San Giovanni Nepomuceno

Esame di ceco ieri. Come è andato? Chi mi segue sul tuitter già lo sa.
Ricapitolo la capitolazione:

1. Esame di cultura: perfetto.
Trenta risposte giuste su trenta domande. Ho anche risposto correttamente alla domanda sul ruolo del Procuratore della Repubblica. Mica pizzi e fichi, eh.

2. Esame di ceco

2.1 Lettura, ok. Ho fatto un paio di errori banali perché non conoscevo il significato di una parola. All’inizio l’avevo dedotto correttamente dal contesto e avevo risposto in maniera corretta. Poi alla fine ho cambiato idea, ho modificato le risposte e come un cretino ho sbagliato. Ma sono due risposte su 25, posso aver fatto anche qualche altro errore ma penso di aver fatto il minimo del 60%.
Tra l’altro, gran parte delle domande erano di logica, nemmeno di ceco in sé. Penso che anche buona parte dei madrelingua avrebbe fatto qualche errorino.

2.3 Scrittura, ok. C’erano due compiti. Nel primo avevo chiamato la linea di assistenza delle Poste ceche e dovevo scrivere perché li avevo chiamati, di cosa ero soddisfatto (e per essere soddisfatto delle Poste ceche bisogna avere molta fantasia) e cosa poteva essere migliorato. Nel secondo compito ho dovuto scrivere una lettere a un amico in cui parlavo dell’argomento “oggi abbiamo una istruzione migliore che nel passato”.
Avrò sicuramente fatto qualche errore di ortografia, ma penso di essere sopra il 60%. Dipende però da come valutano, non ho idea.

2.4 Orale, boh… vediamo. L’ho fatto per ultimo, in coppia a un ingegnere meccanico di origine ucraina che parlava un po’ di italiano. Molto simpatico, dopo l’esame mi ha pure dato un passaggio in automobile per la stazione.
Nella lunga attesa (sono entrato alle 17.10) mi ha pure chiesto di insegnargli come si dà del lei in italiano.
L’esame penso sia andato bene. C’era una tizia che parlava con noi e due tizie che verbalizzavano. Quella che parlava con noi era molto divertita. Ho puntato tutto sull’ironia, un po’ perché queste qua erano dentro da tre ore a sentire banalità su banalità da sti poveri cristi stranieri che parlavano la loro lingua un po’ così-così, quindi probabilmente ne avevano anche le ovaie piene e volevo farle rilassare in modo che fossero ben disposte nei miei confronti. Un po’ perché essere ironici in una lingua straniera (ho detto ironici, non sboccati o volgari) non è semplice, dimostra una discreta padronanza della lingua.
Ho sicuramente sbagliato qualcosa, me ne sono accorto anche da solo (quindi significa che sapevo le cose e le sbagliavo per nervosismo), ma anche qui il 60% dovrebbe esserci.
Nell’andare via ho provato a sbirciare cosa avevano verbalizzato le tizie e ho visto qualche punto negativo, ma non so se erano per me o per il tizio ucraino.
Anche in questo caso però dipende da come valuta la commissione, non ho alcun parametro oggettivo per autovalutarmi.

Avrete notato che ho saltato la parte 2.2, ossia l’ascolto. Perché quello è stato una catastrofe.
La qualità dell’audio era anche buona, c’erano degli altoparlanti nel soffitto e di per sé si sentiva bene. Ma c’è stato un compito su quattro, quello con più domande, in cui non capivo nulla. Totale black-out.
È una cosa che ancora mi capita una volta ogni tanto. Di solito capisco bene, anche nelle simulazioni che avevo fatto (simulazioni ufficiali preparate dall’istituto che per ordine del Ministero dell’interno crea il testo dell’esame) capivo benissimo. Per darvi un’idea, il testo viene ripetuto due volte e mi è capitato di ascoltarlo solo una volta perché avevo già capito tutto e alla seconda volta manco prestavo attenzione.
Ieri no, sono andato nel pallone.
L’ultima volta che mi era capitata una cosa del genere era stato in un negozio di O2: il commesso se ne è uscito con una frase in cui non avevo capito nemmeno una parola.
Capita, ché ci sono parole che non conosco. Se in una frase ce n’è una capisci ugualmente il senso della frase. Se per pura sfiga l’80% delle parole non le conosci sei fottuto. E capita, raramente.
Ebbene, a me è capitato proprio all’esame.

Secondo le regole posso passare anche solo con il 50% in una sezione (escluso l’orale). Quindi spero intensamente di aver fatto 13 punti su 25 nell’ascolto nonostante il disastro.
I risultati si sapranno entro 30 giorni, ma spero arrivino molto prima perché così posso registrarmi per la sessione di settembre, se bocciato, prima che si esauriscano i posti disponibili.
Tra l’altro non capisco nemmeno perché ci mettano così tanto, visto che la parte di lettura e di ascolto è corretta automaticamente (dovevamo riempire un modulo che viene acquisito con lettore ottico, tipo la schedina della Sisal), l’ascolto l’hanno valutato al momento, devono solo correggere lo scritto. Quanto possono metterci a correggere dei temini? A meno che siano a corto di personale…
La mia speranza è che dicano entro 30 giorni per stare larghi ma li forniscano molto prima. Anche perché adesso parte il periodo in cui controllerò su internet se sono usciti i risultati in maniera compulsiva. Stress a manetta.

Se l’ho passato, l’ho passato al pelo. Anzi, alla ricrescita pubica appena depilata.
Ma non mi faccio illusioni.
Ieri ero affranto. Per darvi un’idea, dopo l’orale volevo piantare lì tutto e andarmene via dalla rabbia. Poi mi sono calmato e sono rimasto. Un po’ perché razionalmente sapevo che sarebbe stata una scelta sbagliata: magari avevo passato l’ascolto al pelo e buttavo via l’occasione di passare l’esame. Un po’ perché ormai le 3300 corone le avevo pagate e tanto vale sfruttarle. Ma soprattutto per vedere come era il resto dell’esame, perché almeno ora saprò come valutano l’orale e lo scritto, che è una valutazione che puoi ottenere solo se fai l’esame.
E poi alla fine mi hanno anche consentito di portar via la matita e il temperino. Un po’ cari a 3300 corone, ma almeno quello.

Vediamo come va. Sul tuitter ho già promesso che se l’ho passato mi butto nella Moldava (tanto è estate), magari in occasione della tradizionale gita sul battello a cui partecipo con alcuni amici ogni anno.
Ironicamente qualcuno mi ha consigliato di stare attento a non fare la fine di San Giovanni Nepomuceno.

Se non lo passo lo ritento, consapevole del fatto che la prossima volta dovrò fare solo l’esame di ceco, visto che quello di cultura l’ho già passato. Quindi forse sarò più rilassato.
Non mi arrendo qua. Non c’è nessuna limitazione nel rifare l’esame, se non il fatto che ogni volta devo pagare 3300 corone. E se lo prenoto tardi devo magari farlo in una sede sperduta dove c’è ancora qualche posto disponibile.

La cosa che mi dà un po’ fastidio è che non posso nemmeno dire “ok, la prossima volta devo studiare di più”, ché non dipende neanche da quello. Magari potrei migliorare di qualche punto allo scritto studiando quelle regole ortografiche che ogni volta che studio poi mi dimentico in tre settimane. Ma per il resto è solo una questione di fortuna. Non c’è nemmeno da studiare la lingua, al massimo devi studiare per passare il test, che è una cosa diversa. L’unico problema è che libri per prepararsi al TOEFL, per dirne uno, cene sono a bizzeffe, libri per prepararsi a questo test di ceco ce ne è uno solo, e in quello avevo rotto il culo ai passeri.
Quindi non mi resta che ritentarlo e amen.

Comunque è stata una bella esperienza. Stancante (mi ha occupato tutto il giorno) ma interessante. Ho incontrato tanta umanità, ho scambiato emozioni di speranza e delusione con altra gente, ho letto il nervosismo negli occhi di una gentile signora vietnamita…

E ora parte l’attesa per i risultati…

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *