Fuori luogo

Ieri ho fatto una figura di merda di quelle epiche.

Ero lì che programmavo alla mia scrivania quando ricevo un’email del capo: uscire tutti dall’edificio, c’è un’evacuazione in corso. Così ho preso il calcolatore portatile, una batteria di riserva e sono uscito con calma. Tra l’altro pensavo che dovremmo installare dei sistemi più efficienti per le evacuazioni, ché se invece di essere al calcolatore mi trovavo a in laboratorio a fare esperimenti facevo in tempo a sentire un poliziotto bussarmi alla porta e dirmi di uscire ché c’era un allarme bomba.

Già, perché qualche rincoglionito evidentemente non era pronto per l’esame e ha fatto una telefonata anonima dicendo che c’era una bomba all’università. Tra l’altro l’idiota non ha specificato in quale facoltà, quindi hanno evacuato migliaia di persone da tutti gli edifici dell’università dalle 10 del mattino alle 4 del pomeriggio.

Ma all’inizio non capivo la portata dell’allarme. Pensavo fosse una cosa di 5 minuti e via, anche perché quando sono uscito dalla facoltà non c’è in giro nessuno, solo la polizia. E niente, esco serafico con il calcolatore sotto al braccio, saluto il poliziotto all’ingresso e mi metto a lavorare tranquillo sui tavolini davanti all’ingresso della facoltà. Non faccio in tempo ad aprire il calcolatore che la polizia mi avvicina.
– Non può stare qui
– Ah, perché?
– Deve andare lì, oltre il nastro bianco e rosso.
A quel punto sollevo lo sguardo e vedo una folla enorme di studenti e personale assiepata dietro un classico nastro di polizia. E io come un pirla, serafico, all’interno della zona proibita. Ops…

Non mi sono mai sentito così tanto fuori luogo.

Piesse: il coglione che ha chiamato non sa, forse, che all’interno dell’università ci sono mense e tavole calde che stavano preparando migliaia di pasti per il mezzodì. Cibo che è stato gettato visto che per legge ci sono cibi che non puoi servire dopo 24 ore dalla preparazione. Oltre al danno economico c’è un danno etico, visto che buttare via cibo buono è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Ecco, a questo coglione auguro che gli vengano emorroidi perenni e sanguinanti.

11 Comments

  1. Raoul Codazzi said:

    Cioè, mi stai dicendo che quello che ha fatto la chiamata è anche riuscito a farsi beccare?

    28 giugno 2018
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    • mattia said:

      no, tutto quello che ho scritto sul telefonista è una deduzione mia.
      Siamo in periodo d’esami, davvero non riesco a pensare ad altra motivazione per un gesto simile.

      28 giugno 2018
  2. Mauro said:

    E io come un pirla, serafico, all’interno della zona proibita. Ops…

    Mi immagino la tua faccia quando hai scoperto la gente oltre il nastro…
    Spero che qualcuno ti abbia scattato una foto e la pubblichi 😀

    28 giugno 2018
    Reply
  3. ava said:

    20 anni fa circa in facoltà un tecnico di laboratorio diede di matto e sparò a tre professori uccidendone uno. All’ epoca terrorismo e sicurezza erano concetti ignoti.
    Al momento del misfatto nessuno sapeva dove fosse finito lo sparatore ( era andato a casa) per cui i carabinieri entrarono in tutte le aule di tutte le facoltà presenti nello stabile ed in quelli vicini per sgombrare.
    Un mio amico che faceva odontoiatria ( erano quattro gatti) e i suoi compagni non sentirono l’ allarme e rimasero dentro lo stabile fin che un commandos dei carabinieri non entrò dopo qualche ora sfondando la porta col mitra in mano e li insultò pesantemente perchè erano ancora lì.
    Altra figura dimmerda veramente epica la fece il mio docente di fisica nello stabile vicino. Quando dalla finestra si sentirno ambulanze , carabineri e polizia tutti gli studenti ( con un minimo di buon senso ) cercarono di informarsi su cosa fsse successo ( non c’erano i cellulari all’ epoca) guardando fuori.
    Il professore diede di matto perchè ” non si disturba e non ci si alza, cosa volete guardare”, il coglionazzo ! se fosse stato un incendio nello stabile saremmo stati fottuti.
    il giorno dopo partì con un pippone melodrammatico perchè gli avevano ucciso i colleghi. Tutti in aula rimasero abbastanza vabbeh.
    ecco queste due sono delle belle figure dimmerda, mica le tue.
    Itra parentesi se non ricordo male l’ omicida si consegnò il giorno dopo alla polizia.

    28 giugno 2018
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  4. Raoul Codazzi said:

    Va bene, pubblico anch’io una figura di merda che mi riguarda. Rodano, provincia est di Milano, qualcosa come 25 o 28 anni fa, epoca Poli. Un mio amico di Forte dei Marmi mi porta a conoscere dei suoi amici di Segrate, Pioltello e dintorni. Gente fighetta che mi ha dato sui nervi all’istante, tranne uno con cui dopo un po’ mi sono messo a giocare a scacchi. Eravamo circa sei o sette ragazzi e due ragazze, una bruttina e l’altra davvero notevole. Sembravano tutti solo amici e nulla più. A un certo punto le due ragazze vanno a casa e gli altri (tranne il tizio che giocava a scacchi con me, rimasto in silenzio e concentrato) si mettono a parlare della ragazza bruttina; sono andati avanti per almeno 15 minuti a dire cose del tipo: però si è fatta più carina, non me la ricordavo così. Dentro di me non capivo perché tutti i commenti riguardassero ostinatamente solo la bruttina quando l’altra era veramente figa, che se anche lo sai e lo vedi che una è figa un commento sulla sua figaggine lo fai comunque. A un certo punto non ho resistito e sono sbottato con le seguenti parole: scusate, continuate a parlare della [nome1], ma io mi tromberei molto più volentieri la [nome2]. Dopo un interminabile femtosecondo si silenzio ho visto il mio amico di Forte dei Marmi buttarsi a pesce sul divano e scoppiare in una risata fragorosissima; a ruota gli altri lo hanno seguito facendo altrettanto. Il tizio che giocava a scacchi con me, invece, è rimasto impassibile. Un minuto più tardi ho appreso che la tizia figa era la sua ragazza.

    28 giugno 2018
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  5. Zeno said:

    Beh, non mi pare che i quattro studenti rimasti dentro abbiano fatto una figuraccia. Peggio quella dal commando dei carabinieri, che non ci è arrivato che qualcuno possa non sentire l’allarme ed è subito passato agli insulti. Facile fare i gradassi con degli studenti che non l’hanno sentito, piuttosto che con un pazzo armato.

    28 giugno 2018
    Reply
  6. Peto said:

    Ora però immagina i tuoi studenti davanti a una birra tra anni:
    “Oh, e il Butta…? Vi ricordate quando ci fu l’allarme bomba, gran casino, tutti evacuati, gli dicono di uscire e lui… Zero sbatti, prende il pc, esce e continua a lavorare davanti all’ingresso! Nessuno interrompe il Butta.”

    29 giugno 2018
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    • mamoru said:

      questa si presta bene ad essere deformata dopo n passaparola col butta che disinnesca la bomba coi piedi mentre lavora al pc con una mano e sorseggia una birra con l’altra… leggende universitarie

      29 giugno 2018
  7. Matteo C. said:

    Al di là del condividere pienamente ciò che hai scritto ti faccio una domanda che può sembrare stupida ma in realtà ha un fine e mi serve saperlo: ma tu programmi quindi? Come linguaggio conosci il C++? Perchè io lo devo affrontare all’università… e ho un esame al primo, uno al secondo e pure uno (prima facoltativo, ora con tutta probabilità obbligatorio..) anche al terzo anno!

    29 giugno 2018
    Reply
    • mattia said:

      ma tu programmi quindi?

      Un po’ come tutti, a diversi livelli e in diversi contest.

      Come linguaggio conosci il C++?

      no.

      30 giugno 2018
    • Matteo C. said:

      A questo punto lecita la curiosità: che linguaggi conossci tu?

      30 giugno 2018

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