Il femminismo è un disturbo mentale

Ieri pomeriggio ero lì che vagavo per il dipartimento quando incontro due tizi. Dicono di essere di una università americana e vogliono parlare con qualcuno per stabilire un programma di scambio di studenti. Mi chiedono a chi possono rivolgersi, quindi li ho portati dal dipartimento delle relazioni pubbliche che poi li ha gestiti, visto che è esattamente quello il loro lavoro.

Mentre parlavo in corridoio con queste due persone mi sono accorti di aver fatto quella che probabilmente era una gaffe. All’atto di presentarci ho dato il mio biglietto da visita a colei che mi aveva parlato fino a quel punto, mentre l’altro tizio era stato zitto. La professoressa a sua volta mi ha dato il suo biglietto da visita.
Per buona creanza avrei dovuto dare il mio biglietto anche all’altro tizio ma ho titubato un po’ e in un attimo è arrivato il momento in cui se gli davo il biglietto sembrava “ah, ok, scusa se non ti ho considerato, va bene… lo do anche a te, contento?“. Così, per evitare l’imbarazzo, ho fatto finta di niente.
La situazione è così diventata tale per cui parlavo solo con la signora e non con il signore. Mica l’ho fatto apposta, mi ci sono trovato in quella situazione. Un po’ perché ha iniziato a parlare lei e non lui, quindi mi sono naturalmente rivolto a lei, un po’ per la gaffe con il biglietto da visita.

A parti invertite i femministi mi avrebbero massacrato. Avrebbero detto che parlavo solo con l’uomo e non con la donna perché non consideravo la donna degna di considerazione accademica. Mi avrebbero dato del sessista, quando magari invece parlavo solo con l’uomo per gli stessi motivi per cui ho parlato solo con la donna, ossia per caso. Non c’è nessun sessismo, è capitato così. Nessuno mi accuserebbe di sessismo perché ho parlato solo con la donna, ma se avessi parlato solo con l’uomo invece sì.
Ma i femministi leggono discriminazione ovunque, anche dove non c’è.

I femministi sono dei disturbati mentali, soffrono di quella che si chiama mania di persecuzione. Si cura con un percorso psicoterapeutico.
Uscire dal femminismo si può: curatevi.

7 Comments

  1. Paolo Ghezzi said:

    Il problema è comune a tutti coloro che si sentono ‘discriminati’, ma è essenzialmente un LORO problema.
    Per carità, che per una donna, un omosessuale o un diversamente pigmentato sia più facile trovare il babbeo che li tratta male è pura e triste verità.
    Quello che non va bene e che alcune di queste persone si mettano a strillare ‘discriminazione’ a ogni piè sospinto, magari anche per giustificare comportamenti poco corretti da parte loro.
    Se non sbaglio, tempo fa, hai parlato di un tuo battibecco con un tizio maleducato che, in quanto negro, ha tentato di buttare il tutto sul razzismo.
    Altro aspetto del problema, i fanatici delle ‘pari opportunità’ che si mettono a ragliare se in un contesto o in un altro non ci sono abbastanza donne, o manca qualche rappresentante di una ‘categoria protetta’.
    Tempo fa mi trovai a disquisire con un tale che contestava un fumetto, che trovavo molto interessante per l’eccellente documentazione storica di fatti e personaggi in quanto ‘discriminava gli omosessuali’ ed era ‘storicamente inaprropriato’ in quanto descriveva Michelangelo Buonarroti e Benvenuto Cellini come eterosessuali, mentre, (almeno a quanto sosteneva) erano omosessuali, con tanto di codazzo di lamentazione sui poveri gay ghettizzati e perseguitati.
    Il fatto che alla stragrande maggioranza dei lettori se questi od altri personaggi fossero o no gay era totalmente indifferente e che, comunque, un autore possa anche prendersi delle licenze poetiche non lo sfiorava neppure.
    Parliamo poi dell’ Achille negro proposto in una recente serie televisiva?

    24 maggio 2018
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    • mattia said:

      Se non sbaglio, tempo fa, hai parlato di un tuo battibecco con un tizio maleducato che, in quanto negro, ha tentato di buttare il tutto sul razzismo.

      DIciamo che oltre al battibecco questo ha pure provato a menarmi (dico provato perché era incapace di nuocere a chicchessia)

      24 maggio 2018
  2. kheimon said:

    Sento il dovere di insinuare il dubbio che a lungo andare formulare scenari ipotetici nei quali un tuo comportamento, qualora avesse avuto luogo, sarebbe stato rilevato come sessista… anche questo se non tenuto sotto controllo possa assumere contorni patologici! 🙂

    Posso dirti che da persona – lo ammetto – di intelligenza mediocre, ho iniziato a ottenere qualche soddisfazione dai miei simili quando ho smesso di assumere a priori che fossero degli imbecilli. Per esempio, curiosamente, quando ho smesso di dare per scontato che i miei conoscenti gay si sarebbero offesi per certe affermazioni di buonsenso (che poi si trovano anche in questo blog) hanno smesso di offendersi. La mia teoria psicologica pasta e fagioli è che la mia fiducia nei loro confronti li mette a loro agio.
    È più che possibile, e lo dico dall’alto della mia esperienza di gaffeur di chiara fama, che pure la versione “al femminile” della tua micro-gaffe sarebbe passata in cavalleria.
    Molte profezie nefande si autoavverano. Se vuoi finire al centro di un caso di presunto sessismo per aggiungere una freccia al tuo arsenale polemico, ti prometto che sarai accontentato. 🙂

    25 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      È più che possibile, e lo dico dall’alto della mia esperienza di gaffeur di chiara fama, che pure la versione “al femminile” della tua micro-gaffe sarebbe passata in cavalleria.

      è che nella vita ho visto di ben peggio già capitare.
      Non è un’ipotesi, è la descrizione della realtà.

      25 maggio 2018
  3. Mauro said:

    @ kheimon & mattia

    Io credo che qui abbiate un po’ ragione entrambi (sì, lo so, sembro un vecchio democristiano cerchiobottista 😀 ).

    Provo a immaginarmi spettatore di quanto capitato a Mattia ma invertendo la posizione dell’uomo e della donna da cui è stato fermato.

    Non mi sarei stupito da spettatore se la donna in questione, la “protagonista”, non avesse trovato nulla di strano nel parlare solo con l’uomo da parte di Mattia e quindi non si fosse sentita discriminata.
    Però altrettanto non mi sarei stupito se una donna esterna al dialogo ma che avesse assistito alla scena, avesse trovato il tutto discriminatorio e si fosse messa a starnazzare come una gallina durante lo sgozzamento.

    25 maggio 2018
    Reply
  4. claudio said:

    Il femminismo odierno e’, spesso, una macchietta come puo’ esserlo il seguace di una squadra sportiva o un vegano: nulla a che vedere con il femminismo.
    Il problema delle donne sono le donne.
    In passato ho litigato molto con persone che mi hanno dato persino del mostro, ma la mia esperienza nel gestire il personale mi ha dato una chiave di lettura: le donne hanno dei vantaggi e alle volte li sfruttano un po’ troppo.
    Da qui la genesi di centinaia di problemi
    Se la percentuale di costoro, costrici, costore, ceiregf (caxxo si dice)QUESTE che fanno le furbette e’ sufficientemente alta esistera’ un problema di genere sempre e comunque.
    Il femminismo e’ DIVENTATO per una fetta importante della popolazione una follia collettiva alla stregua del veganesimo

    Questo non toglie che la maggior parte di donne siano persone serie e per nulla folli o invasate. Ma devono scontrarsi con le stronxe, non con gli uomini.

    http://allarovescia.blogspot.it/2014/06/donne-in-carriera.html

    25 maggio 2018
    Reply
  5. Luca said:

    Non mi sarei stupito da spettatore se la donna in questione, la “protagonista”, non avesse trovato nulla di strano nel parlare solo con l’uomo da parte di Mattia e quindi non si fosse sentita discriminata.
    Però altrettanto non mi sarei stupito se una donna esterna al dialogo ma che avesse assistito alla scena, avesse trovato il tutto discriminatorio e si fosse messa a starnazzare come una gallina durante lo sgozzamento.

    Sono d’accordo anche io con il buon Mauro.

    Che poi generalmente chi si lamenta e fa polemica (non per forza in questo ambito), chi si erge a paladino della giustizia, di solito il torto non lo subisce.
    Lo vede accadere a qualcun altro, che in genere non si lamenta perché comprende la situazione. Ma chi fa il paladino come fosse una missione divina a cui è chiamato non brilla per acume.

    25 maggio 2018
    Reply

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