Educazione alla morte

Ricapitolando, ieri l’ospedale svizzero dove è morto Marchionne ha detto che era gravemente malato e in cura da loro da un anno. A stretto giro di posta FCA ha fatto sapere che non ne sapeva nulla.

E niente, nessuno riesce a dire che Marchionne è stato un irresponsabile.
Perché quando tu hai la responsabilità di dirigere un’azienda che fattura oltre cento miliardi di euro e ha oltre 230 mila dipendenti se sei malato devi informare la proprietà. Non è un gesto di cortesia, è un dovere professionale,  come il dovere di riservatezza del medico.
Perché da te dipendono i destini dell’azienda (che non è tua, ma della proprietà) e di migliaia di famiglie di dipendenti. Se tu sai che potresti verosimilmente morire presto devi informare la proprietà affinché tuteli l’azienda e i dipendenti preparando una transizione ordinata. Magari anche solo per avere un piano di riserva nel caso dovessi morire e poi non attuarlo perché guarisci. Ma devi dirglielo che stai male, è un dovere.

Invece no, sembra che quando si parla di morte tutta la logica vada a farsi benedire, anche un errore come questo che non dovresti perdonare a un dirigenti di questo livello. E non è solo che non si può criticare un morto solo perché è morto (assurdo), a quello ormai siamo abituati. È che a un uomo malato si perdona tutto. Perde completamente la testa? Eh, poverino, è malato… chissà cosa gli passa per la testa, dobbiamo capirlo.

Ora, c’è il fatto che se tu non sai controllare le emozioni fino a questo punto non fai l’a.d. di un’azienda di queste dimensioni. Ché gli amministratori delegati di aziende simili ce ne sono una manciata e chi le dirige è uno su tantissimi, puoi quindi pretendere il meglio del meglio, una persona a cui non si perdona niente.

Ma anche senza arrivare a questi livelli, ognuno ha delle responsabilità. Se hai figli devi assicurarti che se muori avranno di che sostenersi, se sei un commerciante e vanti dei crediti devi tenere la tua contabilità in ordine in modo che se muori all’improvviso che ti succede potrà andare a reclamare quei crediti. Ché vi sembrerà strano ma quando muori quelli che ti devono dei soldi non si fanno presenti spontaneamente con gli eredi per darglieli, e se gli eredi non conoscono il credito la prendono in quel posto. Se sei un professore universitario devi registrare subito gli esami, ché io ne conosco uno che ha dovuto ripetere l’esame di chimica perché il professore non aveva registrato il voto e nel frattempo è morto.
Tutti noi, in una maniera o nell’altra abbiamo delle responsabilità e la nostra morte può comportare problemi a chi rimane dopo di noi. Prepararsi alla morte mettendo le cose in ordine anche prima di avere 85 anni non è una bizzarria e – vi sconvolgerò – non porta sfiga. È la normalità.
Dobbiamo imparare ad educarci alla morte: preparare tutto in modo che non si creino problemi alla nostra morte, smettere di considerare la morte come un tabù e usare la razionalità di giudizio anche davanti ad essa.
Ci arriveremo mai?

15 Comments

  1. Nick said:

    Sarà, ma io ho qualche dubbio che i dirigenti FCA non lo sapessero. Magari negano anche se ne erano a conoscenza, un po’ come l’ospedale, che fino il giorno prima negava anche che fosse lì ricoverato. Piuttosto non capisco la reticenza che si ha nella nostra società a far sapere che si è malati, quasi che sia una colpa o una vergogna da nascondere a tutti i costi

    27 luglio 2018
    Reply
  2. Emanuele said:

    Possiamo essere certi che FCA non sapesse anche se dichiara altrimenti?

    27 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      quindi la proprietà dichiara al mondo e alla città che si è fatta infinocchiare bellamente?
      Con che vantaggio?

      27 luglio 2018
    • Emanuele said:

      Potrebbero aver preferito passare per fessi che dover annunciare la malattia di Marchionne e preparare la successione pubblicamente. Non muovo miliardi di euro e non so quanto convenga essere trasparenti con gli azionisti sempre, ma magari loro sì.

      27 luglio 2018
  3. ava said:

    Anche secondo me è impossibile che non sapessero, se si fa curare da un anno in Svizzera come caxxo faceva un uomo in quella posizione a nascondere i propri spostamenti?Probabilmente in FIAT dicono di non saperne nulla proprio per evitare la figuradimmerda di non sembrare di avere un piano B e quindi per giustificare ( miseramente) di cadere dal pero in questi giorni in cui la ditta sembra per aria.
    Forse la malattia era anche meno grave di quanto sembrava e la situazione si è aggravata di colpo … pure questo può capitare, anche se per un uomo del genere ci dovrebbe essere un piano B anche nel caso in cui cada un meteorite in testa.
    o forse MArchionne ha fatto di tutto perchè non fosse predisposto un piano B apposta per rendersi insostituibile. Anche questo viene fatto spesso da manager o leader pesanti per evitare di perdere il posto .
    certo per la fiat magra figura

    27 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      se si fa curare da un anno in Svizzera come caxxo faceva un uomo in quella posizione a nascondere i propri spostamenti?

      considerando che aveva la residenza in Svizzera non mi sembra per niente strano.
      Non è che andava in Suriname ogni mese, andare in Svizzera per lui era andare a casa.
      Una persona di quella stazza poi non ha alcun problema a farsi ricevere un giorno festivo quando fa quello che vuole. Ci sono dirigenti che nascondono l’amante figurati se non puoi nascondere una malattia che non ti fa dimagrire 30 kg in sei mesi.

      27 luglio 2018
  4. Baxtor said:

    Secondo me i vertici supremi (chiunque essi siano) di FCA sapevano eccome. Era previsto che Marchionne lasciasse l’azienda se non sbaglio nel 2019, quando lo seppi mi chiesi perché, ora lo so. Credo che gestire la transizione in FCA sia leggermente più complesso che, tanto per fare un esempio, in Apple, quando Jobs passò la mano a Cook e un mesetto dopo ci lasciò – se non ricordo male anche in quel caso la notizia della malattia fu tenuta riservata praticamente fino all’ultimo.
    Ora il CDA/proprietà nega di aver saputo qualcosa? Certo, immagino che ci siano legioni di avvocati pronti a dissotterrare qualche codicillo sulla trasparenza per imbastire una causa miliardaria contro l’azienda; d’altronde si è visto il crollo in borsa quando la notizia delle sue gravi condizioni è trapelata. Non sono poi così sicuro che, anche nella posizione di a.d. della FCA, una persona sia obbligata a far sapere che ha un cancro.
    Una considerazione più generale: ultimamente le persone, almeno quelle che conosco io, vivono come se fossero immortali, altro che “ricordati che devi morire”.

    27 luglio 2018
    Reply
  5. claudio said:

    “quindi la proprietà dichiara al mondo e alla città che si è fatta infinocchiare bellamente? Con che vantaggio?”

    Al solito pensi che il mondo non e’ fatto di immagine. 🙂

    ci sono molti ordini di vantaggio.
    Innanzi tutti e’ una SpA “grandicella”.
    Devi tener conto che il valore in borsa e’ piu’ importante della resa annuale (certo se fai pena… e non ti chiami musk)

    In primis se fosse stata dichiarata la malattia il giorno dopo avrebbe dovuto dimettersi con un tracollo in borsa

    se fosse stata dichiarata la malattia senza dimettersi un tracollo in borsa prolungato sarebbe stato normale

    Gia’ il fatto di procrastinare la questione sono un sacco di $$$

    Ma non basta: parliamo di FCA, una specificita’ pericolosa.
    Si e’ potuto sistemare i conti portando l’azienda verso porti piu’ sicuri.
    Ricordiamo, vero, che la fiattaccia che produce solo 2 modelli di auto si e’ comprata un tesoro inestimabile con i soldi del domani?
    Come se un pesce rosso si mangiasse una balena.
    Era in una situazione molto pericolosa. Ed esisteva un solo folle che aveva pianificato un’assurdita’ tale, a memoria non mi sovviene nessun’altra acquisizione cosi’ sottosopra.
    In pratica vendendo molte cose ridicole, come la panda-500 abborto ad un prezzo da jaguar, hanno portato le azioni da 6$ a fine 2016 a 20$ di questi tempi.
    Ora questa morte non puo’ fare gli stessi danni
    Quindi avevano una scelta da fare:
    tacere o fallire.

    Non pensi che avessero TANTE ragioni?

    28 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      In primis se fosse stata dichiarata la malattia il giorno dopo avrebbe dovuto dimettersi con un tracollo in borsa

      Mi sa che qui c’è una confusione grossa come una casa.
      Nessuno ha detto che dovevano dichiarare che era malato. Quello che contesto è che la proprietà, per sua stessa ammissione, non sapeva della malattia, non che non l’ha detto al mondo.
      L’azienda doveva saperlo e avere un piano per la sostituzione immediata.
      Ora, voi siete pure liberi di pensare che lo sapessero. Ok, poniamo che lo sapessero: spiegatemi, quella graziosa giornata in cui ogni mezz’ora le agenzie battevano un nome diverso per il nuovo a.d. a cosa è servita?
      Se sapevano e sono andati nel pallone per una giornata intera perché non sapevano chi nominare alla dirigenza le alternative sono due: sapevano ma non hanno preparato un piano (plausibile?) oppure sapevano, avevano un piano, sapevano chi nominare ma hanno fatto finta di essere confusi perché… perché… boh, volevano fare il teatro.
      Non torna niente eh.

      28 luglio 2018
  6. Bragadin said:

    Esiste un’altra possibilità: che la proprietà e Marchionne fossero d’accordo nel tenere nascosta la malattia fino all’ultimo mettendo in conto che “i mercati” avrebbero anche potuto reagire male. In fin dei conti il mercato dell’auto è saturo, almeno nei paesi occidentali.
    Qualsiasi cosa annunciata diversi mesi fa avrebbe dato la stura ad una serie infinita di illazioni con ripercussioni non sempre positive.
    Meglio (o meno peggio a seconda dei punti di vista) gestire il tutto senza lasciar trapelare niente fin che è possibile.
    Non si tratta di fare teatro ma di lasciare, ad esempio, che le agenzie di stampa scrivano quello che vogliono perché le notizie date sull’onda dell’emotività sono presto dimenticate e le eventuali rettifiche o smentite ufficiali fatte di fretta rischiano di essere (molto) fraintese.

    28 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      ma quindi questa risposta non l’hai letta e hai scritto lo stesso argomento a cui ho già risposto… perché?

      28 luglio 2018
  7. fgpx78 said:

    Mi unisco al coro. Secondo me la proprietà sapeva, ma probabilmente sia lui che la proprietà pensavano che sarebbe durato di più, fino alle dimissioni del 2019.
    Ora, non mi pare sia andato a farsi operare per morire (almeno non lo ho letto). Probabilmente era sì una operazione di routine, o un ricovero di routine legato alla malattia, e ci sono state complicazioni (questo lo ho letto).
    Se così, ci starebbe anche che la proprietà sia cascata dal pero non sapendo chi nominare.
    Poi ovvio che dopo aver fatto la figura di palta non è che puoi dire “sì, lo sapevamo, ma non avevamo ancora pensato a un sostituto”. Probabilmente la borsa reagirebbe male ad una proprietà del genere.

    Solo supposizioni ovviamente.

    28 luglio 2018
    Reply
  8. claudio said:

    “Nessuno ha detto che dovevano dichiarare che era malato. Quello che contesto è che la proprietà, per sua stessa ammissione, non sapeva della malattia, non che non l’ha detto al mondo.”

    Definiamo “proprieta’ “
    In una SpA la proprieta’ sono gli azionisti.
    Anche in un caso speciale come FCA, dove buona parte delle azioni sono concentrate in un pugno di persone, sono sempre migliaia di entita’.
    Facciamo l’esempio della parte del leone, EXOR, che e’ si degli agnelli (fra cugini&c stiamo gia parlando di decine di persone), ma vanta fondi e menate per un 48%.
    O parliamo delle decine di azionisti (aka proprietari) diretti come la banca di norvegia.

    Informare tutta questa gente e renderlo pubblico e’ la stessa cosa.
    Probabilmente un ristretto numero di persone all’interno degli Agnelli sapeva. Ma informare la proprieta’ (che puo’ vendere) e’ molto diverso.

    “L’azienda doveva saperlo e avere un piano per la sostituzione immediata.”
    Fare un piano per un uomo cosi’ chiave e’ difficile. Probabilmente l’assicurazione non paghera’ comunque, ma dichiarare la non conoscenza e’ un dovere per l’istituzione.

    “ Ok, poniamo che lo sapessero: spiegatemi, quella graziosa giornata in cui ogni mezz’ora le agenzie battevano un nome diverso per il nuovo a.d. a cosa è servita?”
    Perche’ i giornalisti sono caxxoni che scrivono delle onde surgelate a mezz’aria o dicono che fukushima e’ zombieland?

    L’idea che mi sono fatto, seguendo un pochino le notizie, e’ che pensavano che il sergione arrivasse a terminare il percorso. Infatti era prevista la sua uscita fra un anno sistemando un paio di bruciori di cu, come ferrari (ormai indipendente), i marchi del menga come lancia, fiat&c che sono destinati a divenire al massimo un rebrand come Vauxhall per opel (oggi di PSA)
    Infatti la seconda colossale fusione che aveva ventilato e’ sparita, probabilmente perche’ non in grado di operare un’altro tour di almeno 10 anni.

    Questa e’ la spiega, VISTA DA FUORI, piu’ logica e coerente con le dinamiche degli attori.
    Poi, certo, potrebbe essere errata, ma non mi ha destato meraviglia perche ha una logica.
    In quelle condizioni sarei rimasto meravigliato se con le azioni ancora piatte si annunciasse la sostituzione (volonta’ del sergio permettendo).
    Diciamo che nella dinamica fiat-fca e’ una serie di mosse ottime.
    Marchionne non e’ il commesso del lattaio di provincia come Romiti.

    30 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Definiamo “proprieta’ “

      Ho usato quel termine perché è lo stesso che usano i dirigenti di quell’azienda per parlare della famiglia.
      Mi è capitato di parlare con uno ex a.d. di un’azienda della famiglia che non diceva nemmeno i nomi, diceva che aveva chiamato “la proprietà”. Che poi è quella che decide, non stiamo qui a contarcela su tanto, eh.
      Mica devi dire certe cose a mio zio che ha comprato tre azioni per sbaglio.

      Poi, certo, potrebbe essere errata, ma non mi ha destato meraviglia perche ha una logica

      A me sembra che le ricostruzioni sentite fino ad ora per smentire che sapessero davvero sono un po’ (tanto) farraginose.
      Ma è vero che il rasoio di Occam può anche fallire.

      30 luglio 2018

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