La tecnica kosher

Sull’aereo che mi ha portato in Grecia ho sperimentato per la prima volta la tecnica kosher. Quando ho comprato il biglietto aereo ho specificato che volevo un pasto kosher.
Anche se non sono ebreo (e il prepuzio ringrazia).

Lo scopo è duplice. Il primo è quello di ottenere il cibo prima degli altri. Quando sono sull’aereo non sopporto di dover aspettare durante le lentissime operazioni di distribuzione del cibo. Che poi, per una sorta di nuvola fantozziana applicata al cibo sull’aereo quando arrivano alla mia fila finiscono sempre i pasti e devono tornare in cambusa a ricaricare i carrelli. I nervi.
Quando invece prendi un cibo a parte te lo danno subito, nella sua scatoletta speciale solo per te. Quindi tu sei lì che mangi mentre gli altri pasmano in attesa del cibo.
Il secondo scopo è invece quello di ricevere cibo migliore. Perché poi ho visto quello che hanno mangiato le signore sedute vicino a me: io ho ricevuto il doppio del cibo e a occhi anche di qualità migliore.
E cosa devo dirvi? Le tecnica ha funzionato alla grande. Quindi la consiglio anche a voi. Magari se non prendete un vole per l’arabia saudita, ecco.

Tra l’altro ho scoperto che non è che ti danno del cibo kosher e dicono loro che è kosher. C’è una certificazione di un rabbino che garantisce che è vero kosher. Il pasto arriva sull’aereo in una scatola sigillata con la certificazione rabbinica e il personale di bordo ti chiede di aprire tu la scatola così rompi tu i sigilli.
Poi loro ti riscandano il pasto ma intanto tu hai visto cosa c’è dentro e sai che tutto ciò che riceverai era dentro la scatola coi sigilli.
Che la cosa più interessante è che c’è qualcuno che vive di certificazioni. Più o meno come una buona fetta di professionisti dediti alla burocrazia, del resto. Poi magari lo fa gratis, che ne so, ma c’è un rabbino che offre un servizio di certificazione del cibo alle compagnie aeree. Che non è per niente male come sfruttamento della posizione.
A questo punto devi rispolverare quella cosa della mia religione di cui io sono il profeta e poi chiedere alle compagnie aeree di fornire cibo merdista certificato. Da me. A pagamento.

10 Comments

  1. Lela said:

    Hm. Per il volo per l’Arabia Saudita si potrebbe provare a chiedere un pasto halal 😉 Però su un volo di una compagnia occidentale, non di bandiera saudita-emirates-qatar eccetera, perché loro servono solo halal (ho ancora il trauma per il “bacon” di tacchino a colazione)…quindi ti tocca aspettare come tutti 🙁

    6 luglio 2018
    Reply
  2. Nick said:

    Molte compagnie hanno una lunga sfilza di pasti tra cui scegliere, tra kosher, vegetariano, vegano, con poco sale, con poche calorie, halal… Ogni volta che vedo ste liste penso alla quantita’ industriale di gente scassaminchia che c’e’ nel mondo. 😀 Comunque scegliendo uno di questi sicuramente mangi prima.

    7 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      gni volta che vedo ste liste penso alla quantita’ industriale di gente scassaminchia che c’e’ nel mondo.

      precisamente

      7 luglio 2018
  3. Shuren said:

    @Nick:
    “Ogni volta che vedo ste liste penso alla quantita’ industriale di gente scassaminchia che c’e’ nel mondo.”

    E la quantità industriale di religioni, correnti filosofiche e consuetudini sottostanti che ci sono nel mondo. Da soddisfare tutte, se possibile. In un aereo. In un fottuto cazzo di volo. Su una maledetta poltrona.

    Ma non credo sia solo questione di “volo dal punto A al punto B” ma anche di “esperienza di viaggio”.

    7 luglio 2018
    Reply
  4. Mauro said:

    Proprio per questo io abolirei totalmente i pasti e gli snack in aereo. Digiuno per tutti. Di qualsiasi religione è in qualsiasi classe.

    7 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Proprio per questo io abolirei totalmente i pasti e gli snack in aereo.

      1. Non è che siccome c’è qualche cagacazzo allora devo rimetterci pure io.

      2. Sui voli sotto le tre ore, però. Ché se ti fai un Francoforte-Los Angeles voglio vederti se non mangi nulla.

      7 luglio 2018
    • Shuren said:

      Su un Francoforte-LosAngeles vai di PUFF, facendo scoppiare il sacchetto per aprirlo.

      7 luglio 2018
  5. Andrea Occhi said:

    Io cerco di stare nella parte anteriore.
    Perché è vero che il pasto speciale (non ci sono solo le religioni, ma anche intolleranze, allergie e malattie, vedi la celiachia) ti viene portato prima di tutti gli altri, ma se sei in fondo aspetti una vita per il bere, perché non ti viene portato subito ma con il carrello dopo che hanno avuto tutti da mangiare.

    Quindi la parte anteriore (in realtà gli aerei grossi sono divisi in due sale per il cibo, quindi puoi essere anche a metà ma essere il primo ad essere servito) è vantaggiosa, perché mangi più o meno insieme agli altri, e hai da bere senza aspettare troppo.

    Sulla qualità non so, la mia morosa prende sempre quello per celiaci (ha dei problemi ancora non ben chiariti con il glutine o con i farinacei) e quantità e qualità sono sempre più o meno paragonabili.
    La prossima volta lo prendo kosher anche io, così vedo…

    9 luglio 2018
    Reply
  6. Sciking said:

    Il typo “prendete un vole” fa particolarmente sorridere pensando a cosa vuol dire in ceco

    10 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Il typo “prendete un vole” fa particolarmente sorridere pensando a cosa vuol dire in ceco

      Eh, ma quello sarebbe un vocativo! 😉

      11 luglio 2018

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