Farsi difendere dalla mamma a 32 anni

Poi è arrivata la mamma di Raffaele Ariano che à scritto una lettera aperta al presidente della repubblica per difendere il figlio dai cattivoni che lo attaccavano sull’internet. Era il tizio che aveva “denunciato” l’annuncio di una capotreno che chiedeva agli zigani di scendere dal treno. Fu criticato da salvini e attaccato da molti suoi sostenitori.

La lettera contiene un mucchio di scemenze di cui magari parleremo un’altra volta. Ciò che più mi sconvolge è invece proprio il fatto in sé: una madre scrive una lettera pubblica per difendere il figlio. Di 32 anni.

Se non vi sconvolge ripetete lentamente il concetto: mamma difende figlio di… 32 anni.

Il gesto riassume tutto il degrado della società.
A 32 anni uno le sue faccende se le sbriga da solo, tanto più quando non parliamo di un disagiato ma di un ricercatore universitario che à tutti gli strumenti per difendersi.
Se mia mamma si azzardasse a fare una cosa del genere la ribalterei dalla vergogna che mi provocherebbe. Farei la figura del mai cresciuto che si fa ancora difendere dalla mammina.

Noi non possiamo sapere se la lettere è stata concordata tra madre e figlio o se il secondo à effettivamente ribaltato la madre dopo aver scoperto della lettera. A lui dobbiamo dunque dare il beneficio del dubbio. Ma a tutti gli altri personaggi che girano attorno alla vicenda no. La mamma innanzitutto, che quella lettera l’à scritta senza provare vergogna.
Ma anche i giornali sono ànno fatto la loro parte. Se in redazione ti arriva una lettera di una mamma che scrive per difendere un figlio di 32 anni tu, persona normale, provi imbarazzo. Ti rendi conto, cioè, che farsi difendere dalla mamma a 32 anni è una cosa patetica. E allora cosa fai? Chiami mamma e figlio e chiedi se davvero vogliono che sia pubblicata, ché rischiano di fare una figura di palta.
Se davvero ànno chiesto conferma a entrambi e questi ànno detto “sì, pubblica pure!” allora sono affari di madre e figlio. Ma se non si sono presi la briga di avvertire che era una cosa patetica allora significa che per chi à ricevuto la lettera in redazione è assolutamente normale che una madre difenda il figlio di 32 anni.
E a questi aggiungete tutti coloro che ànno letto la lettera, l’ànno commentata senza fermasi un attimo a dire “oh, ma sul serio una mammina accorre in difesa di un figlio adulto?“.

L’impressione che ò avuto è di essere stato l’unico a percepire questo senso di imbarazzo. E qui sta il problema: per la società odierna sembra una cosa normale che la mammina difenda pubblicamente il suo bambino adulto e (si spera) vaccinato. Ma non è così, santiddio. A 32 anni uno non può farsi difendere dalla mamma. A 32 anni uno normalmente tira avanti una famiglia di suo, si scontra coi mille problemi della vita, non si fa difendere dalla mamma perché sull’internet i cattivoni gli dicono le cose brutte.
Sembra una cosa banalmente scontata eppure non lo è più. Preoccupante.

11 Comments

  1. fgpx78 said:

    Lo hai scritto tu: è la società attuale, in italia almeno. A 32 chi tira avanti una famiglia sua? Ne conosco uno che aveva famiglia a 32 anni (a cui posso sommare me, che l’avevo già a 31).
    Per il resto a 32 anni son quasi tutti ancora immaturi, qualsiasi lavoro facciano.

    25 Agosto 2018
  2. mamoru said:

    si ma anche la madre. cosa avra’ 55-60 anni?
    cioe’ mia mamma over 60 pensa a viaggiare e a godersi la vita, mica a farsi le pare di scrivere al PDR… in italia mi pare che di gente triggerata abbestia ce ne sia in abbondanza…

    25 Agosto 2018
  3. stephen said:

    sono passato dal polimi una volta, finito, e poi ci sono ritornato per una seconda laurea (lasciamo perdere i perché e percome); di open day di presentazione o “open day” a caso tipo “vieni a vedere la piccola mostra del dip. informazione/elettronica ne ho visti.

    accetto anche io il beneficio del dubbio, perché nel mio girovagare non stavo facendo una ricerca statistica, ma mi spostavo di qui o di là o uscivo per pausa caffé.

    beh, la percentuale di genitori che vedo é aumentata dal primissimo anno di uni. forse li ho mamcati io e casualmente ne incontro sempre di piú, anche se é difficile stabilire un trend cosí tanto casualmente, non so.
    aggiungo che anche parlando con gli studenti, possono essere dei 30L in elettronica RF o in quantistica, ma usciti dai libri ti imbatti spesso in pensieri da bulletto del paese. ma anche qui siamo migliaia e posso averli beccati tutti io. tuttavia essere maturi dovrebbe esserr la norma, per cui anche queste casualità dovrebbero accadere una, due volte e basta, non quasi sempre.

    boh, credo sia normale ormai non far crescere piú la persona oltre che al lavoratore.

    25 Agosto 2018
    • mattia said:

      beh, la percentuale di genitori che vedo é aumentata dal primissimo anno di uni.

      Al mio primo anno di polimi (2000) ho visto un solo genitore accompagnare la figlia all’orientamento.
      Una sensazione di sfiga che non ti dico.

      26 Agosto 2018
  4. Andrea Occhi said:

    Ho un amico che fa una selezione personale. È la norma che qualche candidato si presenti con la mamma, e che la mamma pretenda di partecipare al colloquio.

    Non mi stupisce quindi la situazione….

    26 Agosto 2018
    • mattia said:

      Ho un amico che fa una selezione personale. È la norma che qualche candidato si presenti con la mamma, e che la mamma pretenda di partecipare al colloquio.

      In ambito lavorativo intendi?
      Cioè, c’è gente davvero fa va ai colloqui di lavoro con la mamma?
      Cristo santo.

      26 Agosto 2018
    • Raoul Codazzi said:

      Confermo quanto dice Andrea. Molti dei miei clienti sono agenzie di telefonia. Cercano agenti in continuazione e i titolari mi hanno riferito che ai colloqui c’è chi si presenta con la mamma (con i piercing dappertutto e i capelli colorati, ma con la mamma). Cioè un agente a partita IVA, che per definizione deve essere autonomo e cavarsela da solo, nemmeno un impiegato.
      Quando i colloqui li ho fatti io, invece, nessuno si è presentato accompagnato (avrò esaminato una sessantina di candidati in 6/7 anni), in compenso c’è stata più di una persona che – per una posizione di analista – non ha saputo cose tipo l’area del triangolo o del trapezio.

      26 Agosto 2018
    • Luca said:

      Quando i colloqui li ho fatti io, invece, nessuno si è presentato accompagnato (avrò esaminato una sessantina di candidati in 6/7 anni), in compenso c’è stata più di una persona che – per una posizione di analista – non ha saputo cose tipo l’area del triangolo o del trapezio.

      I quali hanno pensato: “Cavolo, se mia mamma fosse venuta con me. Lei lo avrebbe saputo di sicuro!”

      26 Agosto 2018
  5. Vincenzo said:

    1) Confermo sulla presenza di genitori al colloquio di lavoro:
    Tutti per esperienza personale (capitati a me!)
    a) Ragazzo diplomato per lavoro collaudo schede elettroniche. primo impiego. Arrivato con papà che faceva più domande del figlio.
    b) Laureato ingegneria elettronica. Primo impiego. Arrivato con papà ingegnere. Seduto anche lui intorno al tavolo. Ha fatto qualche domanda.
    c) Laureato ingegneria elettronica. Primo impiego. Arrivato con mamma che però ( dopo mia domanda “ironica” se voleva partecipare al colloquio) ha preferito aspettare in sala d’aspetto. (leggasi ingresso!)
    Cribbio aspetta in macchina no !
    Ovviamente già durante il colloqui per me erano out!

    2) Ho notato che più volte hai usato “ànno” anziché “hanno” … considerato che ciò è avvenuto più volte, devo supporre che ci sia un perché: sono curioso !!!

    Vincenzo

    27 Agosto 2018
    • mattia said:

      2) Ho notato che più volte hai usato “ànno” anziché “hanno” … considerato che ciò è avvenuto più volte, devo supporre che ci sia un perché: sono curioso !!!

      Semplice, il motivo è la grammatica italiana
      http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/H/hanno.shtml

      27 Agosto 2018
  6. Diego said:

    Qualche colloquio di selezione l’ho fatto e, per fortuna, non ho mai visto genitori al seguito.
    Però, seriamente: se ad un colloquio di lavoro mi si presenta un candidato con il papà o la mamma, il colloquio è finito.
    Non ci perdo neppure il tempo.

    28 Agosto 2018

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