Ceco padrelingua

L’università di Venezia ha pubblicato un bando per trovare insegnanti di lingua albanese, ceca e polacca, lingue definite minori.
Che se solo i cechi fossero una delle lobby potentissime che comandano nel mondo oggi sarebbe già partita la campagna di per far licenziare chi si è permesso di definire il ceco lingua minore, il direttore del dipartimento e finanche il rettore.

Nel bando si legge:

L’Università garantisce pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso all’incarico oggetto del presente avviso.
L’uso del genere maschile per indicare le persone è dovuto solo a esigenze di semplicità del testo.

Già meglio dei coglioni che sul sito di un’altra università avevano usato l’asterisco per mascherare il genere delle parole, ma rimane sempre una gran coglionata. Basta conoscere le regole base della lingua italiana per sapere che il genere maschile si usa anche per riferirsi a gruppi composti da uomini e da donne, non c’è bisogno di specificarlo.

Perché se devi specificare anche ciò che è ovvio per chi ha superato con successo l’esame di terza media allora devi spiegare tutto. Il senso delle virgole, per esempio. Oppure il criterio, specificato nel bando, per cui l’insegnante di ceco deve essere madrelingua. Che non significa che la madre deve essere ceca, puoi aver imparato il ceco anche dal padre; ma in quel caso non sei mica padrelingua, sei comunque madrelingua.

Così, giusto per ricordare quanto sono idiote le polemiche sul genere dei nomi, tipo la boldrinova con la sua sindaca assessora o la cretinetta secondo cui bisogna dire matria e non patria. Se vi sembrano polemiche degne di qualcosa in più di una scoreggia pensate che io potrei montare una polemica contro chi usa il termine madrelingua al posto di padrelingua. Stesso livello di rincoglionimento.

 

11 Comments

  1. Mauro said:

    Mi hai fatto venir in mente un interessante confronto tra italiano e tedesco.
    In entrambe le linge si dice madrelingua (Muttersprache in tedesco), ma mentre in italiano si dice madrepatria, in tedesco si dice padrepatria (Vaterland).
    Che poi, almeno pensando alle lingue di cui conosco qualcosa, non è una differenza italiano-tedesco, ma una più generale differenza lingue neolatine-lingue germaniche.

    23 luglio 2018
    Reply
    • GB said:

      In realtà non è proprio così. Vaterland non ha al suo interno il senso di lontananza che madrepatria ha etimologicamente in italiano. È più un modo nostalgico e patriottico di chiamare l‘Heimat. Inoltre anche Mutterland esiste in tedesco (https://de.m.wikipedia.org/wiki/Mutterland) che invece questo senso di lontananza lo contiene anche se è riferito solamente a „stati“ e non a persone.

      23 luglio 2018
    • Raoul Codazzi said:

      In Lituano madrelingua si dice “gimtoji kalba”, cioè “lingua natìa” (kalba = lingua; in questo caso l’aggettivo – che tecnicamente non è nemmeno un vero e proprio aggettivo, ma lasciamo stare i dettagli – si mette prima, sebbene spesso non ci sia una regola precisa); dunque nessun riferimento a madre o padre.
      Madrepatria, invece, si dice anche qui padrepatria: tėvynė (da tėvas = padre).
      Da notare che tėvas dà origine anche alla parola genitori: tėvai (letteralmente: padri). E che, al singolare, genitore coincide con padre.
      Ora, ve la immaginate una Boldrini qui in Lituania?

      23 luglio 2018
    • Mauro said:

      @GB
      In tedesco Vaterland ha dentro di sè tutto quello che tu attribuisci a madrepatria.
      E Mutterland è un termine ormai esistente solo in letteratura.
      Lasciatelo dire da chi in Germania ci vive da più di vent’anni e il tedesco lo parla e lo studi da trentacinque.

      23 luglio 2018
    • mattia said:

      adesso però mi devi spiegare perché a quindici anni hai iniziato a studiare tedesco

      23 luglio 2018
  2. Raoul Codazzi said:

    “Lingua minore” è solo un modo per indicare quella che, più correttamente, andrebbe chiamata “lingua minoritaria”, cioè una lingua parlata da una minoranza (una questione di banali rapporti, dunque di matematica elementare).
    Se si guarda a uno Stato nella sua interezza possiamo fare l’esempio del Ladino o (per i non indipendentisti) del Basco e del Catalano. Se facciamo riferimento all’intera Europa, o addirittura al mondo, allora praticamente quasi tutte le lingue sono lingue minori.
    Curioso come la crociata contro l’idea di lingua minore sia sfuggita alla Boldrini.

    23 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      “Lingua minore” è solo un modo per indicare quella che, più correttamente, andrebbe chiamata “lingua minoritaria”, cioè una lingua parlata da una minoranza (una questione di banali rapporti, dunque di matematica elementare).

      Eh, lo so.
      Ma anche la disforia di genere è una minoranza della minoranza. Prova a definire gli studi LGBT (sì, esistono università che hanno corsi di laurea in LGBT!) come studi minori. Ti mangiano vivo.

      23 luglio 2018
  3. Francesco said:

    Questa della “Matria” mi era sfuggita. Grazie di averla citata.
    Mi stavano girando le balle nel leggere l’inutile polemica della [—censura—], poi ho letto il primo commento – e numerosi altri – ed ho capito che c’è ancora qualche speranza:
    “avremo la *padre matria,* finalmente si potrà camminare con le mani, le mutande andranno sopra i pantaloni e la lingua ufficiale sarà lo svedese.” 🙂

    23 luglio 2018
    Reply
  4. Raoul Codazzi said:

    Guarda, sulle università negli ultimi mesi hai scritto cose che nemmeno mi immaginavo, quindi lasciamo stare l’argomento perché non voglio rodermi il fegato (piuttosto preferisco tenermelo buono a protezione di qualche birra di troppo).

    In ogni epoca bisogna avere le spalle larghe contro un qualche tipo di imbecillità. Nella nostra (di epoca), quella in cui – mai come ora – una fetta amplissima di popolazione ha in teoria accesso (quasi sempre libero e gratuito ) a una mole spaventosa di informazioni di qualità , è una lotta continua e quotidiana contro il politicamente corretto e la diffusione della fuffa.
    Prendi delle scimmie e dài loro delle armi, avrai scimmie molto più pericolose di prima, ma pur sempre con il cervello da scimmia. Prendi una massa di umani ignoranti e dài loro accesso a internet, avrai umani ignoranti molto più pericolosi di prima, ma pur sempre con il cervello da umani ignoranti.

    Eppure, come detto, bisogna avere le spalle larghe e non aver paura di restare soli “in battaglia”.
    Quando ci penso mi piace ricordare due massime che mi accompagnano sempre.
    La prima, nota a molti, è del poeta e scrittore statunitense Ezra Pound: if a man isn’t willing to take some risk for his opinions, either his opinions are no good or he’s no good.
    La seconda, quasi sconosciuta, è del poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa: trago comigo as feridas de todas as batalhas que evitei (porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato; tratta dall’opera il “Libro dell’Inquietudine”).
    Quest’ultima mi è particolarmente cara perché di grande conforto e stimolo per le persone che – come me – convivono ogni giorno con la sindrome respiratoria nota come attacchi di panico.

    23 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Eppure, come detto, bisogna avere le spalle larghe e non aver paura di restare soli “in battaglia”.

      Io l’ho sempre detto, non sono mica coraggioso. Ho la possibilità di dire quello che dico perché qui c’è ancora il rispetto per la libertà accademica, perché certi fascisti li prendiamo a calci in culo e perché la società non si è (ancora) rincoglionita qua.
      In italia – o peggio, negli USA – mi avrebbero già licenziato per quello che dico FUORI dall’università.
      Roba che le leggi razziali sono un buffetto.

      23 luglio 2018
  5. fgpx78 said:

    E perché non padre natura, poi?

    24 luglio 2018
    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota sui biscottini: questo sito usa solo i biscottini di base di Wordpress per il funzionamento del sito. Non usa biscottini per memorizzare vostri dati personali, anche perché non me ne frega niente. Pensate che non vengono nemmeno fatte le statistiche sugli accessi di questo sito. Non ci sono nemmeno i pulsanti per mettere apprezzamenti sul feisbuc, il tuitter o altre reti sociali. Ciao.