Valter Veltroni

Io non credo ci siano più trenta persone in grado di leggere una lettera di veltroni fino alla fine. Forse persino i redattori di repubblica si addormentano e le pubblicano così come sono, senza controllarle.
Si spiegherebbe come mai passano inosservati strafalcioni come Ian Palach.

No, non si chiamava Ian ma Jan. Che è che come scrivere Valter anziché Walter.
Non è che ti si chiede tanto, solo saper copiare.

 

5 Comments

  1. Sciking said:

    Almeno se scrive Ian non usa la pronuncia tipica “Ggian Palakk”

    1 Settembre 2018
    • mattia said:

      Almeno se scrive Ian non usa la pronuncia tipica “Ggian Palakk”

      Non sai quante volte ò sentito della gente dite “ggitka” al posto di “Jitka”

      1 Settembre 2018
  2. Aq said:

    Confesso che ho provato a leggere il gran Veltro (Veltrone?). Dopo 3 (tre) paragrafi, fino circa a quello del Festival delle Idee(meraviglioso nome di sinistra!) mi sono definitivamente rotto le palle. L’uomo e’ affetto almeno da una malvagia prolissita’ ma come documento sulla patologia di un libbbbberal di buona (buonissima!) famiglia e’ notevole.

    2 Settembre 2018
  3. Sciking said:

    Tipo quando comprai la birra “Karpackie” (40 centesimi e sapeva di acido di batteria) e tutti quelli che la vedevano dicevano “Ah, la KarpaCCkie”.

    Ma se qui abbiamo ancora quelli convinti dell’esistenza della Cecoslovacchia governata da Stalin penso che la pronuncia delle lingue slave sia un problema minore, anzi, mi stupisco che non si pronunci all’inglese.

    2 Settembre 2018
    • Anonimo said:

      Ma che dici lo sanno tutti che il presidente della Cecoslovacchia è Tito!

      3 Settembre 2018

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