Prigionieri di guerra

Il video di dolce e gabbana in cui si scusano coi cinesi mi ricorda quei video che i carcerieri fanno fare ai prigionieri in cui gli fanno dire cose che non pensano.
Tipo la surreale testimonianza dell’americano Otto Warmbier detenuto in corea del nord in cui diceva che aveva sbagliato tutto, che le accuse erano vere, che la corea del nord è un paradiso in terra…
Oppure quei filmati dei prigionieri di guerra obbligati a dire che i loro carcerieri sono delle così gran brave persone e il loro paese deve smetterla di bombardarli.

Sono tutti filmati in cui prima ancora del messaggio arriva la percezione che sia falso. Vedi il mitra puntato anche se il mitra non è ripreso dalla telecamera. O se il mitra sono le torture fatte nella stanza di fianco o un ricatto economico.

Questo filmato di dolce e gabbana non serve a scusarsi e a rimediare alla figuraccia. Perché puzza di falso come i video di confessione dei prigionieri. Nessuno crede a quello che dicono.
Anche chi li obbliga a mentire non si aspetta che la gente creda al teatro. Quando prendi un prigioniero e gli fai raccontare le tue fregnacce sai bene che nessuno ci crederà. Il tuo scopo non è convincere l’avversario, il tuo scopo è umiliare il prigioniero.

Il video di dolce e gabbana quello è, un’umiliazione pubblica. Quel video è stato realizzato per umiliarsi. Sanno bene i cinesi che dolce e gabbana dicono quelle cose solo perché obbligati (non da un mitra fisico ma da un mitra sotto forma di ricatto economico). Ma non gliene frega niente. Si fregano le mani compiaciuti perché questa umiliazione è la conferma del loro potere. Si divertono a guardarli mentre si umiliano.

Uno capisce pure il prigioniero che si umilia davanti alla telecamera perché vuole portare a casa la pellaccia. Non gliene fai una colpa, anche se lo obbligano a dire cose terribili. Ma dolce e gabbana? Per cosa si umiliano? Per guadagnare una fetta di mercato in più?

Non sono uno stolto, so bene che i soldi sono lì, so bene che il mercato cinese è un mercato che fa gola e che per un’azienda come dolce e gabbana entrarci significa fare tanti, tanti quattrini. Ma non è che altrimenti dolce e gabbana fallisce. Continua a fare affari in tutto il resto del mondo dove vendono senza problemi.
Vuoi espanderti in cina? Bene, ma sei sicuro che perdere la tua dignità con questa umiliazione pubblica sia un prezzo giusto da pagare?
Io capisco anche l’imprenditore che o fa così oppure chiude, ma loro no. Non è una scelta obbligata vendere in cina. La loro è una scelta. Davvero vale questa umiliazione.

Dolce e gabbana sono stati i più grandi anticonformisti italiani quando ànno sfidato la lobbi ghei con posizioni che per loro sono pure bestemmie. La lobbi ghei à attaccato dolce e gabbana peggio di adinolfi, e loro ànno tirato dritto, non ànno mai piegato la schiena. Ora ànno capitolato pure loro. Il che vi dà la misura dei rapporti di forza nel mondo.

10 Comments

  1. Mauro said:

    Nì.
    Nel senso che con o senza Cina D&G vivono bene lo stesso, ma molti loro fornitori no. E se i fornitori falliscono poi D&G rischiano di avere problemi anche su altri mercati (non politici o di boicottaggio, ma proprio industriali).
    Oltrettutto posso anche immaginarmi che abbiano fornitori cinesi anche per realizzare prodotti per altri mercati. E il governo cinese potrebbe imporre a questi fornitori di non fornire più.
    Il tuo discorso è teoricamente giusto, ma troppo semplificato a mio parere.

    23 novembre 2018
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    • mamoru said:

      e’ ma quello e’ il rischio in Asia in generale… guarda il trappolone che han fatto a Ghosn in Giappone per levarlo fisicamente di torno.
      Un impeto giustizialista e di compliance dopo che negli anni recenti Toshiba nascose per 7 anni miliardi di euro di perdite, cioe’ nemmeno Takata coi morti che ci son scappati con gli airbag ha gente in galera… e il tutto poteva essere risolto come problema interno all’azienda senza portare nulla sotto i riflettori.
      Se non c’e’ lo zampino del governo per far lo sgambetto ai francesi, a parte la stupidita’, non so quali spiegazioni ci possano essere altrimenti.

      ps Ghosn scordatevelo, di galera non esce e facile che si suicidi prima del processo che iniziera’ tra anni dopo che avran finito di riarrestarlo ogni mese per allungare la carcerazione preventiva in isolamento senza avvocato.

      23 novembre 2018
  2. ava said:

    Per chi segue un minimo le vicende cinesi , sinceramente, non c’è da stare allegri. Il paese ha un serio problema di democrazia come testimoniato dai voti bulgari per il presidente Xi Jiping, detto anche Ping dai bibitari: praticamente è una mezza dittatura.
    Appare evidente che il paese abbia serie ombre , come testimoniato anche dall’ ultimo report della U.N. Committee on the Elimination of Racial Discrimination, secondo cui ci sarebbero un milione di persone incarcerate nei centri di detenzione in quanto membri di minoranze sgradite; ora io non sono certo uno di quelli favorevoli all’ integrazione a tutti i costi , ma incarcerare la gente sulla base dell’ etnia è il modo migliore per far fiorire il terrorismo.Da quanto mi dicono amici inoltre ( riporto voci , per carità, ma mi han dato da pensare) che lavorano in Cina la situazione per gli stranieri è diventata più pesante , specie nelle università, e questo non tanto per la gente ma proprio per il peso della politica.
    E quindi ci troviamo di fronte alla solita troiata del politicamente corretto che difende le stupidaggini formali difendendo regimi autoritari che violano i diritti umani.

    23 novembre 2018
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    • mamoru said:

      per me la cina e’ sempre stata una dittatura comunista. che si siano dati una certa patina di liberta’ economica e’ ok, ma figa! stiam parlando di un paese che mandava carriarmati in piazza contro gli studenti, controlla ogbi voce di dissenso su internet e fa sparire gente dai territori che fatica a controllare.
      son sempre stati cosi’… dittatura con pochi oligarchi al vertice e diritti zero per tutti.

      24 novembre 2018
  3. Lucia said:

    Salve, in che senso D&G hanno sfidato la lobby gay?

    23 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      vabbe’, qui siamo alle basi però, eh

      24 novembre 2018
    • mamoru said:

      sulle adozioni alle coppie ghei e in generale son sempre stati conservatori e politicamente a destra. una bestemmia in un ambiente che, come il sindacato, se non ti dichiari di sx sei praticamente un eretico.

      24 novembre 2018
  4. am said:

    mah.
    La scenetta del chiedere scusa è veramente patetica : direi doppia sconfitta.
    certo averci a che fare con i cinesi non è facile,
    è uno dei popoli più permalosi al mondo, e ora che si sentono pure i primi della classe è ancora più difficile.
    Va detto però che il duo d&g alla fine non ha poi tutti i torti: solo non lo dovevano dire.
    vedremo….

    23 novembre 2018
    Reply
  5. Massimo Garavaglia said:

    In Cina non ci sono tanto i soldi quanto le prospettive di crescita. Se un’azienda vuole saggiamente investire nel suo futuro, mettere un piede in Cina è una buona mossa. Lavoro nei semiconduttori e le prospettive sul mercato interno cinese sono enormi. Certo occorre turarsi il naso, oppure ripiegare.

    24 novembre 2018
    Reply
    • ava said:

      Certo però che anche lì cominceranno ( se non sono già cominciate) presto le questioni. Una ditta per cui lavoro ha uno stabilimento in CIna ed ha iniziato a delocalizzare in Vietnam…

      26 novembre 2018

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