Chi si dovrebbe scusare

Il caso Cucchi è un tipico esempio di come la gente non ragiona. Decide chi à ragione sulla base di tutto fuorché la logica. Si dà ragione a chi si preferisce, per tifoseria. Oppure si dà ragione sulla base di chi è la vittima.

Un po’ come gli ebrei: siccome sono stati delle vittime nell’olocausto allora adesso ànno sempre ragione. Su qualsiasi cosa. Non ti puoi permetterti nemmeno di criticare un’uscita infelice altrimenti ti dànno del nazista. Fa niente se nel caso specifico ànno torto marcio: in qualità di vittime ànno sempre ragione. Col caso Cucchi il livello di non-ragionamento è stato lo stesso.

Qualche settimana fa, oramai lo avrete saputo, un carabiniere à testimoniano il pestaggio di Cucchi nella caserma dei carabinieri dove fu portato dopo l’arresto. Da quel momento tutti ànno iniziato a urlare come scimmie impazzite “avete visto, aveva ragione ilaria cucchi, ora dovete chiederle scusa

Il ragionamento è questo: Cucchi è stato picchiato, Cucchi è una vittima, quindi ilaria cucchi à ragione. Su tutto. Anche quando à torto. In qualità di (sorella di) vittima à ragione.

Eppure proprio questa testimonianza del carabiniere dimostra che ilaria cucchi aveva torto marcio. Basta tornare ai primi anni della vicenda, quando furono processati gli agenti di polizia penitenziaria del carcere dove fu portato Cucchi dopo la convalida dell’arresto.
Furono processati e furono assolti. Oggi sappiamo che il pestaggio fu commesso dai carabinieri prima dell’arrivo in carcere e non dagli agenti di polizia penitenziaria.
Eppure per anni sono stati accusati proprio gli agenti di polizia penitenziaria che si sono fatti un calvario di processi. Quando nel 2013, al processo di primo grado, furono assolti gli agenti di polizia penitenziaria ilaria cucchi protestò dicendoGiustizia ingiusta. Mio fratello è morto di ingiustizia“.
Perché invece una giustizia che condanna gli agenti di polizia penitenziaria quando il pestaggio l’ànno fatto i carabinieri invece è una giustizia giusta. Perché l’importante non è trovare il colpevole vero, ma condannare qualcuno a caso per soddisfare la famiglia. Ovvio.

Se non vi ricordate come parlava ilaria cucchi i quei giorni potete tornare al 2012 quando ancora non c’era nemmeno la sentenza di primo grado che arrivò nel 2013. Rispondendo all’avocato di una guardia accusata dell’omicidio di Cucchi che aveva presentato un esposto contro di lei scrisse: “apprendo di esser stata denunciata dall’avvocato Perugini che difende coloro che hanno pestato mio fratello“.
Non c’era la sentenza ma l’aveva già deciso lei che era stato pestato dalle guardie del carcere. Poi arriva la sentenza e le assolve tutte. Ora arriva la testimonianza del carabiniere e racconta che fu pestato dai carabinieri, non in carcere.
Però lei nel 2012 già aveva deciso che erano stati gli agenti del carcere. Senza un forse, senza un probabilmente.

E se ancora non vi basta, a vanity fair la stessa cucchi aveva detto: “Io reputo moralmente responsabili della morte di mio fratello le guardie carcerarie che picchiandolo hanno innescato la catena drammatica.”

Non era così, non lo avevano picchiato le guardie carcerarie.

Ecco, ilaria cucchi potrebbe cortesemente chiedere scusa per quelle frasi?
No, perché essere vittima non ti autorizza a sparare accuse su chiunque. Non è che siccome sei vittima ài il lasciapassare per spalare letame su chiunque ti passi a tiro senza risponderne.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, anche sulla questione dei carabinieri. Come quella volta che pubblicò la foto del carabiniere che poi à testimoniato il pestaggio dicendo che aveva voluto guardare le facce di coloro che avevano pestato suo fratello. Peccato però che dalla testimonianza quel carabiniere non à picchiato Cucchi, furono gli altri due carabinieri. Quindi, o la testimonianza è valida e tu l’ài accusato ingiustamente oppure la testimonianza non vale nemmeno. Ma qui mi rendo conto che arriviamo a concetti logici persino troppo difficili da capire per chi è abituato a schierarsi per tifoserie.

Il fatto è che ilaria cucchi aveva torto marcio sulle guardie carcerarie e continua ad avere torto marcio ora che si scopre che è stato davvero picchiato (dai carabinieri). Questo non lava via tutte le accuse false fatte nei confronti della polizia penitenziaria.
Anziché chiedere le scuse degli altri dovrebbe darle per prima ilaria cucchi le scuse.

 

7 Comments

  1. Beppe Grullo said:

    Le scuse le deve dare il ministro dell’Interno a Ilaria Cucchi e fa bene lei a chiederle. Per quello si battevano le “scimmie impazzite” sui social. Cosa c’entra il fatto che lei stessa si dovrebbe scusare con altri?

    31 ottobre 2018
    Reply
    • mattia said:

      Le scuse le deve dare il ministro dell’Interno a Ilaria Cucchi e fa bene lei a chiederle

      Neanche per idea; salvini aveva perfettamente ragione quando disse che l’iniziativa di ilaria cucchi (quando pubblicò la foto del carabiniere dicendo che quella era una delle facce di coloro che avevano ucciso suo fratello) gli ricordava la lettera contro il commissario Calabresi.
      Aveva perfettamente ragione salvini perché ilaria cucchi non aveva alcun diritto di sentenziare la colpevolezza di una persona su internet.
      Tanto più che ora s’è scoperto non era stato quel carabiniere a picchiare cucchi. Ma fosse stato lui, prima aspetti la condanna.
      Non sei tu, ilaria cucchi, giudice onnipotente del mondo. Non ài il diritto di esporre una persona – per cui vale la presunzione di non colpevolezza – al pericolo di rappresaglie vendicative di minorati mentali con la bava alla bocca che vogliono fargliela pagare così come successo con il commissario Calabresi. Aveva perfettamente ragione salvini a fare questo paragone. Anche qui chi si dovrebbe scusare è ilaria cucchi.
      Dopo aver accusato – a torto – mezzo universo noto di aver picchiato suo fratello potrebbe avere anche il buon gusto di chiedere scusa e di nascondersi in casa per il resto della sua vita.

      31 ottobre 2018
  2. Stefano said:

    Tutt’ora bisognerebbe spiegare alla cara sorellina (e compagnia) che il processo non e’ ancora finito e un processo non e’ fatto di una sola testimonianza….

    31 ottobre 2018
    Reply
  3. Shuren said:

    “Tutt’ora bisognerebbe spiegare alla cara sorellina (e compagnia) che il processo non e’ ancora finito e un processo non e’ fatto di una sola testimonianza…”

    Infatti.

    Dopo tutto questo tempo, il processo non è ancora finito. D’altronde, si richiede fermentazione in botti di rovere.

    31 ottobre 2018
    Reply
    • Stefano said:

      Ti svelo un segreto… Sai che quando si è nella merda una delle strategie processuali più comuni e tirare quanta più merda possibile addosso agli altri?

      1 novembre 2018
  4. Mauro said:

    Mi fai tornare in mente il G8 del 2001 a Genova… quello di Carlo Giuliani e della scuola Diaz, per intenderci… anche allora dovevi o essere in tutto e per tutto a favore delle forze dell’ordine o in tutto e per tutto contro, non era accettato ragionare (invece nella realtà – cosa aborrita – sulla Diaz le FdO avevano torto e su Giuliani Ragione).

    7 novembre 2018
    Reply

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