E qui il corriere si supera

Scusate se sto diventando monotematico, ma i deliri su questo caso sono talmente tanti che è necessario sbufalare a più riprese. Il caso più ironico di feic nius è quello del corriere della sera che virgoletta questa frase attribuendola a Strumia:

«La fisica? Non è donna»

Le virgolette, lo ricordo per i distratti, significano che quelle parole sono state pronunciate esattamente così, verbatim.

Ebbene, Strumia non à detto niente di tutto ciò. Ha scritto

“Physics invented and built by men, it’s not by invitation. Curie etc. welcomed after showing what they can do, got Nobels…”

ossia

La fisica è stata inventata e costruita da uomini, non è su invito. Curie etc. sono state le benvenute dopo aver mostrato cosa sapevano fare, ànno ricevuto dei Nobel.

Il che è assolutamente vero e incontestabile.
Queste parole descrivono la realtà dei fatti: la fisica è stato a lungo un campo prettamente maschile. Ma è un campo dove basta mostrare quello che sai fare e vieni accolto, anche se sei donna. Tanto è vero che delle donne dopo aver mostrato le loro capacità sono state accolte e ànno pure vinto premi Nobel.

La fisica, cioè, non discrimina nessuno. Siamo così aperti che chiunque può arrivare ai più alti gradini di questa professione e ricevere i più grandi onori!

E il corriere cosa fa?

Non solo gli mette in bocca parole, virgolettate, che non à detto e che esprimono un concetto totalmente diverso, ma addirittura cerca di sbufalarlo facendo una galleria di immagini di donne che ànno vinto il nobel.
Che era il suo stesso argomento!

Riassunto se vi siete persi.

Strumia: guardate, le donne possono anche vincere il nobel, ad es. Curie

Corriere, contesta Strumia: anche le donne possono vincere il nobel, ad es. Curie

Che è come andare al bar e sentire un dialogo del genere

Avventore 1: La Juve vince perché è più brava!
Avventore 2: Non è vero che la Juve ruba, la juve vince perché è più forte.

Che cosa vuoi rispondere a uno così?

Siamo al livello dell’assurdo, è materiale per una commedia teatrale in cui a un agente dei servizi segreti viene chiesto di scrivere un rapporto su se stesso.
Puoi solo rispondere con una risata perché altrimenti viene da piangere.

 

Piesse: tra l’altro, cercate di decidervi. Se definite la Curie francese e non polacca poi non è che potete definire la Cori come ceca.

 

 

16 Comments

  1. Nick said:

    eh Mattia… hai la “sfiga” e la “”fortuna” di lavorare in un settore in cui farebbe gola a molti operare… e molti di questi vorrebbero farlo anche senza averne le capacita’.
    Se tu lavorassi in fonderia, nei traslochi o nell’edilizia non credo avresti sti problemi delle quote rosa 😉

    3 ottobre 2018
    Reply
  2. Peto said:

    una commedia teatrale in cui a un agente dei servizi segreti viene chiesto di scrivere un rapporto su se stesso
    Son quasi certo che questa trama sia stata realmente scritta, ma non riesco a ricordare il titolo… Forse era inserito in una trama come sogno, ora che ci penso…

    3 ottobre 2018
    Reply
    • Zeno said:

      Peto: forse il finale a sorpresa de Il prigioniero?

      4 ottobre 2018
    • Peto said:

      Il prigioniero
      Oddio, a che ti riferisci? La serie tv, o un’opera su altro medium di cui ignoro l’esistenza?

      5 ottobre 2018
    • Zeno said:

      La serie tv. Quella con la palla che inseguiva i fuggiaschi. Alla fine… (spoiler)

      5 ottobre 2018
    • mattia said:

      comunque io mi riferivo a una commedia di Havel.

      5 ottobre 2018
    • Peto said:

      @Zeno: ricordavo di una sorta di rovesciamento dei ruoli, ma non così assurdo
      @Mattia: grazie, hai alleviato il “prurito al cervello” di quando non mi ricordo dove ho visto/sentito/letto qualcosa!

      5 ottobre 2018
  3. Lela said:

    Tutto questo distrae dal vero tabù rotto da quest’uomo: ha osato dire che gli uomini e le donne hanno, per la maggior parte di loro, interessi diversi, a prescindere dal contesto culturale. Che per fare fisica a un certo livello occorre essere molto intelligenti, e la maggior parte delle donne molto intelligenti non vanno a fare fisica perché non sono interessate. Che il ruolo di cura delle persone, che il femminazismo demonizza come schiavitú del patriarcato, alla maggioranza delle donne, magari in maniera inconscia, piace e le rende felici. Se la maggioranza delle donne, nonostante una campagna mediatica imponente, va a fare l’insegnante, la psicologa, il medico, l’infermiera, l’avvocato, c’è una ragione.

    4 ottobre 2018
    Reply
  4. Massimo G. said:

    esperienza personale ma che ritengo significativa: quando ho frequentato io fisica (dall’84) la percentuale di femmine al primo anno era alta, vicino al 50%, ma magari ricordo male oppure ero polarizzato…
    Comunque dal terzo anno occorreva scegliere l’indirizzo tra teorico, applicativo e didattico.
    Avete già capito dove voglio andare a parare: la stragrande maggioranza delle femmine andava al didattico, mentre la stragrande maggioranza dei maschi si divideva tra teorico ed applicativo.
    Chi impediva alle femmine ed ai maschi di scegliere diversamente? nessuno ovviamente. Né vedo la necessità di cercare di invertire la tendenza limitandosi ad un sesso. Cioè è opportuno sicuramente cercare di generare più laureati STEM, ma indipendentemente dal loro sesso, razza, religione, statura, colore degli occhi e altre caratteristiche ortogonali alla scienza.

    Altra osservazione: c’è chi sostiene che c’è una discriminazione nelle citazioni: se il primo autore di un articolo è maschio l’articolo ha più probabilità di essere citato. Se non sbaglio anche Strumia ne parla nella sua presentazione, per confutare la tesi. Ma a me viene anche in mente che non capisco come farebbe un lettore ad operare tale discriminazione, visto che il sesso dell’autore non è riportato da nessuna parte nell’articolo (a meno che non sia presente una biografia in calce con qualche pronome tipo he/she, ma raramente si trovano). Dal nome e cognome è spesso impossibile risalire al sesso (pensate a certi nomi americani o orientali, oppure quando compare solo l’iniziale del nome.
    Da consumatore di articoli mi sembra ovvio che ciò che mi interessa è il contenuto e la validità del lavoro e non certo chi l’ha scritto…

    Ulteriore considerazione: la presentazione è stata tenuta durante un workshop su “high energy theory and gender”, che è come dire “fisica delle particelle e commedia dialettale bergamasca”. La cross-correlazione tra i due argomenti mi sembra uguale a zero. Che razza di convegni sono questi qui? e soprattutto chi ha il fegato di partecipare?

    Ultima considerazione: credo anch’io che il fatto di aver citato il suo caso personale con nomi e cognomi sia stato usato come scusa per censurare il lavoro e dare il via libera al massacro giornalistico con tanto di storpiatura delle affermazioni, virgolettati falsi ecc. Anche se Strumia avesse omesso la slide incriminata, avrebbero trovato un’altra scusa. Si tratta di argomenti tabù e scivolosissimi purtroppo. Ignoravo che anche il mondo dei fisici fosse purtroppo stato contaminato da queste questioni. Che delusione. Che tristezza.

    4 ottobre 2018
    Reply
    • Mauro said:

      Dove hai studiato?
      Io a Genova (iscritto an vor so di laurea in fisica nel 1987) e le ragazze erano fin dell’inizio intorno al 10%.

      5 ottobre 2018
    • Beppe Grullo said:

      @Mauro

      Io fisica ’99 (Pavia) mi ricordo a spanne che erano 1 su 3. Probabile che ci siano posti anche al 40-45%

      5 ottobre 2018
    • Mauro said:

      An vor so = al corso

      Il correttore è impostato sul tedesco. Ed è un cocciuto ignorante.

      5 ottobre 2018
    • Massimo G. said:

      ho studiato a Milano.

      6 ottobre 2018
  5. Raoul Codazzi said:

    Non so se capita solo a me, ma vi trovate mai a domandarvi (sconsolati) come ci si sia potuti rimbecillire collettivamente fino a questo punto nel giro di così pochi anni?
    Ogni santo giorno c’è da perdere tempo per riaffermare principi di una banalità sconcertante. Del tipo, se tutti partiamo uguali (ed è indiscutibile far sì che vengano garantite condizioni iniziali di questa natura) come diavolo si può pensare, addirittura pretendere, che tutti arriviamo uguali? Il solo formulare un’idea di questo tipo è aberrante, è totalmente privo di logica, di sanità mentale. Un concetto terra terra come questo non è che lo apprendi all’università o frequentando qualche genio o premio Nobel: lo apprendi il primo anno d’asilo semplicemente osservando (senza il benché minimo sforzo) la realtà che ti circonda. Eppure oggi abbiamo una massa enorme e abnorme di gente demente che attraverso i social network ha ingaggiato una crociata per distruggere tutto ciò che è elementare buon senso.
    Per sentirmi meglio vorrei pensare che tutto ciò è la conseguenza del contagio di un virus sfuggito di mano o di una riprogrammazione del cervello per opera degli alieni. In caso contrario è dura constatare che ci stiamo facendo così male da soli.

    5 ottobre 2018
    Reply
    • Mauro said:

      Hai toccato il cuore della questione.

      Uguaglianza significa avere tutti le stesse possibilità/condizioni di partenza.
      Ma di come si parte oggi non frega un belino a nessuno. È più facile pretendere di avere il diritto di arrivare.

      5 ottobre 2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota sui biscottini: questo sito usa solo i biscottini di base di Wordpress per il funzionamento del sito. Non usa biscottini per memorizzare vostri dati personali, anche perché non me ne frega niente. Pensate che non vengono nemmeno fatte le statistiche sugli accessi di questo sito. Non ci sono nemmeno i pulsanti per mettere apprezzamenti sul feisbuc, il tuitter o altre reti sociali. Ciao.