La controprova

Qualche anno fa proposero una norma per cui se avevi una casa in italia e ma viveri all’estero non avevi più l’esenzione sull’IMU come prima casa in italia perché in realtà non era la tua prima casa. La tua prima casa era nel paese estero dove vivevi. Sicché lo Stato voleva essere certo che quella agevolazione fiscale non andasse a persone che di case ne avevano più d’una solo perché non poteva vedere quelle che stavano all’estero.
Così chiesero di produrre documenti che certificassero il patrimonio all’estero.

Si discusse molto di questo tema, poi alla fine non ricordo nemmeno come andò a finire perché io in italia di proprietà non ne ò quindi me ne sono potuto completamente fregare della vicenda.

Ma insomma, quando all’epoca erano gli italiani espatriati a dover portare documentazione per dimostrare i propri patrimoni all’estero nessuno alzò un sopracciglio (interessati esclusi, va da sé). Ora che lo stesso principio viene applicato agli stranieri che abitano a Lodi invece s’innalza un polverone.
Eppure il principio è lo stesso, in entrambi i casi vuoi accertare la consistenza di patrimoni posseduti all’estero. Se l’interessato è un italiano espatriato sembra ragionevole, se invece l’interessato è uno straniero immigrato in italia allora è uno scandalo.

Chi si scandalizza oggi per Lodi doveva scandalizzarsi anche anni fa quando la stessa misura fu proposta per gli italiani espatriati.
Perché invece lo scandalo nasce solo per gli immigrati di Lodi? Perché dietro lo scandalo non c’è razionalità, ma solo posizione di parte.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una discriminazione che vuole proteggere i più deboli. Sì, insomma… gli immigrati che vivono a Lodi sono tutti necessariamente poveri, gli italiani che vivono all’estero sono necessariamente dei benestanti che ànno fatto fortuna.
Ma ovviamente non è così. Tra gli immigrati ci sono persone benestanti così come tra gli italiani che vanno all’estero ci sono persone che sbarcano a fatica il lunario lavando i piatti a L’Ondon. Quindi non puoi nemmeno dire che in un caso ti scandalizzi perché ci vanno di mezzo i poveri mentre nell’altro caso non ti scandalizzi perché riguarda dei benestanti.

In realtà il motivo perché questi SJW si sono scatenati è che il caso Lodi offre loro l’opportunità di attaccare salvini e la sua brigata, mentre lo stesso provvedimenti verso gli italiani all’estero no.
Il caso di Lodi consente loro di scandalizzarsi, di urlare “fasssisti”, di stapparsi i peli dello scroto in segno di protesta, di scrivere sul tuitter “vergona! dove andremo a finire! Le leggi razziali!“…
Parliamo di gente che à bisogno di un nemico contro cui combattere perché altrimenti nella vita non avrebbero nient’altro da fare. Avere un nemico contro cui gridare dà un senso alla loro vita. Quindi scelgono una parte e iniziano a gridare come ossessi a chi sta dalla parte opposta perché questo li fa sentire eroi.
In tutto ciò diventa irrilevante la sostanza del provvedimento: se è rivolto a qualcuno della tua parte allora è sbagliato e si sale sulle barricate. Non perché il provvedimento sia sbagliato in sé, ma perché tu ài voglia di lottare e se attaccano uno dei tuoi tu cogli la palla al balzo per lottare.

In questo caso basta fare la controprova: si sarebbero scandalizzati se la stessa procedura burocratica fosse stata richiesta a un italiano che fa il lavapiatti a L’Ondon e che ha ereditato un bilocale dalla nonna morta a Matera per avere l’esenzione dall’IMU?
No, in quel caso non gliene sarebbe fregato nulla. Perché un provvedimento contro un italiano che fa il lavapiatti a L’Ondon non gli dà l’opportunità di gridare “salvini fassista!!!“.
L’unico loro interesse è quello, il provvedimento è solo un pretesto.

23 Comments

  1. Mauro said:

    Io, pur essendo potenzialmente “vittima” della norma, ai tempi disapprovai le proteste: https://pensieri-eretici.blogspot.com/2013/06/imu-e-italiani-allestero-una-battaglia.html

    Quello che nel caso di Lodi trovo sbagliato non è il chiedere conto di eventuali proprietà all’estero (che invece trovo sacrosanto), bensì due altre cose:
    1) il fatto che ciò lo si chieda solo agli extracomunitari (quando, per esempio, molti romeni – comunitari – vivono qui in affitto, ma hanno belle villette in Romania – che tacciono alle autorità italiane);
    2) il fatto che non si accetti autocertificazione quando la burocrazia dei paesi d’origine è incapace di fornire documenti (non è certo colpa dell’immigrato e oltretutto agli italiani si richiede solo un’autocertificazione).

    16 Ottobre 2018
    Reply
    • mattia said:

      1) il fatto che ciò lo si chieda solo agli extracomunitari (quando, per esempio, molti romeni – comunitari – vivono qui in affitto, ma hanno belle villette in Romania – che tacciono alle autorità italiane);

      I cittadini dei paesi UE sono equiparati ai cittadini italiani quasi in tutto.
      Non potevano fare altrimenti.

      2) il fatto che non si accetti autocertificazione quando la burocrazia dei paesi d’origine è incapace di fornire documenti (non è certo colpa dell’immigrato e oltretutto agli italiani si richiede solo un’autocertificazione).

      Attenzione: l’autocertificazione si basa sul fatto che, a campione, possano essere eseguite verifiche.
      Un cittadino italiano può dunque autocertificare le sue proprietà sul suolo italiano perché poi le autorità che ricevono l’autocertificazione ànno il potere di andare al catasto e verificare se quanto autocertificato è vero.
      Per le proprietà all’estero un’autorità italiana questo non lo può fare. Venendo meno la capacità di controllo cade l’impalcatura dell’autocertificazione perché spiani la strada alla possibilità di autocertificare il falso, tanto non potranno mai controllare se ciò che dichiari è vero.

      16 Ottobre 2018
    • mattia said:

      Dopodiché, porca vacca, è mai possibile che gli Stati non si mettano d’accordo per creare un certificato patrimoniale internazionale?
      Possono prendere a modello la convenzione de L’Aia che con l’apostille ti consente di prendere un certificato da uno Stato e farlo valere in un altro Stato (che poi io sono così fortunato che gli Stati che interessano a me non aderiscono alla convenzione, ma queste sono sfighe personali).
      Non possono creare un sistema del genere per lo stato patrimoniale?
      Abbiamo banche dati che ci contano i peli del culo, è possibile che uno Stato non possa organizzarsi per tirare fuori al volo tutte le informazioni su ciò che possiedi?
      No, non voglio fare il sempliciotto, lo so bene che richiede un mucchio di lavoro. Qui in Rep. Ceca ad esempio gli uffici delle tasse sono gestiti su base regionale e ànno archivi separati. Quando mi serviva il certificato che certificava che avevo sempre pagato le tasse l’ufficio delle tasse di Praga à dovuto chiamare quello di Brno per sapere se avevo pagato le tasse sulla mia cantina vinicola. Non potevano controllare direttamente dal calcolatore a Praga? No, perché le due basi di dati sono separate e i due uffici devono parlarsi tramite persone che si mandano le email.
      A me sembra assurdo: non c’è alcun motivo tecnico che vieti di fare una base di dati unificata per tutti gli uffici delle tasse della Repubblica. Non lo fanno perché… boh, non lo so perché.
      Ma lo si può fare.
      Anzi, potrebbero rendere accessibile questa base di dati anche al Ministero dell’Interno, così non mi tocca andare all’ufficio delle tasse e fare un certificato di carta da portare al Ministero dell’interno. Io faccio domanda di cittadinanza e poi al Ministero dell’Interno fanno le loro verifiche comodamente dai loro uffici accedendo ai dati dell’ufficio delle tasse.
      Lo si può fare.
      Così come si può fare una mega base di dati che ti dice tutto su ciò che possiedo, su quante tasse dichiaro e così via.
      Una base di dati accessibile anche dalle ambasciate della Repubblica sparse per il globo.

      16 Ottobre 2018
  2. Mauro said:

    I cittadini dei paesi UE sono equiparati ai cittadini italiani quasi in tutto.
    Non potevano fare altrimenti.

    Come dici tu “quasi in tutto”. Potevano fare altrimenti.
    Dovessi richiedere eventuali sussidi o avessi un figlio per cui chiedere mensa e scuolabus qui in Germania molti comuni mi tratterebbo come trattano gli extracomunitari, molti altri come trattano i tedeschi.
    E anche la Germania è nella UE.
    Quindi come vedi, si può.

    Attenzione: l’autocertificazione si basa sul fatto che, a campione, possano essere eseguite verifiche.

    Attenzione un belino 😉
    Battute a parte, io sto parlando di una situazione di cui l’immigrato non è responsabile, non di una situazione in cui cerca di approfittarne.
    In quei casi io ritengo dovere morale venirgli incontro (certo che poi un domani dovessi scoprire che mi ha fregato lo bastono doppiamente).
    Mi spiego meglio: a un marocchino non concederei la possibilità perché il Marocco funziona burocraticamente come un paese europeo, pur non avendo gli stessi standard di democrazia, a un somalo invece la possibilità la concederei, visto che in Somalia non esiste uno Stato che possa certificare qualcosa (e oltretutto non credo che oggi in Somalia esistano immobili di un qualche valore).

    16 Ottobre 2018
    Reply
    • mattia said:

      Dovessi richiedere eventuali sussidi o avessi un figlio per cui chiedere mensa e scuolabus qui in Germania molti comuni mi tratterebbo come trattano gli extracomunitari, molti altri come trattano i tedeschi.

      Se fai ricorso vinci in carrozza, fidati.

      In quei casi io ritengo dovere morale venirgli incontro (certo che poi un domani dovessi scoprire che mi ha fregato lo bastono doppiamente).

      Il problema è che tu quando fai una norma la devi fare in modo che stia in piedi dal punto di vista giuridico, non la fai “con il cuore”™.
      Nel momento in cui non ài potere legale di fare verifiche perché non ài alcun potere su autorità straniere autorizzi a dichiarare quello che vogliono.
      Allora non è più un’autocertificazione, è un’autorizzazione a frodare.

      16 Ottobre 2018
  3. Shevathas said:

    qui: http://www.comune.lodi.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/4%252Ff%252Fa%252FD.cc45d35f5a89721ab3a6/P/BLOB%3AID%3D8469/E/pdf

    c’è il regolamento per accesso agli asili nido del comune di lodi. a pagina, fra i documenti da presentare, c’è scritto esplicitamente

    i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea devono produrre – anche in caso di
    assenza di redditi o beni immobili o mobili registrati – la certificazione rilasciata dalla
    competente autorità dello Stato esterno – corredata di traduzione in italiano legalizzata
    dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità – resa in conformità a quanto
    disposto dall’art. 3 del DPR n. 445/2000 e dall’art. 2 del DPR n. 394/1999 e successive
    modifiche in integrazioni nel tempo vigenti.
    Quanto stabilito non trova applicazione nei confronti:
    – di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato
    politico;
    – qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
    – di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea nei cui Paesi di appartenenza è
    oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni indicate (come risultante
    dall’elenco che sarà predisposto dal Comune entro il 31.12.2017)

    quindi il regolamento già prevede l’esonero nel caso sia impossibile acquisire tale documentazione.
    Da notare che fra chi protestava c’era anche una marocchina. E il marocco non mi sembra disastrato come la somalia.

    17 Ottobre 2018
    Reply
  4. ava said:

    riporto un pezzo della delibera, il testo originale non è più presente , ma riporto comunque quel che ho trovato.
    ““Ai fini dell’accoglimento della domanda finalizzata all’accesso agli interventi ed ai servizi disciplinati dal presente Regolamento, vengono considerati anche i redditi ed i beni immobili o mobili registrati disciplinati dall’art. 816 Codice civile, eventualmente posseduti all’estero e non dichiarati in Italia ai sensi della vigente normativa fiscale nel tempo vigente”.
    “[…] i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea devono produrre – anche in caso di assenza di redditi o beni immobili o mobili registrati – la certificazione rilascia dalla competente autorità dello Stato esterno – corredata di traduzione in italiano legalizzata dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità – resa in conformità a quanto disposto dall’art. 3 del DPR n. 445/2000 e dall’art. 2 del DPR n. 394/1999 e successive modifiche in integrazioni nel tempo vigenti. Con le medesime modalità deve essere comprovata anche la composizione del nucleo familiare del richiedente”;
    “Quanto stabilito al precedente comma 5 non trova applicazione nei confronti:
    a) di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico;
    b) qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
    c) di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea nei cui Paesi di appartenenza è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni indicate al precedente comma 5. A tal fine, entro il 31/12/2017, il Comune predisporrà l’elenco dei Paesi dove non è possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini I.S.E.E., di cui al D.P.C.M. n. 159/2013”.”
    ovvero 1) i rifugiati non devono presentare documentazione. 2) gli altri che vengon oda paesi con oggettive difficoltà non devono presentare la documentazione.

    E ora dico questo. Tu vieni da un paese magari che non riesce a darti la documentazione ma non è nella lista dei paesi con oggettiva difficoltà, e ti lamenti. E qui ti dico , sei andato in consiglio comunale o hai chiesto per tempo un appuntamento a sindaco o assessori per discutere il tuo problema? Sicuramente no, e quindi non rompere le palle se adesso non riesci a farti valere, dovevi svegliarti prima. Si continua a dire che si dovrebbe dare diritto di voto amministrativo agli stranieri, ma se poi questi se ne sbattono delle regole che interessano a loro la domanda è cosa se ne farebbero?
    Quando vengono mandate avanti varianti ai piani regolatori la gente va in comune a discutere col sindaco, qui stanno fermi e pretendono che gli modifichino la legge dopo che questa è stata approvata perchè hanno dormito.

    17 Ottobre 2018
    Reply
    • ava said:

      aggiungo che la delibera comunale non fa che mettere in pratica il seguente decreto ( all’ epoca del governo D’Alema , presidente Scalfaro ) Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394
      1. I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia
      possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui all’articolo
      46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
      445, limitatamente agli stati, fatti e qualita’ personali
      certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici o privati
      italiani((. . .)). ((5))
      2. Gli stati, fatti, e qualita’ personali diversi da quelli
      indicati nel comma 1, sono documentati mediante certificati o
      attestazioni rilasciati dalla competente autorita’ dello Stato
      estero, legalizzati ai sensi dell’articolo 49 del decreto del
      Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, dalle autorita’
      consolari italiane e corredati di traduzione in lingua italiana, di
      cui l’autorita’ consolare italiana attesta la conformita’
      all’originale. Sono fatte salve le diverse disposizioni contenute
      nelle convenzioni internazionali in vigore per l’Italia.
      L’interessato deve essere informato che la produzione di atti o
      documenti non veritieri e’ prevista come reato dalla legge italiana e
      determina gli effetti di cui all’articolo 4, comma 2, del testo
      unico.
      2-bis. Ove gli stati, fatti e qualita’ personali di cui al comma 1
      non possono essere documentati mediante certificati o attestazioni
      rilasciati da competenti autorita’ straniere, in ragione della
      mancanza di una autorita’ riconosciuta o della presunta
      inaffidabilita’ dei documenti, rilasciati dall’autorita’ locale,
      rilevata anche in sede di cooperazione consolare Schengen locale, ai
      sensi della decisione del Consiglio europeo del 22 dicembre 2003, le
      rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di
      certificazioni, ai sensi dell’articolo 49 del decreto del Presidente
      della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, sulla base delle verifiche
      ritenute necessarie, effettuate a spese degli interessati.

      17 Ottobre 2018
    • Peto said:

      E qui ti dico , sei andato in consiglio comunale o hai chiesto per tempo un appuntamento a sindaco o assessori per discutere il tuo problema? Sicuramente no, e quindi non rompere le palle se adesso non riesci a farti valere, dovevi svegliarti prima.

      Applausi!

      17 Ottobre 2018
  5. Raoul Codazzi said:

    Secondo me il fatto da mettere in luce in questa vicenda è diverso.

    La settimana scorsa, quando la cosa non era ancora esplosa a livello mediatico, una mia cliente (convinta che io sia una persona di destra, e in particolare un leghista*) mi ha parlato di una situazione di razzismo e apartheid (parole testuali) in una scuola di Lodi. Messa giù come l’aveva messa lei il fatto era davvero increscioso e inaccettabile; ma – vista la gravità della cosa (da un lato) e l’appartenenza politica dichiaratamente sinistrorsa della tizia (dall’altro) – ho deciso di indagare. Vado prima di tutto sul profilo Twitter della mia cliente; qui comincio a leggere notizie riguardanti il caso che vengono ritwittate all’impazzata. Salto da un profilo all’altro, ma il succo è sempre lo stesso. Il tamburo degli idioti della disinformazione si era messo in moto. Poi comincio ad approfondire su vari siti di quotidiani, finché – e non ci vuole molto – scopro che la situazione è ben diversa. L’esclusione dei bambini extracomunitari dalla mensa appare per quello che è: una balla colossale. I bambini non sono stati esclusi dal servizio mensa, ma dall’accesso alle agevolazioni dello stesso. Avessero pagato il prezzo pieno avrebbero mangiato in mensa come tutti. Si sono portati il panino da casa? Bene, sono stati mandati a mangiare da un’altra parte; non perché sono extracomunitari, ma perché – che tu sia di Lodi o del Mali, che tu abbia la pelle bianca o nera – se ti porti il panino da casa non lo mangi in mensa, ma in altro luogo. Si vuole contestare questa cosa? Nessun problema a farlo, ma cosa c’entra il razzismo e l’apartheid?

    Ricordate, molti anni fa, quando è stato reso obbligatorio per legge l’uso delle cinture di sicurezza? Si è diffusa la notizia che a Napoli ci fossero in circolazione delle magliette con una cintura di sicurezza disegnata sopra. Ci sono cascati anche alcuni giornali e telegiornali, ma alla fine la notizia era falsa. Attenzione, falsa sì, ma verosimile. Una cosa del genere a Parma o a Trento sarebbe stata giudicata insensata, ma a Napoli – nell’immaginario collettivo – era (e rimane ancor oggi) del tutto plausibile. La cosa è stata molto interessante dal punto di vista sociologico perché ha messo in luce, probabilmente per la prima volta, l’importanza del concetto di verosimiglianza nel processo di “fabbricazione” delle notizie false.

    Bene, questo è stato una vita fa. Ma oggi? Oggi ci sono decine di migliaia di persone (stima per difetto) che, come quella mia collega, si mettono a ritwittare notizie-bufala non solo senza porsi dubbi sul loro contenuto di verità, ma senza nemmeno che le stesse appaiano verosimili (perché escludere da una mensa di una scuola un gruppo di bambini che quella scuola la frequentano solo perché sono extracomunitari ci siamo che è illogico e insensato, vero?). Siamo una fase oltre. Queste notizie, benché false e improbabili, sono però attraenti e attrattive; e appagano il desiderio di chi ha un bisogno costante, praticamente maniacale, di sentirsi parte di una massa che è in guerra (o almeno in battaglia) contro qualcuno; questa gente si sente davvero parte attiva di un movimento che – nella loro visione delle cose – sta cambiando il mondo in meglio, contro ogni forma di razzismo, diseguaglianza e discriminazione. Razzismo, diseguaglianza e discriminazioni non sono così facili da trovare? E che problema c’è? Te le inventi.

    Guardate che il problema è più grave di quello che sembra.

    _____
    * immaginate cosa può pensare un indipendentista come me di uno come Salvini

    17 Ottobre 2018
    Reply
    • Sciking said:

      Mi stai dicendo che non sono l’unico con tendenze indipendentiste che stima ben poco Salvini e che, soprattutto, frequenta il blog?

      Fratello! 😀

      17 Ottobre 2018
    • ava said:

      quest’ estate mi sono fatto un paio di giri in Taxi a Napoli durante il mio soggiorno ischiano per le ferie.
      Sono sempre stato contro i luoghi comuni sui napoletani , ma in due ore ( sommando tutto..) nel (peraltro meraviglioso ) capoluogo partenopeo ne ho viste di tutti i colori.
      Tanto per cominciare uno dei conducenti dei taxi che ho utilizzato aveva una copia di ” gancio” della cintura di sicurezza infilato in ogni alloggio. Ovviamente solo il gancio, senza la cintura da mettere, per non far suonare il segnale acustico che segnala la mancata cintura . Alla mia richiesta di togliere l’ aggeggio per liberare l’ alloggio per il gancio delle cinture ” vere” si è scandalizzato che gli perdevo la cintura ” finta”.
      Non sapeva ( credici) che esistono le tariffe concordate e al momento di indicarmi il prezzo mi ha applicato un sovrapprezzo . L’ ho pagato solo perchè ero in ritardo col traghetto e avevo mogle bambini e valigie e non potevo perdere un minuto.
      Vi lascio indovinare la faccia che ha fatto alla mia rischiesta di scontrino.
      Al ritorno , tassista regolare, cinture scontrino e tutto. Peccato che nel viale a senso unico ci becchiamo in contromano nientepopodimeno che una gazzella dei carabinieri ( ovviamente senza sirene ) che per uscire dall’ ingorgo creato ha ingranato la retromarcia facendosi un bel pezzo di strada dietroculo . Gli utilizzatori di scooter con casco e senza passeggeri erano più rari di una vergine a un’ orgia
      Roba da film di De Crescenzo.
      In compenso ad Ischia ho trovato molta professionalità e tutti gli scontrini , sinceramente consiglio la visita.
      ora io dico se vogliamo abbattere i pregiudizi si dovrebbe fare anche in modo che a la città mostri ai visitatori un MINIMO di rispetto di facciata delle regole

      17 Ottobre 2018
    • Sciking said:

      Vabbè, io sarei incline a votare l’indipendenza per altre ragioni, economiche, politiche e sociali. Quello dell’indipendentismo come “che schifo i terroni” è abbastanza un luogo comune 🙂

      18 Ottobre 2018
    • Raoul Codazzi said:

      @ Sciking

      Sì, (se non ricordo male) credo di averlo raccontato anche qui qualche mese fa. Tutto è successo a metà anni ’80 a Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra, dove ero stato a fare la mia prima vacanza studio. Mi sono ritrovato in una famiglia che ospitava anche un ragazzo di Barcellona; ed è stato proprio lui a iniziarmi alle tematiche dell’indipendentismo. A quindici anni certe cose non le capivo nemmeno, ma quel seme è germogliato un paio di anni più tardi.

      Le posizioni e i provvedimenti di Salvini (come quelli di tutti, del resto) li giudico singolarmente. A volte sono d’accordo con lui, altre non lo sono e mi sembrano più sensate le idee della parte avversa. Il giudizio su di lui, però, è profondamente negativo sulle idee di Europa. Lo Stato italiano è nato perché i Savoia si sono messi a giocare agli Stati-Nazione con almeno un secolo di ritardo sullo scenario dell’epoca, tra l’altro finendo con l’affossare un quadro geopolitico praticamente unico al mondo da cui si è svuiluppato il 90% del Rinascimento continentale.
      Io sono per una confederazione di popoli europei, dunque sentir parlare ancora oggi di Stati nazionale (e del loro rafforzamento, a la Meloni o a la Le Pen, per capirci) mi fa venire l’orticaria.

      Come hai già detto tu in un altro commento, ovviamente anche la mia idea di indipendenza non ha nulla a che vedere con le “questioni terroniche”. Io non dico “noi Lombardi siamo superiori”, ma “fate gestire a noi il nostro territorio perché riteniamo di farlo meglio e vogliamo provarci, con oneri e onori”.

      Un’ultima cosa, poi chiudo perché siamo davvero OT, ma mi sembrava giusto rispondere al tuo gentile commento. In Catalogna sono sopratutto i partiti di sinistra a sostenere le ragioni dell’indipendenza, la destra non è così entusiasta; la sinistra, infatti, vede l’indipendenza in termini progressisti e di modernità. In Scozia le posizioni sono addirittura quasi trasversali.

      Contraccambio il “fratello”, ovviamente!

      18 Ottobre 2018
    • ava said:

      Sono indipendentista anche io ,idealmente, anche se a dire il vero una bella forma di autonomia sarebbe già tanto e mi accontenterei .
      Neanche io ” schifo i terroni” ma in meridione ci sono oggettive problematiche che il fiume di soldi che arriva ogni anno non risolve e non risolverà mai.
      Spesso di dice che con l’ autonomia alle regioni produttive verrebbe meno il ” legame familiare” che tiene insieme lo Stato , perchè la regione inefficiente è come il figlio che ha sempre bisogno. E io dico però che se a 40 anni il figlio è ancora a casa dalla mamma a vivere a sbafo, non perchè sia cattivo o incapace ma solo perchè non ha mai avuto l’ obbligo di darsi una regolata e di libersi dei suoi vizi storici , ebbene dico in questi casi tagliare i fondi mi pare la via più semplice e veloce per rendere qualcuno adulto, che significa in fin dei conti essere indipendenti dall’ aiuto altrui. Chiaramente senza farlo morire di fame dall’ oggi al domani , ma cominciando a resposabilizzarlo tagliandogli i fondi.

      18 Ottobre 2018
  6. Paolo Ghezzi said:

    Il problema è gravissimo, ma non certo nuovo.
    Sono anni che certi personaggi cercano di legittimare le proprie opinioni distorcendo o addirittura inventando episodi.
    In questo momento, poi, visto il completo fallimento di un certo movimento politico che da lustri basava le sue fortune sul principio del ‘vota per me perchè il mio avversario è un ladro’ non si è trovato di meglio che ripetere la stessa tecnica contro il nuovo avversario: già prima delle elezioni si è cominciato a propalare il ‘pericolo fascista’ ( naturalmente intendendo come ‘fascisti’ tutti coloro che sono a destra del PD) e, visto il risultato fallimentare del voto si è cominciata una campagna diffamatoria che vede Salvini e il suo partito trasformare nel breve termine di qualche mese l’Italia tollerante e accogliente, esistente nei loro sogni, in una succursale del Terzo Reich.
    Chiaro che qualunque notizia lontanamente discriminatoria venga ‘pompata’ al massimo, che si cerchi disperatamente di convincere la gente che Salvini è un novello Eichmann. Non mi stupirebbe di leggere che la Lega si prepara a votare per un sistema di apartheid in stile sudafricano o che si stiano preparando dei campi di sterminio. E temo che certi individui ci crederebbero,

    17 Ottobre 2018
    Reply
    • Peto said:

      Campi di sterminio no, ma ancora usano il termine “deportazione” per gli immigrati di Matera, benché sia già stato chiarito da (almeno?) due giorni che verranno ricollocati solo su base volontaria (e a quanto pare, qualcuno di loro è già pronto a far valigia).

      17 Ottobre 2018
    • Shevathas said:

      Il problema è che così facendo finiscono a fare la stessa figura di chi annunciava l’apocalisse finendo puntualmente smentito.
      E alla fine, paragonata con loro, wanna marchi è un mostro di credibilità.

      17 Ottobre 2018
    • ava said:

      Oppure ti fai la figura del Martina di turno , che denuncia urbi et orbi norme disumane che alla fine della fiera scopri essere state legiferate dal proprio governo nella passata legislatura
      , vedi taglio fondi ai disabili

      anche qui nel caso della scuola , il comune non fa che dichiarare l’ applicazione di una legge ( che poi che senso ha? il comune le leggi le deve rispettare lo stesso) approvata da Ciampi o Scalfaro , i famosi nazidemocristiani

      ah tra parentesi , ho messo MI piace e Segui alla pagina di Martina. Vedere un capo di partito insultato sui social in quel modo mi solleva il morale, per quante parole mi prenda io lui se ne prende di più.
      Seguire Martina è fortemente catartico e salvifico, lo consiglio.

      18 Ottobre 2018
    • Raoul Codazzi said:

      Quando dico che il problema è più grave di quel che sembra avrei fatto meglio a spiegarmi.

      Immaginate di trovarvi a un convegno di terrapiattisti; vedere riunite tutte assieme e in un colpo solo tante persone che portano avanti posizioni da fuori di testa vi farebbe di sicuro un’impressione al limite del vomito; poi però, una volta usciti dalla sala, rientrereste nella società normale, tornereste alla vostra vita di tutti i giorni e i terrapiattisti si diluirebbero a percentuali così basse da divenire improbabile incontrarne anche un solo esemplare per mesi o anni.
      Ma se una volta usciti da quel convegno i terrapiattisti fossero il 20% della cosidetta società civile come vi sentireste? Ogni cinque persone che incontrate c’è un terrapiattista dietro l’angolo pronto a convincervi della veridicità delle sue idee. Sarebbe un incubo.
      Se state pensando che una cose del genere non può capitare vi dico che è già capitata. Per esempio con la bufala dei vaccini che causano l’autismo. Ne abbiamo parlato per quanto tempo in questo ultimo lustro? Si è arrivati addirittura alla barzelletta della mancata correlazione tra vaccini e autismo sentenziata da un tribunale.

      Prendete il blog di Mattia (o qualunque altro blog di taglio simile) e leggete in ordine cronologico i post degli ultimi dieci anni (incidentalmente io l’ho fatto lo scorso anno per distrarmi dalla presenza di mia suocera); se lo fate vi rendete conto di come i post sono radicalmente cambiati nel tempo. Ogni giorno o quasi siamo qui a discutere di gente malata che distorce la realtà, propaga bufale e ci spacca le palle con frequenza quotidiana sui temi di genere, del sessismo, del razzismo, del fascismo, del femminismo, della discriminazione XYZ, ecc. (giusto per non farci mancare nulla tra ieri e oggi si è aggiunto al menù il caso del rettore della Normale di Pisa). Lo ripeto, è diventato un incubo.

      Torniamo al caso del terrapiattismo. I terrapiattisti sono pochi e di questi temi non si parla quasi mai, quindi questi argomenti non condizionano l’informazione e la nostra vita. Ma se passiamo al tema delle discriminazioni (spesso presunte) guardate cosa sta succedendo: praticamente si parla solo di questo. Ogni giorno. Ogni giorno c’è gente che semina idiozie e noi si deve star qui a smontarle. Ed è una specie di scacco. Non puoi rimanertene lì con le mani in mano altrimenti la situazione peggiora, quindi devi agire, ma se agisci ti trovi invischiato in questo megacirco che sembra un colossale asilo mariuccia. E non riusciamo a uscire da questo schema. Una lotta impari, come star lì a convincere un malato di Alzheimer di quale è il suo nome e la sua età. Gli dici che si chiama Mario e ha 75 anni ma cinque secondi dopo se l’è già dimenticato; e devi ricominciare da capo.

      Tu sei lì bello tranquillo che percorri in auto la tua stradina di campagna e ogni due per tre spunta un deficiente che scava una buca; allora tu ti fermi e riempi la buca, perché se non lo fai non puoi proseguire. Ogni 50 metri la cosa si ripete. Siamo a questi livelli di follia collettiva. Ci stiamo rovinando il piacere del viaggio per via di una massa di dementi che si sta facendo delle seghe mentali cosmiche.

      18 Ottobre 2018
    • Raoul Codazzi said:

      Sempre a supporto della mia idea che il problema è più grave di quanto sembri (ed è di natura logico-psichiatrica) guardate cosa sta succedendo in queste ore con il caso Uliveto. Prima o poi attendiamoci un’accusa di razzismo contro la denominazione secolare di un intero Stato balcanico (avete perfettamente capito quale).

      21 Ottobre 2018
  7. Zeno said:

    Ma non sarà che il problema sta proprio in questa legge che prevede di andare a spulciare le proprietà all’estero? Mi ricordo ancora quando la fecero: erano i giorni del “fate presto”, in cui monti dovette raschiare il fondo del barile per salvare l’italia dal default.
    La maggior parte degli italiani gioirono: “ah, finalmente milioni di italiani con la casa in Svizzera e Montecarlo pagheranno zigalioni di tasse! Siamo salvi”, ma a quel tempo ci vidi subito una fonte di problemi:
    1. al momento serve per l’esenzione IMU; quale sarà il prossimo passo? Tassare case all’estero?
    2. Nessuno sembrò notare che questa legge non riguardava gli “italiani”, ma i “residenti in italia” Come avrebbero certificato la posizione patrimoniale all’estero coloro che arrivavano da paesi “particolari”? E non è che bisogna pensare all’Africa. Esistono paesi senza un catasto, come la Grecia che se ne sta dotando appena ora. Esistono paesi come l’italia, da cui attendo da 20 anni, nonostante periodiche sollecitazioni, un certificato dell’inps.

    Ora si sono verificati i casi che avevo previsto: qualcuno ha deciso di utilizzare questa informazione anche per altri scopi: nel caso, escludere dalle agevolazioni in una mensa e questo si è rivelato un comodo boomerang per i sjw.

    Voler estendere l’uso di questa informazione a esenzioni e tassazione sembra una cosa arzigogolata e fonte di ulteriori dubbi e problemi:
    – uno ha una casa o terreno in un paese in cui non vive e quindi non usa. Potrei capire se ne ottiene un reddito (casa affittata, latifondisti), ma se è una proprietà di fatto inutilizzata quale ricchezza produce?
    – Un bugigattolo di 16 metri quadri a Hong Kong costa quanto un ranch in Africa. Il fisco italiano si è preparato a gestire queste differenze o fa riferimento ai valori catastali italiani?
    – Uno viene in italia, magari solo per un breve periodo. Perché deve pagare tasse su una casa che ha ereditato o acquistato con redditi prodotti in un altro paese? Quale ruolo ha avuto l’Italia nella produzione di questo patrimonio? Che dovrebbe fare il proprietario? Venderla per non avere rogne e riacquistarla al rientro?

    Personalmente ritengo che le proprietà dovrebbero riguardare solo il paese in cui si trovano e andrebbero tassate solo lì (a meno che non producano anche redditi).
    Mi chiedo (anzi chiedo) se anche altri paesi richiedono informazioni su proprietà all’estero (ripeto, patrimoni, non redditi). Per quanto ne so, tramite mio cuggino, sicuramente no Austria e Germania. Potrei capire una cosa reciproca tra un gruppo di paesi, ma questa mi pare la tipica furbata italica a senso unico.

    18 Ottobre 2018
    Reply
    • mamoru said:

      sopeattutto uno ha la casa in italia e vive in affitto all’estero. gli fanno credito d’imposta su quanto paga mensilmente al padrone di casa?

      24 Ottobre 2018

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