Muto

In questi giorni si continua a dire che la Costituzione affida al presidente della repubblica la scelta del presidente del consiglio dei ministri, che i partiti possono indicarlo ma poi è il PdR a decidere e costituzione alla mano può anche dire di no.

Tutto vero.

Però. Però costituzione alla mano è anche vero che il Parlamento – con una legge costituzionale, se necessario – può fare tutto quello che vuole.
Anche indire un referendum per uscire dall’euro o uscire da tutti i trattati internazionali. La politica del Paese la decide il Parlamento. Non garba al PdR? Affari suoi.
È assolutamente intollerabile la pressione sotterranea che mattarella sta facendo per avere rassicurazioni sulla politica pro-Europa dal nascente governo. I partiti che costituiscono una maggioranza in Parlamento hanno tutto il diritto di fare un governo anti-Europa e il PdR si deve amabilmente attaccare al tram.

Egli usi pure tutti i diritti che la Costituzione gli dà nello scegliere le persone che comporranno il governo, ma sulla politica che questo porterà avanti non si azzardi a dire una parola. Muto*.

*Anzi no, può indirizzare messaggi alle Camere, a norma di costituzione. Ma queste hanno tutto il diritto di fregarsene e votare gli atti che vogliono. Anche se sono anti-Europa e fanno piangere mattarella.

7 Comments

  1. Stefano said:

    Sono i soliti soggetti secondo cui la democrazia e’ bella solo quando vincono loro… E cercano il supereroe che rimetta a posto le cose (a posto dal loro punto di vista si intende).

    Un po’ come quelli che facevano appello ai delegati USA di ribellarsi e non votare per Trump…

    22 Maggio 2018
  2. Sciking said:

    Penso che attualmente sia fantapolitica, visto che il governo non vuole andare contro alla Costituzione e penso che, al massimo, Mattarella abbia qualche dubbio su esponenti leghisti che hanno un po’ esagerato nelle dichiarazioni (penso a Salvini con Traini, un minimo di dubbio ci starebbe per un ministro dell’interno).
    Comunque sarebbe un caso interessante per chi studia diritto costituzionale: Il PdR deve assecondare subito la politica o far fare la legge costituzionale e una volta che l’obiettivo è pienamente legale dare l’incarico?

    22 Maggio 2018
  3. Zhelgadis said:

    E’ la mia obiezione a quanti dicono che “il bresidende si medde di draverso, governo eleddo dal bobolooohh!1!”

    Se hanno davvero delle idee e sono in grado di portarle avanti, c’è un parlamento nel pieno dei suoi poteri. Può votare le leggi ritenute opportune, il PdR può rimandarle indietro una volta ma se gliela rivotano uguale è costretto a firmare. Nel mentre possono perfino continuare a litigare su quale culo deve poggiare su quale poltrona.

    Se c’è un problema di costituzionalità, possono fare una legge costituzionale e la si va a votare, come successo con Renzi. Possono pure cambiare le prerogative del PdT, teh.

    Generalmente a questo punto sbroccano malamente.

    22 Maggio 2018
  4. ava said:

    Mattarella è stato muto su troppe faccende controverse questi ultimi anni per svegliarsi e diventare credibilmente un portiere volante che finisce in area di rigore avversaria per segnare.
    Ce lo ricorderemo come il bello addormentato .

    Detto questo; all’ atto pratico il presidente del consiglio lo decidono le forze politiche. Nessun premier ( trannne casi di governi che si insediano per gli affari correnti , se non ricordo male) è ” non eletto ” , nel senso che quando riceve la fiducia , in effetti, è stato eletto dalle camere. Ed ovviamente la nomina spetta al pdr.

    Ma è evidente che l’ ultima parola spetta alle forze politiche; se ti voto contro il tuo candidato non passa.
    Emblematica fu la ” staffetta” del pdc ai tempi del pentapartito: il pdr prese la scelta e la incassò.

    Adesso i soliti democratici fanno pesare quel poco di deep state che resta loro sperando di conservare le briciole di un potere che non solo non hanno più , ma che se va avanti così non potranno neanche recuperare in futuro.

    Ovviamente i giornali ( a cui il nuovo governo john deere vsicuramente e taglierà i fondi prima di subito) sparano a zero, ma trovo lo spettacolo penoso come l’ ultimo colpo di coda del pesce spiaggiato.

    22 Maggio 2018
  5. Andrea Occhi said:

    Da un certo punto di vista, hanno vinto, che governino.

    Da un altro punto di vista, se il contratto di governo prevede di mandarmi in pensione a 80 anni (forse) e rovinare il paese in cui vivo per un pugno di voti, spero (egoisticamente) che qualcuno gli metta il bastone tra le ruote.

    Il vero dramma della politica italiana a mio parere sono i toni, che tutti dovremmo abbassare un po’. Perché l’insulto e la violenza verbale dovrebbero sparire.

    Un altro problema (che lo dice anche Stefano, sottintendendo una parte politica diversa) è l’incoerenza.
    Perché, se è giusto essere incazzati (e chiedere le giuste dimissioni) quando la Fedeli scrive delle puttanate nel curriculum, non puoi poi candidare uno che ha scritto un paio di cazzate almeno altrettanto grosse (ha nominato un istituto che non esiste a Vienna, e a New York non sanno chi sia, più un Social Justice Group della UE, che non esiste).

    22 Maggio 2018
  6. Peto said:

    Oltretutto: il Presidente ha sì il potere di scegliere il nome, ma gira che ti rigira è la sua scelta ad essere subordinata a qualcos’altro: la maggioranza in Parlamento.

    Faccia pure il grosso quanto vuole, ma poi se le Camere si vedono arrivare qualcuno che non piace ai capoccia, la fiducia non c’è e il Governo resta appeso finché non se ne trova un altro (o si va al voto).

    Se vuole prendersi questa responsabilità…

    22 Maggio 2018
  7. ava said:

    Alle superiori durante le ore di educazione civica chiesi al professore cosa sarebbe successo se il presidente della repubblica avesse rifiutato ad oltranza l’unico premier appoggiato dalle forze politiche.
    il professore mi disse ” non preoccuparti, il presidente della repubblica è scelto anziano apposta per essere super partes”
    Propio.
    In effetti in caso di stallo e forzatura l’unica soluzione sarebbe il ritorno alle urne o l’impeachment.
    in pratica il potere del presidente della repubblica se abusato lo pone a livello dei monarchi saviiardi con il potere di sciogliere le camere a piacimento.

    23 Maggio 2018

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