829 mila

Atene.
Saliamo su di un taxi, e con la coda dell’occhio un collega legge quanti chilometri ha macinato: 829 mila.
Chiediamo conferma la taxista e sì, quella autovettura ha su 829 mila km.

Era una vecchia škoda octavia. Altri taxisti suoi colle, ci riferisce, hanno portato lo stesso modello a 2 milioni di chilometri. Egli si pone il traguardo del milione, si accontenta di poco.

Così, giusto per ricordarvi quanto si può fare con un diesel e buona manutenzione. Ché poi ti arriva il cretinissimo di turno a sbrodolare dalle gambe perché una tesla fa 300 mila km come se fosse chissà che cosa. Bitch, please.

11 Comments

  1. Mauro said:

    Io conosco anche motori a benzina (che la leggenda dice avere vita meno lunga dei diesel) andare avanti per 1 o 2 milioni di chilometri.
    I vecchi motori FIAT, per esempio (come esempio: spesso le vecchie FIAT UNO o 127 venivano rottamate perché dopo centinaia di migliaia di chilometri si spaccava la frizione, mentre il motore girava ancora come nuovo).

    2 luglio 2018
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  2. Andrea Occhi said:

    Ho portato “a fine vita” due auto:
    la vecchia tipo 1.6 benzina a carburatore (anno 1991) che ho “rottamato” nel 2005 a oltre 225.000 km. Nonostante una manutenzione non troppo puntuale, il motore girava ancora come un orologio svizzero, ma avevo davanti circa 3000 euro di lavori (frizione, gomme, ammortizzatori e cricchetto di accensione-che ogni tanto non azionava il motorino di avviamento), e ho preferito comprare una punto prima serie di seconda mano.
    La punto prima serie di cui sopra, con molti meno km, (circa 160.000) che ho rottamato per prendere gli incentivi per l’acquisto della Punto a metano. Anche quella non aveva nessun problema sul motore, ma gli interni erano conciati (sarà perché non peso poco, ma i sedili erano mezzi distrutti) e nessuno mi dava 4500 euro che mi arrivavano dalla rottamazione.

    Per il discorso Tesla/elettriche i punti sono due:
    – costano 2-3 volte un’auto comparabile (la iOn costa nuova 28-30000 euro, ed è paragonabile a una Aygo/C1/Citigo/Twingo/i10 che di euro ne costano intorno ai 10.000)
    – hanno una autonomia risibile e dei tempi di ricarica eterni, che no, non saranno mai ridotti sostanzialmente, visti i limiti fisici e la ricerca già fatta negli ultimi 2 secoli.

    2 luglio 2018
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    • Luigi said:

      > Per il discorso Tesla/elettriche i punti sono due:
      > – costano 2-3 volte un’auto comparabile (la iOn costa nuova 28-30000 euro, ed è
      > paragonabile a una Aygo/C1/Citigo/Twingo/i10 che di euro ne costano intorno ai 10.000)
      > – hanno una autonomia risibile e dei tempi di ricarica eterni, che no, non saranno mai
      > ridotti sostanzialmente, visti i limiti fisici e la ricerca già fatta negli ultimi 2 secoli

      E’ vero che al momento il prezzo del nuovo e’ ancora alto pero’ man mano che le auto elettriche si diffondono sara’ piu’ facile trovare un usato a cui al massimo si dovra’ cambiare la batteria (costosa si’ ma puo’ convenire se il prezzo totale e’ basso). Comunque tenendo l’auto una decina d’anni si compensa il prezzo d’acquisto grazie alle ridotte spese di mantenimento. Per quanto riguarda i tempi di ricarica : e’ vero che sono lunghi ma spesso si possono sfruttare i tempi morti (quando l’auto e’ parcheggiata di notte nel box o al lavoro durante il giorno). Inoltre si stanno diffondendo le colonnine di ricarica rapida che tornano comode per gli spostamenti lunghi.

      11 luglio 2018
    • mattia said:

      E’ vero che al momento il prezzo del nuovo e’ ancora alto pero’ man mano che le auto elettriche si diffondono sara’ piu’ facile trovare un usato a cui al massimo si dovra’ cambiare la batteria

      Ma che discorso è?
      Allora facciamo il paragone sull’usato.
      Ché di auto a benzia usate ne trovi di buone anche al solo prezzo della batteria nuova.
      Non è che puoi paragonare il prezzo dell’usato da una parte con il nuovo dall’altra. Anche perché non basta cambiare la batteria per far tornare il tuo trabicolo elettrico nuovo.

      Comunque tenendo l’auto una decina d’anni si compensa il prezzo d’acquisto grazie alle ridotte spese di mantenimento.

      Ma va’ là. Al massimo il costo dell’auto lo compensi con il prezzo più basso dell’energia e con agevolazioni fiscali.
      Che però valgono finché sono in pochi ad avere l’auto elettrica.
      Un sistema economico che non reggerebbe sulla massa.

      Inoltre si stanno diffondendo le colonnine di ricarica rapida che tornano comode per gli spostamenti lunghi.

      Ma secondo te come arriva la potenza a queste colonnine?
      Per opera dello Spirito Santo?

      12 luglio 2018
  3. claudio said:

    Per i motori a benzina il milione di Km non sono mai stato un grosso problema.

    Per noi italiani ovviamente e’ diverso, come del resto in europa ma con meno eccesso.

    Un paese rurale molto povero aveva come motorizzazione principale quella 500 che e’ tanto miracolosa quanto un bidone.
    Certo, con niente andava ma il limite era “con niente”.
    La 500, per esempio, aveva come manutenzione ordinaria lo sventrare l’intero motore ogni 10.000Km. Dopotutto per evitare il costo del filtro olio, banalmante, non lo aveva. Era sostituito dall’albero motore cavo che avrebbe dovuto “pulire” i residui corposi di una lavorazione incerta e di metalli altrettanto di qualita’.
    Giungere ai 100K voleva dire aver cambiato mezza macchina almeno 2-3volte.

    Non parliamo poi della qualita’ delle successive 126-127, mezzi che sembravano partecipare ad un demolition derby durante il travet.

    Anche l’epoca delle fiat uno non era particolarmente ferlice. Cero, alcuni arrivavano a cifre di Km a 5 cifre ma non solo erano eccezioni ma erano anche una costante fidelizzazione al meccanico.

    Senza andare lontano le R4 erano auto spartane ma almeno i km li facevano. Ne ho conosciute diverse con km ben oltre i 200K che non avevano dovuto passare la vita dal meccanico. Poi che non frenassero sotto la pioggia era un altro genere di problema :-).

    Mentre in famigli avevamo raramente auto italiche (autoestinte) i miei amici alimentavano il mercato dell’usato per cupa disperazione. Frizioni dalla durata annuale e turbine esplose come a capodanno erano la norma. Come non citare veri e propri sovvenzionamenti alla classe dei meccanici come le alfa 33 e 75?

    Qualsiasi auto che cercava di essere “dirigenziale” nel mondo aveva un motore da 2500-3000cc per una potenza relativamente modesta. Facile da guidare, robusto, relativamente poco inquinante e da una curva di coppia confortevole.
    In italia con il fallire di alfa e, soprattutto, lancia, avevano solo fiat. In pratica una piccola azienda senza risorse attiva principalmente in italia e poco nel 3zo mondo abituata a frullini intorno ai 1000cc. Per preservare questa poveraccia si fecero una serie di regole,fra cui il limite ai 2000cc e le varie accise nel passato, e i cavallanti attraverso megasuperbollo con monti ad oggi.

    Se guardiamo ancora piu’ lontano, in USA, il classico motore americano, raramente sotto i 2500cc, le milioni di miglia erano tutt’altro che rare. Ci sono dei fanboy che hanno auto del nonno con numeri sul contachilometri veramente notevoli.
    Small-block e’ una garanzia. Stiamo parlando di auto del 1957 in giro ancora oggi usandole come auto tutti i giorni per mezzi secoli. Una banale panda 30 non e’ compatibile con l’uso odierno quanto un’impala.

    Non e’ un caso che molte auto e barche europee e, a maggior ragione italiane, montassero motori americani o profondamente ispirati a questi. La fama dei RIVA era data da motori americani, le auto sportive ISO o jaguar usavano motori americani. Le barche preformanti usano i motori della corvette.

    Quindi l’unico limite dei motori a benzina nostrani era che erano e rimangono esageratamente piccoli e debolucci. 100K e’ un limite nostrano da mercato rurale low tech.

    Per questo motivo FCA sa pensando di far sparire il marchio FIAT. Dopotutto una panda-500 costa come una camaro e in USA non sta avendo molto successo. Inoltre, di fatto, la FIAT prima di FCA produceva solo 2 modelli:
    panda
    punto
    (poi con etichette diverse come mito)
    In pratica la fiat faceva (fa?) solo 2 modelli a retrotreno interconnesso da comprasi al massimo a 12.000E.

    2 luglio 2018
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    • Mauro said:

      La 500, per esempio, aveva come manutenzione ordinaria lo sventrare l’intero motore ogni 10.000Km.

      È stata la prima macchina che abbiamo avuto in famiglia. Venduta con 100000 km senza aver mai fatto nulla al motore. Chi la ha comprata ne ha percorsi altrettanti prima di dover farci qualcosa.
      Mio zio e i miei vicini di casa di allora avevano anche FIAT 500 e idem: almeno fino ai 100000 km mai toccato il motore.
      Altro che “sventrarlo” ogni 10000.

      2 luglio 2018
    • claudio said:

      caro mauro, io non so come era fatta la tua 500, o come funzionasse.
      Il MANUALE di manutenzione della 500 prevedeva ogni 10K di smontare mezzo motore.
      Non lo dico io, lo dice FIAT. E non ti dico cosa succedeva piu’ avanti…
      Oltretutto spiegami come facevi a rimuovere le morchie nel separatore centrifugo senza almeno smontare la puleggia della dinamo (si e’ corretto, non aveva l’alternatore e per questo era facile scaricare o uccidere la batteria nel traffico in questo abominio e nel 126) e lo stesso separatore che era uno sporcare mezza officina, un lavoraccio lungo e schifoso: sei sicuro “mai era stato toccato”?
      https://www.sicurauto.it/upload/news_/18116/img/15177-filtro-centrifugo.jpg

      In pratica non cambiavi mai l’olio, lo aggiungevi e basta ad ogni pieno di benza? Ormai girava limatura e faceva parte del circuito come in alcuni altoparlanti?
      Se tu usavi un olio del futuro e avevi delle canne sperimentali in evaporato (oggi comuni), ok
      Oppure, probabile, avevi il pistone che scampanava cosi’ tanto, millimetri, da andare a miscela, quel fumo azzurrino cosi’ tipico delle fiat sgarruppo, e avere la potenza di una vespa con un consumo quadruplo, quasi da auto vera.
      La marmitta, in quelle condizioni, era una vasca d’olio pronta a prendere fuoco o otturarsi e la partenza a freddo (soprattutto al nord) era lunghetta con le candele sott’olio e senza compressione. Ti risulta o la tua era maGGica e partiva entro la rotazione come da nuova non mangiando candele, olio e marmitte? Perché dietro a casa ho chi ha messo su un impero con le marmitte del cinquino (ed ora sta fallendo).
      In pratica ogni km percorso inquinavi come un pieno o due su un GT-R senza neppure la gioia di sorpassare un ciao piaggio sul cavalletto, senza conducente e rimasto a secco.
      E taccio sulla qualita’ dell’aria nell’abitacolo… Altro che le cause intentate per le auto americane. La 500 in italia era santa.

      Bestia, come sono cattivo…. 🙂

      3 luglio 2018
    • Mauro said:

      Il manuale poteva dire quel che vuole: la realtà lo smentiva.
      Se poi c’era chi (con perfetta mentalità teutonica) seguiva il manuale alla lettera invece che cercare anche di ragionare su ciò che veramente serviva… beh, fatti suoi.
      Anche la mia attuale Alfa Romeo, se leggo il manuale, dovrei portarla ogni 3×2 in officina. Invece ce la ho portata solo a seguito di un incidente.

      4 luglio 2018
    • stephen said:

      a meno che uno non si facesse il tagliando “fai da te” credo che nessuno veda “smontarsi il motore” davanti. porti la 500 in officina intera e la ritiri intera; se il meccanico ha dovuto smontare x y z no lo sai. credo si intendesse quello.

      5 luglio 2018
    • Mauro said:

      @ stephen

      Io parlo proprio del portarla in officina. Per i primi tempi lo facevi se no perdevi la garanzia. Poi invece di seguire il manuale seguivi la realtà.

      (Poi c’era sì, anche chi si faceva il tagliando fai da te… e lo faceva bene senza smontare assolutamente mezzo motore, anzi… ma comunque questi non erano la maggioranza).

      6 luglio 2018
  4. massy said:

    Seat Ibiza con motore del 127. Comprata nel 94 per, tipo, 300.000 lire compresa di passaggio, con 800.000 chilometri. Venduta a 1M. Gira ancora, sta a 1.4. Rifatto il radiatore perché ho investito un cinghiale…

    Golf diesel del 97. Nel 2006, l’ho regalata ad un mio vicino con 1.7M di chilometri. Lui l’ha tagliata con il flessibile, per farla cabrio e correrci in una specie di sentiero privato sterrato. È morta a 1.9 chilometri perché ha abbracciato una quercia. Rifatto 2 volte la frizione, non mi ricordo altri grandi lavori.

    Audi A4 1900 diesel: 2006-2014. 110.000 km/anno. Venduta a poco meno di 1M: 980.000 e qualcosa. Gira ancora; c’ho rifatto il volano bimassa che è un difetto noto del gruppo.

    Imho la differenza la fanno lo stile di guida, la costanza della manutenzione ordinaria e, pure, la botta di culo di non beccare un motore con problemi di gioventù.

    Ah: per manutenzione ordinaria intendo olio, filtri, etc. Non mi ricordo di aver speso più di 250-300 euro anno in tal senso.

    Ah 2: non le faccio guidare mai a mia moglie. Le sue durano tipo 80-100.000 km. Ci prova ma non riesce a capire cose difficilissime quali: non si appoggio il piede sulla frizione, si cambia marcia in base al traffico ed alla strada, non si sterza da fermo etc.

    Detto ciò: in teoria un motore elettrico ha tutte le capacità di durare molto più di moderni diesel, che, a causa del loro progresso oggettivo, sono più complessi e quindi più soggetti ad usura (ricordate la prima regola di ingegneria? meno pezzi ci sono, meno possibilità ci sono che si rompano…)
    La differenza starà nel progettista/produttore. Audi-Mercedes e sì, FCA, faranno motori elettrici che dureranno una vita. Tesla continuerà a far promesse pheeeeghe. Ma tant’è: gli adoratori di elon masc continueranno nella loro adorazione onanistica e tutti contenti.

    3 luglio 2018
    Reply

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