parlamento. Ma la ciliegina sulla torta è che sono contrari anche quando si chiede di applicare quella legge nella sua interezza, perché loro, di quella legge, leggono solo la parte che a loro piace…

      26 novembre 2018
  3. Bastian said:

    Quindi viste le cose in questo modo è forse l’unica legge che in Italia viene fatta rispettare ….. Terribile …

    24 novembre 2018
    Reply

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