Il certificato che scade

Oggi un nuovo documento si aggiunge al faldone per la domanda di cittadinanza. Mi è arrivato infatti il certificato di nascita.

Che già di per sé non riesci a capirne l’utilità. Sul certificato di nascita ci sono le stesse informazioni che trovi sul passaporto: nome, cognome, luogo e data di nascita. In aggiunta trovi solo l’ora di nascita e il nome della mamma e del papà (ah, ho scoperto che al comune di Lecco sui certificati scrivono ancora maternità paternità, e che ancora esiste il sesso maschile).
Non capisco cosa possa fregargliene dell’ora in cui sono nato o di come si chiama mia mamma. Potrebbero prendere i miei dati dal passaporto e amen. Ma vabbe’.

La cosa positiva è che non ho pagato una lira di bollo, né per il certificato né per l’apostille.
Curiosamente però scopro che il certificato vale 6 mesi. E, sinceramente, non capisco perché mai un certificato di nascita dovrebbe scadere. Un ettogrammo di prosciutto scade, un sacco di cemento scade… ma un certificato di nascita?

Io capisco un certificato penale, che magari adesso ho la fedina penale pulita e tra sei mesi no. Così come il documento che certifica che sono in regola con il fisco, con i controlli doganali, con i contributi pensionistici o con l’assicurazione sanitaria (giusto per menzionare alcuni dei documenti che sto preparando). In quel caso i dati cambiano col tempo. Ma il certificato di nascita no, mica cambiano i miei dati di nascita. Se ne richiedo un altro dopo sei mesi, o dopo quattro anni sono sempre nato al Lecco alle 2 e 40 di notte.
Perché mai dovrebbe scadere?
E non è nemmeno un’esigenza di far cassa, visto che il certificato è esente da bollo.
Quindi boh, non riesco a spiegarmelo. A meno che non sia una di quelle cose tipo l’autocertificazione dell’esistenza in vita in cui dichiari di essere consapevole delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci. Ecco.

14 Comments

  1. Mauro said:

    Se tu fossi coerente, visto che festeggi il compliconcepimento, presenteresti il certificato di concepimento, non quello di nascita.

    24 luglio 2018
    Reply
  2. Lucio said:

    Hai ragione, in effetti sembra piuttosto assurdo.
    Però, per quanto riguarda l’autocertificazione dell’esistenza in vita, credo che le conseguenze penali per le dichiarazioni mendaci siano per previste per chi dichiari l’esistenza in vita spacciandosi per un altro. Ad esempio per continuare a incassare la pensione di un morto o per continuare ad occupare un’abitazione (tipo casa popolare) senza averne il titolo. Molti uffici accettano documenti via fax o consegnati a mano con una delega

    24 luglio 2018
    Reply
  3. Beppe Grullo said:

    http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/00443dla.htm

    Articolo 41 (L)
    Validita’ dei certificati

    1. I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati, qualita’ personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validita’ illimitata. Le restanti certificazioni hanno validita’ di sei mesi dalla data di rilascio se disposizioni di legge o regolamentari non prevedono una validita’ superiore.

    La validità dei certificqati di nascita e di morte è illimitata. O è pigro il comune ad aggiornare i template dei certificati, oppure è obbligatorio indicare una scadenza anche per i certificati a durata illimitata.

    24 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      O è pigro il comune ad aggiornare i template dei certificati

      Può anche darsi. Anche se parliamo di un Comune di 50 mila abitanti, mi sembra strano che non badino a queste cose.
      Conoscevo pure il responsabile dell’anagrafe, uno con due coglioni così, non credo sbaglino su queste cose. Strano…

      24 luglio 2018
  4. elsino said:

    potresti aver cambiato genere nel frattempo…

    24 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      potresti aver cambiato genere nel frattempo…

      Ma il mio sesso alla nascita rimane lo stesso. Il certificato di nascita racconta quello che è stato registrato alla nascita come era quel giorno.
      Per esempio, sul mio certificato di nascita c’è scritto che sono nato a Lecco in provincia di Como, perché all’epoca era provincia di Como.
      Ora non lo è più, ma loro sul certificato devono scrivere la situazione nel giorno in cui sono nato.

      24 luglio 2018
  5. elsino said:

    volevo fare una battutina minuscola sulla sua utilità in rapporto al passaporto, ma è venuta una ciofeca.
    Chiedo perdono

    24 luglio 2018
    Reply
  6. ruggio81 said:

    Come ho già segnalato su Twitter, penso che Mattia abbia richiesto un “estratto dell’atto di nascita”, che è soggetto ad aggiornamenti quali ad esempio matrimoni, adozioni, interdizione, modifiche alla cittadinanza, ecc. Trovate più dettagli qui: http://www.dirittierisposte.it/Schede/Persone/Nascita-morte-e-certificati/atto_di_nascita_dichiarazioni_certificati_ed_estratti_id1118282_art.aspx#Cosa%20sono%20le%20annotazioni

    In questo caso i 6 mesi di durata avrebbero un senso.

    24 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Come ho già segnalato su Twitter, penso che Mattia abbia richiesto un “estratto dell’atto di nascita”, che è soggetto ad aggiornamenti quali ad esempio matrimoni, adozioni, interdizione, modifiche alla cittadinanza, ecc. Trovate più dettagli qui:

      Ma non c’è scritto niente sullo stato civile o sulla mia cittadinanza. Adesso che me lo fai notare è davvero interessante il fatto che non c’è scritta né la mia cittadinanza né quella dei miei genitori. Sarebbe un dato abbastanza importante da sapere.

      24 luglio 2018
    • mattia said:

      Trovate più dettagli qui:

      Più ci penso e più non riesco a capire secondo quale logica un estratto dell’atto di nascita dovrebbe riportare cose che non hanno nulla a che vedere con la nascita.
      Se alla nascita avevo la cittadinanza italiana e poi vi rinuncio, se mi sposo o divorzio cosa c’entra con la nascita? Se devo provare il mio stato civile, ad esempio per sposarmi, uso un certificato di stato libero, mica un certificato di nascita.

      24 luglio 2018
  7. Raoul Codazzi said:

    Avendo fatto il consigliere comunale (in un comune lombardo) ti confermo che i certificati e gli estratti di nascita (che non sono la stessa cosa) sono: (1) validi su tutto il territorio nazionale, (2) di validità illimitata nel tempo, (3) esenti dal pagamento dell’imposta di bollo.

    24 luglio 2018
    Reply
  8. Giovanni said:

    Vorrei provare a rispondere alla domanda “Se alla nascita avevo la cittadinanza italiana e poi vi rinuncio, se mi sposo o divorzio cosa c’entra con la nascita?”
    La risposta è molto semplice ed è insita nel funzionamento stesso dei registri degli atti di Stato Civile. Sono strumenti dal funzionamento decisamente antiquato, ma pur sempre efficace.
    Ad esempio, nel caso del meridione italiano, le procedure di registrazione sono nate intorno al 1820 (prima esistevano solo registri ecclesiastici parrocchiali).
    Quando nasce qualcuno, viene redatto l’atto di nascita con il relativo numero. Se ci fai caso questo riferimento è presente nella Carta d’Identità Italiana.
    Inoltre questo atto viene redatto in duplice copia e spedito al Tribunale di competenza, che ha l’obbligo di tenere un registro dello Stato Civile aggiornato in parallelo a tutti i registri comunali della zona.
    Gli uffici dello Stato Civile hanno il compito di annotare nell’atto di nascita anche il numero degli atti di matrimonio/i e di morte.
    Per cui attraverso l’unico codice numerico dell’atto di nascita si può risalire a tutte le informazioni salienti di un cittadino.
    In un’epoca nella quale non esistevano database informatici, registrare tutti i dati di una persona in un’unica pagina era l’unica soluzione per avere accesso a tutte le informazioni in un unico momento.
    Quindi quando ci si sposa e anche quando si muore, un impiegato dell’ufficio comunale andrà a prendere il librone cartaceo dove trenta o ottant’anni prima il padre e i testimoni avevano firmato per l’atto di nascita.
    In una sola pagina si racchiude tutta la vita di un individuo.
    È questa la stretta connessione che c’è fra atti di nascita, matrimonio e morte.

    25 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Quindi quando ci si sposa e anche quando si muore, un impiegato dell’ufficio comunale andrà a prendere il librone cartaceo dove trenta o ottant’anni prima il padre e i testimoni avevano firmato per l’atto di nascita.

      Solo a me pare allucinante?
      Poi uno si chiede perché ci stanno mettendo vent’anni per fare la carta d’identità elettronica.
      I libroni cartacei…

      25 luglio 2018
    • mamoru said:

      per certe cose mi fido piu’ dei libroni cartacei che dei sistemi IT della PA…

      28 luglio 2018

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