Io se fossi uno di quelli lì del CIO

Mettetevi nei panni di uno di quelli lì del CIO che devono decidere a chi assegnare le olimpiadi invernali. Sul serio prendereste in considerazione l’italia dopo il teatrino di queste settimane culminato con il bordello di questi giorni?

Prima Torino con un’amministrazione comunale compatta nella candidatura quanto in impasto fatto di sola farani da grano saraceno. Poi questa idea di fare le olimpiadi a tre. Poi Milano fa la permalosa perché vuole essere la capofila e manda tutto in vacca. Allora si pensa a un duo Milano-Cortina. Poi però fanno un appello a Torino a ripensarci.

Voi affidereste le olimpiadi a della gente che nemmeno sa cosa vuole?
Se proprio volete farvi la guerra fatela di nascosto, sotto i banchi, ma poi una volta che la decisione è presa vi presentate in pubblico decisi, sorridenti e determinati.
Sembra abbiano fatto un corso su come ispirare sfiducia.

5 Comments

  1. Peto said:

    Se proprio volete farvi la guerra fatela di nascosto, sotto i banchi, ma poi una volta che la decisione è presa vi presentate in pubblico decisi, sorridenti e determinati.

    Ti rendi conto dell’enormità che hai richiesto?
    Non ricordo alcun tema/scontro/opportunità/affronto in cui la classe politica si sia mostrata compatta a difesa della reputazione del Paese e del suo interesse nazionale (parolaccia), o anche solo di suoi interessi passeggeri che facevano comodo un po’ a tutti (scegli tu quale delle tre sia la più importante).

    Mi spingerei addirittura a supporre che da qualche parte in Italia, qualcuno sorrida ogni volta avvenga qualcosa che mandi un po’ tutto in vacca, tipo tassi d’interesse sul debito che salgono. Ovviamente, non sempre le stesse persone.
    Fanno un po’ a turno ogni tot anni.
    Vincere sull’avversario, o almeno avere qualcosa da astutamente imputargli, ha priorità sulle vittorie del Paese, grandi o piccole che siano. Poco importa poi se l’avversario è l’unico colpevole, poco importa anche se sia effettivamente nella lista dei colpevoli, questi sono dettagli.

    Quando poi passi al livello locale, l’avversario non è più solo quello ideologico, ma anche quello che sta all’ombra di un altro campanile. E se può gioire lui, perché non dovrei gioire io? Anche a costo di non gioire né io né lui, devo fare qualcosa.

    19 settembre 2018
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    • Alberto said:

      Il commento di Peto riporta pari pari la mentalità dei contradaioli senesi durante il Palio. Il fatto che questa si ritrovi anche a livello nazionale è aberrante.

      19 settembre 2018
  2. Andrea said:

    Purtroppo sì perché le alternative serie hanno o stanno rinunciando, alla fine rimane Turchia o Italia. Siamo fortunati ad essere ancora considerati i meno peggio.

    19 settembre 2018
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  3. mamoru said:

    sul versante opposto abbiamo i giapponesi che, di fronte al mondo, parlano con una voce sola, poi si scannano con comodo a casa loro.

    una voce sola con una faccia di tolla paurosa neh: fare domanda per registrare all’unesco un sito al mese, e candidarsi per le olimpiadi invernali dopo che si sono aggiudicati quelle di tokyo e pure l’expo dopo che nel 2005 l’avevano gia’ fatto ad aichi (ma serviva solo per dare appalti e lavoro ai giapponesi).

    20 settembre 2018
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  4. Mauro said:

    Comunque al CIO non interessa se le candidature siano serie o meno, non interessa se gli italiani (o altri, capitò anche qui quando la Germania voleva le Olimpiadi estive del 2012, andate poi a Londra) siano uniti o meno, non interessa questo o quello.
    Al CIO interessa solo chi passa la busta più gonfia.

    26 settembre 2018
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