Piccola nota a margine

Per i diversamente svegli secondo io dovrei pagare un qualche prezzo per espiare le colpe dei miei nonni.

Mio nonno era un contadino brianzolo che faceva la fame. Letteralmente.

In casa sua non esisteva il riscaldamento, c’era giusto una stufa in cucina che riscaldava parzialmente una stanza al piano superiore (le altre nemmeno questo avevano). Si andava a letto col freddo addosso e la boule dell’acqua calda (ò fatto in tempo a vederle pure io, alzi la mano chi può dire altrettanto).
Mia mamma racconta che da piccola doveva scegliere se dormire con la testa fuori dalle coperte e respirare l’aria fredda oppure tenere la testa sotto le coperte e soffocare.

Mio nonno è riuscito ad arrivare alla quinta elementare già da giovanotto studiando la sera, dopo una giornata nei campi, dal curato che faceva lezione in canonica. Perché lo Stato ai contadini poveri come mio nonno forniva giusto tre anni di elementari. Per il resto ci si rimetteva al curato che cercava di istruire la gente.
Ecco, voi che mi dite che bisogna avvantaggiare le donne nel campo scientifico perché per secoli le donne non potevano studiare: bravi, e perché, mio nonno invece poteva studiare?

Se dovessimo star qui a dare privilegi ai discendenti di chi à subito ingiustizie io dovrei avere tutti i privilegi del mondo e vincere qualsiasi posizione solo per quello (e non, come è successo, per meriti).
Ad un concorso o a un bando per ricevere un grant dovrei avere mille punti-riparazione-ingiustizia e sbaragliare i nipoti dei pierini che abitavano in città, mangiavano il pane bianco e avevano tutte le scuole che volevano a portata di mano.

Perché mio nonno non à nessuna colpa, non à rubato niente a nessuno, non à avuto alcun privilegio, non à avuto alcuna opportunità, era un ultimo tra gli ultimi del mondo.
Eccomi, sono bianco, europeo e uomo e questo era mio nonno: di chi dovrei pagare le colpe?

8 Comments

  1. Mauro said:

    Scommetto che se tu avessi scritto questo altrove e non sul tuo blog subito sarebbe saltato su qualcuno a dirti: “Tuo nonno almeno ha avuto la terza elementare, di sicuro tua nonna neanche quella!”.

    2 ottobre 2018
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  2. JS said:

    Un’altra piccola nota interessante, almeno spero, è che le nostre lombarde ascendenti tra il 1815 e il 1865 erano più libere delle nostre bis-bisnonne/bisnonne/nonne tra il 1865 e il 1942.
    Il codice civile austro-ungarico von Zeiller-Martini, che pure era cattolicissimo nella parte sul matrimonio e aveva istituti medioevali come il fedecommesso, sanciva la totale equiparazione di uomini e donne. Il liberale rivoluzionario illuministico codice napoleonico (e la sua copia italiana del ’65) avevano invece il permesso maritale per compiere atti negoziali.
    La realtà è sempre più complessa.

    2 ottobre 2018
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  3. Paolo Ghezzi said:

    Io le bolle dell’acqua calda le ho usate, a casa di mia nonna.
    Ad essere riscaldata era solo la ‘zona giorno’ (una sala che fungeva da pranzo e soggiorno , un bagno e un cucinino.
    Le camere da letto erano dall’altra parte della corte. Non erano riscaldate e non c’era neppure un bagno (si andava di pitale) .
    E, si badi bene, si parla degli anni ’70, non del 1915…
    Per quel che concerne le ‘colpe dei nonni’ mio nonno materno ha avuto il ‘privilegio’ di ‘servire la Patria’ godendosi tutte le guerre del Ventennio, dalla Guerra di Etiopia alla campagna di Grecia, con in più il bonus di tre anni in un campo di prigionia tedesco. In pratica ha perso dieci anni di vita tra guerra e prigionia (e , in fondo, è stato un privilegiato perchè è comunque tornato a casa.
    Per caso questo mi dà diritto a qualche risarcimento, perlomeno a un tedesco da tenere segregato e a stecchetto per tre anni?

    2 ottobre 2018
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    • Tigre da Laptop said:

      Posso confermare con la mia esperienza personale: case popolari costruite a inizio anni ’70, unico riscaldamento il camino, piazzato perdipiù sul lato esterno della casa, con la stanza da letto sull’altro lato.
      Poi nel mio caso ne hanno costruito un altro al centro dell’abitazione, ma d’inverno l’unico punto davvero caldo era attorno a quel muro.
      Per fortuna trattandosi di una regione del sud, a bassa quota, di freddo vero ce n’era poco.

      3 ottobre 2018
    • andreaber said:

      Le boule le ho usate anch’io quando trascorrevo l’estate dai miei nonni in campagna.Era una casa molto grande e a parte il camino nella sala da pranzo a pianoterra non aveva alcuna forma di riscaldamento se non il calore delle mucche nella stalla situata sotto una delle camere da letto.Ovviamente non contava nulla e i miei nonni dormivano in un altra stanza.
      Mio nonno è stato costretto a partecipare alla guerra stupida contro l’Albania; è riuscito a scappare e ha trovato rifugio presso una famiglia a Durazzo per 3 anni prima di fare ritorno a casa con mezzi di fortuna.Si è rotto la schiena sui campi per tutto il resto della sua vita.In qualità di suo erede non credo di aver diritto ad alcuna forma di risarcimento; mi dispiace per Attivissimo che ormai ha perso la sua razionalità da un pezzo.

      3 ottobre 2018
    • mattia said:

      dimenticavo, la storia delle guerre à riguardato pure il mio di nonno, ovviamente.
      Se non l’ò ricordato è perché poi arriva qualche diversamente sveglio a dirti che in quel caso è lui l’oppressore.
      Sarebbero capaci anche di questo.

      3 ottobre 2018
    • Paolo Ghezzi said:

      Beh, a quanto ne so c’è stato un esimio politico italiano allora pappa e ciccia con un certo tizio baffuto che si guardò bene dal muovere un dito in favore dei prigionieri di guerra italiani in quanto ‘fascisti’ e ‘invasori’…
      Come se mio nonno, il tuo o le centinaia di migliaia di poveri cristi mandati a combattere qua e là potessero scegliere il loro destino…

      3 ottobre 2018
  4. Asus said:

    Capisco che questa sia una chiosa al brutto post di Attivissimo. Ma non credo porti a nulla questo io, tu, loro ecc. Tra l’altro, non trovo l’esempio delle guerre neppure molto appropriato, perché agli orfani di guerra si danno punteggi maggiori nei concorsi pubblici. Quindi per qualcuno potrebbe essere una discriminazione, siccome mio padre non è morto in guerra, tu sei più meritevole di me? Oppure, sai quanti anni di vita, pur non andando in guerra, persero le mie bisnonne che passarono il loro tempo a
    figliare (13 e 11 figli!). Ovviamente andavano a lavorare in campagna pure loro eh, anche col pancione. Una morta di parto, altrimenti qualcuno in più lo avrebbe fatto. Ma non è che ci sono punteggi ai concorsi se sei rimasto orfano di madre alla nascita. E perché? In fondo, ai tempi anche i figli, non solo la guerra, si facevano per la patria. Insomma, io direi di lasciare il passato dov’è, o non se ne viene fuori. Meglio concentrarsi sul presente.

    3 ottobre 2018
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