Masticare amaro

Prendete questi tre ultimi casi giudiziari. A Modena alcuni attivisti contro i vaccini vengono condannati per un manifesto in cui dicevano cretinate sui danni dei vaccini stessi. Processo e condanna per procurato allarme. A Torino invece il processo inizia adesso. La Dott.ssa Silvana De Mari va a processo per diffamazione per aver espresso alcune opinioni sul sesso anale. A Milano invece ferrero viene assolto dall’accusa di diffamazione per aver dato del nazista a salvini.

Facciamo un’analisi caso per caso.

1. La condanna ai no-vax per procurato allarme è incredibile, perché il procurato allarme deve essere presso le autorità, non presso la gente comune. Basterebbe anche solo leggere il codice penale: c’è suscitato allarme quando l’annunzio di un pericolo inesistente si ha non presso la casalinga ma presso delle autorità. Questo perché lo scopo del procurato allarme è evitare che scattino misure di emergenza per niente. Ad esempio, annunci che c’è un incendio, partono i vigili del fuoco ma poi era uno scherzo perché l’incendio non esiste. Questo è un procurato allarme, perché hai mobilitato un’autorità per niente.
Ma il manifesto dei no-vax? Quale autorità avrebbe mobilitato?
Ci sarebbe procurato allarme se quel manifesto avrebbe indotto una ASL a sospendere le vaccinazioni, per esempio. O anche solo se avesse avuto caratteristiche per indurre l’ASL a prendere una decisione del genere. Ma se l’effetto che ha è quello di indurre una mamma a non vaccinare il figlio, ebbene questo non è un procurato allarme, perché la mamma non è un’autorità (esclusa la mia).
Quindi mi dovrebbero spiegare, quale sarebbe l’autorità che si è fatta (o si potrebbe farsi) influenzare da un manifesto del genere? Voglio proprio saperlo, perché a quel punto sarebbe il caso di rimuovere l’autorità.*

2. Il secondo caso è ancora peggiore: si manda a processo un medico per diffamazione perché si è espressa contro i ghei. Ora, lo sanno anche i muri che la diffamazione è punita per tutelare la reputazione. E affiché ci sia un danno alla reputazione l’identità delle persone deve essere ben chiara. Quando insulti un gruppo generico di persone non c’è diffamazione, perché non essendo identificabile chiaramente chi è l’insultato non c’è danno alla reputazione.
Questo principio è stato affermato più volte: ad esempio quando beppe grillo definì le senatrici donne di facili costumi durante un’audizione. Fu denunciato dalle parlamentari, ma venne assolto perché non si poteva chiaramente individuare a chi si riferisse. E sì che parliamo di poche decine di persone. Ma tanto vale, non ha detto la senatrice Tizia, Caia e sempronia sono donnacce ma le senatrici in generale: proprio perché nessuna senatrice era identificabile è stato assolto. Per lo stesso principio è stato assolto toscani quando definì i veneti degli ubriaconi. Il gruppo era così generico che non ha rovinato la reputazione di nessuno quindi non c’è diffamazione.
Davanti a una giurisprudenza così chiara non sarebbe nemmeno dovuto partire il processo alla dott.ssa De Mari, perché chiaramente non c’è diffamazione.
Eppure, incredibilmente, il processo parte, con tutto quello che comporta (energie e soldi spesi per nulla).

3. Il terzo caso è quasi ridicolo. Un tizio dà del nazista a salvini. Ora, nazista è un insulto, ché peggio del nazista c’è solo, che ne so, la merda. Eppure no, non è diffamazione. Perché? Il giudice dice che:

Nell’ambito della critica politica la continenza verbale assume una peculiare elasticità in ragione dei toni abitualmente accesi ed aspri che caratterizzano la lotta politica

Traduzione: siccome in politica si diffamano abitualmente allora è consentito diffamarsi. Una consuetudine contra legem che sovrasta il codice penale. Allucinante. A questo punto se proprio volete violare la legge violatela spesso e in tanti, così poi il giudice dice che non vale più.
Ma soprattutto, nazista non è un insulto perché

pare riferirsi non già alle politiche criminali di xenofibia e genocidio, quanto alla politica iniziale del movimento suddetto volto a produrre falsi nemici versi cui creare odio sociale

Che più o meno è come dire a uno che è un figlio di puttana, però non dico puttana in senso dispregiativo, puttana nella visione poetica alla de andré, coi diamanti da cui non nasce niente e il letame da cui nascono i fiori. Quindi non c’è diffamazione!
Oh, se volete vado a dare del figlio di puttana – alla via del campo, eh! – a tutti quelli che incontro nel tribunale di Milano, poi vediamo se non mi denuncia nessuno.
Dare del nazista a una persona ti porterebbe automaticamente alla condanna. Se però lo dici a salvini no, a salvini puoi dirlo. E anticipo già i diversamente furbi che stanno per dire: ma salvini ha atteggiamenti che ricordano i nazisti…
No, la diffamazione è indipendente dalla veridicità. Perché tu puoi fare un danno alla reputazione anche dicendo cose vere. Ma niente, siccome  è salvini gli si può dire quello che si vuole.

Questi tre casi così diversi tra loro hanno un elemento in comune: vengono stravolti principi giuridici elementari per fare quello che si vuole. In barba alle leggi e al diritto.
Voglio condannare i no-vax: non c’è una legge che me lo consento? Ne uso una che non c’entra niente. Non è importante il rispetto della legge ma il fatto che la faccio pagare ai no-vax.
Penso che la Dott.ssa De Mari sia una bigotta e non mi garbano le sue opinioni sul sesso anale? La legge non mi consentirebbe di punirla perché non sta violando la legge, però io stravolgo un principio giuridico basilare e la faccio andare a processo ugualmente.
Salvini mi sta sul culo e non mi garba la sua politica? Assolvo chi gli dà del nazista inventandomi che nazista non è un insulto (!) e che in politica ci si può insultare. Nel c.p. non c’è mica scritto che la diffamazione non vale tra politici, ma me lo invento io perché ho voglia di fare uno sgarbo a salvini.

Tutti e tre questi casi sono vomitevoli. E spero che non arrivi qualche diversamente intelligente a dirmi che sto dalla parte dei no-vax, per dire.
Il concetto è che tu puoi anche essere contro i no-vax, ma se non violano alcuna legge non li puoi condannare. Può darti fastidio, perché pensi che non sia giusto, ma la giustizia si amministra applicando le leggi non facendo quello che uno ritiene sia giusto.

Ritengo sia giusto dare una lezione ai no-vax? Oh bella, certo che sì. Ma se la legge non me lo consente non lo faccio. Chiedo al Parlamento di votare una legge che proibisca quei manifesti, ma fino a quando la legge non c’è io devo giudicarli innocenti. Masticando amaro, ma devo farlo.
Già, il giudice è quel mestiere in cui, più di ogni altro, devi masticare amaro perché molto spesso ti troverai davanti persone che secondo te sarebbe giusto condannare/assolvere perché pensi sia giusto così ma la legge ti obbliga a fare l’opposto. E tu devi farlo.

Purtroppo in italia la magistratura è piena di persone che invece hanno abbandonato questo principio e pensano che, disponendo di quel potere, debbano fare giustizia secondo quello che decidono loro sia giusto, non seguendo la legge e masticando amaro.
Se non capite perché questo è gravissimo per un sistema democratico ve lo spiego in poche parole: la gente segue e rispetta la legge perché sa che seguendo la legge non avrà problemi. Se invece io seguo la legge, faccio un manifesto che non viola nessuna legge e un magistrato mi condanna perché pensa sia giusto così, allora non ho più alcuna garanzia degna di uno Stato democratico. Perché io devo sapere prima quello che è consentito fare e ciò che è vietato. Per questo motivo abbiamo leggi che vengono approvate e pubblicate sulla gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore.
Io faccio quello che è scritto sulla gazzetta ufficiale, non quello che il magistrato riterrà giusto. Per un semplice motivo: non so cosa c’è nella testa di quel giudice, non so nemmeno chi sarà quel giudice!
Un principio base degli stati democratici è che la giustizia non viene più amministrata per piacere del sovrano che decide quello che vuole lasciando i cittadini in balia dei suoi desideri, ma sulla base di leggi note che la gente conosce e che puoi rispettare. Qui stiamo invece tornando indietro di secoli.

Se pensate che il problema non vi riguardi pensateci bene: state rispettando tutte le leggi ora, le avete rispettate tutte questa mattina, questa settimana, questo mese?
Siete sicuri che qualche magistrato non possa storpiare una legge per condannarvi (o assolvere chi vi fa un torto) in quanto non concorda con le vostre idee?
Come pensate di difendervi a quel punto?

 

*Piesse: per spiegarvi la differenza, è normale se un comando dei vigili del fuoco interviene su segnalazione di un incendio da parte dei cittadini, perché quello è un normale canale con cui vengono a sapere di un incendio.
Al contrario, un dirigenti di un’ASL non interviene se dei manifesti annunciano pericoli dei vaccini, perché un dirigente di un’azienda sanitaria non s’informa dai manifesti ma dalla letteratura scientifica e dalle disposizioni delle autorità sanitarie nazionale e internazionali.
Quindi quel manifesto non è atto a sollecitare alcuna autorità se l’autorità segue i canali classici secondo i quali deve intervenire.

29 Comments

  1. ava said:

    da domani potrò dare del figlio di puttana a chiunque, intendendo in modo elastico che sono cresciuti mangiando la famosa torta veneta a base di pane raffermo

    16 luglio 2018
    Reply
    • White_Rabbit said:

      Avresti indicazioni precise sulla ricetta? Mia nonna vicentina m’ha insegnato a farla con metà farina di grano, metà farina di mais, burro, zucchero, fichi (tanti), latte. Niente pane raffermo. Magari è una di quelle pietanze che ognuno personalizza?

      16 luglio 2018
    • ava said:

      Ci sono due ricette diverse, quella che tu indichi è la ” putana” tradizionale, che ormai sta scomparendo ; l’ attuale ” putana” altro non è che il vecchio ” macafame ” .
      Il nome corretto del dolce col pane raffermo , quindi , sarebbe “macafame”, ma se vai in giro a pasticcerie e panifici troverai che lo chiamano ” putana”.
      Tua nonna ha , in effetti, la ricetta corretta

      16 luglio 2018
  2. White_Rabbit said:

    Più conosco casi giuridici specifici, più penso che la giurisprudenza non solo sia una disciplina inesatta, ma troppo spesso sia sostanzialmente arbitraria, “umana, troppo umana”. Una curiosità, interpreto “fare un danno alla reputazione anche dicendo cose vere” come “è possibile esser condannati anche per aver detto il vero”. Interpreto correttamente? Mi parrebbe assurdo esser condannati per diffamazione dicendo la verità…

    16 luglio 2018
    Reply
    • Lela said:

      La lesione della reputazione dicendo il falso, infatti, è reato di calunnia.
      La diffamazione può essere pura verità.

      16 luglio 2018
  3. Andrea Occhi said:

    In generale, vedo un mischiotto di poteri che non mi piace per nulla.
    Sindaci che si sostituiscono al legislatore, creando istituti giuridici inesistenti (registri delle coppie di fatto).
    Cassazione che si sostituisce al legislatore, togliendo pezzi di leggi e invocando principi inesistenti (tipo la stessa legge elettorale per i due rami del parlamento, quando in costituzione c’è addirittura una base elettorale diversa).
    Governo che fa il legislatore.
    Ministro degli Interni che fa il ministro degli Esteri, e forse anche quello della Difesa. E ogni tanto, nel tempo libero, fa anche il magistrato.
    Ministro del lavoro che fa il ministro dell’Economia.
    Presidente della Repubblica che fa il ministro degli Interni, o forse quello dei Trasporti, o forse anche quello degli Esteri.
    Parlamento ingommato che non fa un cazzo.

    Brutta storia.

    16 luglio 2018
    Reply
    • ava said:

      che un vicepremier ( ma in pratica premier) che è anche capo di partito si esprima su tutto strabordando dai ruoli tradizionali è ormai prassi , da Berlusconi a Renzi fino ad ora con i Dioscuri populisti .
      Che il magistrato interpreti le leggi fino a snaturarle è pure prassi da una vita, purtroppo, e più le leggi sono scritte coi piedi e più queste ingerenze. saranno frequenti e diffuse.
      Che il presidente della Repubblica però metta naso su sbarchi ed affini francamente mi lascia interdetto ed è decisamente una novità che non mi piace. Un presidente che , oltretutto, fa come gli orsi andando in letargo ad intermittenza sulla base del governo in carica

      16 luglio 2018
    • ava said:

      comunque ovviamente lo strabordamento fa schifo anche a me

      16 luglio 2018
  4. shevathas said:

    purtroppo in italia il fatto che con berlusconi e adesso con salvini l’opposizione, per sue contraddizioni interne non riesca a cavare un ragno dal buco, ha demandato alla magistratura il compito di fare da opposizione politica.
    Risultato; molti giudici, e molta opinione pubblica, non pensano più che il giudice debba essere il tizio che decide, in base alla legge, ragioni e torti ma che debba fare come il giudice Dredd, punire i cattivi e proteggere i buoni.
    ciò che hai scritto altro non è che una delle tragiche conseguenze di questo modo di intendere la magistratura.

    16 luglio 2018
    Reply
  5. Paolo Ghezzi said:

    Nel primo caso ritengo che sia sbagliata la motivazione, ma non il principio.
    A mio personale avviso ritengo che si sarebbe potuta giustificare la condanna con l’articolo 656
    ‘Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico’ .
    Per il resto sono d’accordo con Mattia: in troppi casi i giudici applicano le leggi ad mentulam
    canis a seconda delle loro convinzioni, senza oltretutto che nessuno si prenda la briga di punire chi si comporta in modo disinvolto. Servirebbe un organo di controllo serio e super partes e soprattutto indipendente dalla magistratura stessa.

    16 luglio 2018
    Reply
    • Stefano said:

      Io non vorrei che imputazione e condanna non siano per procurato allarme ma per qualcos’altro e i giornali riportino a pene di segugio come sempre… Si e’ letto pure “condanna per fake news”…

      16 luglio 2018
    • mattia said:

      Io non vorrei che imputazione e condanna non siano per procurato allarme ma per qualcos’altro e i giornali riportino a pene di segugio come sempre…

      Sempre possibile, come al solito.
      Anche qui, se qualcuno riesce a trovarmi la sentenza…

      16 luglio 2018
  6. ettoregonzaga said:

    Non sapevo i dettagli del reato di “procurato allarme” e in questi giorni ero incavolato e sempre più preoccupato per gli altri 2 esiti giudiziari …. adesso grazie a te scopre che sono 3 gli esiti giudiziari sui quali ci si sente impotenti e offesi.
    Grazie per aver trasformato un lunedì di cacca in un lunedì di molta cacca ! 😉
    buona settimana
    ettoregonzaga, che poi è vincenzo

    16 luglio 2018
    Reply
  7. Stefano said:

    Qui la vedo ancora più dura avere la “sentenza”, anche perché non e’ una sentenza ma un decreto penale che a differenza della prima non so nemmeno se sia pubblico…

    Pero’ ho trovato alcuni giornali che parlano di “diffusione di notizie”…

    16 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Comunque anche la turbativa dell’ordine pubblico è abbastanza un’arrampicata sugli specchi.
      La ratio è che devi evitare situazioni che poi fai fatica a controllare.
      Ma anche se qualche mamma decide di non vaccinare il figlio, non hai una situazione incontrollabile (tipo il panico creato dalla notizia di una bomba inesistente). Ti basta togliere la potestà genitoriale ai genitori e vaccinarlo forzatamente.
      Quale sarebbe il problema per l’ordine pubblico?

      16 luglio 2018
  8. Paolo Ghezzi said:

    Che sia tirata per i capelli è chiaro, ma, se non altro mi pare lo sia un pochetto meno che il ‘procurato allarme’, in quanto si potrebbe anche ipotizzare una situazione nella quale un numero consistente di persone si faccia influenzare dal messaggio e decida di non vaccinare la prole. In questo caso, ricorrere alla revoca della potestà genitoriale e vaccinare a forza i bambini potrebbe portare a violente proteste di genitori, parenti e sostenitori vari, con ovvie conseguenze negative sull’ordine pubblico. Che sia un’interpretazione molto ‘creativa’, per così dire, lo ammetto, ma ho sentito di peggio …

    16 luglio 2018
    Reply
  9. shevathas said:

    A mente fredda penso sia opportuno vedere le carte per capire esattamente cosa hanno detto realmente i giudici.
    Ricordo che durante il processo ruby i giornali parlavano tutti del reato, inesistente, di sesso con minorenne.

    16 luglio 2018
    Reply
  10. Zhelgadis said:

    Vorrei anche io vedere le carte e capire cosa c’è scritto dentro (posto di esserne in grado, non sono sicuro di aver gli stumenti per comprendere il legalese).
    Però, una considerazione a lato: affermi spesso (a ragione) che la legge interviene quando c’è un bene da tutelare. La salute pubblica rientra a pieno titolo tra i beni che ha senso tutelare per legge, per cui mi aspetto che ci sia qualche legge che preveda sanzioni per chi attenta ad essa (perché si, una campagna novax E’ un pericolo per la salute pubblica). E spero che la sentenza sia stata emessa in forza di una legge del genere e non ad mentula canis …

    18 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      per cui mi aspetto che ci sia qualche legge che preveda sanzioni per chi attenta ad essa

      è quello il motivo per cui dico che si dovrebbe approvare una norma del genere.
      Perché al momento non c’è e per condannarli bisogna aggrapparsi a queste norme che non c’entrano niente.

      18 luglio 2018
  11. Me said:

    Per il primo caso è necessario leggere con precisione gli atti, ma per me potrebbe stare in piedi. Il problema è che questi dementi non si limitano a non far vaccinare il figlio di un/una povera ignorante, ma raggiungono migliaia di persone, costringendo poi lo stato a mettere in atto provvedimenti che colpiscono tutta la popolazione, come l’obbligo di presentare i certificati vaccinali. In pratica, dicendo che i vaccini sono dannosi provocano nelle autorità la necessità di intervento, mi sembra in linea con la legge che parla di suscitare allarme, non specifica se riguardo al pericolo paventato dal decerebrato.

    20 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      costringendo poi lo stato a mettere in atto provvedimenti che colpiscono tutta la popolazione, come l’obbligo di presentare i certificati vaccinali.

      ma questo non sarebbe un allarme.
      È una decisione politica presa con tutta la lentezza tipica di queste decisioni e con le garanzie costituzionali (come il PdR che firma).
      L’allarme è una cosa diversa, è un intervento immediato.

      20 luglio 2018
  12. Me said:

    @Mattia scrivo qui perché non c’è possibilità di rispondere a ciò che scrivi, non so se sia voluto. Da nessuna parte nella legge si parla di tempistiche di intervento, né il significato stesso della parola allarme ha una qualche connotazione temporale, allarme non significa necessariamente minaccia immediata come siamo in effetti portati a pensare nell’utilizzo comune della parola, sbagliando. Detto questo, è la mia opinione, e come diceva un mio vecchio professore il bello delle opinioni è che io ho la mia, tu la tua e la mia è quella corretta 🙂

    20 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      allora, la ratio della legge è quella, come spiegavo, di evitare che un’autorità debba intervenire con procedure di emergenza. Perché costano, sono preziose e si tengono per le emergenze vere.
      Per questo motivo si punisce un allarme infondato.
      Ma se il fatto porta a una decisione del Parlamento allora non c’è più niente da tutelare. Non c’è una struttura di emergenza che deve essere tutelata da un abuso.

      20 luglio 2018
  13. Me said:

    @Mattia ma la ratio l’ha decisa il legislatore scrivendo la legge in un certo modo, non prevedendo affatto che l’intervento fosse immediato, ma soltanto provocato dall’azione del reo. Se mi trovi dove c’è scritto che la procedura debba essere urgente ti dò ragione ma parla solo di annunziare un pericolo, non si parla di emergenza, ed il provvedimento causato può essere quello di qualunque soggetto incaricato di un pubblico servizio, quindi anche il parlamento.

    20 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      . Se mi trovi dove c’è scritto che la procedura debba essere urgente

      lo sai che una norma non si interpreta solo da quello che c’è scritto in quella norma, vero?

      20 luglio 2018
  14. Me said:

    @Mattia ok, allora per favore puoi indicarmi altre interpretazioni, Cassazione, Gazzetta Ufficiale, qualunque cosa che smentisca la mia interpretazione e dica che perché si tratti di reato di procurato allarme l’intervento debba essere immediato/urgente e non possa trattarsi di un intervento pensato che arriva tramite legislazione? Ti giuro, non ti sto trollando, è che davvero non trovo nulla al riguardo e non capisco dove posso sbagliare riguardo a come la sto interpretando nel caso di specie, le uniche cose che trovo è che questo reato è stato utilizzato per punire dei falsi sequestri ma nient’altro di rilevante.

    20 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      @Mattia ok, allora per favore puoi indicarmi altre interpretazioni, Cassazione, Gazzetta Ufficiale

      va’ alla camera dei deputati e chiedi i verbali di quando fu approvato il codice penale.

      20 luglio 2018
  15. Me said:

    @Mattia bella risposta, ma a trollare me che non trollo te non penso tu ci faccia bella figura, poi se preferisci cosi è il tuo blog e, contento tu, contenti tutti. Sai, a dire che non si hanno tutte le verità a propria disposizione e forse ci si è sbagliati, non di sicuro, forse, non potendole avere né io né te quelle verità, ci si guadagna più fiducia che a difendere il proprio punto di vista senza accettare quello degli altri. Saluti e buona vita.

    20 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      bella risposta, ma a trollare me che non trollo te

      guarda che non sto mica trollando.
      Ti sto indicando la strada corretta per interpretare una legge.
      Ti basterebbe sapere come s’interpreta una legge per saperlo.

      20 luglio 2018

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