La bufala dell’emergenza razzismo in italia

Oggi vi mostro come si crea una bufala. Una bufala molto subdola, di quelle che poi vengono rilanciate molte volte finché l’opinione pubblica la prende per buona.
Per dimostrare che in italia esiste un allarme razzismo un signore di nome luigi mastrodonato crea un archivio di tutte la aggressioni di stampo razzista da quando è in carica il governo salvini conte.

Dice che dal 1 giugno ci sono state oltre 30 aggressioni “razziste”.
Il problema è che ciò e banalmente falso.

Nella cartina dove ha riportato i fatti ha commesso l’errore di mettere le fonti. E dico che è un errore perché basta leggere le fonti per accorgersi che in gran parte di quei casi il razzismo non c’entra nulla.
Abbiamo un’aggressione per diverbio stradale dove la vittima è straniera. Ma se due fanno a botte per una precedenza sulle strisce pedonali rimane un litigio stradale, non un’aggressione razzista.

Ci sono casi in cui nulla fa dedurre la matrice razzista. Non una frase tipo “sporco negro” o “Viva Salvini”.
Niente. Però vengono messi nella lista perché la vittima è straniera.
Ecco, qui dobbiamo fermarci un momento: il fatto che la vittima straniera non significa che il movente sia razzismo.
Se non c’è elemento che possa far dedurre la matrice razzista non te lo puoi inventare tu di sana piante.
E questo vale anche per aggressioni che non hanno altro apparente motivo.
Perché tra questi casi noterete alcuni episodi in cui l’aggressione sembra avere nessun motivo. Quindi questi ti dicono: se non per razzismo perché l’hanno aggredito?
Peccato per loro però esiste il fenomeno dei cretini che va in giro a commettere delitti a caso, senza nemmeno un motivo. Sì, esistono. Pensate a quelli che tiravano i sassi dal cavalcavia o quei cretini che facevano deragliare i treni per gioco. Se sotto a un sasso dal cavalcavia rimane un diversamente pigmentato non è razzismo.

Tra questi casi c’è quello di Daisy Osakue colpita a un occhio da un uovo. Avevano già tirato uova nei giorni precedenti a un pensionato e due donne, ma il caso non è finito sulla stampa perché non erano diversamente pigmentati. Colpita la diversamente pigmentata il caso è divenatato “razzismo” ed è finito sulla stampa.
In realtà nel racconto della stessa Daisy Osakue non c’è alcun elemento di razzismo. Le hanno tirato un uovo come l’hanno tirato ad altre persone nei giorni precententi. Non è che siccome la vittima ora è diversamente pigmentata allora è razzismo.

Ci sono poi i casi in cui sono le stesse autorità a smentire la matrice razzista oppure lo stesso articolo linkato a dire che non si sanno i motivi. E se non sai i motivi non puoi dire che è razzismo. Prima aspetti le indagini e poi dici che è razzismo. Non è che è sempre razzismo fino a prova contraria.

Mi sono preso la briga di analizzare tutti gli articoli linkati e ho trovato che per 23 dei 33 casi citati non c’è alcun elemento per dire che è un atto razzista. NULLA. Nel 70% dei casi la lista è composta da fatti che non hanno nulla a che vedere col razzismo.

E badate bene, io mi rifaccio alle stesse fonti che vengono citate nella lista. Solo in un paio di casi mi sono rifatto ad altre fonti giornalistiche perché venivano citati blog di parte.
Ciò significa che con le stesse fonti si può dedurre che non c’era razzismo! Ci sono casi (come quello di Vibo Valentia) in cui l’articolo che cita egli stesso ammette che l’attacco è una vendetta per il furto di alluminio. Cioè, hanno il coraggio di linkare un articolo che dà un movente diverso dal razzismo e chiamarlo attacco razzista.
Si sbufalano da soli!

Forse sperano che nessuno legga le fonti e se ne accorga. O forse nemmeno loro le hanno lette.
Hanno cercato sul gugol “aggressione+straniero” e hanno schiaffato tutto nel calderone.

L’effetto però è che si crea un’immagine di una emergenza razzismo basata sul nulla. Una bufala vera e propria. Un bufala funzionale che come tutte le bufale conferma il pregiudizio di alcuni e quindi viene sventolata anche se, all’evidenza dei fatti, è una bufala.

Ecco l’elenco dei casi citati come razzisti ma per i quali non c’è mezza prova di razzismo.

1. Sulmona

Secondo una prima ricostruzione degli agenti del commissariato di Sulmona, che indagano coi colleghi della Squadra mobile dell’Aquila, l’aggressione è scaturita da una lite per futili motivi avvenuta nel centrale Corso Ovidio tra alcuni richiedenti asilo e due sulmonesi.

La lite sarebbe scaturita per futili motivi. Non viene menzionato nemmeno di striscio il razzismo.

2. Catania

A scatenare la furiosa reazione sarebbe stata l’eccessiva insistenza del giovane nigeriano, in una delle zone della città tradizionalmente frequentate dai migranti in cerca di qualche spicciolo.

Un lavavetri viene aggredito perché insistente.
Nessun motivo razziale, al massimo l’odio qui è per chi rompe le scatole al semaforo.
Potete chiamarlo “rompilescatolismo”, al massimo,

3. Palermo

Non si conoscono ancora le cause dell’aggressione.

E niente, dice tutto già l’articolo citato.

4. Napoli

L’immigrato – secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine – invitato dai commercianti a spostarsi per non infastidire i clienti, avrebbe reagito in malo modo e con qualche parola di troppo.

Anche qui, nessun razzismo. Abbiamo un mendicante che disturba i clienti e reagisce in malo modo.
Da nessuna parte si dice che è stato malmenato in quanto nigeriano, bensì perché ha reagito in malo modo e “con qualche parola di troppo”.

5. Palermo

Un venditore ambulante di palloncini viene picchiato e derubato.
Nell’articolo non viene menzionato alcun elemento razzista.

6. Roma

Questo è un caso interessante, perché viene citato un sito che si chiama cronachediordinariorazzismo.org.
Ossia non una fonte giornalistica. Strano direte voi.
No, perché questa fonte racconta l’aggressione di un indiano come sicuramente razzista.
Mentre altre fonti sono molto più caute.
Roma Today ad esempio dice

Ancora da accertare la causa scatenante dell’aggressione, senza escludere quella di matrice razzista.

In effetti non c’è alcun elemento nel racconto che potrebbe far dedurre la matrice razzista; “non la escludono” perché sai, la vittima è straniera… Ma di per sé non si sa cosa ha scatenato l’aggressione.
Chissà perché però non viene citato l’articolo secondo cui è “ancora da accertare la causa scatenante dell’aggressione” ma un blog di parte in cui il razzismo è dato per certo. Nel titolo e nell’apertura dell’articolo.
Perché poi pure loro scrivono

Ascoltato dai carabinieri, l’uomo ha riferito di non conoscere né le ragioni del gesto né gli autori dell’aggressione, fuggiti poi in direzione Tufello.

Quindi ammettono candidamente che non hanno alcun elemento per definire razzista l’aggressione!

7. Erba

Non è ancora chiaro il motivo dell’aggressione da parte dell’italiano nei confronti del cittadino straniero.

Anche qui, non c’è alcuna prova della matrice razzista.

8. Genova

Storia tremenda di un ragazzo ventenne morto durane un TSO.
Anche qui, però, nessun riferimento al razzismo.

9. Moncalieri

È il caso di Daisy Osakue di cui abbiamo già parlato prima.
Curiosamente però viene linkato un post fb dei sentinelli e non un articolo di giornale. Visto che anche repubblica (!) definisce come sospetto il razzismo.

10. Cagliari

In questo caso il pestaggio viene proprio definito senza motivo.
Ma per il nostro il motivo è il razzismo, l’ha deciso lui.
Si noti che l’aggressore avrebbe pronunciato frasi in sardo che però non sono state riferite quindi non si sa da dove avrebbe dedotto che la matrice è razzista.

11. Sassuolo

L’intero articolo è questo

Momenti di paura in piazza Garibaldi, dove nella notte tra giovedì e venerdì due-tre italiani hanno aggredito un ragazzo straniero dopo una lite. Secondo alcune testimonianze, un membro del gruppetto di italiani avrebbe colpito in volto con un pugno il giovane straniero mentre un altro trattenendolo gli impediva di fuggire. A causa dell’aggressione un locale ha anche subito danneggiamenti agli arredi; sulla vicenda indaga la polizia.

Trovate il movente razzista?
No, perché non c’è scritto da nessuna parte.

12. Ventimiglia

Anche in questo caso l’articolo non menziona nemmeno per sbaglio il razzismo come movente.

13. Napoli

Lite stradale. Straniero attraversa sulle strisce, auto inchioda, quello dà un pugno democratico e multiculturale alla carrozzeria e i proprietari dell’auto scendono e lo accoltellano.
Una normale lite stradale, nessuna menzione di razzismo.

14. Claviere

Anche in questo caso curiosamente viene linkato un blog di parte che parla di aggressione.
Di tutt’altro avviso repubblica (non la padania, eh) che parla di un locale occupato abusivamente e di persone che chiedevano la rimozione di alcune bandiere.
In pratica se tu ti opponi all’occupazione abusiva di proprietà privata sei un razzista. No, ve lo dico, ché se domani un nigeriano vi occupa la casa tu non puoi protestare altrimenti finisci nella lista dei razzisti.

15. Latina

Questo è un caso stupendo, perché viene intervistato il sindaco che dice

Seppure sia ancora da accertare la dinamica dell’episodio – ha dichiarato il sindaco di Latina Damiano Coletta – sembra chiara la matrice discriminatoria

Cioè, ammette candidamente che non sa come sono andate le cose, però ha deciso lui che è razzismo.
In realtà, anche in questo caso non c’era alcun elemento per poter dedurre la matrice razzista.

16. Vicenza

Nell’appartamento non vi sarebbero elementi tali da far presupporre che dietro al suo gesto vi siano motivazioni razziste.

Lo dice l’articolo stesso. Ma per il nostro è razzismo. E lo dice sulla base di… boh?

17. Caserta
Sparo con pistola ad aria compressa senza alcun motivo. Nessuna indicazione di razzismo.

18. Forlì
Nessuna indicazione di razzismo

19. Roma
In questo caso sono gli aggrediti che ammettono candidamente

Non sappiamo ancora se sia o no un atto razzista

Però il nostro si sente di saperne di più degli aggrediti e lo classifica come razzista.

20. Forlì

Nessun racconto di frasi razziste. In questo caso non c’è nemmeno la testimonianza della vittima visto che non ha sporto denuncia. Non c’è mezza frase che possa far dedurre il razzismo.

21. Napoli
Anche qui, nessuna indicazione di razzismo.

22. Aprilia
Omicidio di una persona “ritenuta un ladro”.
Poi nell’articolo si legge

La vittima invece era nota alle forze dell’ordine e aveva con sé uno zaino con arnesi da scasso.

Quindi, questi criminali uccidono uno straniero “ritenuto” ladro ma il motivo non è che volevano uccidere un ladro. No, la matrice è razzista.

23. Vibo Valentia

 Il movente, secondo quanto emerge dalle prime indagini e secondo la prefettura di Reggio, è una vendetta per un furto di alluminio.

E non il razzismo.

18 Comments

  1. Beppe Grullo said:

    In risposta al tweet, si potrebbe fare la mappa dei nigeriani che hanno stuprato, molestato o aggredito le donne bianche nell’ultimo anno, ma probabilmente il giornalista non capirebbe nemmeno l’obiezione

    31 luglio 2018
    Reply
  2. Andrea said:

    Inoltre per dimostrare situazione eccezionale andrebbe fornita un serie storica, non un singolo dato (numero di eventi in un mese).

    31 luglio 2018
    Reply
    • Peto said:

      Quando saranno disponibili le statistiche ufficiali (posto che il dato ‘nazionalità aggressore-aggredito’ venga raccolto), sarà troppo tardi. Nella mente delle persone sarà già entrata la nozione dell’esplosione di razzismo, e il condizionamento sul morale dell’esercito di persone che condivide le false notizie (ma anche di chi solo le legge) sarà già avvenuto.
      Prendi i casi Moncalieri, Vibo, Aprilia: sono casi freschi e si sa già come è andata (aggressione a caso, furto, sospetto furto da parte di un vero ladro), ma troverai poca gente che ha capito non si tratti di razzismo.
      Certo, ci saranno sempre quelli che “è razzismo anche se cercano di camuffare”, ma molti continueranno ad associare i fatti al razzismo semplicemente perché è così che hanno ricevuto la notizia, con annesso carico emotivo.

      1 agosto 2018
  3. fgpx78 said:

    Mah, direi che dovresti farglielo notare, sbugiardarlo su twitter. Fatto?

    31 luglio 2018
    Reply
  4. kheimon said:

    È solo propaganda.

    La narrativa ufficiale vuole che il nuovo governo, insieme a tutti i cosiddetti “sovranismi/populismi” che spuntano come funghi in giro per il mondo, è emanazione diretta di un Male che è tanto capillare e pervasivo nei suoi aspetti devianti da riuscire a ispirare persone più o meno comuni a liberare le proprie mostruosità represse.

    Fortunatamente ci sono anche i buoni in questa storia: leggendo gli accorati appelli (del tutto privi di consistenza fattuale, ma colmi di virtù in quanto buoni e di bontà in quanto virtuosi…) degli intellettualoidi di turno, dovremmo persuaderci del fatto che non solo su di noi (anche noi, che non lanciamo uova né insulti razzisti) gravano colpe ataviche che devono essere espiate, ma che l’espiazione e il pentimento passino per l’accettazione completa dell’immigrazione (in qualsiasi forma, quella legale in quanto tale e quella illegale in quanto giusta… dunque le regole che ci siamo dati sono puramente ornamentali) e ovviamente il multiculturalismo.

    Dobbiamo dunque anche noi rinunciare all’aderenza ai fatti e al diritto di critica, o altrimenti, come Salvini, facciamo risalire la feccia razzista dal pozzo, e mettiamo a repentaglio la sicurezza di uomini e donne innocenti.

    1 agosto 2018
    Reply
  5. Lela said:

    Mi aspettavo un tuo post sull’argomento.
    Non è la prima volta che succede, dal 2001 al 2006 siamo stati un regime dittatoriale fascista (la “dittatura della maggioranza”, ve la ricordate?) che imbavagliava la stampa libera e impediva la libertà di espressione, regime eletto da buzzurri ignoranti, mafiosi e misogini.
    Adesso sembra che l’Italia sia diventata un covo di razzisti violenti sull’orlo della dittatura nazista.
    L’Italia è un paese democratico di brave persone, ma solo quando governiamo noi.

    1 agosto 2018
    Reply
  6. Shevathas said:

    L’assenza di prove dell’intervento dei servizi segreti è prova provata dell’occultamento di tutte le prove da parte dei servizi segreti,

    1 agosto 2018
    Reply
  7. FaberIptius said:
    1 agosto 2018
    Reply
    • mattia said:

      Tre considerazioni.
      La prima: la fonte di skytg24 è quella che ha citato Mastrodonato. È lui che fa affidamento a una fonte che dice l’opposto di quello che vorrebbe sostenere.
      È chiaro il concetto? Io dimostro che usa le fonti per far loro dire qualcosa che non dicono.

      La seconda

      Sul caso 1. a Sulmona, in realtà le cose

      In realtà? Sulla base di cosa la ricostruzione di un giornale di provincia chiaramente schierato dovrebbe essere “la realtà” mentre skytg24 no?
      Perché il giornale di provincia schierato dà una ricostruzione che soddisfa il tuo pregiudizio?

      La terza: ho letto il primo link (a fatica, come scrivono male santo cielo):
      Anche in quello non c’è traccia di una prova di razzismo.
      Il razzismo è solo ipotizzato da chi scrive.
      Tanto che per sbaglio hanno ammesso che l’aggressione è avvenuta “Non si sa bene a che fine”.
      Nella ricostruzione non c’è nessun elmento che denoti la matrice razzista del gesto e anche dal commissariato dicono che “nell’immediatezza dei fatti era difficile capire come erano andate le cose”
      Quindi tu mi porti un articolo in cui non c’è alcuna prova di matrice razzista spacciandole per prove che il movente sia razzista.
      Facendo lo stesso mostruoso errore che contesto a Mastrodonato.
      Complimenti.

      Ah, per quanto riguarda i post su feisbuc qualcuno dovrebbe spiegare il carattere di esteriorità della norma a una procura che si è dimenticata le basi del diritto.

      1 agosto 2018
    • FaberIptius said:

      Tre contro-considerazioni:
      Il mio commento era a titolo informativo per la comprensione dell’accaduto. Lo so che Mastrodonato ha citato SkyTg24 che dice un’altra cosa, e quanto tu affermi su di lui resta corretto (non ho mai affermato il contrario).
      Io non ho alcun pregiudizio. La testata locale ha seguito la vicenda e riporta fatti successivi a quanto inizialmente accaduto (e riportato da SkyTg24). Alcuni elementi su una possibile matrice razzista sono emersi successivamente e si evince dagli altri due articoli; lo afferma la procura e la testata riporta (credo che tu abbia letto solo il primo articolo e non gli altri due; mi rendo conto che ci vuole del tempo che magari ora non hai).
      Infine, non ho competenze per stabilire l’operato della Procura.

      Una considerazione generale: un po’ di gentilezza da parte tua non guasterebbe 😉

      1 agosto 2018
    • mattia said:

      Io non ho alcun pregiudizio. La testata locale ha seguito la vicenda e riporta fatti successivi a quanto inizialmente accaduto (e riportato da SkyTg24). Alcuni elementi su una possibile matrice razzista sono emersi successivamente e si evince dagli altri due articoli;

      Guarda, il discorso dei post su fb è ridicolo. Sono andati a prendere post successivi all’evento dove volano insulti sulla base della rabbia montata durante l’evento e questo dovrebbe dimostrare, secondo loro, il movente razzista.
      Ma che si sono bevuti?
      Poni di vedere un incidente stradale: una macchina non dà la precedenza, due veicoli si scontrano e scendono gli occupanti a fare a botte. Nell’incazzatura un bianko si lascia scappare un insulto razzista a un diversamente pigmentato. È quella la causa della rissa?
      NO! La causa della rissa è l’incidente, le botte sono usciti dall’auto a dargliele perché non ha rispettato la precedenza non perché è diversamente pigmentato.
      Qui siamo proprio alla base di cosa significa la parola movente.

      1 agosto 2018
    • FaberIptius said:

      Diciamo che la questione ha dei contorni piuttosto sfumati.
      Da un lato i commenti su FB non sono indicativi di un movente, ma, a mio avviso, non lo possono nemmeno escludere. Dall’altro lato, il movente iniziale della droga (a giudicare dal terzo articolo) rimane senza riscontri.

      1 agosto 2018
    • mattia said:

      Eh, ma se la questione ha dei contorni “sfumati” non la metti nei casi di razzismo.
      Se non sai se li hanni aggrediti per razzismo o per una questione di droga allora non è che prendi metti l’aggettivo razzista a prescindere.

      1 agosto 2018
    • FaberIptius said:

      Beh, questo è indubbio.
      Sarebbe interessante sapere come andrà a finire. Purtroppo le testate giornalistiche tendono a seguire queste notizie, magari fino ad una prima sentenza (se è il caso), solo raramente…

      1 agosto 2018
    • mattia said:

      No. Continui a fare lo stesso errore.
      Prendo sempre la tua fonte (un giornalino di provincia chiaramente schierato):

      Di Lorenzo e Spagnoletti si allontanarono quindi minacciando di dare fuoco al centro e nei giorni successivi Di Lorenzo difese la sua “impresa” definendo “scimmioni spacciatori” i ragazzi del centro.
      Secondo la sua versione, infatti, uno dei richiedenti asilo avrebbe venduto una dose di marijuana non buona ad una minorenne e per questo avevano voluto dargli una lezione.
      Ma la versione di Di Lorenzo non ebbe alcun riscontro e anzi l’ipotesi del gesto a sfondo razzista prese sempre più piede.

      Quindi, ricapitolando: questi fanno un agguato per ritorsione per una dose di fumo non buona, si lasciano scappare due insulti, ma il movente è razzista. Non è la dose di fumo non buona.
      Devo ripetere l’esempio dell’incidente stradale?

      5 agosto 2018
    • FaberIptius said:

      Premesso che il tuo ragionamento non fa una piega (e l’ho già scritto), francamente mi viene un po’ da ridere. È la Procura che ha agito con quell’accusa tanto da portare all’arresto dei due soggetti, mica il giornale di provincia. Forse da quelle parti devono fare un corso accelerato di logica e del rapporto di causa-effetto 🙂

      5 agosto 2018
  8. Raoul Codazzi said:

    La tendenza a trovare connessioni laddove queste non esistono ha un nome: apofenia. Sembra il nome di una malattia perché in origine (1958) il termine è stato coniato da uno psichiatra e neurologo tedesco (Klaus Conrad) proprio per descrivere un particolare aspetto della schizofrenia. Successivamente ha assunto il significato odierno legato alle fallacie logiche e ai bias cognitivi.

    Oggi persino quando chiamiamo il call center del nostro operatore telefonico o della nostra banca abbiamo persone che ci rispondono seguendo schemi appositi (detti “script”). Ciò è fatto per aumentare il grado di soddisfazione del cliente, la produttività interna, ecc., insomma per non dare risposte a caso o errate, ma – per contro – per arrivare alla soluzione attesa il più rapidamente possibile.

    Nelle attività umane ci si organizza attraverso disciplinari e schemi, che sono tanto più dettagliati e rigidi quanto maggiori sono i destinatari potenzialmente coinvolti e le possibilità di fare danni. Pensiamo a i controlli periodici cui sono sottoposti i piloti d’aerei, le procedure che (almeno qui in Europa) servono per ottenere il porto d’armi , ecc.
    Ora, il mondo del giornalismo e dell’informazione sembra essere rimasto l’unico dove ognuno scrive e si inventa quel che vuole senza curarsi della veridicità dei contenuti, senza pensare alle conseguenza, senza una mazza di nulla.
    Il tizio citato a inizio post si inventa un inesistente allarme razzismo; questo viene ripreso da giornali e TV, Salvini e compagni che si mettono a scrivere tweet e controtweet, i vescovi che fanno il solito sermone, il PD che – tanto per non perdere il vizio della strumentalizzazione (e tanto per riempire il tempo; ora ne hanno da vendere) – organizza manifestazioni, e tutto il resto che sappiamo. La cosidetta Italia è un Paese normale? Il giornalismo italiano è fatto da gente normale? Ma ovunque ci si dà un minimo di regole!

    2 agosto 2018
    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *