Le puttanate del Post sulla Rep. Ceca

Da qualche settimana Il Post à inaugurato una sezione, denominata Konrad, dedicata ad approfondimenti su temi di attualità europea.
Progetto ammirevole, se non fosse che è stato sviluppato esattamente come si fa tutto il resto del giornalismo italiano (e non solo): prendi una persona che non sa nulla degli argomenti di cui scrive e gli fai fare un approfondimento rovistando qua e là in rete e nelle agenzie. Mica per trovare la verità sostanziale dei fatti, ma per poter raccontare quello che i lettori vogliono sentirsi dire.

Con questo metodo escono articoli come questo che sono a dir poco imbarazzanti.

Perché i paesi dell’est Europa sono così ostili ai migranti
Da anni Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca non vogliono sentire parlare di accoglienza o quote obbligatorie: cosa c’è dietro?

Ora, io non conosco abbastanza l’Ungheria e la Polonia per dire se ci ànno preso o meno, ma qualcosina sulla Repubblica Ceca la conosco. Abbastanza per dire che ànno toppato in maniera clamorosa.

In sostanza la tesi del post è che nei pasti dell’Est europeo (tra cui mettono anche la Rep. Ceca) gli immigrati clandestini non sono desiderati perché:

1. C’è uniformità etnica.
Per capirci, ci sono troppi bianchi. E se uno non è abituato a vedere i diversamente pigmentati poi si spaventa all’idea che gli assegnino un po’ di negretti.

2. Si muovono poco.
Stanno sempre nel loro paesello, non viaggiano mai all’estero e quindi non sono esposti ad altre culture.

3. L’influenza della Chiesa.
Giuro.

Ecco, iniziamo proprio da qua, e da questa frase dell’articolo

Va messa in conto anche l’influenza tradizionalista della chiesa (sic) – che sia cattolica, ortodossa o protestante – che nell’est Europa ha una presenza capillare, e che si salda spesso con le frange più conservatrici della società.

Chiunque conosce un briciolo della società ceca si mette a ridere.
Pensare che la Chiesa, qualsiasi Chiesa, abbia una qualsivoglia influenza nel dibattito pubblico e nelle scelte politiche in Rep. Ceca è semplicemente ridicolo.
Addirittura dire che à una “presenza capillare” è roba da scompisciarsi dalle risate.
La Rep. Ceca è uno dei paesi più atei d’Europa e la Chiesa qua, scusate il francesismo, non conta una mazza. Tolti i casi specifici in cui si parla proprio della Chiesa (come per la restituzione dei beni confiscati) la Chiesa non à voce in capitolo. In nulla.

Attenzione, ciò non significa che non ci sia una presenza cristiana in Rep. Ceca. Anzi, i segni della cultura cristiana sono molti. In Rep. Ceca è festività nazionale persino il venerdì santo, per dire. I doni natalizi ai bambini li porta Gesù bambino non babbo natale. Così come c’è la tradizione di san Nicola con l’angelo e il diavolo, si festeggia la Pasqua ceca, a Natale si canta tutti assieme la canzone natalizia in cui si dice che è nato Gesù, la cantano anche gli atei e non si cambia Gesù con virtù.
Così come non mancano figure di spicco nel mondo culturale che appartengono alla Chiesa. Ci sono vescovi e sacerdoti carismatici che intervengono nel dibattito pubblico. Ma lo fanno come tanti altri personaggi del mondo culturale, non c’è nessuna pretesa di autorità né alcun dovere di reverenza.

Per il resto la Rep. Ceca è uno Stato dove la laicità è espressa al massimo livello. Ci sono molti politici credenti. Se guardate alla lista dei primi ministri cechi ne trovate tantissimi, una percentuale mostruosamente superiore alla percentuale dei cechi credenti. Ma sono fatti loro. Non è elemento di dibattito pubblico.
Tu sei libero di credere a quello che vuoi ma se ti aspetti un trattamento speciale per via della tua religione ài sbagliato di brutto.
I cechi sono buoni come il pane ma se tu provi a dirgli, che ne so, che non vogliono il maiale alla mensa scolastica perché il tuo amico invisibile dice che non va bene, questi ti ribaltano. Ti dicono che in Rep. Ceca si mangia così, se non ti sta bene sono cazzi tuoi.
Il sentimento anti-islamico non à niente a che vedere con l’influenza – inesistente – della Chiesa. Il principale motore del sentimento anti-islamico è l’ateismo e la laicità dello Stato. Il problema è che sul Post non puoi scrivere che i cechi non vogliono l’invasione degli islamici per tutelare la laicità dello Stato, altrimenti mandi in cortocircuito le piccole menti dei loro fan lettori affezionati (probabilmente esploderebbero anche alcune scatole craniche in redazione).

Secondo punto, l’uniformità etnica.
Anche questa è una sciocchezza, per quanto non così evidente come quella sulla Chiesa. È sicuramente vero che in Rep. Ceca ci sono meno diversamente pigmentati che in italia, ma non è che se la gente vede un negro per strada strabuzza gli occhi.  Anche perché una buona fetta di cechi un negro lo vede la sera leggere il telegiornale nazionale.
Ma vedete, uno qua potrebbe giocare al piccolo avvocato e far notare che uno dei politici più fieramente contro l’invasione dei clandestini è un tizio con gli occhi a mandorla.
Ma sarebbero trucchetti retorici. Guardiamo piuttosto alla società ceca e al loro rapporto con le altre razze. Per quanto ci siano molte meno persone di altre razze in Rep. Ceca, queste esistono eccome. E i cechi ànno a che fare con loro tutti i giorni. Ad esempio coi vietnamiti.
In Rep. Ceca ci sono circa 60 mila vietnamiti, che diventano – si stima – 100 mila contando anche gli irregolari. Tenete presente che la Rep. Ceca à 10 milioni di abitanti, quindi i vietnamiti in totale sono circa l’1% della popolazione. La loro presenza è così numerosa che quando vai ai centri della polizia per stranieri le istruzioni le trovi sempre scritte in lingua vietnamita, i negozi che vendono assicurazioni sanitarie per stranieri ànno i cartelli scritti in vietnamita e così via. Spesso nelle classi delle scuole elementari c’è un bambino che di cognome fa Nguyen. I cechi sono quindi abituati a convivere con persone etnicamente diversissime da loro.
Con una differenza abissale però: i vietnamiti lavorano – tanto – e non rompono il cazzo. Quasi tutti i vietnamiti lavorano nelle piccole botteghe di generi alimentari. Tanto che se entri in una di queste botteghe la probabilità di trovarti davanti un bianco è rarissima: sono tuttti vietnamiti. Lavorano come asini, tengono aperto tutti i giorni fino a mezzanotte facendo turni devastanti. La mattina presto li vedi scaricare le casse di prodotti alimentari con questi corpi asiatici non proprio tra i più robusti. In due parole, si fanno un culo così.
Attenzione, non sto dicendo che sono integrati nella società ceca. Anzi, stanno per i fatti loro. Molti parlano un ceco che fa ridere me, figuratevi. Non possiamo dire che siano un modello di integrazione perché non si sono mai integrati, ànno la loro comunità, fanno tutto tra di loro. Ma ai cechi questo non dà fastidio, non li guardano con astio perché non si integrano. Perché ai cechi questo non importa. Per il cechi l’importante è che uno si guadagni il pane onestamente e non pretenda di essere mantenuto dallo Stato.
Il problema con gli immigrati clandestini che l’Europa vuole imporre a tutti i costi alla Rep. Ceca non è mica che non sono di pura razza bianca caucasica. Altrimenti sentiresti i cechi lamentarsi anche dei vietnamiti. Al contrario, non ò mai sentito un ceco dire una parola contro i vietnamiti, nemmeno da coloro che sono più fermamente contrari all’invasione dei clandestini. Anzi, quasi sempre sento da queste persone parole di ammirazione per la loro dedizione al lavoro.
Il problema è che questi clandestini verrebbero in Rep. Ceca a farsi mantenere alle spalle dello Stato senza fare un cazzo. Se in italia qualcuno protesta perché lo Stato spende 35 euro al giorno per pagare vitto e alloggio ai clandestini, ebbene in Rep. Ceca per una cosa del genere scoppierebbe la rivoluzione. Se dici a un ceco che lo Stato paga della gente appena arrivata per non fare niente questi ti fanno correre sui fili dell’alta tensione.
Se poi questi fanno la voce grossa perché il cibo, datogli gratuitamente, non è abbastanza buono i cechi è la volta buona che tirano su i fucili e fanno una strage.
Da queste parti se vuoi qualcosa devi lavorare; se pretendi qualcosa senza lavorare ài sbagliato di brutto.

Come vedete il motivo per cui i cechi non vogliono i clandestini non è mica perché non sono abituati a vedere musi diversi dai loro, ma perché questi clandestini che l’Europa vorrebbe imporre alla Rep. Ceca diventerebbero mantenuti. Con la gente di altre razze che lavora sodo i cechi non ànno alcun problema.

E veniamo all’ultimo punto: si muovono poco.
Che già fa ridere di per sé quando uno pensa alla storia recente della Rep. Ceca. Perché fino al comunismo era molto difficile viaggiare all’estero, perché temevano che la gente scappasse. La Cecoslovacchia era sostanzialmente un’enorme prigione, si diceva. Appena caduto il regime comunista i cechi ànno dunque iniziato a viaggiare compulsivamente. Spesso facendo viaggi assurdi tipo un giorno a Parigi con andata di notte e ritorno la notte successiva in autobus per risparmiare sull’alloggio (visto che di soldi ne avevano pochi).
Praticamente ogni ceco che ò conosciuto nella mia vita è stato almeno una volta in italia, anche solo per andare al mare (chiedere a Bibione) oppure sulle Alpi.
Poi magari sono poco inclini a cambiare nazione per lavorare. Difficilmente un ceco lascia il suo paesino e la sua chalupa per andare all’estero a lavorare. Ma il viaggio all’estero lo fa eccome. Anche solo per vantarsi con amici e colleghi.

E infatti sono le stesse statistiche de il Post a smentire questa stupidaggine.

Il 39% dei cechi viaggia in un altro paese EU almeno una volta all’anno, il 37% almeno una volta nella vita.
Questi numeri cadono al 16% e 31% per l’italia.
La mobilità dei cechi è maggiore non solo all’italia, ma anche al Regno Unito, Francia e Spagna. È maggiore anche alla media dell’Unione Europea.
Quindi anche questo argomento per cui i cechi non vogliono gli immigrati perché non viaggiano e non si confrontano con altre popolazioni crolla miseramente.

E quindi cosa rimane? Niente.

Non c’è un solo motivo tra quelli menzionati dal Post che giustificherebbe l’avversione dei cechi per gli immigrati clandestini imposti dall’EU.
Lo ribadisco, non conosco sufficientemente gli altri paesi menzionati per poter dire se questi motivi reggono o meno per loro. Ma sicuramente per la Repubblica Ceca questi motivi sono ridicoli.

Però ehi, vuoi mettere raccontare al radical shit che si sente un intellettuale perché legge il Post che nell’Europa dell’Est non vogliono i clandestini perché sono brutti, ignoranti, bigotti e rassisti?
È una minchiata, ma i tuoi fan li fai bagnare ancora di più. Poi chi se ne frega della verità.

19 Comments

  1. Alessandro said:

    Magistrale.

    30 agosto 2018
    Reply
  2. ava said:

    Semmai è il contrario, è la chiesa cattolica che rompe il caxxo per avere più immigrati, visto che ci lucrano sopra, trasformando vergognosamente i patronati in centri di reclutamento politico ed i giornali religiosi in giornalini di partito.
    oh intendiamoci, se costoro fossero effettivamente ospiti di San Pietro, pagati dal clero, alla fine sarebbero come turisti ( con la piccola differenza di un maggior tasso di crimine tra gli immigrati in proporzione agli italiani). Ma paga Pantalone

    30 agosto 2018
    Reply
  3. Mauro said:

    Per quanto riguarda il discorso Chiesa… ho l’impressione che il Post abbia preso la situazione polacca e la abbia estesa a tutto l’est senza porsi il problema delle grandi differenze tra un paese e l’altro (qui siamo pieni di polacchi e ho potuto parlare con abbastanza di loro per poter dire che sulla Polonia nel punto Chiesa il Post ha ragione).

    30 agosto 2018
    Reply
    • mattia said:

      ho l’impressione che il Post abbia preso la situazione polacca e la abbia estesa a tutto l’est senza porsi il problema delle grandi differenze tra un paese e l’altro

      esattamente quello che sospettavo.
      Poi uno legittimamente si può chiedere quanto può essere serio un giornale che siccome un meccanismo funziona in Polonia allora deve essere vero anche in Rep. Ceca

      30 agosto 2018
    • marco said:

      Sul ruolo della Chiesa in Polonia e sulle vicende storiche per cui la Chiesa ha un’influenza particolare in Polonia e non in Repubblica Ceca ci sarebbe da scrivere tonnellate di carta, studiare il periodo storico dell’impero autro ungarico…cioe’ ci sarebbe da fare ricerca e scriver cose sensate. Troppo per un giornalismo acchiappa likes dei radical chic. Per loro i cechi come i polacchi e gli ungheresi sono razzisti e ultra conservatori. Quindi questo vogliono leggere, e basta.

      31 agosto 2018
  4. Peto said:

    Beh, non farebbero molte visite scrivendo “Diciamocelo: ricevere gli immigrati è una rottura di palle e nessuno se li prenderebbe al posto di un altro se non costretto”, quindi devono inventarsi/rafforzare una narrativa.

    Il grafico contenuto nel pezzo mi ha ricordato il resoconto in cui l’avevo già visto (e che lo stesso post ha ribloggato), in cui si propone l’ipotesi che alla fine l’Unione non sia poi tanto integrata. Proprio chi ha quest’idea dell’Unione non dovrebbe sorprendersi se in un Paese non ci si vuole far carico dei problemi degli altri.
    Il pezzo in questione, per chi fosse interessato: https://www.europeandatajournalism.eu/ita/Notizie/Data-news/190-milioni-di-europei-non-sono-mai-stati-all-estero
    https://www.ilpost.it/lorenzoferrari/2018/06/25/190-milioni-di-persone-invisibili/

    P.S.: ma il nuovo template del blog, permette ancora di includere html/bbcode/markdown?
    test
    [B]test[/B]
    **test**

    30 agosto 2018
    Reply
  5. Sciking said:

    Ma sì, sono ancora fermi all’idea della Cecoslovacchia comunista, sfigata e dove c’è la fila per comprare il pane con le tessere, si parla per pregiudizi dell’epoca.

    Detto questo, la posizione dell’Islam come potenzialmente contrario alla laicità dello Stato era anche quella di Pim Fortuyn, politico olandese omosessuale, che sosteneva che in uno Stato islamico un gay non avrebbe potuto guidare un partito. Era fortemente liberale, sia a livello economico che sociale, ma i suoi oppositori lo chiamavano di estrema destra e l’hanno fatto fuori.

    30 agosto 2018
    Reply
    • mattia said:

      Era fortemente liberale, sia a livello economico che sociale, ma i suoi oppositori lo chiamavano di estrema destra e l’hanno fatto fuori.

      la lotta all’islamizzazione dell’Europa dovrebbe venire innanzitutto dalle forze progressiste che normalmente promuovono la laicità dello Stato.
      Solo che sono così cretini da fare il tifo per l’islamizzazione perché ce sono contro i preti.
      Non capendo che così sostituiscono uno paese con una religione che rompe un pochino le palle ogni tanto, con garbo, con uno paese dove un’altra religione ti impicca se gli stai sul culo.

      30 agosto 2018
    • Sciking said:

      È esattamente la mia visione, l’islamizzazione culturale è incompatibile con qualsiasi libertà dunque va combattuta, ma per i progressisti di mezza Europa criticare la Chiesa va di moda ed è cool, criticare l’Islam è razzismo, come se gli islamici fossero una razza.

      31 agosto 2018
  6. Andrea Occhi said:

    Come funziona la legge sul diritto di asilo in Repubblica Ceca?
    Perché i 35 euro eccetera da lì derivano, ovvero dal fatto che uno può richiedere asilo politico e intanto che viene vagliata la sua domanda:
    1. non può lavorare
    2. non può muoversi (legalmente)
    e da questi due punti deriva il fatto che bisogna mantenerli…

    30 agosto 2018
    Reply
  7. Raoul Codazzi said:

    Il grafico sulle abitudini di viaggio dei residenti nei vari Paesi europei è alquanto dubbio.
    Che i Lussemburghesi siano in testa alla classifica è probabilmente indice del fatto che a loro basta fare quattro passi per ritrovarsi in un attimo in tre Stati diversi. Idem per Belgio e Slovenia. Tra i più grandi viaggiatori ci sono invece senza dubbio Tedeschi, Svedesi, Neerlandesi e Danesi.
    Anche il grafico sull’Italia lo prenderei con le pinze. Non è che una media tra i comportamenti di popoli completamente diversi. Basta pensare alla propensione a viaggiare abissalmente diversa che c’è tra un Lombardo/Laziale e un Calabrese/Lucano.

    30 agosto 2018
    Reply
  8. Raoul Codazzi said:

    Uno dei tanti articoli sulla mappatura dell’ateismo in Europa:
    https://www.indy100.com/article/the-most-godless-countries-in-europe-mapped-7317871
    In tutti i link che si cercano inserendo come stringa di ricerca “most atheist countries europe” (o simili) ci sono sempre tre costanti: Estonia, Repubblica Ceca e Svezia. Il lotto degli altri Paesi tende a variare anche molto, ma questi tre Stati ci sono sempre.

    Dipende anche molto da come si pongono le domande su cui si basano certi risultati, perché ad esempio in Paesi come l’Estonia c’è una forte componente di neopaganesimo (intesa non come l’adorazione di antiche divinità, ma come un sentimento di comunione profonda con Madre Natura).

    30 agosto 2018
    Reply
  9. mamoru said:

    ormai la chiesa cattolica e’ diventata il capro espiatorio di tutti i mali. pero’ se fai notare che i preti che lo mettevano in culo ai pargoli erano, ehm un poco gay… apriti cielo!
    lo stato di prete sovrasta quello del gay pedo che per mettere le mani addosso alle sue vittime ha scelto un lavoro che gli consentiva di stare vicino ai ragazzini (avevo letto analisi in merito ed dovrebbe essere pure logico e infatti qua in jp sono gli insegnanti a combinarle sporche tanto per dire)

    31 agosto 2018
    Reply
  10. Zeno said:

    > C’è uniformità etnica. Per capirci, ci sono troppi bianchi.
    Insomma, se vieni da un paese in cui il potente di turno si arricchiva con gli schiavi o conduceva guerre coloniali, mentre i tuoi antenati magari si facevano il culo e la fame nei campi, ora TU devi metterti un cilicio e checkare i tuoi privilegi.
    Se invece il tuo paese non ha colpe nella tratta degli schiavi, nè un passato coloniale, devi comunque chiedere scusa per l’uniformità etnica.

    31 agosto 2018
    Reply
  11. AQ said:

    Purtroppo da un pò di tempo in qua sia IlPost che Linkiesta si rivelano per la natura rossastra-radicalshittosa di svariati giornalisti snobbosi. Che si facciano un giro nel retro delle stazioni ferroviarie a quest’ora (21.06) o anche prendano un qualsiasi treno locale, diciamo con almeno 20 km di percorrenza, in qualsiasi ora della giornata. Spregevoli e buffoneschi individui. Ah poi abbiamo i giornalisti- statistici che si dedicano a mostrare con inferenze sofisticate (?) che gli italiani sono diffusamente razzisti. Eh sì.

    31 agosto 2018
    Reply
  12. A.L.45 said:

    Curiosità: perché la scelta di à, ànno, al posto di ha, hanno?

    1 settembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      perché la scelta di à, ànno, al posto di ha, hanno?

      E perché no?

      1 settembre 2018
  13. A.L.45 said:

    Credevo ci fosse dietro una presa di posizione sulla tormentata questione ortografica.

    1 settembre 2018
    Reply
    • mattia said:

      Credevo ci fosse dietro una presa di posizione sulla tormentata questione ortografica.

      anche (il risparmio di un carattere).

      1 settembre 2018

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