Fate passare il giro d’italia ovunque

Da quando si parla di guida autonoma io pongo la stessa domanda: se mi trovo sulla statale Regina e in una strettoia non ci si passa in due come fa la macchina a guida autonoma a leggere il gesto dell’altro passeggero che fa segno di passare a me?
E se mi trovo in una situazione analoga mentre sto salendo ai piani d’Erna, come fa l’auto autonoma a decidere che può anche mettere mezza ruota fuori dall’asfalto e ci si passa, tanto non succede niente?
Stradina di un qualsiasi paese di campagna dove l’ultima volta che hanno rifatto la segnaletica orizzontale è stato nel 1986 perché passava il giro d’italia: come identifica i margini della carreggiata?
Arrivo in cantina, e devo entrare in una strada sterrata non ufficiale che mi porta alla mia cantina vinicola. Come cazzo decide di abbandonare la strada asfaltata per andare su di una strada sterrata non ufficiale?
Come decide di parcheggiare sotto il noce se quello non è un parcheggio ma solo qualche metro quadro dove puoi cagar giù la macchina?

E niente, nessuna risposta. Solo demo di auto con guida autonoma che fanno mille mila chilometri sulle strade californiane nei quartieri ricchi con la segnaletica perfettina come in un modellino dei playmobil.
Appena escono e si trovano davanti a strisce orizzontali un po’ sbiadite vanno a balengo e ti schianti.

Oh, bella cosa la guida autonoma, non vedo l’ora che sia realtà. Ma per adesso siamo lontani, molto lontani dall’avere una vera guida autonoma. Abbiamo qualche sistema di guida assistito di mediocre qualità.
Sì, mediocre, perché in questi casi le aziende (e le fangirl squirtanti) ti fanno vedere i casi in cui il sistema funziona bene, ma non è da quello che si giudica il sistema. La qualità del sistema si valuta mettendolo nelle condizioni peggiori. È lì la sfida, e purtroppo fare un sistema che guida in maniera autonoma in modo più sicuro dell’uomo nelle condizioni peggiori è dannatamente difficile.
Io sogno l’auto a guida autonoma, ma voglio vederla in azione nelle condizioni peggiori. Se qualche casa automobilistica vuole dimostrarmi che la sua auto a guida autonoma è davvero capace di guidare in modo autonomo anche nelle condizioni peggiori mi faccia un fischio, so io dove portarli.

 

Piesse: lo stesso principio vale per quelli che sbrodolavano dalla vagia per le demo che prenotavano da sole un appuntamento dal parrucchiere al telefono qualche settimana fa. Tutto nelle condizioni migliori. Voglio vedere il sistema alla prova con un commesso ceco scazzato. Devi creare un’intelligenza artificiale apposta per capire i modi di fare cechi tendenti al meno mi rompi il cazzo e meglio è.

4 Comments

  1. brain_use said:

    fare un sistema che guida in maniera autonoma in modo più sicuro dell’uomo nelle condizioni peggiori è dannatamente difficile.

    Esatto. E’ quel che dico da tempo.

    Aggiungo un commento che ho postato ieri sul disinfo, proprio parlando dell’ultimo (in senso cronologico) incidente causato dall’autopilot riprendendo le parole dell’autista-passeggero:

    the vigilance required to use the software, such as keeping both hands on the wheel and constantly monitoring the system for malfunctions or abnormal behaviour, arguably requires significantly more attention than just driving the vehicle normally without use of Autopilot.

    Adesso lo dice anche uno che lo ha e lo usa, o lo usava.
    Direi che non posso essere più considerato un volgare oscurantista e che quel “more attention” mette una pietra tombale sull’utilità dell’auto-coso in qualsiasi contesto al di fuori di una coda a 20 km/h.

    Furthermore, I believe that if Autopilot even has the small potential of misreading a clearly marked gore point, and has the potential to drive into a gore point and crash into a barrier, it should not be tested in beta, on the open road, and by normal consumers.

    Anche questo mi pareva ovvio, ma evidentemente al “visionario” Musk no.

    27 maggio 2018
    Reply
  2. Sciking said:

    Presumo che:
    1) Per il gesto si potrebbe sviluppare un sistema tipo ferroviario (con i costi che ne conseguono), ogni auto ha un transponder, le strettoie hanno una boa e le auto decidono, comunicando tra di loro, chi passa.
    Discorso simile per la stradina e il noce, si mettono questi segnali e l’auto li identifica come strade/parcheggi, anche se in questo caso si potrebbe, magari, usare un sistema tipo GPS sul veicolo.
    Tutto ciò, ovviamente, aumenterebbe i costi visto che i cartelli non sarebbero più dei pezzi di latta ma dei sistemi ben più costosi.

    2) Sulla mezza ruota, beh, probabilmente per arrivare alle condizioni peggiori si dovranno usare l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, che prima o poi arriverà a capire, spero per i progettisti, che se il limite di corsia è 13 e metti la ruota a 13,01 non muore nessuno.

    27 maggio 2018
    Reply
  3. mamoru said:

    beh tempo fa vidi un articolo che parlva di come un team jp avesse trovato il modo di fregare le telecamere di un sistema di guida assistita mediante dell foto (3d credo) a bordo strada messe pr un uso malizioso (tipo una galleria che prosegue diritta in curva e l’auto si beve la cosa). e li uno si chiede tante cose su questi progetti sbrodolati in produzione senza esser finiti.

    ps vorrei che facessero autoapprendimento nel kansai in mezzo a gente che non accende i fari in galleria, mette la freccia a caso per 1 secondo se mai si ricorda di usarla…e questi fanno sperimentazione coi clienti. aspetto le invettive dal maniero digitale, quando saltera’ fuori che coi dati dell’auto sanno se, quando e dove sei andato a puttane in macchina e che hanno un profilo dell’utente dettagliato basato sui pattern degli spostamenti…

    28 maggio 2018
    Reply
  4. stephen said:

    le cosidette “ai” sono infinitamente piú stupide di quanto il marketing voglia farci passare. ho dovuto disabilitare ogni tipo di servizio predittivo e bloccare qualsiasi tracking perché ogni volta “che si facevano vive” mi intralciavano, cosí come le macchine anche google e i servizi che “ti anticipano” o gli assistenti.
    il fatto che sono affamati di dati e pattern di comportamento e piú ficcano questi sistemi giú per la gola degli utenti piú ne raccolgono, peccato non siano sempre validi perché non li usi in modo “naturale”

    30 maggio 2018
    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota sui biscottini: questo sito usa solo i biscottini di base di Wordpress per il funzionamento del sito. Non usa biscottini per memorizzare vostri dati personali, anche perché non me ne frega niente. Pensate che non vengono nemmeno fatte le statistiche sugli accessi di questo sito. Non ci sono nemmeno i pulsanti per mettere apprezzamenti sul feisbuc, il tuitter o altre reti sociali. Ciao.