La stupidità in un decreto

Questa è una di quelle notizie che controlli tre volte perché è troppo demenziale per essere vera.
Il governo vuole imporre un passaggio dei film nelle sale cinematografiche prima di consentire la trasmissione su internet.

Mi accingo a firmare proprio oggi il decreto che regola le finestre in base alle quali i titoli cinematografici potranno esser offerti nelle sale e solo dopo essere distribuiti su tutte le piattaforme che si vuole.

via

Il sito del ministero non riporta comunicati stampa in proposito, quindi spero ancora sia una bufala, anche se gira da ieri mattina e non è stata smentita. Ma io spero ancora che sia una bufala.

Potremmo star qua a pensare alle masturbazioni mentali che si saranno fatti al ministero per vietare a Netflix di trasmettere una loro produzione prima di averla proiettata nei cinema. Io me li immagino mentre scrivono il decreto: come fai a identificare legalmente un film? Una serie di 10 episodi da 21 minuti l’uno è un film se Netflix la rilascia tutta assieme? Oppure il fatto di essere divisa in episodi non la rende un film? Ma allora un film con struttura a episodi non è più un film?
E poi, se uno pubblica un film amatoriale su iutiub è obbligato a mostrarlo in una sala cinematografica? Oppure la regola vale solo per i film professionali? E come li distingui? Oppure vale solo se si paga per vedere il film? Già ma le monetizzazioni dove le mettiamo? E le serie originali di iutiub che puoi vedere con l’abbonamento premium?
Pensano davvero di poter obbligare iutiub o netflix a trasmettere le proprie produzioni in un cinema italiano per poter trasmetterle su internet?
Ma la domanda più scontata è: perché cazzo io non sono libero di trasmettere la mia arte come cazzo pare a me?

Se iniziate a rispondere a queste domande non ne uscite più. L’idea in sé è semplicemente demenziale.

Qui il punto fondamentale è un altro: perché tutelare i cinema?
Se domani tutti i cinema chiudessero… chi se ne frega. Cosa verrebbe a mancare (tale da richiedere una tutela protezionistica)? Nulla. Potremmo guardare gli stessi film a casa.

Con la tecnologia che c’è oggi a disposizione di chiunque a livello casalingo non ài nessun motivo di andare al cinema per gustarti un film. Potevo capirlo una volta, quando i televisori casalinghi avevano risoluzioni ridicole e i supporti come le VHS erano imbarazzanti. All’epoca vedere un film al cinema era un’altra cosa.
Adesso non più. Con cifre anche abbastanza abbordabili un normale televisore à una risoluzione e una qualità ottime. Poi è ovvio che se scegli di vedere un filmato a bassa risoluzione non ti serve a niente il televisore figo. Ma se guardi film ad alta risoluzione ài un’esperienza che non à nulla da invidiare al cinema. Anzi.
In più ài la comodità di non dover uscire di casa, di poter interrompere il film quando vuoi, di stare sul tuo divano e di spalpignare la persona vicino a te senza che qualche rompiballe ti dica che c’è divieto di PDA.

Poi magari a voi piace lo schermo gigante. Io preferisco stare sul divano con lo schermo a due metri di distanza. Sono gusti. Ma insomma, non è che se chiudono i film ci troviamo senza posti dove poter usufruire di un prodotto culturale come quello dei film.

A cosa serve dunque un cinema? A mostrare film che altrimenti non potresti vedere altrove? Ma neanche quello, perché una volta che si passa al digitale tu puoi recuperare i film che vuoi quando vuoi senza fare affidamento nel ruolo di presidio culturale dei cinema. Un archivio digitale di film è molto più efficiente di un cinema che va a scavare tra gli archivi e ogni tanto mostra qualche film pregiato fuori circuito.

Oh, guardate, sono io il primo ad apprezzare la magia dei cinema. A Praga ò visto film cecoslovacchi con sottotitoli in tedesco in sale con le poltrone di legno e 8 spettatori in tutto, ò visto produzioni underground trasmesse in circoli, ò visto film in centri sociali, ò partecipato a proiezioni di vecchi film italiani nel cinema dell’archivio nazionale ceco dei film, ò visto film di Fellini all’istituto italiano di cultura, ò visto film al FebioFest o al festival dei film indiani (rivoltanti) e sì, delle volte ò visto pure porcate commerciali nei cinema dei centri commerciali. Tutto molto poetico.
Ma ora posso usufruire di tutto questo a casa. Perché mai dovrei tutelare la proiezione di film in luoghi pubblici? Cosa mi dà in più che non posso avere a casa?
L’ultima porcata commerciale l’ò vista qualche mese fa in un cinema di Singapore. La qualità non era niente di particolare, niente che ti fa fare “wow“. Quando fgpx78 mi à mostrato un film in 4k su suo televisore invece sì che ò fatto “wow“.

Poi per carità, se uno certe cose preferisce farle ancora in compagnia anziché a casa, è liberissimo di continuare così. Ma perché lo Stato dovrebbe proteggere per legge i cinema? Tu con la legge proteggi qualcosa che rischia di scomparire creando un danno per la collettività. Se anche tutti i cinema chiudessero la collettività non subirebbe alcun danno.

È la vita, una volta per goderti un bel film dovevi andare al cinema, ora non più. Se ne facciano una ragione.
I cinema ànno subito la prima grande mazzata con la diffusione capillare dei televisori a colori tra gli anni ’80 e ’90 che ànno creato un primo canale alternativo al cinema per vedere i film. Ora riceveranno la mazzata definitiva con netflix e servizi simili su televisori domestici ad alta qualità.
Tra qualche lustro si troveranno a difendere i cinema che non avranno più ragione di esistere se non per i feticisti del genere. Si stanno schiantando contro un muro e non se ne rendono conto.

11 Comments

  1. claudio said:

    Ma se guardi film ad alta risoluzione ài un’esperienza che non à nulla da invidiare al cinema.
    Dipende tutto dal bitrate.
    Diciamo che oggi e’ molto difficile avere una buona qualita’ su un TV, dopotutto ancoraa oggi nei cinema siu usa il 2k perche’ il 4K e’ troppo grosso.

    mi à mostrato un film in 4k su suo televisore invece sì che ò fatto “wow“
    Innanzi a tutto la maggior parte e’ abituata a dei TV koreani LCD con troppe sigle e alimentati da risoluzioni riscalate. Non parliamo poi delle compressioni al 99,99% In pratica in 600*400 equivalenti quando va bene.
    Ovvio che passare ad un BD con compressioni elevate ma piu’ moderata (50Mbps contro i 3 che girano di media oggi) fa una differenza abissale
    Anche fra 3 e 6Mbps e’ wow
    Il cinema gira a 500Mbps, e’ per questo che “pompa” e non certo perche e’ un 4K (diverso dal 4k TV che non puo’ essere quindi riprodotto).

    Di fatto il 4k in casa e’ da stolti, sarebbe meglio un 100″ in 1080 con un bitrate serio e una buona corrispondenza colori. Di fatto oggi poco percorsa dai cinokorean.
    Rimane invece ovvio il fatto che un produttore piu’ fare un OVA e non deve essere obbligato ad arzigogoli strani.

    15 Novembre 2018
    Reply
    • fgpx78 said:

      Guarda, concordo sul fatto che sul TV di casa un 2K basta e avanza, in generale. Il 4K fa più esercizio di stile.

      Ma sinceramente tutto questo bitrate al cinema non lo vedo, anzi: le ultime volte che ci sono stato (compreso due settimane fa) i film nelle scene d’azione scattavano alla grande, tanto da farmi venire la nausea.

      16 Novembre 2018
    • Tigre da laptop said:

      Da lettore storico, sebbene silente, di ” Alla Rovescia” mi viene un dubbio: Hai un sistema di sorveglianza sempre attivo oppure ormai percepisci automaticamente ogni blog che parli di 4k?
      Leggendo il post, appena si è accennato a televisori il mio primo pensiero è stato: Chissà cosa ne penserà il buon vecchio
      Blu-flame, poi arrivo ai commenti e infatti…

      16 Novembre 2018
    • claudio said:

      fgpx non e’ che FullHD (2k e’ un’altra risoluzione) basta e avanza, anzi spesso e’ bastante il 576, ma e’ pure peggiorativo.
      visto che hai il nome quasi da vecchia VGA: un TV 4k per fare un perfetto upscaling nel dominio dello spazio e del tempo (quasi tutti hanno un pilotaggio a 120Hz) di un contesto a 12 bit e 3 piani, quanto costerebbero le sole VRAM e VGA? Se la risposta e’ “piu’ del televisore” nel 90% dei casi hai vinto la bambolina. 🙂
      Poi, certo, spesso i cinema hanno VPR e player orribili e, da quello che vedo, non sempre il file e’ lo stesso.
      Spesso pero’ le scene d’azione sono tutte dei render e se guardi sono interpolate. Quando hai scene con migliaia di parti in movimento o passi la vita a fare render o vai giu’ con la mannaia. Ci sono molti “difetti” di economia anche in film ad alto budget come deadpool (110Milioni$) con molte scorciatoie. Dopotutto e’ piu’ un manga che un film visto che sono piu’ i pixel sintetici che quelli reali nella pellicola.
      Anche film insospettabili, stile telenovela, hanno ormai tantissimo render. Film che fino a ieri erano fatti senza problemi live. Vai su WETA e simili e vi sono nomi incredibili.
      insomma non si vive di solo bitrate, ovviamente. Insomma con un litro di vino non ci fate una cena per 20, ma non basta che siano 20 litri di qualcosa: il vino non e’ benzina o diserbante.

      x tigre “ormai percepisci automaticamente ogni blog che parli di 4k” forse leggiamo gli sessi 3-4 siti.

      Cmq in settimana pubblico “come scegliere il tv” in PDF che parla del perche e’ inutile salire a ufo con la risoluzione e perche’ e’ altrettanto un problema farlo.

      18 Novembre 2018
  2. Lucio said:

    Per me hai ragione su tutto, i cinema sono destinati a morire, ho amici che non ci mettono più piede perchè odiano sentire la gente che mastica il pop corn e gli impedisce di godersi il film.
    Comunque ho letto su Repubblica.it e altri siti che il decreto riguarda i benefici, ovvero i vari finanziamenti statali diretti o indiretti, che i film italiani/EU ricevono.
    Con il decreto, in pratica, se vuoi ricevere sgravi o contributi a fondo perduto devi garantire che il film vada prima nelle sale.

    15 Novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      Comunque ho letto su Repubblica.it e altri siti che il decreto riguarda i benefici, ovvero i vari finanziamenti statali diretti o indiretti, che i film italiani/EU ricevono.

      Ok. Ma cosa cambia? Se lo Stato finanzia un film è perché crede che sia giusto sostenere la creazione di quel prodotto d’arte.
      Perché gliene dovrebbe fregare qualcosa di come viene distribuito?
      Obbligare a distribuire in sala sarebbe equivalente a dire: io ti do un contributo però tu indietro mi dài qualcosa, nello specifico esci nelle sale.
      Eh, ma non è qualcosa che “torna allo Stato”. Il vantaggio va alle sale cinematografiche.
      È un modo indiretto per finanziare le sale cinematografiche, e siamo al punto di partenza. Perché lo Stato dovrebbe sostenere le sale cinematografiche?
      E ancora: perché lo Stato dovrebbe finanziare solo i film che vanno nei cinema e non quelli che vengono trasmessi su internet?

      15 Novembre 2018
  3. Diego said:

    E’ il tuo ultimo post che leggo sul blog: il prossimo sarai obbligato a distribuirlo in edicola PRIMA di pubblicarlo qui, è già pronto il decreto.
    Che se andiamo avanti così le edicole rischiano di sparire….

    15 Novembre 2018
    Reply
  4. Nick said:

    L’unico motivo che mi viene in testa è che vogliono proteggere case di produzione amiche e i film della Rai, non mi sono venuti altri motivi in mente quando ho letto la notizia.

    16 Novembre 2018
    Reply
    • Antonello said:

      Ma non ha senso nemmeno questo, perché Netflix paga comunque i diritti alle case di produzione per trasmettere il film. Anzi, è potenzialmente in grado di assicurare una platea maggiore, quindi maggiori introiti di qualunque cinema. Certo, se continui a produrre gli stessi film da cinquant’anni, poi non puoi pretendere che la gente li guardi per decreto.

      17 Novembre 2018
  5. Sario said:

    “perché tutelare i cinema?”
    Penso che questa domanda possa valere per la fruizione di molte altre forme d’arte. A che serve finanziare i musei, se i documentari reperibili sono così accurati da riportare, a chi guarda, tutta la tridimensionalità della scultura, dell’architettura?

    16 Novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      se i documentari reperibili sono così accurati da riportare, a chi guarda, tutta la tridimensionalità della scultura, dell’architettura?

      Perché non è così.
      Non esiste tecnologia al mondo capace di “riportare” tutta la tridimensionalità della pietà di Michelangelo.
      Manco.
      Per.
      Il.
      Cazzo.

      17 Novembre 2018

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