Percezione della realtà

Questo è un esempio perfetto per spiegare la differenza tra realtà e percezione della realtà tramite i giornali.
Uno slovacco si è beccato un pugno a Brno perché ha osato fare una domanda in slovacco.

Uno legge questo articolo, magari tra due mesi ne legge un altro e al terzo si convince ci sia un odio tra cechi e slovacchi. Se questo qualcuno ha la sfiga di essere un severgnini qualsiasi è facile che se ne esca con un editoriale allarmato sull’odio etnico che ribolle nell’Est Europa. Condito con  i dove andremo a finire, colpa dei venti populisti di Orban, oddio i fassisti.

La realtà è invece molto diversa, e ve lo può confermare chi vive in Rep. Ceca (e non sta chiuso nella sua cameretta tutto il giorno). In Rep. Ceca ci sono tantissimi slovacchi che vivono e lavorano parlando slovacco. Vai al ristorante a Praga e il cameriere ti parla slovacco, vai in un negozio e la commessa ti parla slovacco. In ufficio il collega slovacco parla in slovacco, addirittura all’università i cittadini slovacchi fanno gli esami e scrivono la tesi in slovacco.
E nessuno si lamenta. Magari qualcuno borbotta ma in generale nessuno si mette a randellare un commesso perché ti parla in slovacco. Ma proprio no. Anzi, di solito la gente nemmeno borbotta (al massimo borbottano gli stranieri che parlano ceco ma fanno fatica a capire lo slovacco).

L’episodio citato prima è semplicemente un caso isolato. Che ne so, magari il tizio era irritato perché l’ex-moglie era slovacca e quando hanno divorziato l’ha rovinato. Ma insomma, non è indicativo di nulla.
La differenza è che a chi non vive nella società ceca arriva solo quell’articolo mentre non sa che gli slovacchi parlano slovacco ogni giorno in Rep. Ceca perché semplicemente non fa notizia. Quindi si fa un’idea campata in aria di tensioni inesistenti tra cechi e slovacchi.
E questo vale anche per chi magari vive in Rep. Ceca ma non parla ceco e non sa distinguere il ceco dallo slovacco. Gente che vive a Praga da anni ma parla solo inglese quando esce di casa, di certo non capiscono se il commesso gli si rivolge in slovacco.

Lo dico perché c’è gente che fa i video su iutiub pretendendo di spiegare la politica ceca e poi sbaglia la pronuncia di zeman tipo venti volte, pur vivendo a Praga. Il che significa che sì, magari vive a Praga, ma in una bolla personale. Le informazioni che usa sono informazioni di seconda mano, informazioni che arrivano da quegli articoli e che – da sole – danno una visione distorta della realtà.

Molto spesso leggete delle corrispondenze fatte da giornalisti che non vivono nel paese di cui parlano e non ci hanno mai vissuto. Se ci vivono magari non parlano la lingua. Fanno corrispondenze con materiale di seconda mano, prendendo articoli di altri giornali e poi si costruiscono dei racconti basati su quello che vogliono dimostrare. Che poi, delle volte basterebbe anche solo fare dei giretti sul marasma delle reti sociali, ma richiede tempo e bisogna conoscere la lingua. Mettere insieme quattro o cinque articoli e tirare fuori un editoriale condendoli con opinioni personali è più veloce e facile.

Tenetelo presente quando vi trovate davanti a certe corrispondenze.

4 Comments

  1. Mauro said:

    Domanda semi-OT: la questione linguistica è reciproca? Cioè, in Slovacchia puoi fare tutto (o quasi) in ceco come in Rep. Ceca puoi fare tutto (o quasi) in slovacco?

    2 luglio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Domanda semi-OT: la questione linguistica è reciproca? Cioè, in Slovacchia puoi fare tutto (o quasi) in ceco come in Rep. Ceca puoi fare tutto (o quasi) in slovacco?

      mah… non ho abbastanza esperienza, però io in Slovacchia parlo ceco (non inglese) e delle volte mi rispondono pure in ceco, probabilmente perché sanno che i cechi capiscono lo slovacco meno di quanto gli slovacchi capiscano il ceco.

      2 luglio 2018
  2. Raoul Codazzi said:

    Secondo me questo è uno dei post più interessanti che hai scritto nell’ultima decade. Ci potresti fare un blog a parte su un tema come quello della differenza tra realtà e sua descrizione/percezione. Ne salterebbe fuori l’intero repertorio di fallacie logiche e di tecniche di manipolazione, roba da farci un corso universitario, persino due.
    Ogni due per tre qualcuno ci dice che il politico del tal Paese è un sovranista-populista-ultranazionalista-what-the-fuck-ecc. Ma di quel Paese, di quel popolo e dei suoi rappresentanti politici noi non sappiamo nulla. Poi un giorno magari ci capiti per caso e scopri che quel Paese è un mezzo paradiso.

    2 luglio 2018
    Reply
    • Mauro said:

      Beh, io con la Germania ogni tanto lo faccio 😉

      4 luglio 2018

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