L’errore delle iene coi contatori del gas

Noi speriamo comunque di avere sbagliato qualcosa

matteo viviani

Sì, viviani, ài sbagliato qualcosa: ti ostini a occuparti di cose di cui non capisci nulla.
E ci costruisci sopra servizi televisivi.

Se vi siete persi l’ultima castroneria de le iene la potete vedere qui. In pratica dicono che molti contatori del gas sbagliano totalmente le misure. Mica di qualche punto percentuale, dicono che segnano più del doppio.

Per dimostrarlo cosa fanno? Prendono il contatore sotto accusa e lo mettono in serie a un altro contatore basato su di un’altra tecnologia. Li fanno attraversare dallo stesso flusso di gas e  misurano valori totalmente diversi, per esempio uno segna 1,199 m^3 e l’altro 2,466 m^3.
La deduzione? Quello che segna 2,466 m^3 è sballato.

Peccato che questo test abbia valore scientifico nullo. Non basso, proprio nullo.

Partiamo dalle basi: se tu vuoi calibrare uno strumento devi fargli misurare una quantità nota. Se ài una bilancia, ad esempio, prendi delle masse di cui conosci il valore, per esempio 100 g, gliele fai misurare e vedi se la bilancia ti dice 100,00 g, se ti dice 99.03 g o se ti dice 84.92 g.

Per fare questo però ti serve una massa di 100 g. E come fai a sapere se quell’oggetto à veramente 100 g di massa?
Tutto parte dal campione primario che sta a Parigi e che definisce il chilogrammo. Da quello vengono derivati altri campioni la cui massa è misurata per paragone al chilogrammo campione.
Dai campioni secondari derivi quelli successivi a cascata finché ti arriva tra le mani una massa di cui conosci il valore non perché te lo dice lo Spirito Santo, ma perché è derivato dal campione primario.
Certo, è sempre meglio avere un campione ottenuto dal campione primario con un numero di passaggi basso e con la minore incertezza possibile. Ma almeno in questo caso sai il valore della massa (e la sua incertezza) sulla base di un processo di misure che è partito dal campione primario.

In altri casi non c’è un campione primario come oggetto fisico ma c’è un fenomeno fisico. Ad esempio, per la tensione elettrica si usano giunzioni di Josephson come campioni primari del volt. Se voi capire se il tuo voltmetro misura benemale devi procurarti un campione primario di tensione oppure un altro voltmetro che è stato a sua volta calibrato con un campione primario.
O un voltmetro che è stato calibrato con un voltmetro che è stato calibrato con un campione primario… che al mercato mio padre comprò.

Posso usare direttamente il campione primario o posso avere dieci passaggi tra me e il campione primario. Ma il campione primario ci deve essere. Altrimenti la mia misura è riferita…. al niente!
Se non parti dal campione primario i numeri che dài sono fantasia pura, non ànno alcun valore scientifico. Una scimmia che pesta tasti a caso sul tastierino numerico ti fornisce numeri con lo stesso valore.

Tornando a viviani e al suo servizio: questo mi propone due contatori che misurano due valori diversi, uno il doppio dell’altro. In automatico egli deduce che quello che segna meno è giusto e quello che segna di più è sballato.
E su cosa basa questa deduzione? Forse è in possesso di un certificato di calibrazione di quel contatore per dire che è “buono“?
No, lo chiede a un tizio incappucciato.

Giuro, non guarda i certificati di calibrazione (come si dovrebbe fare) ma chiede a un tizio incappucciato. Il quale ovviamente dice che uno dei due è più preciso sulla base di… boh. Il parere di quel tizio incappucciato à valore scientifico nullo perché è basato sul nulla. Per poter dire che un contatore è preciso e l’altro no dovrebbe guardare i certificati di calibrazione. Se non ci sono dovrebbe calibrarli usando un contatore… calibrato!

Ed è esattamente questo l’errore che ànno fatto. Il test è stato condotto usando due contatori entrambi non calibrati. È come avere una equazione sola e due incognite: non puoi trovare la soluzione!

Esempio: abbiamo il contatore A che segna 1 m^3 e il contatore B che segna 2 m^3. Le opzioni sono tre:

  • il contatore A è corretto e il contatore B segna troppo
  • il contatore B è corretto e il contatore A segna poco
  • sia il contatore A che il contatore B sono sballati e il valore “corretto” sta nel mezzo (o da tutt’altra parte)

Come fai a dire qual è l’opzione giusta?
Per quanto ne sappiamo noi quello che segna la misura sbagliata potrebbe anche essere quello che segna di meno.
Viviani e il suo ospite incappucciato ànno deciso invece che è quello che misura di più. E cosa ànno portato a giustificazione di ciò? Nulla.

Giuro, nulla.
Non è che sono andati a fare un test con un contatore calibrato facendo i calcoli dell’incertezza; ànno deciso che uno dei due contatori era giusto perché così garbava a loro.

Ah, lo preciso subito prima che qualcuno lo chieda: in questi casi non si giudica “a esperienza“. Uno non può dire “di solito quel modello lì funziona meglio, quindi mi fido di più“. Di uno strumento di misura tu non ti fidi perché è di una buona marca o perché costa di più: l’unica cosa che devi valutare per fidarti delle sue misure è la CALIBRAZIONE.

Se viviani vuole sapere quanto sono affidabili le misure di un contatore deve calibrarlo. Lo porta in un laboratorio metrologico dove sanno fare le misure e se lo fa calibrare.
Tutto il resto è fuffa, non à alcuna base scientifica.

 

Piesse: mi scuso coi colleghi misuristi se il lessico non è proprio pulitissimo qui ma lo scopo dell’articolo è divulgativo.

19 Comments

  1. Mauro said:

    Comunque ora il Codacons cavalcherà la cosa. Sicuro.

    8 novembre 2018
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  2. Beppe Grullo said:

    Quello elettronico misura i metri cubi standard, quello a rotella i metri cubi alle condizioni del momento e viene corretto a posteriori sulla bolletta in base a stime su temperatura, pressione e miscela del periodo.
    Se non mi ricordo male, poi se non mi ricordo bene il “giornalista” potrebbe comunque chiedere lumi a un ente che certifica i contatori. Mi pare che in italia ce ne sia uno solo uno a Bellaria

    8 novembre 2018
    Reply
    • Stefano said:

      Uhm io ho quello elettronico e in bolletta applicano comunque il coefficiente di correzione….

      9 novembre 2018
    • mattia said:

      Be’, in italia non so come funzioni dal punto di vista contrattuale ma qui in Rep. Ceca fatturano l’energia, non i m^3, perché – appunto – la quantità di energia non dipende solo dai m^3 ma anche dalla pressione a cui ài quei m^3.

      9 novembre 2018
    • Beppe Grullo said:

      Stefano ho ricontrollato chiedendo ai miei ex colleghi. Il contatore elettronico casalingo non ha il sensore di pressione a differenza di quello industriale perché costa troppo, ha però quello di temperatura (costa un cavolo essendo ponte di resistenze) e in base a quello corregge. Il fattore di riconversione ci vuole comunque su quello elettronico perché stai supponendo che la pressione sia 1 bar. Ma comunque stanno misurando cose diverse.

      Ora io non posso escludere che magari qualche installatore abbia sbagliato qualche parametro (anzi sicuramente a qualcuno è successo), ma sicuramente il fatto che diano misure diverse non vuol dire proprio nulla.

      Comunque basta chiedere all’istituto di certificazione. Ma probabilmente non lo faranno perché rischierebbero di avere una spiegazione plausibile della cosa, e allora addio complottone

      9 novembre 2018
    • mattia said:

      Comunque basta chiedere all’istituto di certificazione.

      Appunto. Perché chi ti calibra lo strumento nel certificato di calibrazione ti scrive pure in quali condizioni à fatto la misura (temperatura, pressione…).
      Poi tu, sapendo tutte le condizioni fai tutte le considerazioni del caso, i tuoi calcoli etc.
      Proprio per quello bisogna guardare i certificati di calibrazione.

      9 novembre 2018
  3. Raoul Codazzi said:

    Mattia scrivigli a Viviani va, che magari impara qualcosa.

    Proviamo per un attimo a entrare nella sua testa. Se il contatore che fornisce la misurazione più bassa è quello a sensori e se questo tipo di contatore è anche più nuovo e costoso degli altri due modelli (e – come si dice nel servizio – meno diffuso perché all’azienda fornitrice non conviene) inmagino che Viviani abbia concluso che lettura più bassa + contatore più nuovo e costoso = lettura corretta.

    Secondo me un tecnico/esperto/manutentore che concepisce la prova dei due contatori in serie può solo arrivare alla concluisione logica che o uno dei due misura male (ma ovviamente non sai quale) o misurano male entrambi. La mia impressione è che sia stato Viviani a metterci del suo e a fare quelle conclusioni prive di logica, peccando di eccessiva sicurezza in un campo dove non ha alcuna competenza.
    Il servizio sembrava fatto in modo davvero frettoloso e d’altra parte era la continuazione di un pezzo precedente. Ciò mi fa pensare sia stato preso sotto gamba e fatto con faciloneria e leggerezza.

    9 novembre 2018
    Reply
  4. Stefano said:

    Si potrebbe dire molto anche sul tipo di test: occorrerebbe fare qualche conto ma non è difficile pensare che aprire il gas con il tubo non collegato a nulla porti facilmente il contatore a operare fuori dalla sua portata massima che per un contatore standard dovrebbe essere 6 m^3/h mi pare… E quindi a avere una misura inaffidabile

    9 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      E quindi a avere una misura inaffidabile

      inaffidabile e inutile, perché testi il contatore in un valore in cui non verrà usato.

      9 novembre 2018
  5. Alessandro said:

    Il servizio precedente, quello in cui il contatore è scollegato, e nonostante tutto segna un passaggio di gas seppur modesto, ecco quello mi lascia un po’ dubbioso.

    9 novembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      l servizio precedente, quello in cui il contatore è scollegato, e nonostante tutto segna un passaggio di gas seppur modesto, ecco quello mi lascia un po’ dubbioso.

      Mah, anche lì… il contatore è stato testato nelle reali condizioni di utilizzo?

      9 novembre 2018
    • Raoul Codazzi said:

      Sì, perché qui i video mostrano che chi ha fatto le prove casalinghe ha chiuso il gas lasciando il contatore collegato. Quelle sono le reali condizioni di utilizzo.

      Questo caso mi sembra interessante perché possiamo guardare le cose in termini puramente fisici.
      Se non ho flusso mi aspetto che la misurazione resti invariata. Perché invece ciò non avviene? Potrebbe essere che, quando chiudo la mandata, all’interno del contatore si generi comunque un micro-flusso più o meno disordinato indotto dalle condizioni di temperatura e pressione. Un fisico potrebbe dirci se è o non è così. Quindi è come dire che c’è un piccolo errore ineliminabile che a questo punto è probabile sia presente in tutti i contatori di uno stesso tipo (meccanico, elettronico, a sensori) e che non dipende dalla marca dell’azienda produttrice e dal lotto di produzione. Chiamiamo questo lo scenario A.
      Se invece non è così allora la situazione è diversa. Poniamo che si trovino due contatori dello stesso tipo (magari di marche diverse, o della stessa marca ma di lotti produttivi diversi), uno dei quali non misura nulla chiudendo il gas e l’altro sì. Mi vengono in mente due situazioni possibili: o c’è un problema di difettosità non intenzionale di uno dei due (scenario B) o c’è un problema di difettosità pianificata (scenario C).
      Dal servizio delle Iene io vorrei sapere se siamo nel caso A, B o C. Poi magari qualcuno trova che ne sono possibili anche altri di scenari.
      Una volta stabilito lo scenario corretto si possono circostanziare le accuse. E, se solo dopo aver sentito dei fisici e dei progettisti di contatori (possibilmente più di una voce), dovesse emergere lo scenario C allora Viviani ci può anche andare giù pesante. Per ora, però, il quadro non è ancora chiaro.

      9 novembre 2018
    • mattia said:

      Se non ho flusso mi aspetto che la misurazione resti invariata.

      sicuro che non ci sia flusso? Sicuro che non ci siano perdite?
      Per fare un test bene devi prendere la sonda per misurare le perdite di gas e passarla vicino alle giunzioni in uscita dal contatore e vedere se perdi qualcosa.

      9 novembre 2018
    • Mauro said:

      Se non ho flusso mi aspetto che la misurazione resti invariata. Perché invece ciò non avviene? Potrebbe essere che, quando chiudo la mandata, all’interno del contatore si generi comunque un micro-flusso più o meno disordinato indotto dalle condizioni di temperatura e pressione.

      Nell’ipotesi di assenza di perdite (condizione in realtà idealizzata: minime, minimissime perdite sono inevitabili) il micro-flusso che dici tu dovrebbe sì generarsi ma come effetto temporaneo.
      Aspettando per sufficiente tempo che tutto si stabilizzi quel micro-flusso dovrebbe sparire o al limite stabilizzarsi su un valore costante.
      Ma appunto, stiamo parlando di condizioni idealizzate. La realtà, lo sappiamo, ama complicare le cose.

      9 novembre 2018
    • Raoul Codazzi said:

      @ Mattia

      “sicuro che non ci sia flusso? Sicuro che non ci siano perdite?”

      Piuttosto sono quasi sicuro del contrario. Circa tre anni fa mi chiama un inquilino che abita in un appartamento di mia proprietà per segnalarmi che dal contatore che si trova fuori dall’appartamento, sul ballatoio, sotto la finestra del soggiorno, esce puzza di gas. Vado lì e la puzza è inequivocabile. Mi faccio dare una bolletta, trovo il numero segnalazione guasti e chiamo sùbito un tecnico che il giorno dopo viene sul posto. Questo sistema la perdita e la puzza sparisce. Poi tira fuori dalla valigetta uno strumentino che probabilmente è il rilevatore che dici tu; infatti è una sonda collegata a un display. Sbircio e vedo che ci sono dei numerini che cambiano di continuo, tutti sotto il 10. Questo, più o meno, il dialogo tra me e lui:

      io: ma non dovrebbe segnare zero?
      lui: no, perdite infinitesime ci sono sempre
      io: e la lettura dice che è tutto OK?
      lui: sì, con questi numeri è tutto a posto, nessun pericolo, nemmeno lontanamente
      io: unità di misura dei numerini?
      lui: ppm
      io: cioè, questo coso conta le molecole di gas?
      lui: sì

      Ha atteso dieci minuti e poi ha ripetuto la misura. La situazione non è cambiata e se ne è andato.
      Le micro-perdite ci sono. Quello che io avrei voluto sapere dalle Iene è se sono le micro-perdite a determinare il fatto che un contatore continua ad avanzare anche quando non vi passa gas dentro. Perché se è così il “caso” va molto ridimensionato.

      @ Mauro

      “Aspettando per sufficiente tempo che tutto si stabilizzi quel micro-flusso dovrebbe sparire o al limite stabilizzarsi su un valore costante”.

      Esatto. Infatti la modalità con cui i tizi da casa – quelli che hanno spedito i video – hanno fatto quelle prove (contatore chiuso in mandata e cronometro attivato per misurale l’incremento del volume) è parecchio lacunosa. Ma da loro non possiamo nemmeno pretendere chissà cosa.
      Io vorrei vedere misure ripetute nel tempo (mica solo nei primi dieci minuti dopo aver chiuso la valvola) e sopratutto cosa succederebbe se si abbassasse di qualche decina di gradi l’ambiente in cui è immerso il contatore.

      Così abbiamo almeno due fattori (le micro-perdite e la temperatura) che possono falsare la misurazione; in particolare che possono “far camminare” i numerini sul display anche a valvole chiuse.
      Bene, io mi aspetto che in un laboratorio ben attrezzato si possano ridurre quasi a zero entrambi i fenomeni. E se così faccio cosa succede al contatore? Se i numeri continuano a camminare ma in modo enormemente più lento allora la fisica ci dice che il caso montato dalle Iene è ben diverso da come ci è stato presentato. Se invece i numerini continuano a camminare più o meno con lo stesso passo allora devo pensare al dolo. Che però devo provare trovando qual è il meccanismo (es. software) che spiega quel comportamento.

      Le Iene hanno individuato un fenomeno. Ma si sono dimenticati di spiegarlo fino in fondo. Però hanno fatto conclusioni. Magari anche giuste, ma per caso, mica per metodo.

      Notare l’effetto di servizi di questo tipo sul pubblico. La maggioranza delle persone ha sicuramente creduto di assistere a rigorose dimostrazioni scientifiche (ah, che fighi quelli delle Iene, che tosti!). Noi invece ci siamo messi a ridere. E si tratta di uno schema cui abbiamo già assistito altre volte.

      @ Ri-Mattia

      Tra l’altro mi pare che tu in passato avessi avuto a che fare con quelli delle Iene, o sbaglio? Devo aver letto qualcosa sulle parti più antiche del tuo blog. E mi pare di aver anche cercato qualche video, ma senza trovarlo. Comunque… se fossero più furbi, quelli delle Iene ti consulterebbero come curatore metodologico per i servizi con taglio scientifico. Però, magari gli stai sulle palle; magari non ci hanno pensato; magari non gliene frega nulla.

      9 novembre 2018
    • mattia said:

      Le micro-perdite ci sono. Quello che io avrei voluto sapere dalle Iene è se sono le micro-perdite a determinare il fatto che un contatore continua ad avanzare anche quando non vi passa gas dentro. Perché se è così il “caso” va molto ridimensionato.

      Appunto per quello dico che i test casalinghi fatti fare dalle iene ai propri ascoltatori non ànno alcun valore.
      Avrebbero dovuto fare il test misurando se c’erano perdite.
      Se non sappiamo quei valori il test non ci dice nulla.

      Che poi è il motivo per cui ai miei studenti dico sempre di essere pedanti e scrivere tutte le condizioni in cui ànno fatto le misure, inclusi i dettagli che a loro sembrano insignificanti, perché poi se qualcosa non torna devi spulciare tra le condizioni di misura per scoprire se c’è qualcosa che giustifica il valore inaspettato.

      Tra l’altro mi pare che tu in passato avessi avuto a che fare con quelli delle Iene, o sbaglio? Devo aver letto qualcosa sulle parti più antiche del tuo blog. E mi pare di aver anche cercato qualche video, ma senza trovarlo. Comunque… se fossero più furbi, quelli delle Iene ti consulterebbero come curatore metodologico per i servizi con taglio scientifico. Però, magari gli stai sulle palle; magari non ci hanno pensato; magari non gliene frega nulla.

      L’autore che fece il servizio con me ce l’ò ancora su facebook (e si ricorda ancora di me perché mi à scritto un messaggio qualche mese fa, su tutt’altro argomento).
      Un altro autore lo conosco di persona anche se à smesso di parlarmi da un paio d’anni.
      Se vogliono sanno dove trovarmi.
      Ma non ci sono mica solo io. Di dipartimenti di metrologia sono piene le università italiane. Possono andare da uno qualsiasi dei metrologi che ci sono in italia e gli direbbero esattamente le stesse cose che ò scritto qua.
      Loro invece preferiscono affidarsi a tipi incappucciati il cui lavoro è, sostanzialmente, quello di collegare tubi, non fare misure.
      Affari loro, la figura di merda la rimediano loro.

      9 novembre 2018
    • Mauro said:

      Le Iene hanno individuato un fenomeno. Ma si sono dimenticati di spiegarlo fino in fondo. Però hanno fatto conclusioni. Magari anche giuste, ma per caso, mica per metodo.

      Conoscendo le Iene (e non solo) è più probabile che siano partiti dalle conclusioni (magari per caso anche giuste, come dici tu) e da quelle poi abbiano costruito le misure e il servizio.

      9 novembre 2018
  6. ava said:

    Ma scusate, conoscendo le iene, voi veramente credete che il flusso di gas sia stato uguale nei due contatori?
    Ho guardato velocemente il video, i contatori sono in serie , il contatore ” cattivo ” è messo prima e quello ” buono ” è messo dopo (guarda caso) . Non è che hanno chiuso ( magari apposta) il tubo dimmerda e questo causa delle perdite?

    9 novembre 2018
    Reply
    • mamoru said:

      correggetemi se sbaglio.
      che poi la parte a monte dei contatori ed i contatori stessi son di pertinenza di chi gestisce la rete quindi toccarla e’ manomissione bella e buona… o no?

      9 novembre 2018

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