E da bere? – Facciamo mezzi litro di olio, grazie.

Ma la cosa più interessante non è neanche la sbufalata, che l’ONU e l’OMS non vogliono mica etichettare il parmigiano come si fa con le sigarette. Ormai siamo abituati al meccanismo: si parte da un fatto che viene ingigantito a dismisura, passo dopo passo, fino a stravolgerlo completamente.
In questo caso l’OMS ha fatto presente che dobbiamo ridurre la quantità di sale e di grassi nella nostra dieta e che si potrebbe considerare l’eventualità di segnalarne in modo più efficace la presenza nei cibi che assumiamo. Non ha mica detto che bisogna scrivere sotto il prosciutto di Parma “Nuoce gravemente alla salute“. A quello ci sono arrivati giornali (e politici) a furia di semplificazioni.

Ma dicevo, questa non è mica la parte divertente. Più interessanti,  e a loro modo indicative di quanto la gente stia male, sono state le reazioni scomposte di politici e lobbisti. La sagra della stupidità.

Ci sono stati quelli che “meglio l’olio italiano della coca cola ammerikana!”
E, voglio dire, devi essere un minchione di proporzioni galattiche per mettere in alternative i due prodotti.
Sul serio, avete mai visto qualcuno che pasteggia trincando mezzo litro di olio come bevanda?

Nessuno vuole imporci la coca cola. Anche perché prima di arrivare al sale hanno rotto il cazzo alla coca cola e al suo zucchero. Sono lustri che tutte le organizzazioni sanitarie del mondo fanno la guerra alle bevande zuccherate, coca cola compresa, tanto che chi dirige quelle aziende si sta seriamente preoccupando di come mantenere alto il fatturato in un mondo che sta iniziando a tagliare il consumo di bevande zuccherate.
Davvero, rispondere “e allora la coca cola?” è da puri dementi, visto che fanno la guerra pure alla coca cola.

Ma soprattutto è da dementi cercare altre cause di malattie in altri prodotti. Ok, le bevande zuccherate fanno male alla salute, quindi? Ciò assolve il consumo smodato di sale che facciamo?
Perché altrimenti facciamo un circolo in cui quando si accusa il sale uno risponde “e lo zucchero?”, quando uno accusa lo zucchero un altro dice “e i grassi?”, quando uno accusa i grassi l’altro arriva quello che dà la colpa al sale.
C’è un problema col sale? Sì, punto.

Poi ci sono stati i miei preferiti, quelli che parlavano del danno all’economia italiana. E non mi riferisco nemmeno a quelli che parlavano del complottone ordito ai danni delle aziende italiane, con qualche eminenza grigia dietro l’OMS a dettare la linea contro i prodotti dei meid in itali per far fallire le aziende della penisola. Che questa è gente bacata nel cervello.
No, io mi riferisco alle associazioni di categoria che, seriamente, lanciano messaggi su pericolo per i fatturato delle aziende italiane se i consumatori comprassero meno cibi per via di un’etichetta che ti dice “attento, contiene molto sale”. Per carità, sono associazioni di categoria, è ovvio che devono tutelare i loro interessi. Ma questo non è un argomento valido: se un cibo, consumato in grande quantità, è dannoso per la salute… rimane dannoso anche se tu ci fai tanti soldi e dài lavoro a tante persone. Se ridurne il consumo fa bene alla salute della popolazione, continua a far bene alla salute della popolazione anche se ciò fa ridurre il tuo fatturato.
Non è che un fatto scientifico cambia o meno a seconda della convenienza per l’economia di un paese.

Poi ci sono i nazionalisti, quelli che un cibo è buono solo perché è italiano, la dieta mediterranea patrimonio unesco e tutte quelle minchiate lì. E poi scopri che per loro dieta mediterranea significa che qualsiasi piatto della nonna è dieta mediterranea solo perché la nonna è italiana, anche se sono pieni di grassi, sale, carne… e le arterie gridano vendetta al cospetto di Dio anche solo ad annusarli. Oh, però è cibo italiano, quindi dieta mediterranea! Oh come fa bene! Io vi farei mangiare davvero come facevano gli italiani 80 anni fa, con la carne vista col binocolo, e poi vediamo se vi piace davvero la dieta mediterranea, perché è quella la dieta mediterranea, una dieta che in italia non fa praticamente nessuno. Dieta mediterranea non è mica mettere il bollino di qualità a qualsiasi cibo tipico italiano.

A questi si aggiungono quelli che “non toccateci il cibo! decidiamo noi cosa mangiare“, altra gente sveglissima. Perché nessuno vuole proibire niente, nessuno vuole vietare alcun cibo. Tu sei liberissimo di mangiare quello che vuoi, quello che vogliono imporre è l’informazione sui valori nutrizionali. A quello ti stai opponendo, all’informazione.

Ah, dimenticavo, ci sono quelli che invece contestano il report dicendo che non ci sono cibi buoni o cattivi, dipende dalla quantità. Non accorgendosi che è esattamente quello che dice l’OMS. Quando vogliono metterti in allarme sulla quantità di sale in un prodotto è proprio affinché tu possa fare i tuoi conti. Se ad esempio mangi una pizza e nell’impasto ci sono 5 grammi di sale tu già sai che mangiando quella hai raggiunto il massimo del tuo sale giornaliero dettato dall’OMS, e poi ti regoli con il resto (senza considerare il sale in quello che ci metti sopra la pizza). Se un giorno esageri sai che il giorno dopo devi stare a bada.
Ma questo puoi farlo se sei informato, ed è proprio a questo che punta l’OMS, a darti delle avvertenze che ti consentano di calcolare la quantità. E tu mi vieni a dire no, ma dipende dalla quantità? Sul serio?

Davanti a una questione del genere l’unica discussione che io vorrei sentire è la seguente: è vero che dobbiamo ridurre il sale? Sì/no. È vero che alcuni alimenti che consumiamo ne contengono molto? Sì/no. È opportuno segnalarlo in etichetta? (ossia, si riduce la quantità di sale che la gente assume) Sì/no.
Io voglio sentire questo, non “è un attacco al meid in italy”.

 

2 Comments

  1. ava said:

    effettivamente è tutto un baraccone di fake news partito dal sole 24 ore. IL virgolettato ” parmigiano come le sigarette” non si capisce chi l’ abbia detto. Ma soprattutto non si capisce perchè i giornalisti ripetano a papera articoli di altri senza perdere 10 minuti a verificare

    20 luglio 2018
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  2. Paolo Ghezzi said:

    ‘giornalisti’? Ormai si tratta di una specie in via di estinzione.
    Ormai si prende il primo tizio che passa e gli si fa fare un bel copia e incolla da qualche sito.
    Che il tizio abbia perlomeno una pallida idea sull’argomento dell’articolo è un lusso non necessario. Oggi può scrivere un articolo scientifico, domani la cronaca del Gran Premio di Formula 1 e la settimana prossima il resoconto di una sfilata di moda…
    Così ci troviamo notizie riportata alla membro di segugio, inesattezze assurde e articoli senza senso…
    Dulcis in fundo, se si contattano gli autori di simili capolavori si sentiranno risposte come quella che ho avuto io quando ho scritto a una tizia che aveva trasformato un ragguardevole dinosauro carnivoro nel fratello di Godzilla, trasformando i trenta piedi di lunghezza della notizia originaria i trenta metri: ‘io sono una giornalista, non una paleontologa….’

    20 luglio 2018
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