Ciò che non si dice sul condono fiscale

Tutta la storia sul condono fiscale che vuole approvare la lega gira attorno a un errore di fondo: pensare che il sistema fiscale funzioni.

Perché è ovvio che se il sistema funzionasse tutti i ragionamenti che sento in questi giorni sarebbero validi. Insomma, chi paga le tasse è un cretino perché poi arriva il condono e chi non le à pagate si mette in regola pagando pochissimo. Quindi non conviene fare gli onesti ma fare i furbi e sperare nel condono.

Ecco, tutto questo è vero solo se si ipotizza che chi una cartella esattoriale sul groppone è davvero uno che à evaso il fisco. Purtroppo non è così.

Ci sono tante persone che si trovano in quella situazione solo perché sono state prese di mira. Ti arriva l’ispettore in azienda e decide che deve portare a casa, che ne so, 240 mila euro. Quindi s’inventa che tu ài frodato il fisco e ti fa una multa da 400 mila euro. Sì, se lo inventano. Per esempio, se tu sei una ditta che fa rondelle arrivano, guardano le fatture, dicono che da 1 kg di acciaio tu fai 200 rondelle mentre in realtà ne ài dichiarate solo 100, quindi le altre 100 le ài vendute in nero e ti fanno la multa.  Poi sta a te andare dal giudice e dimostrare che con 1000 grammi di materiale di rondelle ne fai solo 100 e non 200. Intanto sei entrato nel gorgo di un procedimento fiscale e non ne esci più. Può anche capitarti un giudice che non capisce questo banalissimo concetto. Dopotutto abbiamo avuto giudici che ànno sentenziato che i vaccini causano l’autismo, può sempre capitarti uno di questi personaggi.
Molto più spesso ti capita un giudice che à un pregiudizio e considera le stime dell’agenzia delle entrate corrette e le tue truffaldine. Quando invece è l’opposto.
A un giudice che manco sa cos’è una rondella e non à mai visto cos’è una fabbrica puoi far credere quello che vuoi.
Vuoi davvero imbarcarti in un’avventura in cui non sai dove vai a finire?

A questo punto l’ispettore ti dice: facciamo così, siccome mi stai simpatico anziché farti una multa da 400 mila euro te la faccio da 240 mila. E poi a mezza voce di fa capire che per 3 o 4 anni lui da te non viene più.
Tu ti fai i due conti e accetti. Alla fine sono 60 mila euro all’anno. Non ti metti a lottare contro il sistema quando puoi chiudere la faccenda con lo sconto. Non sono soldi che dovevi allo Stato, ma accetti per minimizzare il rischio.
L’ispettore sorride, porta al suo padrone i 240 mila euro e questo gli dà la crocchetta, una carezzina sulla testa e lancia il bastone verso la prossima azienda.

Perché fanno così? Perché è un metodo che con poca fatica ti porta a casa il risultato. Tu devi portare a casa un tot di milioni di euro all’anno? Fare delle indagini per scovare i veri evasori è una gran fatica.
Ti basta fare il giro delle aziende, fai questo giochetto in ognuna e alla fine dell’anno il tuo obiettivo lo raggiungi.
Che poi magari quell’imprenditore nemmeno è un santo. Magari à fregato, che ne so, 20 mila euro al fisco. Però per dimostrare che à frodato 20 mila euro devi fare delle indagini approfondite, indagini che costano tempo e fatica.
Invece così tu t’inventi che à frodato 240 mila euro e li giustifichi con delle stime alla cazzo che non ti costano fatica perché non è che cerchi la verità, te la stai inventando tu.  Ma se uno froda 20 mila euro al fisco deve pagare 20 mila euro, non 240 mila perché non sei troppo pigro per fare le indagini.

Ovviamente all’imprenditore girano le palle perché non era tenuto a pagare questi soldi extra allo Stato ma per evitare il peggio manda giù. Perché non à potere, l’ascia dalla parte del manico ce l’ànno loro e tu devi sono decidere come subire.

Se guardi il problema da questo punto di vista ti rendi conto che il condono – o pace fiscale, vedetela come volete – non è che salva solo gli evasori ma fa anche un po’ di giustizia nei confronti di chi à avuto la sfiga di essere finito in questo meccanismo. Certo, io da un politico poi mi aspetto che riformi il sistema in modo che gli ispettori vadano a pizzicare chi evade davvero le tasse e la smettano di fare questo giochetto. Perché poi davvero possiamo dire che chi à una cartella esattoriale è un evasore brutto e cattivo.
Ma fino a quel momento tratteniamo i giudizi.

43 Comments

  1. DG said:

    dai. seriamente. queste sono le storielle che si leggono su facebook, dalle sedicenti vittime, generalmente conclamati evasori, che appena chiedi un paio di dettagli su come sarebbe accaduto il fatto, cadono in mille contraddizioni e poi salta fuori che l’ispezione fiscale è arrivata perché l’azienda dichiarava mille euro l’anno di utile da un decennio ma il proprietario aveva tre ville e sei mercedes.

    18 Settembre 2018
    • mattia said:

      dai. seriamente. queste sono le storielle che si leggono su facebook,

      credici.

      18 Settembre 2018
    • Mauro said:

      Mattia, che esistano casi come quelli che descrivi tu è palese, lo sappiamo tutti, ma sono la minoranza.
      Nella maggioranza die casi vale quanto scritto da DG.

      18 Settembre 2018
    • mattia said:

      Mattia, che esistano casi come quelli che descrivi tu è palese, lo sappiamo tutti, ma sono la minoranza.

      Guarda che è un sistema. Un meccanismo del genere non è che nasce da un ispettore che alla mattina gli gira il cazzo e s’inventa da solo di fare così.
      Se gli ispettori fanno così è perché ànno alle spalle chi gli dice di fare così e che gli copre le spalle per fare così.
      Quando è il sistema che ti fa fare questo giochetto non c’è ragione affinché sia un fenomeno di minoranza.

      18 Settembre 2018
    • Beppe Grullo said:

      DG purtroppo ha ragione Mattia (fonte: mio parente all’Agenzia delle Entrate). I direttori hanno un budget di soldi da recuperare che viene fissato dal ministero, più un sistema di premi se vanno oltre. Se il loro sottoposto sovrastima l’accertamento (magari con criteri inventati di sana pianta) a danno del contribuente firmano lo stesso, tanto non rischiano praticamente nulla – rischiano molto in caso di sottostima e quindi di danno per lo Stato. Comunque il giudice in commissione tributaria sa come vanno le cose e solitamente il bias è verso il contribuente, comunque è corretto il discorso che si tenda a chiuderla lì per evitare trafile burocratiche e onere delle prove.

      A mio modesto avviso, però, la soluzione non può e non deve essere il condono fiscale che premia i furbi. Se poi i soldi del condono fiscale serviranno per coprire parte di manovre principalmente a debito (flat tax e reddito di cittadinanza), lo Stato sarà sempre con l’acqua alla gola e il siostema non verrà mai riformato in senso positivo.

      18 Settembre 2018
    • mattia said:

      A mio modesto avviso, però, la soluzione non può e non deve essere il condono fiscale che premia i furbi.

      Come dicevo nel post, io da un politico voglio che sistemi il sistema fiscale per evitare questo giochetto, non che faccia i condoni.
      Quello di cui mi lamento è che sento alla radio gente come giannino e il suo circo togni che descrivono tutta la faccenda come se fosse solo “chi ha un procedimento aperto è perché è un ladro che non à pagato le tasse!”
      Eh, no, non ci sono solo quei casi.

      18 Settembre 2018
    • DG said:

      il metodo scientifico incontra “l’ha detto mio cugggino che lavora al ministero”. dai, stiamo SERIAMENTE dicendo che esiste un meccanismo criminoso che parte dal maresciallo della guardia di finanza ed arriva fino alle alte cariche dell’intendenza di finanza, se non del ministero? siamo ai deliri complottisti del SignorNò.

      18 Settembre 2018
    • mattia said:

      il metodo scientifico incontra “l’ha detto mio cugggino che lavora al ministero”.

      Guarda, usando questo criterio puoi anche dire che non esiste il pizzo in praticamente tutto il Sud italia.
      Certo, io potrei portarti decine di storie di persone che possono testimoniare il fenomeno del pizzo su qualsiasi attività economica.
      Ma tu potresti catalogarli nella cartella di “mio cuggino”.
      Tu vuoi i dati ufficiali. Ok, prendi i dati ufficiali, guarda quante denunce contro i mafiosi che chiedono il pizzo esistono. Pochissime.
      Quindi il pizzo non esiste, la mafia non esiste, è tutta un’invenzione.
      I dati parlano chiaro.
      Hai capito dove sbagli o no?

      18 Settembre 2018
    • Mauro said:

      Guarda che è un sistema.

      Se fosse un sistema ci sarebbe già stata la rivoluzione.
      Molte rivoluzioni sono nate per ragioni fiscali, anche di minore portata, e non ideologiche.

      18 Settembre 2018
    • mattia said:

      Se fosse un sistema ci sarebbe già stata la rivoluzione.
      Molte rivoluzioni sono nate per ragioni fiscali, anche di minore portata, e non ideologiche.

      La mafia a Sud è un sistema eppure non scatta la rivoluzione.
      Chiediti perché.

      18 Settembre 2018
    • mamoru said:

      io e mio padre in italia siam stati presi di mira sistematicamente dalle societa’ di riscossione (semplici srl con sede in qualche anonimo condominio) incaricate dal comune di riscuotere importi non versati.

      sai cosa hanno fatto? hanno ricalcolato arbitrariamente la superficie non si sa come, sulla base delle planimetrie catastali (si quei disegni dove casa tua e’ lunga tipo 3cm immaginati che tolleranza hai a misurare col righello) le stesse planimetrie sulle quali il comune stesso ha calcolato le imposte che abbiamo sempre pagato.
      risultato: superficie dichiarata in difetto (seconso loro), imposta evasa per anni e mora. centinaia di euro da pagare o fare appello…

      19 Settembre 2018
    • claudio said:

      caro DG, se vuoi ti faccio i numeri, sicuramente piu’ piccoli avendo gestito aziende modeste, in cui i grandissimi FDP non solo mi hanno multato di migliaia di euro per cavilli o addirittura invenzioni, ma una volta si sono pure presentati pistole in pugno come se dovessero entrare in un deposito di crack alla “the wire”
      Per non parlare delle storie personali.
      Ripeto, se vuoi ti faccio la cronistoria e, ti dico pure, che una percentuale modesta di “controllori” sono persone oneste che reputano alcuni colleghi eccessivi.
      Se hai sxiga sono scene ANNUALI.
      Ho avuto piu’ danni da costoro che dai ladri.
      Aggiungi la pressione fiscale (anche costosa fattualmente oltre che costosa tout court) e capisci perche’ la nostra produttivita’ italiana sta cadendo in maniera netta nell’ultimo ventennio.
      Poi pero’ se sei “amico” come gino paoli puoi in tribunale dichiarare che fai nero a nastro durante le feste dell’unita’ e tutto e’ OK. (controlla pure i giornali)

      19 Settembre 2018
    • Mauro said:

      @mattia
      La mafia qui non c’entra.
      Io parlo di rivoluzioni nate per ragioni fiscali, non di rivolte contro la criminalità.

      25 Settembre 2018
    • mattia said:

      La mafia qui non c’entra.
      Io parlo di rivoluzioni nate per ragioni fiscali, non di rivolte contro la criminalità.

      Il principio è lo stesso: perché subisci e non ti ribelli al sistema?
      Perché delle volte non puoi.

      26 Settembre 2018
  2. brain_use said:

    Quello della giustizia fiscale è un tema non vasto, enorme.

    Esistono (purtroppo è vero) casistiche simili a quella che hai elencato.
    Esistono evasori parziali e totali.
    Esistono mille forme di elusione.
    Esistono dati statistici sulla distribuzione per zone e per attività. Statistiche che non sarebbero poi così difficili da tenere in maggior considerazione da parte di chi è preposto al controlo. e che invece si concentra per lo più sulla “facile mungitura”.

    Esiste però anche un carico fiscale eccessivo che pesa sulle aziende, togliendo competitività verso l’estero e risorse per la crescita.

    Esiste infine, per come la vedo, io un falso problema.
    Alla fine le statistiche medesime individuano in un valore approssimativo del 27% del PIL il valore globale dell’evasione fiscale, a fronte, a titolo di paragone, di un 12/16% di Rego Unito e Germania.

    Questo, imho, significa semplicemente che l’evasione è sì un problema distributivo ma non un problema di reperimento delle risorse, dato che il recupero (più o meno) totale di questa gap sulla quota di sommerso rispetto a quando si verifica negli altri paesi, dovrebbe necessariamente essere accompagnata da una riduzione delle aliquote, probabilmente portando a un risultato a somma zero o giù di lì.

    18 Settembre 2018
    • mattia said:

      Esistono dati statistici sulla distribuzione per zone

      Eh, ragazzo mio. In alcune zone il pizzo lo chiedono già altri, non puoi passare due volte.

      18 Settembre 2018
  3. Cristian said:

    Però questa volta, a differenza di come fai sempre, manca la fonte o dei numeri che dimostrino quanto dici ovvero che è un fenomeno maggioritario e non minoritario. Io ho una visione ristretta ma non ho riscontro a quanto dici. Poi sappiamo bene che in Italia la tendenza a cercare di aggirare le regole o a non rispettarle è talmente elevata da rendere difficile avere delle regole semplici e chiare che garantiscano che tutto funzioni come dovrebbe

    18 Settembre 2018
    • mattia said:

      Però questa volta, a differenza di come fai sempre, manca la fonte o dei numeri che dimostrino quanto dici ovvero che è un fenomeno maggioritario e non minoritario.

      Cioè, vorresti dei dati ufficiali su questo fenomeno illegale?

      18 Settembre 2018
  4. brain_use said:

    In alcune zone il pizzo lo chiedono già altri

    Vero.
    Però allora forse non aveva tutti i torti la lega (cosa sto dicendo… OMG!) quando voleva dividere in due il paese.
    Se “altri” sono lo Stato, allora facciano lo stato in toto e non solo nelle partite attive.

    18 Settembre 2018
  5. Massimo G. said:

    sto con Cristian: mancano le fonti e non credo che chi legifera si possa basare sulle confidenze del parente impiegato dell’Agenzia delle Entrate. Oddio magari lo fa, ma sbaglia. Non era invece la motivazione più forte di W la Fisica quella di adottare il metodo scientifico in Parlamento?
    Ovvio che non basta neanche dare per scontato che tutti i presunti evasori siano tali. Si farebbe l’errore opposto. Non esistono dati relativi all’estito delle cause in commissione tributaria da elaborare?

    18 Settembre 2018
    • mattia said:

      sto con Cristian: mancano le fonti e non credo che chi legifera si possa basare sulle confidenze del parente impiegato dell’Agenzia delle Entrate. Oddio magari lo fa, ma sbaglia. Non era invece la motivazione più forte di W la Fisica quella di adottare il metodo scientifico in Parlamento?

      Il metodo di W la Fisica era innanzitutto leggere quello che uno scrive.
      Tipo questa cosa qui

      Certo, io da un politico poi mi aspetto che riformi il sistema in modo che gli ispettori vadano a pizzicare chi evade davvero le tasse e la smettano di fare questo giochetto. Perché poi davvero possiamo dire che chi à una cartella esattoriale è un evasore brutto e cattivo.
      Ma fino a quel momento tratteniamo i giudizi.

      Non ò mica detto che propongo di compensare questo comportamento malandrino facendo il condono.
      Al contrario, ò detto che io dalla politica mi aspetto dell’altro, ossia che faccia in modo che il comportamento malandrino non esista, così che poi chi è evasore lo posso considerare davvero evasore.

      18 Settembre 2018
    • Giampaolo said:

      Beh, dei dati ci sono. L’agenzia delle entrate perde “solo” il 50% delle volte che va a giudizio…

      18 Settembre 2018
    • claudio said:

      L’agenzia delle entrate vince sempre o quasi poiche’ nessuno va veramente in giudizio.
      Per esempio io ho ricevuto una cartella di 30KE poiche dovevo 6KE.
      Gia’ qui fa ridere. Alla faccia degli interessi da usura.
      Dopo lunga contrattazione scendiamo a 12KE circa.
      A questo punto o paghi o vai in giudizio.
      Se vinci, poiche io non potevo aver visto la richiesta primaria, pago 6KE. Anticipi pero’ fra avvocato e menate almeno 4KE.
      Se perdi paghi 30K piu’ le spese, diciamo 50K, e tempo a secchiate (es udienze), che potrebbero durare facilmente 10 anni e passare in vari gradi di giudizio

      ho regalato soldi, come tutti., pur di non dover affrontare il rischio di vedere quasi decuplicate le richieste.

      Statistiche delle varie conf, pieni i giornali economici di sta roba, dicono che si arriva al 90% dei “pago anche se ho ragione” e solo il 10% circa va in giudizio. Evidentemente o hai una certezza granitica di vincere o non ci vai. Eppure, anche il tal caso, lo stato vince nella maggior parte dei casi.

      Io so che un paio di conoscenti hanno spostato la residenza all’estero perche sazi delle badilate di M da mangiare tutti i giorni.
      E’ bello pagare le tesse all’estero, oltretutto sono spesso FACILI da pagare e CONTENUTE

      19 Settembre 2018
  6. kheimon said:

    Mi unisco allo scetticismo di altri commentatori. Stranissimo post, specie se considerato nella cornice di pensiero buttiana. Non pensavo che avresti mai potuto scrivere qualcosa come:

    perché è ovvio che se il sistema funzionasse tutti i ragionamenti che sento in questi giorni sarebbero validi

    Si può dire in merito a qualsiasi insieme di ragionamenti su qualsiasi sistema imperfetto (e tutti i sistemi grandi lo sono), ed è un thought-terminating cliché particolarmente formidabile.
    Questo in generale, poi in particolare se l’Italia è davvero uno stato di polizia fiscale per cui i “ragionamenti” di cui parli vanno sospesi, sarebbe bene tirare fuori dei numeri per corroborare questa tesi. E in ogni caso un’azienda la cui sopravvivenza è appesa al filo del (presunto) capriccio estemporaneo del fisco è troppo piccola o troppo fragile, o più probabilmente entrambe le cose (cfr. l’economista Boldrin sulle questioni di scala nel mondo imprenditoriale italiano, l’unico che ha il coraggio di dire che la “piccola e media impresa gioiello di questo paese e impegnata ogni giorno in una lotta eroica contro il fisco e contro la concorrenza sleale dell’Asia ecc.” è solo un topos romantico e quella costellazione di micro-imprese in media improduttive e fiscalmente indisciplinate è solo una palla al piede).

    18 Settembre 2018
    • mattia said:

      E in ogni caso un’azienda la cui sopravvivenza è appesa al filo del (presunto) capriccio estemporaneo del fisco è troppo piccola o troppo fragile, o più probabilmente entrambe le cose (cfr. l’economista Boldrin

      Hai citato la persona sbagliata.
      Il suddetto personaggio è uno che si è permesso di dare giudizi gratuiti (e mostruosamente sbagliati) sul sottoscritto.
      Le sue parole per me ànno il valore della merda secca.

      18 Settembre 2018
    • kheimon said:

      Mi spiace Mattia, qualunque cosa abbia detto o non detto su di te. Amen. Il resto, però, rimane.

      19 Settembre 2018
  7. Ferfo said:

    Stai portando alla luce il fenomeno degli ispettori. Quindi stai dicendo che sono più preoccupanti gli ispettori furbetti (pochi?) che gli evasori (tanti?).
    Hai dato sicuramente poco peso all’eevasione in questo modo. La sottovaluti davvero?
    È come demonizzare la polizia per un solo celerino nazi e difendere migliaia di bestiame ultras.

    18 Settembre 2018
    • mattia said:

      Stai portando alla luce il fenomeno degli ispettori.

      Se non ti garbano gli ispettori prova a guardare quanti esercizi commerciali espongono calendari “di categoria”.
      Tutti spontanei sostenitori secondo te?

      18 Settembre 2018
    • claudio said:

      ferfo, sui modi, soprattutto di alcune caserme, di fare indagini ne so da scriverci un libro.
      Conosco imprenditori che dopo avevano le lacrime. Ed era gente seria.

      19 Settembre 2018
  8. Beppe Grullo said:

    DG non c’è nessun cugino né complotto – è un problema di dominio pubblico di cui si discute da anni.

    Due link a caso:

    https://www.google.it/amp/s/www.laleggepertutti.it/115594_la-percentuale-ai-dirigenti-dellagenzia-entrate-per-gli-accertamenti/amp

    https://www.eticaeconomia.it/i-meccanismi-di-incentivazione-nellagenzia-delle-entrate/

    Poi, visto che siete preoccupati del recupero dell’evasione fiscale:
    https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.odcec.mi.it/docs/default-source/materiale-convegni/applicazione201009.pdf%3Fsfvrsn%3D0&ved=2ahUKEwig9IPuyMXdAhWvw4sKHQLSDmEQFjABegQIBxAB&usg=AOvVaw2XoXs2UKNojjN9YJDg1xrf

    – Gli incentivi al personale seguono la stessa logica della rincorsa del gettito, al punto che la prevenzione viene addirittura disincentivata: non esistono premi per gli uffici nel cui ambito
    territoriale l’evasione fiscale si riduce, anzi: una elevata evasione fiscale assurge a condizione necessaria per il successo.
    – Non viene invece misurata l’efficacia dell’attività di accertamento in termini di scostamento tra accertato e riscosso

    19 Settembre 2018
    • DG said:

      quindi, il fatto che ci sono gli incentivi indica inconfutabilmente che la gfd entri nelle aziende a pistole spianate, faccia un bordello ed eventualmente “trovi” qualcosa che non va per estorcere dei soldi. e nessuno dice nulla perché dietro c’è “un sistema”.

      alternativamente, una cartella da seimila euro arriva a trentamila e bisogna pagarne dodicimila per il quieto vivere. il tutto è sicuramente accaduto da un giorno all’altro, altrettanto sicuramente senza il più minuscolo preavviso.

      tralasciando il fatto che, pure fosse vero, vale tanto quanto “mio cugino ha fatto il vaccino per il tetano ed è MORTO il giorno dopo, quindi il vaccino fa male”.

      19 Settembre 2018
    • mattia said:

      quindi, il fatto che ci sono gli incentivi indica inconfutabilmente che la gfd entri nelle aziende a pistole spianate

      NO. Nessuno qui à fatto questa deduzione logica.
      Te la sei inventata tu.
      Rileggi la frase e fa’ l’analisi del testo.

      e nessuno dice nulla perché dietro c’è “un sistema”.

      In realtà c’è qualcuno che dice molto. Visto che tuo cuggino non ti andava bene è venuto qui qualcuno che ti à raccontato la sua esperienza personale.
      Ma siccome tu non vuoi crederci parli ancora di mio cuggino.
      Te lo ripeto, nessuno nel Sud italia paga il pizzo, e la mafia è solo un’invenzione.

      tralasciando il fatto che, pure fosse vero, vale tanto quanto “mio cugino ha fatto il vaccino per il tetano ed è MORTO il giorno dopo, quindi il vaccino fa male”.

      No. Non c’è nessuna implicazione logica. C’è un fatto.
      Rileggi il commento trenta volte senza saltare le righe pari.

      19 Settembre 2018
  9. ad alcuni sembra roba lunare, alcuni (anche qui) gridano alla bufala, m sfortunatamente le storie di burocrazia fiscale accadono.

    Amico fornaio, piccolissima attività, lui in laboratorio la moglie al banco, visto che c’è richiesta produce pane anche per celiachi (che poi si chiama pane… ?).
    Passa l’AUSL…. e no non si fa così, ci vuole tutto doppio, c’è contaminazione e giù verbale… va beh, l’amico fornaio decide di raddoppiare gli strumenti di lavoro, impastatrice e altro, pensando, così risparmio pure tempo, quindi multa e mutuo per il materiale.
    Accertamento fiscale, lei ha raddoppiato i mezzi di produzione ma il fatturato è costante, quindi evasore…. altra sanzione.

    quindi, dicevate?

    19 Settembre 2018
    • mattia said:

      lei ha raddoppiato i mezzi di produzione ma il fatturato è costante, quindi evasore…. altra sanzione.

      Ma poi la cosa assurda è che tu stai anche lì a spiegargli i motivi tecnici che dimostrano che non c’è evasione e quello o non capiscono perché sono mediamente meno istruiti di uno che si è comprato un diploma, oppure fanno finta di non capire perché così comunque ti fanno la multa e il giochetto di cui sopra s’innesta.

      19 Settembre 2018
    • DG said:

      nessuno sta dicendo che sia completamente e totalmente impossibile. ma c’è una grossa differenza tra dire che qualcuno è finito ingiustamente nei guai e dire che il MILIONE di aderenti alla definizione agevolata (ed eventuali futuri sconti/premi per disonesti) sono tutte povere vittime di un sistema oppressivo che si basa sul soppruso e sulla minaccia. se vogliamo parlare di cugggini, io ho partita iva da quasi un quarto di secolo, e di cartelle assurde, specialmente a cavallo del periodo della Grande Digitalizzazione™ me ne sono arrivate un fottio. eppure non sono arrivati marescialli sventolanti pistole, né mi sono trovato a pagare per “quieto vivere”.

      20 Settembre 2018
    • mattia said:

      sono tutte povere vittime

      chi avrebbe detto che sono tutte povere vittime?

      20 Settembre 2018
  10. mamoru said:

    incidentalmente questa cosa e’ uno dei tanti motivi percui me ne sono andato dall’italia…

    rispetti le regole, paghi cio’ che ti diconodi pagare e un giorni ti piove in testa una raccomandata dalla PA…

    19 Settembre 2018
  11. claudio said:

    caro DG, forse non sai o fai finta di non sapere.
    Ti ricordo che la PA, come e’ capitato in un paio di mieri casi, usa strumenti di comunicazione stranini perche’ stratificati. Per ES l’atto giudiziario: regolarmente non arriva ma e’ considerato letto. (la PEC porta questa assurdita’ in digitale).
    Quindi si uno puo’ non sapere per COMUNICAZIONE o per ERRATA COMPILAZIONE.

    Sta bene una multa, sta bene pagare i giusti interessi a valore EU.

    Non sta bene che i numeri triplichino. O peggio. Per 24 euro pagati con un giorno di ritardo? 90E. Uno stato amico.

    Soprattutto quando, sempre il mio caso, la PA pagava con un ritardo di oltre 300gg senza alcun interesse.
    infatti smisi di essere fornitore nonostante mani pulite per 2 anni mi fece fare un certo fatturato…. in perdita (poi ricominciarono le buste).
    Perche se dovessi applicare alle cifre lo stesso criterio che la PA applica verso di me un 2-300KE in piu’ li dovrei trovare in tasca.
    L’asimmetria cosi’ spiccata e’ follia.
    Ti cosiglio, prima di dire minch un paio di siti di facile consultazione dove per queste tematiche vengono portati un pochetto di numeri… spaventosi.
    Bruno leoni
    phastidio
    Poi, sono sicuro, il fantozzi di turno non si accorge della tromba d’aria se passa la vita al calduccio a guardare la tv sottoterra, nel ventre dell’impiego dipendente.
    Quando succede che arriva la zappa a strappare la zolla li vedi barcollare alla luce del sole spaventati, urlanti contro “i capi”, con i cartelli.
    Peccato che su quei cartelli vi e’ scritto “e’ colpa mia”.
    Piangono perche il vento li ha appena sfiorati. Continuano ad essere ciechi.

    20 Settembre 2018
    • Giampaolo said:

      Che poi, a me una cosa del genere è successa anche da dipendente (e nonostante conoscessi come va il mondo, essendo figlio di artigiano).

      Quando ho acquistato la prima casa (ero già sposato) seguendo una prassi comune (al tempo, ora sta cambiando, capirete poi perché) abbiamo fatto un’offerta in agenzia col solo nome di mia moglie.

      Abbiamo poi fatto il compromesso e poi l’atto, davanti al notaio, con entrambi i nostri nomi .

      6 mesi dopo ricevo una lettera dell’AdE LETTERALMENTE INOMPRENSIBILE (e no, non ho la terza media, come titolo di studio): vado a ritirare la mia copia conforme dell’atto di rogito dal notaio (un notaio prestigioso, tra l’altro) che mi informa che hanno già provveduto loro al pagamento e mi traduce la lettera: l’AdE ha deciso che io ero un “socio subentrante” di mia moglie nell’acquisto della nostra prima casa (sic).
      Ovviamente ho pagato (circa 250 euro e me la sono messa via – ovviamente, il ricorso costava quasi la stessa cifra con in più l’alea di non vincere).

      20 Settembre 2018
    • DG said:

      è curioso come le vittime innocenti, improvvisamente salti fuori che non sono innocenti. che però è “ingiusto” l’interesse, che anni di notifiche siano tutti andati persi per via di “quanto sono complicati” i meccanismi di consegna. io in quasi un quarto di secolo di lavoro in proprio, di notifiche e di “cartelle pazze” ne ho ricevute a bizzeffe quindi “so come funziona”. e so anche che quelli che non contestano una cartella da 20,000€ raramente sono innocenti come vogliono far credere.

      25 Settembre 2018
    • mattia said:

      quindi “so come funziona”.

      Solo tu lo sai. Ok.

      26 Settembre 2018
  12. Epsilon Eridani said:

    Alessandro Signorini dixit:
    “Amico fornaio, piccolissima attività, lui in laboratorio la moglie al banco, visto che c’è richiesta produce pane anche per celiachi (che poi si chiama pane… ?).
    Passa l’AUSL…. e no non si fa così, ci vuole tutto doppio, c’è contaminazione e giù verbale… va beh”

    Scusate l’OT ma, senza alcuna polemica Alessandro Signorini, qui pecchi, come il tuo amico, come minimo di superficialità.
    La celiachia è una patologia che può portare anche allo shock anafilattico per ingestione di basse quantità di glutine a seconda della sensibilità di chi ne soffre e/o danni notevoli all’apparato intestinale che richiedono molto tempo per guarire e/o ancora altri tipi di danni fisici; un alimento per essere considerato senza glutine non deve contenerne più di 20 ppm (parti per milione).
    Facendo quella che è ovviamente un’iperbole, più che la multa avrebbero potuto accusarlo di tentato omicidio. Mettersi a produrre alimenti senza glutine, o meglio spacciati come tali, senza avere la struttura necessaria solo perché “c’è richiesta” è totalmente da irresponsabili per cui il tuo “va beh”, come se il tuo amico non avesse commesso un peccato veniale, lo trovo francamente fuori luogo.
    Infine, non ho capito bene il senso della tua frase “pane anche per celiachi (che poi si chiama pane… ?)”.
    Se con ciò stai chiedendo se tecnicamente si può parlare di pane, la risposta è: certo; perché il pane non deve per forza essere fatto con farina di grano.
    Se invece è da intendersi in modo dispregiativo, sono sicuro che non fosse nelle tue intenzioni ma a parte il fatto che negli ultimi 5 anni l’organolettica dei prodotti da forno senza glutine è migliorata in modo clamoroso (a volte quando mi capita di assaggiare alcuni tipi di pasta senza glutine condita, non posso sinceramente dire che l’avrei distinta da quella “normale” se non fossi stato già conscio di quello che stavo assaporando) , se tu non potessi mangiare pane ma solo un suo sostituto ti farebbe piacere leggere una frase del genere?
    Quanto sopra, ribadisco, senza polemica e come semplice spunto di riflessione.
    PS la forma plurale corretta di “celiaco” è “celiaci”

    21 Settembre 2018
  13. Epsilon Eridani said:

    ” come se il tuo amico non avesse commesso un peccato veniale”
    La tastiera si è mangiata un “che” 🙂
    ” come se il tuo amico non avesse commesso CHE un peccato veniale”

    21 Settembre 2018

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