Gli fanno schifo i Down

Da qualche giorno mezza italia sta parlando di rocco casalino e del vecchio filmato in cui diceva che i Down gli fanno schifo.
Da una parte ci sono quelli che si scandalizzano e ne chiedono le dimissioni, dall’altra quelli che spiegano che è una bufala perché quel filmato era una prova di improvvisazione teatrale in cui casalino doveva immedesimarsi in un personaggio controverso che provocava. Allora tornano i primi a dire che non era vero…

E insomma, tutti a discutere di casalino. Pensate voi come può essere ridotta l’italia.
C’è una cosa che però a molti sfugge. In tutta questa polemica dà sempre per scontato che non sia ammissibile per un personaggio pubblico dire che i Down gli fanno schifo. Tutta la discussione infatti gira attorno al discorso “l’à detto veramente/non l’à detto veramente“. Nessuno di quelli che lo difendono dice invece che è legittimo per casalino sostenere che gli fanno schifo i Down.
Se tu lo difendi dici che non lo pensava, non è che è una opinione legittima. Perché per nessuno è normale dire che i Down fanno schifo.

Però è normale abortirti. Anzi, è scelta legittima abortire un Down, e guai a criticarla.

Ora fermatevi un attimo e pensate: perché mai uno dovrebbe abortire un Down? L’unica risposta è che gli fanno schifo i Down.
Non c’è altra ragione razionale per abortire un Down. Al giorno d’oggi i Down possono fare una vita assolutamente normale. Possono lavorare (facendo lavori semplici, ovvio) e mantenersi con i loro guadagni. Non fanno una vita di sofferenze a causa di una malattia perché la sindrome di Down non ti fa fare una vita di sofferenze. Di sicuro ànno un’aspettativa di vita minore ma ormai siamo ai 60 anni pure per loro. Quindi perché mai uno dovrebbe abortire un Down?  Perché non potrà mai imparare a suonare il pianoforte o perché il massimo del successo accademico che potrà raggiungere sarà una laurea in scienze della comunicazione?

Non c’è alcun motivo per abortire un Down, se non il fatto che ti fanno schifo i Down. Oh certo, non mi aspetto mica che una coppia dica “guarda, questo lo buttiamo via perché ci fa schifo un figlio Down“. Di solito cercheranno di addolcire le espressioni, ma la sostanza è la stessa. Un bambino Down lo abortisci perché non ti piace che sia Down e ne vuoi uno non difettato. Questo concetto puoi metterlo giù con le parole che vuoi, puoi dire che “preferisci un bambino normale“, puoi dire che “non ti piace” un bambino Down… ma la sostanza è la stessa: ti fanno schifo i Down.
Se non ti facessero schifo i Down lo terresti, perché non c’è altro motivo per abortirlo.

Chi abortisce un bambino Down cercherà incipriare le parole, ma la sostanza è che gli fanno schifo i Down, esattamente come a casalino. Con la differenza che casalino non li sopprime.

Per qualche stano motivo però se tu esprimi il tuo disgusto per una coppia che abortisce un bambino Down allora sei un mostro, devi rispettare la loro scelta e via cantando. Mentre insultare casalino per il medesimo concetto si può, anzi è cosa buona e giusta.

Oh, ragazzi decidetevi. Se strillare contro casalino perché dice che gli fanno schifo i Down allora dovete considerare legittimo pure criticare chi abortisce un Down, perché la motivazione è la stessa: gli fanno schifo i Down.

Di sicuro arriveranno in automatico quelli che mi dicono “un feto non è un bambino! vergoniaaa!!!1!”. So bene che non lo fate mai, ma per una volta provate a ragionare anziché ripetere frasi fatte.
Chi abortisce un bambino Down non lo fa perché gli dà fastidio il feto Down, lo fa perché gli dà fastidio il bambino Down che ne uscirà. Scartano il feto oggi perché non vogliono avere un bambino Down domani. Ciò che gli fa schifo è il bambino Down che senza abortire si troverebbero domani come figlio.

Potete addolcire le parole quanto volete, ma il concetto rimane lo stesso. Chi abortisce un bambino Down è perché gli fanno schifo i Down.

Ritenete doveroso attaccare casalino perché gli fanno schifo i Down? Bene, allora non permettetevi di aprire bocca se qualcuno critica chi abortisce un bambino Down.
Muti.

29 Comments

  1. Mauro said:

    No, non è scelta legittima – a mio parere, da ateo e da favorevole all’aborto in determinati casi – abortire un feto solo perché affetto da sindrome di down. Proprio per niente. Arbortire per quel motivo non è moralmente legittimo e per me non dovrebbe esserlo neanche legalmente.
    Quindi mi arrogo il diritto di dire che no, Casalino non ha il diritto di dire che i down gli fanno schifo. Proprio per niente. Non è un’opinione legittima. È un’opinione nazistoide.

    12 novembre 2018
    Reply
    • Shevathas said:

      il fatto è questo; se lasci libertà di scegliere di abortire ad una donna allora non puoi sindacare sui motivi della sua scelta, quindi il divieto “legale” di aborto in caso di “down” non puoi metterlo. L’unico sarebbe mettere dei paletti e limitare la possibilità di aborto in casi specifici, come pericolo di vita per la madre, concepimento a seguito di violenza, figlio astrologicamente incompatibile, ma rischieresti di avere un incremento di “aborti spontanei” di figli down.
      E’ una questione abbastanza spinosa.

      13 novembre 2018
    • Mauro said:

      Guarda che quei paletti già esistono, laschi ma esistono. Il diritto all’aborto non è per la legge un diritto assoluto, al di là di quello che io, te o chiunque altro pensiamo.
      Basterebbe “Stringer” un po’ i paletti.

      13 novembre 2018
    • mattia said:

      Basterebbe “Stringer” un po’ i paletti.

      Eh, ma se stringi i paletti poi la gente va ad abortire clandestinamente nei casi in cui tu lo vieti.
      Che fai? Vuoi tornare ai tempi in cui si abortiva coi ferri da maglia nei sottoscala?®

      13 novembre 2018
    • Zibertosi said:

      “L’unico sarebbe mettere dei paletti e limitare la possibilità di aborto in casi specifici […]”

      Anche perché nell’anno 2018 ci sono tutti i mezzi per “prevenire” un aborto.
      Ve ne volete comunque fregare? Benissimo, poi non venite a piagnucolare dopo però.

      13 novembre 2018
    • Mauro said:

      @ Mattia

      Il rischio c’è, hai ragione. Comunque io non parlo di stringerli fino di fatto a impedire quasi ogni possibilità di aborto, però adesso sono troppo generici.
      Persino io che riconosco questo diritto alle donne trovo che le maglie siano un po’ troppo larghe.

      [Semi OT]
      Nonostante quanto sostengo sopra, va detto che la legge 194 è una legge che ha funzionato benissimo (come ogni legge sempre migliorabile, comunque): è riuscita a togliere dall’illegalità una pratica, facendola però al contempo diminuire di frequenza. Alla faccia di tutti quelli che ai tempi dicevano che ci sarebbe stata una strage di feti inenarrabile.

      13 novembre 2018
    • Mauro said:

      Anche perché nell’anno 2018 ci sono tutti i mezzi per “prevenire” un aborto.

      Ah sì?
      Sarei curioso di sapere come, per esempio, si possono prevenire eventuali complicazioni durante la gravidanza che rendono un aborto l’unico modo per salvare la madre.
      Quali mezzi hai per prevenire?
      Se ci sono rendili noti, un Nobel per la medicina non te lo toglierà nessuno.

      14 novembre 2018
    • Zibertosi said:

      “Sarei curioso di sapere come, per esempio, si possono prevenire eventuali complicazioni durante la gravidanza che rendono un aborto l’unico modo per salvare la madre.”

      Non si può, e fin qui siamo d’accordo. Quelli che si possono prevenire sono quelli per risolvere gravidanze indesiderate, che sono la maggior parte dei casi, e ritengo che non sia necessario spiegarti come.

      14 novembre 2018
    • Mauro said:

      Tu hai scritto di prevenzione dell’aborto in assoluto, quindi comprendendo anche il caso da me citato.
      Quindi ora mi spieghi come lo previeni.
      Troppo facile fare distinguo dopo aver sparato cazzate. Bisognerebbe attivare i neuroni prima di scrivere, non dopo.

      15 novembre 2018
    • Giampaolo said:

      @Mauro
      “è riuscita a togliere dall’illegalità una pratica, facendola però al contempo diminuire di frequenza”

      Questo assunto è indimostrato.
      Nei primi anni della legge, gli aborti erano circa 220mila l’anno (ora sono circa 100mila, ma non certo grazie alla legge) (cfr https://www.internazionale.it/bloc-notes/2018/03/08/aborto-legge-194-ivg).

      Davvero gli aborti clandestini erano ALMENO 250mila l’anno?
      E non c’era un’ecatombe di donne?

      I radicali parlavano di 20k donne morte ogni anno di aborto clandestino, negli anni in cui il TOTALE (quindi incidenti, infarti, ictus, tumori, ecc.) delle donne morte in età fertile – 15-54 anni – era circa 5-6k. (cfr http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTALITA1#)

      Disclaimer: per l’osservazione che segue, le cifre sono “a campione” (ho scelto per l’estrazione dei dati 2 anni “casuali” prima e dopo la legge, 1975 vs 1980).

      Le donne morte in età fertile nel 1975 sono state 5419 mentre nel 1980 sono state 4884; supponendo che anche TUTTE questa differenza sia dovuta agli aborti clandestini, devo davvero credere che il tasso di morte per un’operazione clandestina coi ferri da calza e la pompa da bicicletta sia lo 0.25%?

      Io inferisco che la legalizzazione abbia AUMENTATO il numero degli aborti, almeno lì per lì; numero che poi ovviamente è calato, grazie agli anticoncezionali.

      15 novembre 2018
  2. Diego said:

    Stavo per rispondere, poi ho letto quello che ha scritto Mauro, che sottoscrivo risparmiando caratteri.

    12 novembre 2018
    Reply
    • Mauro said:

      Sei pigro 😛

      14 novembre 2018
  3. Alessandro said:

    ok, ma il fatto che esista chi trova lecito e corretto moralmente l’aborto per un nascituro down, permette pure che uno esprima la sua opinione sulla simpatia o meno per i down. che poi io e voi la pensiamo in modo diverso è altra storia.

    13 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      ok, ma il fatto che esista chi trova lecito e corretto moralmente l’aborto per un nascituro down, permette pure che uno esprima la sua opinione sulla simpatia o meno per i down. che poi io e voi la pensiamo in modo diverso è altra storia.

      Attenzione, io qui condanno l’ipocrisia.
      Se uno dice che sta bene abortire un Down non può venirmi a criticare chi dice che i Down gli fanno schifo, perché il motivo per cui vengono abortiti è esattamente quello.
      Puoi dirmi che è lecito abortirli, ma poi devi dirmi che anche l’opinione di casalino è lecita.

      13 novembre 2018
  4. Danilo said:

    “In tutta questa polemica dà sempre per scontato che non sia ammissibile per un personaggio pubblico dire che i Down gli fanno schifo…. Però… è scelta legittima abortire un Down”

    Sento puzza di straw man fallacy.
    Credo che chi critica un personaggio pubblico perché dichiara che una certa categoria di persone “gli fa schifo” lo criticherebbe anche se decidesse di abortire un feto perché appartenente ad una determinata categoria.

    13 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      Credo che chi critica un personaggio pubblico perché dichiara che una certa categoria di persone “gli fa schifo” lo criticherebbe anche se decidesse di abortire un feto perché appartenente ad una determinata categoria.

      Tu credi. Io constato.
      La stragrande maggioranza di chi ò visto criticare casalino è gente che ò sentito in passato rivendicare il diritto all’aborto in caso di bambino Down.
      Figurati, ritengono pure legittimo che in alcuni paesi si sia fatta pulizia generale di Down abortendoli tutti, tanto che ormai non ne nascono più.

      13 novembre 2018
  5. Lela said:

    Beh, quasi contemporaneamente c’è stata indignazione e stracciamento di vesti per la bimba down rifiutata da sette famiglie. Tutti indignati. Peró abortirla era ok.

    13 novembre 2018
    Reply
  6. Massimo Garavaglia said:

    Posso chiedere se Mattia o qualcuno dei commentatori in accordo con lui si è mai trovato nella condizione di fare indagini prenatali? e magari, con esito infausto, ha deciso di non abortire?
    La domanda è pertinente a mio giudizio.
    Essendo stato accanto a mia moglie, esposta alla possibilità di scegliere se abortire o meno dopo l’esito di esami prenatali, posso dire che per me la prospettiva cambiò allora velocemente e drasticamente. Mai e poi mai avrei potuto pensare le stesse cose e fare le stesse riflessioni che fui costretto a fare allora. È proprio il caso di dire che chi non ci è passato, anche solo di striscio come me, non può capire. E immagino che la prospettiva cambi ulteriormente e radicalmente in caso di esito effettivamente infausto e qualunque sia la decisione presa. Volendo fare un esempio molto più leggero, a me i bambini piccoli davano e danno fastidio. Non li sopporto. Ma i miei li adoravo.
    L’affermazione che se uno abortisce un Down lo fa in fin dei conti per una questione di “schifo” per la categoria, mi sembra superficiale, perché mancante di vissuto. Un po’come quando il Papa parla, anzi pretende di dettare legge su sesso, famiglia, matrimonio e figli.
    Mi sbaglio?

    14 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      Posso chiedere se Mattia o qualcuno dei commentatori in accordo con lui si è mai trovato nella condizione di fare indagini prenatali? e magari, con esito infausto, ha deciso di non abortire?

      Ne avevamo già parlato. Io ti posso dire che con la persona con cui scambio fluidi corporei abbiamo già affrontato l’argomento e abbiamo deciso che non abortiremmo. Il punto del “se non ci passi non puoi parlare” però è fallace.
      Capisco che alcune persone davanti all’esperienza concreta vacillino nelle proprie sicurezze. Sta bene. Ma ciò non implica tutti vacillino nelle proprie condizioni. È pieno il mondo di persone che si sono trovate con un’indagine prenatale dall’esito infausto e non ànno abortito. A loro cosa dici? Dovete trovarvi in quelle condizioni, poi cambiate idea? Ehm, no…. a loro è capitato e non ànno cambiato idea.
      Esistono le persone che rimangono delle proprie convinzioni anche quando capita a loro, eh.

      L’affermazione che se uno abortisce un Down lo fa in fin dei conti per una questione di “schifo” per la categoria, mi sembra superficiale, perché mancante di vissuto.

      E cosa c’entra il vissuto? Questa è una constatazione di un fatto.
      Io posso osservare un fatto anche senza esserne protagonista.
      Dammi una motivazione razionale per abortire un Down. Non fa una vita di sofferenze, può fare una vita normale, à un’aspettativa di vita che ormai è di tutto rispetto… Deve essere gestito? Sì, ma non più di un qualsiasi anziano che non puoi lasciare solo.
      Anche quello del “dopo di noi” non è un motivo valido per un aborto. Quando non ci sono più i genitori ci sono i servizi sociali che si occupano di loro. Io non ò mai visto un Down abbandonato a se stesso vagare per la città perché non se ne occupava nessuno. Se la preoccupazione è quella allora non fare figli del tutto perché ce ne saranno a migliaia di situazioni che ti possono capitare in cui non puoi gestire un figlio da solo e dovrai fare affidamento su qualcun altro (e non necessariamente perché non ci sei più). Un Down è gestibile con meno fatica di un adolescente ribelle o di un anziano con l’Alzheimer.

      Quindi no, non c’è nessun motivo razionale per sopprimere un bambino Down.
      L’unico motivo è che viene abortito perché fa schifo.
      Non ti piace la parola “schifo”. Ok, diciamo allora che viene abortito perché “non piace”. È la stessa cosa ma urta meno.

      Ecco, la realtà è questa: un bambino Down viene abortito perché non piace.
      Tutti noi istintivamente proiettiamo la nostra persona sui nostri figli. Vediamo in loro dei piccoli noi. Per questo vogliamo che studino quello che abbiamo studiato noi, abbiano le nostre passioni, ricevano quello che noi non abbiamo potuto avere… e per la stessa ragione ci rimaniamo male quando poi nella vita decidono di fare altro. Quando succede ti scontri con la realtà: tuo figlio non è un piccolo te stesso, è una persona indipendente.
      La nascita di un figlio Down è una sberla che ti impone di capire questo concetto non gradualmente mentre il figlio cresce ma tutto in un momento.
      La parte più dura di accettare un figlio Down è capire che non è un giudizio su di te. Molti genitori non accettano il figli Down perché non accettano di vedere il “piccolo se stesso” fallato. Sono convinti di essere dei super fighi della madonna e pretendono che la loro copia in miniatura debba essere altrettanto. Se così non è non lo accettano come proprio figlio. Pensano che un figlio con limitazioni mentali debba capitare agli stupidotti, non a loro. Perché essi sono super intelligenti, quindi ànno diritto a un figlio intelligente che faccia una grande carriera.
      È un processo mentale che ànno quasi tutti i genitori. Quasi tutti i genitori pensano di essere intelligenti e sono convinti che la propria copia in miniatura debba essere intelligente come loro e iniziano a fantasticare sui loro successi nella vita fin da quando i figli sono nella culla.
      Se non è l’intelligenza è la bellezza. Siamo pieni di mamme che pensano di essere fighe della madonna e sono convinte dello stesso per le figlie.
      Se non è la bellezza è il talento, così abbiamo genitori convinti di essere cantanti di talento incompreso che fantasticano del successo dei figli.
      Poi la realtà ti abbatte contro prima o poi. Se ti nasce un figlio non molto dotato mentalmente tu potrai pensare che prende brutti voti a scuola per colpa dei professori, ma alla fine ammetterai che ti è nato un figlio un po’ indietro. Ma ci arrivi pian piano a capirlo.
      Quando ti nasce un figlio Down la botta di realtà ti arriva tutta insieme. E lì non puoi più farci niente. Non puoi più fantasticare un futuro radioso per il figlio. Il processo di proiezione di te stesso sulla tua piccola copia viene distrutto all’istante.
      Devi accettare che tuo figlio non avrà mai successo, quel successo di cui sei convinto di avere diritto tu e che speri abbia tuo figlio. Devi accettare che la tua piccola copia sia fallata.
      È questo il motivo per cui i Down vengono abortiti, perché fanno una fotocopia di te che viene male e tu non lo accetti.

      Non vuoi chiamarlo “schifo”? Ok, chiamalo come vuoi. Ma il concetto è lo stesso.
      Questa è l’unica motivazione per cui vengono abortiti i Down. Il resto sono scuse e bugie che i genitori dicono prima di tutto a se stesso perché non vogliono ammettere questo fatto.
      E no, non ò bisogno di esperienza personale per osservare questo fatto.

      15 novembre 2018
    • Lela said:

      Questa storia che se non ci passi non puoi dare un giudizio su qualcosa è una enorme sciocchezza. L’esperienza in comune aiuta solo ad avere comprensione e carità verso le persone, che non c’entra niente con il dare giudizi sulle azioni. Io posso dire che un furto è tale anche se non sono disperato e vivo in miseria. Io posso dire che è più intelligente vivere sessualità e matrimonio in un certo modo anche se sono vergine. Mattia può dire che i bambini “imperfetti” vengono abortiti in stragrande maggioranza per paura della fatica, anche se non si è trovato nella circostanza.

      15 novembre 2018
    • Massimo Garavaglia said:

      Esatto Mattia, la parola chiave è”vacillare”. Lo ammetto, io vacillai parecchio solo al pensiero di avere un figlio affetto da una patologia genetica. E davanti al mio vacillare mi resi conto con stupore di quanto potessi essere codardo. Mi stupii a tal punto del mio repentino cambio di atteggiamento, che mi resi conto di non saper prevedere come avrei reagito se l’esito dell’esame fosse stato infausto. Avrei veramente dato corso alla mia decisione preventiva? oppure avrei cambiato idea? Non lo saprò mai e quello che sostengo è che le dichiarazioni a mente fredda non è detto che vengano mantenute in casi drammatici come questo. Non credo si abortisca per schifo o altro termine addolcito, quanto per paura di non essere abbastanza forti. Almeno questo è stato il mio ragionamento preventivo…

      15 novembre 2018
  7. Massimo Garavaglia said:

    “Io posso dire che è più intelligente vivere sessualità e matrimonio in un certo modo anche se sono vergine.”

    Certo, lo puoi dire, nessuno te lo impedisce, ma il “livello di confidenza” delle tue affermazioni sarà bassissimo.

    15 novembre 2018
    Reply
    • Lela said:

      Ti lascio stare solo se mi dici che questo ragionamento vale anche per l’opinione sulla liberalizzazione della cannabis di chi non ha mai fumato uno spinello 🙂

      16 novembre 2018
    • Massimo Garavaglia said:

      Per chiarire ulteriormente: io sostengo che su alcuni argomenti specifici esprimere “un’intenzione di voto” lascia il tempo che trova. Magari vado un po’ OT , ma sostenere: “io non abortiro’ mai in caso avessi in grembo un figlio Down” è un’affermazione puramente teorica con potenza predittiva bassa. Lo stesso dicasi per il sesso, la vita di coppia, la malattia, l’amore, la morte e tutta una sequela di argomenti che hanno a che fare con i nostri sentimenti più intimi, inconfessabili e indescrivibili. Ecco perché si risponde con un sorrisetto ai ragazzi che dicono: “non mi sposerò mai”, “non avrò mai figli” e perché è impossibile, se non con la Poesia o l’arte, descrivere cosa si prova facendo sesso o di fronte alla morte o alla malattia di un figlio. È difficile o impossibile per chi li ha sperimentati, figuriamoci per chi non lo ha fatto!
      La faccenda Cannabis non credo faccia parte di questa categoria, nel senso che i suoi effetti sono piuttosto semplici da descrivere e comprendere.

      16 novembre 2018
    • mattia said:

      Per chiarire ulteriormente:

      Facciamo così.
      Io adesso esco di qui, trovo una famiglia che non à abortito un figlio Down (ce ne sono, eh) e non à nemmeno mai pensato di farlo.
      Gente a cui ànno detto “vostro figlio sarà Down” e non ànno pensato nemmeno un momento di abortirlo.
      Poi gli do in mano questo post e glielo faccio ripetere con la loro voce, parola per parola.
      A loro che rispondi?
      Non puoi più dire “se non ci passi…” perché loro ci sono passati.

      17 novembre 2018
    • Massimo Garavaglia said:

      “A loro che rispondi?
      Non puoi più dire “se non ci passi…” perché loro ci sono passati.”

      Appunto, ci sono passati.

      Forse non mi spiego bene: la mia tesi è che le, su certi argomenti, le affermazioni assolutistiche fatte a priori hanno poco valore predittivo, perché poi, quando ci si trova coinvolti, si può facilmente ragionare diversamente e cambiare idea. Naturalmente non è detto che per forza si cambi idea, ma la scelta vera la si fa quando si è costretti, non prima. Un po’ come i sondaggi pre-elettorali e i risultati del voto. Non è detto che combacino, anzi, è normale che non lo facciano.

      18 novembre 2018
    • mattia said:

      Appunto, ci sono passati.

      Quindi secondo te questo post va bene se scritto da loro ma non va bene se scritto da me.
      I concetti dunque sono validi a seconda di chi li esprime.
      Ehm, no… non funziona così.
      Se i concetti sono validi, sono validi sempre, a prescindere da chi li esprime.

      19 novembre 2018
  8. Lela said:

    Allora, credo che siamo tutti d’accordo su questo: dire di avere intenzione di fare una cosa non implica necessariamente che si seguirà la propria convinzione, una volta calati nella circostanza. Siamo tutti d’accordo sulla fragilità e l’ipocrisia dell’essere umano, non ci piove, ma il punto del post, e anche il mio, non è la comprensione della persona nella circostanza, che nessuno nega, è il giudizio oggettivo su un’azione.
    Quello su cui non siamo d’accordo è sulla possibilità o meno di esprimere un giudizio valido.
    Io credo che un’affermazione possa essere valida o meno a prescindere dall’esperienza diretta del latore.
    “Non c’è una ragione oggettiva per abortire un figlio down” è un’affermazione oggettiva, la sua validità e affidabilità non viene minimamente scalfita dal non essere capitato nella situazione. Stessa cosa per altre affermazioni su altri argomenti.
    L’eventuale venire meno alle proprie convinzioni, nel momento della prova, non rende meno valido l’oggetto della convinzione. Semplicemente, è l’uomo a rendersi conto di non esserne mai stato veramente convinto, oppure le emozioni ne offuscano la risoluzione. Ma la cosa resta vera, falsa, valida o invalida a prescindere da quello che l’essere umano pensa o fa in quel momento.
    “Non c’è una ragione oggettiva per abortire un figlio down” resta vero. Ma ció non implica che una coppia che prende questa decisione venga lapidata sulla pubblica via, perché siamo umani.

    19 novembre 2018
    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota sui biscottini: questo sito usa solo i biscottini di base di Wordpress per il funzionamento del sito. Non usa biscottini per memorizzare vostri dati personali, anche perché non me ne frega niente. Pensate che non vengono nemmeno fatte le statistiche sugli accessi di questo sito. Non ci sono nemmeno i pulsanti per mettere apprezzamenti sul feisbuc, il tuitter o altre reti sociali. Ciao.