Razzismi che non lo erano

“Vicino a una negra non mi siedo” e cambia posto. E’ stata questa la reazione di una donna sul Frecciarossa Milano-Trieste del 21 ottobre alla vista della sua compagna di viaggio: una studentessa 23enne di origini indiane di nome Shanthi.

via tgcom

C’è una cosa che davvero non vi entra in testa: la differenza tra legge e catechismo.

Il catechismo è quella cosa che ti impone di essere buono, la legge è invece quella cosa che serve per evitare che tu faccia un danno agli altri. Sono due cose diverse, ma tanto.

La legge può importi di non fare discriminazioni razziali quando vendi un bene o un servizio. Se il tuo negozio vende del latte non puoi vendere una bottiglia di quel latte al bianco ma non al negro, perché così facendo lasci il negro senza latte, quindi gli fai un danno. Se la tua agenzia vende assicurazioni per la bicicletta non puoi vendere la stessa assicurazione a un asiatico ma non a un caucasico, perché così facendo il caucasico si trova senza assicurazione, quindi gli provochi un danno.
Una qualsiasi legge deve tutelare un bene giuridico, e questo vale anche per le norme contro il razzismo. Non sono leggi fatte perché si vuole che la gente diventi più buona, ma per evitare che un bianco possa comprare un litro di latte dove vuole mentre il negro per comprare lo stesso litro di latte debba fare il giro di tutti i negozi del paese prima di trovarne uno disposto a venderglielo.

Se però tu non fai alcun danno a una persona, ài tutto il diritto di essere razzista. Il catechismo ti condannerà, certo, perché il catechismo ti entra nell’anima e scava tra i tuoi sentimenti, ti condanna anche solo per quello che provi. Ma la legge no, alla legge non gliene deve fregare nulla se sei buono o cattivo, se pensi o dici cose brutte. Tu puoi anche dire cose riprovevoli, ma se non fai un danno ad alcuno ài diritto di dirle.

Se un negro si siede vicino a te sul treno e tu gli imponi di cambiare posto allora sì che gli fai un danno. Perché imponi a lui di spostarsi. Ma se il posto lo cambi tu, allora non gli fai alcun danno. Il suo posto a sedere rimane quello. Anzi, gli lasci pure più spazio attorno per allargare le braccia!

A uno possono anche non piacere i negri o i caucasici ed è liberissimo di avere questi gusti. Quello che non può fare è un danno a negri o caucasici perché non gli piacciono. Ma se non fa danni allora rimane un gusto personale e al resto del mondo non gliene deve fregare niente dei tuoi gusti, tanto meno contestarteli.
Sì, uno à tutto il diritto di essere anche uno stronzo (e di dirlo in giro) se non fa un danno agli altri. Chiaro?

15 Comments

  1. Raoul Codazzi said:

    Potrà anche sembrare controintuitivo, ma è proprio come dici tu. Ad esempio, ogni tanto c’è qualcuno che mi dà del razzista perché ci sono occasioni in cui mi capita di dire che tendenzialmente non mi piacciono i Veneti, i Napoletani e i Calabresi. Cioè, mi danno del razzista perché dico che non mi piacciono i Napoletani e i Calabresi, il fatto che non mi piacciano i Veneti non scandalizza e preoccupa nessuno. Invece non è razzismo, è l’espressione di una preferenza (ripeto: espressione di una preferenza), esattamente come quando dico che mi piace il gelato al cioccolato e al pistacchio, ma non quello al limone e alla nocciola.
    Attenzione, non sto dicendo che vado in giro a urlare ai quattro venti che non mi piacciono certe persone, non metto i manifesti o non faccio scritte sui muri con slogan del tipo “forza Vesuvio”; non faccio nessuna apologia; sono cose che nemmeno mi passano per la testa.
    Sto parlando del fatto che in molti casi si creano situazioni in cui ci si sente in soggezione per il solo fatto di esprimere una preferenza o una banale opinione. Fateci caso, prendete un qualunque quiz televisivo o uno di quei programmi con ospiti; non appena c’è un concorrente che arriva da certe zone (es. Napoli), il conduttore (ancor più se vive a nord di Firenze) si sente subito in dovere di aggiungere qualcosa di positivo (ah Napoli! bellissima Napoli!), come se si dovesse scusare in anticipo per qualcosa. Poi arriva uno da Brescia o da Cuneo, ma di Brescia e di Cuneo non si dice nulla.

    Il razzismo è un’altra cosa. Nella mia vita lavorativa passata, quando ero un dipendente di una multinazionale delle telecomunicazioni, ho avuto la possibilità e necessità di assumere dei collaboratori e di avere degli stagisti. Se avessi escluso i CV di certi candidati unicamente sulla base della loro provenienza geografica sarei stato razzista, ma ovviamente non l’ho fatto. E il caso ha voluto che io abbia assunto quasi solo persone originarie della Campania. Perché? Perché durante i colloqui e al termine dei test a cui li ho sottoposti si sono dimostrati semplicemente migliori degli altri candidati che ho avuto per le mani. E se devo circondarmi di collaboratori faccio la scelta migliore. Ciò detto non mi piaceva il loro accento e il loro gesticolare, né il loro modo di ragionare su questioni extra-lavorative. Ci si scherzava su, e nessuno è mai stato offeso o si è sentito offeso. Ma molti dei miei colleghi lo vedevi che avevano il timore di fare anche una battutina piccola piccola per paura di essere tacciati di razzismo.

    25 Ottobre 2018
    • mattia said:

      non metto i manifesti o non faccio scritte sui muri con slogan del tipo “forza Vesuvio”;

      Ma guarda che tu puoi anche farlo.
      Se pure scrivi “forza Vesuvio” sul muro non è che questo influenza l’attività vulcanica del Vesuvio.
      Non è che se scrivi “forza Vesuvio” allora l’eruzione arriva prima del previsto o più forte.
      Non fai nessun danno.
      Non ti garbano i napoletani? È un tuo diritto dirlo.
      Speri che crepino? È altrettanto tuo diritto dirlo, il tuo desiderio non rende la morte dei napoletani nemmeno un zic più probabile.

      25 Ottobre 2018
    • robinet said:

      cosa ti abbiamo fatto noi veneti Raul?? 🙂

      25 Ottobre 2018
    • mattia said:

      cosa ti abbiamo fatto noi veneti Raul??

      secondo me è perché bevete troppo… 😉

      25 Ottobre 2018
    • Sciking said:

      A tema razzismi contro X, io scrivo sulla Wikipedia in lombardo (ho fatto anche la voce su W la Fisica 😀 ) e non sai quante volte mi è capitato di gente che venisse a dire “vergogna! Avete la voce su Stefano Parisi! Venduti alla Lega!” o “Noi con Salvini c’è in lombardo ma non in italiano! Vergogna!”.
      Addirittura il Parlamento europeo dice che le discriminazioni contro le lingue regionali o minoritarie sono atti di razzismo. Chiedo una legge contro di essi? No.
      Però i più idioti mi diverto molto a sputtanarli pubblicamente.

      25 Ottobre 2018
    • Peto said:

      Raoul

      tendenzialmente non mi piacciono i Veneti, i Napoletani e i Calabresi.

      Credo che a nessuno, compresi veneti, napoletani e calabresi, piacciano i veneti, i napoletani e i calabresi.
      SCHERZO!

      di Brescia e di Cuneo non si dice nulla.

      Dài però, Cuneo e Napoli non sono città paragonabili! Son sicuro che qualcuno preferirà la prima alla seconda, ma è come chiedersi come mai Bologna riceva complimenti, mentre Chieti no… Non credo che i complimenti vengano fatti per non sembrare anti-napoletani!

      Mattia

      Speri che crepino? È altrettanto tuo diritto dirlo

      Come già ti dissi per Napolitano, aspetta qualche anno e lo sarà.

      26 Ottobre 2018
    • mattia said:

      di Brescia e di Cuneo non si dice nulla.

      Dài però, Cuneo e Napoli non sono città paragonabili!

      Brescia è molto più bella di Napoli.

      26 Ottobre 2018
    • Raoul Codazzi said:

      @ robinet

      1. i Veneti sono per me dei fratelli maggiori, un esempio per tutti gli indipendentisti.
      2. se segui il ramo materno del mio albero genealogico passi per Brescia e arrivi in Veneto.
      3. la mia prima fidanzatina conosciuta in Inghilterra era veneta (di Carbonera, Treviso).
      4. ho fatto 10 mesi di servizio civile a Casale sul Sile (imparando a fare il caffè mettendo la grappa al posto dell’acqua nella caffettiera).

      Ma… avete un accento che non sopporto 😀
      È tutto qui, solo una questione di gusti, come per il gelato.

      PS: I Veneti che erano con me al servizio civile in effetti bevevano molto (anche se nulla di paragonabile ai Lituani e sopratutto ai Finlandesi); i cinque o sei ragazzi che erano con me avevano o avevano avuto tutti quanti la patente ritirata per guida in stato di ebbrezza. Curiosità: uno di loro era il sosia di Bruce Dickinson.

      27 Ottobre 2018
  2. Beppe Grullo said:

    Ma infatti nessuno sta chiamando in causa la legge. Però gli altri hanno tutto il diritto di sputtanare la vecchietta (ammesso che la notizia sia vera).
    Ti immagini se qualcuno che non conosci si avvicinasse a te sul treno, ti chiedesse di vedere il biglietto e poi se ne andasse dicendo “ah io vicino agli italiani non mi siedo”?
    Io non voglio vivere in una società di trogloditi. Ci manca pure che non possiamo più lamentarci dei cafoni: che altra arma abbiamo oltre allo stigma sociale?

    25 Ottobre 2018
    • mattia said:

      Ma infatti nessuno sta chiamando in causa la legge.

      Ehm… invece sì.
      Perché poi c’è tutta un categoria di persone che proprio sulla scorta di questi episodi prende iniziative come questa.

      Però gli altri hanno tutto il diritto di sputtanare la vecchietta (ammesso che la notizia sia vera).

      Per una cosa che è un suo diritto dire?

      25 Ottobre 2018
    • Sciking said:

      È suo diritto dire ma non è socialmente accettata. Nel momento in cui non le si crea un danno non vedo il problema nel raccontare la cosa, finché non si invoca l’intervento della legge.

      25 Ottobre 2018
    • Shevathas said:

      Oddio commissione Jo Cox duepuntozero.

      25 Ottobre 2018
  3. Errebì said:

    Prescindendo dalle fattezze fisiche, io non amo stare seduto accanto a quelli che puzzano, però non dico: “mi alzo perché puzzi”.

    Nel caso specifico, certo, la signora è libera di andare dove vuole, ma affermare che “ti evito in quanto tale”, suona A) come una deliberata offesa e B) come un incitamento alla discriminazione razziale.

    Se A è irrispettoso catechismo, la B potrebbe (e dico potrebbe perché non sono avvocato) configurare il reato previsto dalla legge Mancino.

    26 Ottobre 2018
    • mattia said:

      B) come un incitamento alla discriminazione razziale.

      Un incitamento significa che tu inciti qualcuno a discriminare qualcun altro.
      Incitamento alla discriminazione razziale significa che tu induci qualcuno a fare una discriminazione. Se dici a tuo cugino che à un’azienda che non deve assumere Patrick perché è di un’altra razza allora è un incitamento alla discriminazione razziale.
      Ma se tu dici che Patrick ti fa schifo non stai dicendo a nessuno di discriminarlo. Esprimi solo una tua opinione.
      Poi ovviamente questo vale nel mondo delle persone normali. In italia i magistrati sono assunti tra le code gaussiane (dalla parte inferiore) per cui se dici qualcosa contro i veneti ubriaconi allora è una opinione, se invece fai una battuta sul vesuvio allora è incitamento all’odio razziale. Come se il Vesuvio fosse influenzato dalle tue frasi.
      Ma questo è dovuto solo al fatto che i magistrati italiani sono al limite dell’analfabetismo.

      26 Ottobre 2018
  4. Beppe said:

    Hai pienamente ragione, dal punto di vista legale la accusa di razzismo non regge. Non vedo alcun “incitamento all’odio razziale” e i motivi per cui la vecchia deficiente non si siede vicino a un “negro” (o a un indiano o a uno jugo) rientrano nella sua libertà individuale.
    Detto questo la vecchietta è una becera razzista, alla quale non possiamo che augurare dolore e sofferenza e soprattutto è un individuo socialmente pericoloso.

    5 Novembre 2018

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