Il mio esercizio democratico preferito

Ultima settimana prima delle elezioni comunali (per cui già posso votare in quanto cittadino UE).
A Praga votiamo sia per il sindaco del quartiere sia per il “primátor” dell’intera città.

Come al solito mi diletto nel mio esercizio democratico preferito: fermarmi a tutti i banchetti e chiedere a tutti i candidati tre ragioni per cui dovrei votarli. Tre, mica cinquanta.
Quattro anni fa fu un disastro, i candidati cadevano dalle nuvole. Porca sidella, mica ti ò chiesto il senso della vita; tre ragioni per cui votarti dovrebbe essere il minimo sindacale delle risposte pronte che ti prepari a tavolino.

Stamattina ò iniziato il giro con un candidato che à iniziato a parlarmi di bilancio, di soldi presi in prestito dal comune di Praga 6, di debiti… e vabbe’, sì… tutte cose importanti, ma io l’ò fermato subito e gli ò chiesto: ok, ma come potete rendere la mia vita migliore?
Ché sto parlando delle elezioni del sindaco, la carica che più di ogni altra risolve problemi pratici.

E lì à iniziato un po’ a balbettare. Poi à recuperato e mi à detto almeno qualcosa di interessante: 500 posti all’asilo in più, e lo à fatto citando progetti concreti con nomi precisi di dove sorgerebbero questi nuovi asili.
Ora vediamo gli altri.

Piesse: i primi cinque minuti abbiamo parlato inglese (poi siamo passati al ceco). L’inglese lo sa parlare.

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